Test di Coombs

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Il Test di Coombs, è un test di laboratorio utilizzato per rilevare la presenza di anticorpi fissati alla superficie dei globuli rossi (test di coombs diretto) oppure di anticorpi liberi nel siero (test di coombs indiretto). Il test di coombs indiretto viene eseguito prima di una procedura medica che prevede un eventuale scambio di sangue tra due pazienti (quale una trasfusione o la gravidanza). Quello diretto invece viene eseguito a seguito della stessa qualora si sospetti che gli anticorpi del donatore (o della madre) siano venuti a contatto con gli eritrociti danneggiandoli. Quello diretto è inoltre eseguito per confermare la diagnosi di anemia emolitica autoimmune dove gli anticorpi attaccano gli eritrociti del paziente stesso.

Principi di funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Il principio che questo test utilizza per produrre un risultato è il fenomeno per cui i globuli rossi, pure essendo presenti nel sangue in quantità elevatissime non vengono mai a contatto tra loro perché sulla loro membrana sono presenti cariche elettriche negative: c'è quindi una continua repulsione tra loro. Per far sì che dei globuli rossi agglutinino, quindi, è necessario che tra un globulo rosso e gli altri si creino dei ponti abbastanza lunghi tali da poter vincere la forza di repulsione delle cariche negative: questi ponti sono degli anticorpi, specialmente le immunoglobuline della classe IgM che sono sufficientemente lunghe. Anche le IgG sono molto importanti per stabilire fenomeni di imponente immunizzazione ma sono troppo corte per provocare agglutinazione. Coombs scoprì nel 1945 che aggiungendo una antiglobulina questa si interpone tra due IgG che si trovano sulle membrane dei globuli rossi legandoli ad una distanza maggiore a quella del raggio d'azione della repulsione che questi hanno tra loro.

Il test di Coombs può essere diretto o indiretto.

Coombs test schematic.png

Diretto[modifica | modifica wikitesto]

Viene usato per visualizzare anticorpi incompleti attaccati ad antigeni dei globuli rossi. Se aggiungendo alle emazie del paziente il siero di Coombs si osserva il fenomeno dell'agglutinazione, il test è positivo; se non agglutinano, il test è negativo.

La positività del risultato del test è data dalla presenza dell'anticorpo sulla superficie delle emazie, la negatività dall'assenza.

La modalità diretta è utilizzata nella diagnosi della MEN (Malattia emolitica del neonato), delle MEA (Malattie emolitiche autoimmuni) e per la visualizzazione delle reazioni trasfusionali.

Esempio[modifica | modifica wikitesto]

Reazione di trasfusione di plasma. Globuli rossi del paziente ricevente gruppo A + siero del donatore gruppo B. Il siero B contiene anticorpi anti-A; gli anti-A reagiscono con l'antigene A presente sul globulo rosso del ricevente; Si aggiungono le anti-Immunoglobuline le quali andranno a provocare l'agglutinazione. Non c'è alcun bisogno di aggiungere siero anti-globuline in quanto gli Ab (anti-A, anti-A1 ed anti-B) del sistema AB0 sono completi (IgM) ed agglutinano direttamente in vitro i corrispettivi Ag (A, A1 e B), mentre in vivo ne provocano la quasi immediata emolisi (distruzione).

In caso di reazione di trasfusione di eritrociti non compatibili, fatto tuttavia assai raro e dovuto sempre ad errore umano, la reazione emolitica sarà peggiore, ed in tal caso sono gli anticorpi del ricevente ad agglutinare gli eritrociti del donatore trasfusi nel sangue del ricevente.

Malattia emolitica del neonato. Viene prelevato il sangue del neonato e con procedura analoga si cercano gli anticorpi anti-D che hanno eventualmente agglutinato gli eritrociti (Rh positivi) del neonato.

Indiretto[modifica | modifica wikitesto]

Consente, diversamente dal test di Coombs diretto, di visualizzare anticorpi incompleti presenti nel siero.

Esempio[modifica | modifica wikitesto]

Tipizzazione eritrocita. L'esame avviene prelevando al paziente del siero, che viene messo a contatto con globuli rossi in cui siano noti gli antigeni presenti sulla membrana. Ottenuti così dei globuli rossi sensibilizzati, se aggiungendo il siero di Coombs avviene la reazione di agglutinazione il test è positivo, cioè nel siero sono presenti gli anticorpi in esame.

Cross-matching (ulteriori reattività nelle trasfusioni). Viene eseguito come il precedente ma al posto degli eritrociti con antigeni noti si usano eritrociti con tipizzazione sconosciuta. In tal modo aggiungendo il plasma del donatore (con eventuali agglutinine sconosciute) agli eritrociti del ricevente (con eventuali antigeni sconosciuti) e quindi aggiungendo il siero di Coombs si possono sapere le eventuali reazioni avverse di questa trasfusione. Quindi in sintesi, il test di Coombs indiretto in realtà altro non è che la procedura del test di Coombs diretto in cui il sangue del ricevente e del donatore vengono a contatto (e si mescolano) in vitro (tramite due prelievi differenti) invece che in vivo (tramite il solo prelievo del sangue del ricevente).

Malattia emolitica del neonato. In questa patologia la madre Rh negativa che ha un figlio Rh positivo (quindi) da padre Rh positivo in seguito al primo parto può produrre anticorpi anti-D contro il fattore Rh (specialmente se non ha effettuato la profilassi). Per conoscere la presenza o meno di questi anticorpi (dannosi contro i figli Rh positivi dal secondo parto in poi) si utilizza il test di coombs indiretto. Pertanto al siero della madre (con eventuali anticorpi anti-D) si aggiunge il sangue del feto e quindi il siero di coombs. La positività del test significa quindi che gli anticorpi anti-D sono presenti ed è evidente grazie all'emoagglutinazione che si viene a formare.

Questo test trova impiego in prove di compatibilità e ricerca di anticorpi antieritrociti, antipiastrinici e antileucocitari.

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