Donazione del sangue

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Donazione del sangue
Pittogramma della donazione di sangue

La donazione di sangue è l'azione di un singolo individuo, agente volontariamente in maniera spontanea o concordata, finalizzata al privarsi di una determinata quantità del proprio sangue o di suoi componenti, affinché venga utilizzata per scopi medici.

Può essere dettata da puro spirito di solidarietà, totalmente gratuita, oppure (in alcuni paesi) può avere una controparte economica: su 124 stati in osservazione da parte del WHO nel (lontano) 1997, solo in 49 risultava non retribuita. D'altra parte, in paesi del 3° mondo come Haiti, la vendita periodica di sangue alle multinazionali da parte di volontari risultava, oltre che forma di autosussistenza, anche la principale fonte di valuta estera per l'economia nazionale. (V. Uckmar, lettere al Corriere della sera).

La quantità di sangue prelevato e le modalità possono variare. La raccolta può essere fatta per semplice deflusso dopo puntura venosa, o grazie ad attrezzature automatizzate che prelevano solo specifiche porzioni del sangue (plasmaferesi). La maggior parte dei componenti del sangue utilizzato per le trasfusioni hanno una vita breve e il mantenimento di una fornitura costante è un problema persistente.

Il fabbisogno in Italia[modifica | modifica sorgente]

Si stima normalmente che vi sia bisogno di 40 unità di sangue l'anno ogni 1000 persone, cioè circa 2 400 000 unità per la sola Italia. Nel 2000 l'Italia ha raggiunto l'autosufficienza a livello nazionale. La maggior parte di noi può donare il sangue e molti, almeno una volta nella vita, potrebbero averne bisogno.[1].

Alcune regioni sono autosufficienti, ad esempio l'Emilia-Romagna ha raggiunto il livello di 60 unità. Vi sono inoltre alcune isole felici, cioè singole città dove, grazie al radicamento nel territorio di una o più associazioni locali, si è raggiunta una raccolta ancora maggiore. In numerose regioni, tuttavia, la raccolta è ancora insufficiente, e il fabbisogno viene soddisfatto con trasferimenti da altre regioni.

Nonostante la sempre più attenta e ponderata utilizzazione del sangue, il fabbisogno è costantemente in aumento, per l'aumento dell'età media della popolazione e per i progressi della medicina, che rendono possibile interventi anche su pazienti anziani, un tempo non operabili.

La donazione da donatori volontari, periodici, responsabili e non retribuiti è la migliore garanzia per la qualità e la sicurezza delle terapie trasfusionali.

Trattamento del sangue[modifica | modifica sorgente]

Prima di qualsiasi utilizzo, ogni campione di sangue viene analizzato in laboratorio per verificare il gruppo sanguigno ed escludere le trasmissioni di malattie infettive. Dopo ogni donazione, il donatore riceve il risultato delle analisi e può agevolmente tenere sotto controllo il suo stato di salute.

Alla prima donazione vengono determinati:

Le analisi includono:

Le unità di Sangue Intero vengono in seguito sottoposte a "frazionamento" per ottenere globuli rossi, plasma e buffy-coat (quest'ultimo sottoposto ad ulteriore lavorazione per la preparazione di Concentrati di Piastrine). Ciascuno degli emocomponenti ottenuti ha precise indicazioni terapeutiche e può essere utilizzato in svariati campi medici e chirurgici, tra i quali la cura di leucemie, tumori, intossicazioni da farmaci, anemie, emorragie, malattie emorragiche, ustioni, tumori del fegato, anemia mediterranea, emofilia A e B, operazioni di primo soccorso, in particolare incidenti stradali, trapianti di organi ed altro ancora.

