Eritrocita

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Globuli rossi al SEM in falsi colori.

Gli eritrociti (dal greco ἐρυϑρός, erythròs, «rosso» e κύτος, cytos, «cellula») o globuli rossi o emazie (dal greco αἱμάτιον, haimàtion, derivato da αἷμα, haìma, «sangue»), sono cellule del sangue. La funzione principale dei globuli rossi è il trasporto dell'ossigeno dai polmoni verso i tessuti e di una parte dell'anidride carbonica dai tessuti ai polmoni, che provvedono all'espulsione del gas all'esterno del corpo. Fanno parte degli elementi figurati del sangue insieme ai leucociti e alle piastrine e con quest'ultime condividono la particolarità della mancanza del nucleo. Solo nei Mammiferi sono privi di nucleo, mentre nei restanti Vertebrati (come gli uccelli) ne sono provvisti.

Localizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Gli eritrociti, presenti in 4,5-5 milioni/mm3 nella donna e in 5-6 milioni/mm3 nell'uomo[1], rimangono confinati nel torrente ematico per tutta la durata della loro vita, che in media è di circa 120 giorni[1]. In circolo sono presenti anche forme non completamente mature come i corpi di Howell-Jolly o gli anelli di Cabot, caratterizzati da residui di cromatina e di fuso mitotico rispettivamente.

Forma e dimensione[modifica | modifica wikitesto]

I globuli rossi sono famosi per la loro caratteristica forma di disco biconcavo che presenta uno spessore di 0,8 µm al centro e 1,9 µm alla periferia[1]. Le dimensioni sono piuttosto variabili: in media si aggirano sui 7,5 µm di diametro, ma possono arrivare a 9 µm (diventando macrociti) e a 6 µm (microciti)[2]. La forma particolare, oltre a facilitare gli scambi gassosi poiché aumenta il rapporto superficie/volume, permette loro di rigirarsi, schiacciarsi e ripiegarsi per poter passare all'interno dei vasi sanguigni molto sottili.

Nell'uomo, i globuli maturi sono privi di nucleo e di organuli citoplasmatici, poiché il nucleo e i mitocondri vengono espulsi durante la differenziazione delle cellule progenitrici, mentre gli altri organuli si disintegrano. Un globulo rosso adulto contiene quasi esclusivamente emoglobina. L'alto contenuto emoglobulinico dona loro una colore rosa con le colorazioni di Giemsa e Wright (le più comuni per gli strisci di sangue nei vetrini istologici) che si fa più chiaro al centro, nella zona più sottile.

Una variazione nella forma degli eritrociti prende il nome di poichilocitosi[2] e può avvenire a causa di sfasamenti nella concentrazione ionica del plasma: una diminuzione della concentrazione (ipotonicità) porta all'entrata dell'acqua nelle cellule e un loro conseguente rigonfiamento che può portare ad emolisi per scoppiamento; un aumento (ipertonicitià) comporta l'uscita dell'acqua causandone una disidratazione che porta ad un raggrinzimento irregolare che produce protuberanze spinose per le quali sono detti echinociti[2].

I cambiamenti nella dimensione sono, invece, chiamati anisocitosi.

Gruppi sanguigni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gruppo sanguigno e Fattore Rhesus.

Il gruppo sanguigno di ogni individuo è determinato dalla presenza di glicoproteine sulla membrana dei globuli rossi. Ogni globulo rosso presenta un antigene 0, che viene poi arricchito di un fucosio diventando antigene H. A quest'ultimo può essere ulteriormente aggiunta una N-acetilgalattosamina o un galattosio formando rispettivamente gli antigeni A e B. Questi possono essere presenti singolarmente o entrambi secondo le seguenti combinazioni:

  • antigene A: gruppo A;
  • antigene B: gruppo B;
  • antigene A e B: gruppo AB;
  • solo antigene H: gruppo 0.

Dalla membrana, inoltre può sporgere il fattore Rh che rende Rh-positivo o Rh-negativo a seconda che ci sia o meno.

Funzione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Emoglobina.

La loro funzione è principalmente quella di trasportare ossigeno ed una piccola frazione dell'anidride carbonica prodotta dal metabolismo (20% circa); il resto raggiunge i polmoni sciolta nel plasma sotto forma di carbonati, ma l’emoglobina in essi contenuta, insieme al suo sale (emoglobinato di K), (Hb è l’acido, KHb è il sale) impedisce brusche variazione del pH del sangue.

