Plasmaferesi

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Procedura medica Macchina per plasmaferesi.jpg
Macchina per plasmaferesi
Classificazione e risorse esterne
ICD-10 6A5
ICD-9 99.7
MeSH D010956

La plasmaferesi è una tecnica di separazione del plasma sanguigno dagli elementi corpuscolati del sangue ottenuta mediante centrifugazione. Il metodo è utilizzato sia a scopi emotrasfusionali, sia a scopi terapeutici[1].

Il termine è formato dalla composizione dei due termini derivati dal greco antico πλάσμα, forma, con cui si indica nel significato odierno la parte liquida del sangue[2], e ἀϕαίρεσις, rimozione[3].

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

La procedura è utilizzata per trattare un gran numero di malattie, incluse quelle del sistema immunitario, tra le quali la miastenia gravis, la sindrome di Guillain-Barré e il lupus eritematoso sistemico, per rimuovere dal circolo ematico tossine introdotte nel corpo, oppure per arricchire il sangue di cellule in caso di autodonazione. È stata utilizzata la prima volta a scopo terapeutico nel 1959 al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, per trattare un paziente con porpora trombotica trombocitopenica[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Why Donate Plasma. URL consultato il 26 settembre 2011.
  2. ^ plasma in Treccani.it - Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  3. ^ aferesi in Treccani.it - Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  4. ^ Wallace, D. J. "Apheresis for lupus erythematosus". Lupus (1999) 8, 174–180.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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