Frequenza delle donazioni[modifica | modifica sorgente]

Le donazioni possono essere di tipologie diverse:

Intervalli minimi previsti dalla legislazione italiana (SENZA FONTE):

da donazione di sangue intero a donazione di sangue intero: 90 giorni tra una donazione e l'altra; max. 4 volte l'anno per l'uomo, 2 volte l'anno in età fertile per la donna
da donazione di sangue intero a donazione di plasma: 1 mese
da donazione di plasma a donazione di sangue intero: 14 giorni
da donazione di plasma a donazione di plasma: 14 giorni
da donazione di sangue intero a donazione di piastrine: 1 mese
da donazione di piastrine a donazione di sangue intero: 14 giorni
da donazione di piastrine a donazione di piastrine: 15 giorni (massimo 6 donazioni all'anno)
da donazione di multicomponenti a donazione di multicomponenti: 3 mesi

Legislazioni di altri Paesi permettono una frequenza maggiore: 6 donazioni di sangue intero per gli uomini (intervallo di 2 mesi) e 4 per le donne (intervallo di 3 mesi) in Francia e negli Stati Uniti (dove per la prima donazione bastano 17 anni); 4 per gli uomini e 3 per le donne in Spagna e in Portogallo - Brasile. Il numero medio di donazioni pro capite in Italia è leggermente inferiore a 3 donazioni/anno per gli uomini, a 2 per le donne. Vi sono tuttavia ampie oscillazioni di carattere regionale e locale. Dati gli intervalli di donazione previsti dalla vigente legislazione, è possibile effettuare molto più delle quattro donazioni canoniche, alternando donazioni di sangue intero e di plasma; teoricamente fino a 24 donazioni l'anno, donando solo quest'ultimo.

Quanto si può donare[modifica | modifica sorgente]

Il limite massimo di sangue intero che è possibile donare in una sola volta è di 450 ml ±10% (si stima che il sangue rappresenti il 7% della massa corporea; circa 5 litri in un adulto medio del peso di 70 kg)[senza fonte], mentre per il plasma la sacca raccoglie 600 ml.

Il prelievo[modifica | modifica sorgente]

È necessario aver introdotto una sufficiente quantità di liquidi onde non essere disidratati, prima del prelievo viene compilato un questionario anamnestico riguardo alla storia clinica remota e recente dall'ultima donazione, o comunque gli ultimi 4 mesi, dopodiché il donatore viene sottoposto alla quantificazione dell'emoglobina tramite punzione di un dito della mano ed esame spettrofotometrico della goccia di sangue fuoriuscita.

Segue poi un colloquio con un medico della sezione con cui viene commentato il questionario, viene misurata la pressione arteriosa ed auscultati il cuore ed i polmoni, dopodiché si può accedere alla sala prelievi.

Una donazione di sangue intero dura circa 15 minuti; una di plasma ne dura circa 45 ed una di piastrine poco di più. La durata della donazione di plasma è maggiore di quella del sangue intero a causa del procedimento di estrazione del plasma dal sangue: la cannula (l'ago che viene inserito in vena) è collegata ad un separatore cellulare in cui una centrifuga separa la parte più liquida, il plasma appunto, dai globuli rossi. Tale macchina esegue normalmente tre cicli di prelievo-separazione-reinfusione; in ciascuno sono processati circa 450 ml di sangue. Il plasma viene immesso in una sacca, la restante parte processata (globuli rossi concentrati e il plasma non separato) viene reintrodotta nell'apparato circolatorio nel donatore attraverso la stessa cannula. Per la donazione di plasma è incoraggiato lo stringere ritmicamente con la mano una pallina di gommapiuma per favorire il ritorno venoso garantendo un regolare funzionamento del separatore cellulare; è comunque presente un avviso sonoro quando il flusso di sangue si riduce sotto determinati valori.

Tramite una gestione con codici a barre, viene tracciata la singola donazione, identificando la sacca di sangue, l'apparecchio di emotrasfusione impiegato, il tesserino dell'operatore e del donatore.
In questo modo, è informatizzata la registrazione del gruppo sanguigno e della data di donazione, che permettono di controllare:

  • l'impiego di sangue di un gruppo compatibile col ricevente;
  • non oltre il tempo massimo utile per la conservazione delle sacche e la trasfusione;
  • il rispetto del tempo minimo di 3 mesi, previsto per legge, tra una donazione e la successiva;
  • la disponibilità in tempo reale di sangue presso ogni centro, per ottimizzare la raccolta e l'impiego in base alla domanda.