Ogni molecola di emoglobina contiene 4 atomi di ferro e può legare reversibilmente quattro molecole di ossigeno. Per la presenza del Fe2+, l’emoglobina assume un colore rossastro, che aumenta quando il ferro si combina con l’ossigeno e diminuisce quando la globina si lega con l’anidride carbonica. Ogni globulo rosso ne contiene 300.000.000 molecole, per cui ogni globulo rosso può portare 1,2 miliardi di molecole d’ossigeno per volta (e 2,1168 x 10^19 molecole d’ossigeno in totale). L’emoglobina ed il suo sale rappresentano circa il 30% della cellula.

I globuli rossi non possono riprodursi né riparare danni e hanno una vita breve. Con l'invecchiamento vanno incontro a un processo di frammentazione e infine vengono inglobati da speciali cellule presenti in tutti i tessuti, ma specialmente nel fegato e nella milza.

Eritropoiesi[modifica | modifica wikitesto]

Il processo di formazione dei globuli rossi prende il nome di eritropoiesi e dura circa 4-5 giorni. La mancanza del nucleo impedisce loro di riprodursi e quindi la loro produzione è totalmente affidata al midollo osseo. Nascono nel midollo osseo a partire dalla cellula staminale mieloide CFU-GEMM (unità formanti colonie di granulociti, eritrociti, monociti e megacariociti), in comune con granulociti, monociti e piastrine. Grazie allo stimolo da parte dell'eritropoietina viene spinta la maturazione verso i progenitori BFU-E e CFU-E. La via differenziativa procede verso i precursori, toccando 5 tappe nelle quali le future emazie vedono ridursi il nucleo fino a scomparire, la scomparsa dell'impianto di traduzione e l'arricchimento in emoglobina:

  • proeritroblasto: è piuttosto voluminoso con un diametro di 15-19 µm, presenta una grande nucleo, numerosi poliribosomi e va incontro a numerose divisioni mitotiche;
  • eritroblasto basofilo: presenta una cromatina più addensata e dimensioni minori rispetto al precedente. Con ancora attività mitotica ha un citoplasma fortemente basofilo;
  • eritroblasto policromatofilo: presenta un nucleo più piccolo e una colorazione mista dovuto al passaggio da uno stadio ricco di ribosomi (basofilia) a uno ricco di emoglobina (acidofilia) che determina due colorazioni diverse, è ancora presenta la divisione mitotica;
  • eritroblasto ortocromatico (o ortoblasto): ha un citoplasma acidofilo e un nucleo molto piccolo, presenta colorazione rosa con il metodo di Giemsa;
  • reticolocito: è un eritrocita immaturo che contiene ancora qualche ribosoma e mitocondrio, presenta un fine reticolato dovuto alla precipitazione dei ribosomi. Possono essere presenti nel torrente ematico (circa l'1-8%[3]) insieme ai globuli rossi maturi.

Eritropoietina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Eritropoietina e Doping.

L'eritropoietina è una glicoproteina prodotta dal rene e determinante per il differenziamento degli eritrociti. Viene prodotta in base al contenuto di ossigeno del sangue: se troppo basso ne viene aumentata la produzione e stimola maggiormente l'eritropoiesi, in caso di trasfusioni, invece, ne viene inibita la produzione.

Patologie[modifica | modifica wikitesto]

Anemie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anemia falciforme e Talassemia.

Con il termine anemia si intende una riduzione notevole del numero di eritrociti con un conseguente deficit più o meno grave del trasporto di ossigeno.

L'anemia falciforme è un tipo di anemia dovuta ad una differenza di un amminoacido nella catena β dell'emoglobina (da glutammato a valina). In condizioni di bassa pressione di ossigeno, questa mutazione causa una l'insolubilità dell'emoglobina che si deposita modificando la forma dei globuli rossi (diventano simili a delle falci e da qui il nome inglese sickle) e rendendoli meno plastici e più fragili.

Le talassemie α e β sono anemie dovute ad una ridotta sintesi di una delle due catene dell'emoglobina e quindi la molecola, nel complesso incompleta, precipita formando granulazioni.

Eritroblastosi fetale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Eritroblastosi fetale.

L'eritroblastosi fetale o malattia emolitica del neonato avviene in caso di incompatibilità fra il fattore Rh della madre e del feto. Capita soprattutto dopo la prima gravidanza nella quale, durante il parto, la madre viene a contatto con il sangue del bambino e si sviluppano gli anticorpi contro il suo fattore Rh (se + con madre è Rh-).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Bani, Baroni et all., Istologia Umana, Idelson-Gnocchi, 2012; pagina 381
  2. ^ a b c Bani, Baroni et all., Istologia Umana, Idelson-Gnocchi, 2012; pagina 383
  3. ^ Bani, Baroni et all., Istologia Umana, Idelson-Gnocchi, 2012; pagina 410

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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