Piastrina
Le piastrine o trombociti (con il termine trombociti alcuni autori preferiscono però indicare il corrispettivo delle piastrine nelle specie animali in cui esse sono provviste di nucleo) sono elementi figurati (corpuscolati) del sangue. Sono specializzate nei fenomeni di emostasi, cioè impediscono la perdita di sangue a seguito di una lesione. Inoltre hanno un ruolo fondamentale nella coagulazione del sangue.
Le piastrine sono corpuscoli anucleati del sangue circolante. Derivano dalla frammentazione, attraverso un meccanismo di gemmazione del citoplasma dei megacariociti, cellule del sangue prodotte, come le altre, a livello del midollo osseo. Le piastrine sono presenti nel sangue circolante in numero di 150000 - 400000 per mm³ di sangue ed hanno una vita media di circa 10 giorni: questo numero può tuttavia variare anche significativamente in condizioni fisiologiche particolari, come per esempio nell'esercizio fisico. Non essendo cellule, sono prive di nucleo, ma possiedono granuli, molti organuli citoplasmatici ed RNA. Si presentano di forma tondeggiante o ovale di circa 2-4µm.
Al microscopio ottico presentano due zone distinte: una centrale granulare (granomero) e una zona periferica quasi ialina (ialomero). All’interno del citoplasma presentano in particolare actina sia in forma polimerica (microfilamenti), complessata con la profilina, che in forma globulare.
Morfologicamente nella piastrina sono rilevabili granuli, suddivisi in tre tipi:
- Granuli α: poco opachi e molto numerosi, contenenti fattore quarto piastrinico, la trombospondina e fattori di crescita (ad esempio PDGF)
- Granuli densi (risultano maggiormente elettrondensi in microscopia elettronica): Serotonina, Ca+2, ADP e ATP.
- Granuli λ: contengono idrolasi lisosomiali e perossisomi.
[modifica] Emostasi
| Per approfondire, vedi la voce Emostasi. |
Quando l'endotelio dei vasi sanguigni subisce una lesione, solitamente a seguito di un trauma, le piastrine aderiscono fra di loro sul punto di rottura, formando il cosiddetto "trombo bianco", e cominciano a produrre sostanze vasocostrittrici come la serotonina, che induce la contrazione del vaso sanguigno danneggiato spremendo al di fuori il siero (plasma senza fattori della coagulazione) e rallentando il flusso sanguigno. Viene prodotta anche la tromboplastina, che attiva a cascata i fattori della coagulazione; in questo modo si innesca una cascata di reazioni che permetteranno di attivare la protrombina in trombina. Questa, a sua volta, attiverà il fibrinogeno (proteina lunga e lineare) in fibrina (proteina filamentosa e insolubile). L'intreccio dei filamenti di fibrina trattiene le piastrine, i globuli rossi e i leucociti, formando il trombo definitivo (detto anche "trombo rosso").
Successivamente interverrà nella lisi del coagulo la plasmina, attivata a sua volta dal plasminogeno. Una deficienza di plasmina può provocare una tendenza alle trombosi e aumentare il rischio di infarto.
Alcune malattie emorragiche sono causate da difetti piastrinici qualitativi (piastrinopatie) o quantitativi (piastrinopenie).
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