Al termine del processo, per compensare la parte liquida tolta, potrebbe essere infusa nel donatore della soluzione salina, ma nella pratica si consiglia semplicemente di bere dei liquidi. Non prelevando componenti cellulari, la donazione di plasma risulta di impatto praticamente nullo sull'efficienza fisica del donatore; può pertanto essere eseguita ad intervalli ridotti (anche soli 14 giorni) ed è particolarmente indicata a donne in età fertile, in quanto non riduce il contenuto di ferro del sangue.

La richiesta di questo emoderivato è molto maggiore rispetto al sangue intero poiché il suo campo di applicazione è molto vasto.

Le donazioni sono in genere indolori e prevedono un ristoro finale. Ai lavoratori dipendenti, inoltre, viene riconosciuta in Italia per legge una giornata di riposo retribuita.

La donazione in Unione Europea è esclusivamente a titolo gratuito.

Le condizioni per la donazione in Italia[modifica | modifica sorgente]

Le condizioni necessarie per essere donatore[2][3] sono:

  • età: compresa tra i 18 e i 65 anni. È possibile donare prima della maggiore età solo in situazioni particolari, dopo parere medico e autorizzazione da parte di chi esercita la patria potestà sul minore. I donatori abituali in buona salute possono continuare a donare anche oltre i 65 anni. L'età massima per la prima donazione è di 60 anni, posticipabile dal medico. Negli USA è possibile la prima donazione già a 17 anni; in Brasile anche a 16, con il consenso di chi esercita la patria potestà.
  • massa: uguale o superiore ai 50 chili;
  • pulsazioni: comprese tra 50-100 battiti/minuto;
  • pressione arteriosa: tra 14,66 e 24 kPa (sistolica o massima)[4], tra 8 e 13,33 kPa (diastolica o minima)[5].

Inoltre è necessario:

  • avere un buono stato di salute:
    • non essere affetto da gravi malattie/patologie croniche;
    • non aver avuto malattie o assunto antibiotici nei 15 giorni precedenti il prelievo;
    • non aver subito estrazioni dentarie nei 7 giorni precedenti la donazione;
    • non aver subito interventi chirurgici o endoscopie nei 4 mesi precedenti il prelievo.
  • non seguire comportamenti a rischio:
    • non essere stato esposto al rischio di malattie trasmissibili (non aver effettuato tatuaggi/piercing negli ultimi 4 mesi);
    • non fare uso di droghe pesanti né uso continuato di droghe leggere;
  • non avere soggiornato per oltre sei mesi nel Regno Unito nel periodo dal 1980 al 1996;
  • che sia passato un anno dalla gravidanza (il parto).

Donazione saltuaria e donazione abituale[modifica | modifica sorgente]

Molte persone donano il proprio sangue in seguito a malattie di familiari o ad appelli sporadici. Sono tuttavia più utili i donatori abituali, sia per il maggior numero di donazioni nel tempo sia per i sistematici controlli cui vengono sottoposti ad ogni donazione, sia per la loro maggior responsabilizzazione nei riguardi di patologie trasmissibili per via ematica e non immediatamente rilevabili con gli screening di routine.

Dopo la donazione[modifica | modifica sorgente]

La legislazione italiana (Legge 21 ottobre 2005, n. 219) prevede una giornata di riposo retribuita per chi ha effettuato una donazione. Tale norma, adottata anche da altre nazioni europee per incentivare maggiormente i potenziali donatori, è comunque di carattere precauzionale e viene normalmente disattesa dai donatori lavoratori autonomi, che dopo la donazione in genere effettuano una normale giornata di lavoro. Risulta però importante per chi svolge lavori pesanti, pericolosi o che richiedano particolare attenzione: conducenti di camion, aerei, treni, pompieri, quanti lavorano su impalcature, eccetera. Per quanto riguarda gli studenti, invece, l'assenza causata nella giornata della donazione è giustificata e, sotto presentazione di un certificato medico, le ore di assenza non vengono conteggiate.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Istituto Superiore di Sanità
  2. ^ Fidas - La donazione del sangue
  3. ^ Avis Nazionale: Chi può donare
  4. ^ tra 110 e 180 mmHg (unità di misura non inclusa nel SI)
  5. ^ tra 60 e 100 mmHg

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Organizzazioni di donatori
Organizzazioni con fini simili
Altre voci interessanti

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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