Solidarietà

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Solidarietà è un sostantivo che deriva dalla parola francese solidarité che ha come suo significato principale una forma di impegno etico-sociale a favore di altri. Il termine indica un atteggiamento di benevolenza e comprensione che si manifesta fino al punto di esprimersi in uno sforzo attivo e gratuito, teso a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che abbia bisogno di un aiuto.

Solidarietà sociale[modifica | modifica sorgente]

Si parla di "solidarietà sociale" in riferimento ad attività svolte dalle istituzioni per sollevare persone costrette ai margini della società a causa di problemi economici (disoccupati, sottostipendiati, pensionati etc.) o di altro genere (malati, invalidi, stranieri immigrati etc.)

La solidarietà, quando viene esercitata durante il tempo libero dai singoli cittadini o da cittadini riuniti in associazioni no-profit, assume il nome di volontariato, attività civile regolata da leggi concernenti le ONLUS.

Il principio di solidarietà nell'Unione Europea[modifica | modifica sorgente]

Nell'ambito delle prerogative dell'Unione Europea viene annoverato anche il principio di solidarietà che ha il fine di salvaguardare e incentivare il benessere dei cittadini europei tramite l'assolvimento degli obblighi economici, politici e sociali da parte dei governi degli stati membri dell'unione.

Il "Trattato di Lisbona" del 2007 (entrato in vigore dal 2009), ha modificato il "Trattato istitutivo della Comunità Europea" (ora denominato "Trattato sul funzionamento dell’UE") introducendovi una clausola di solidarietà (art. 222) che impone agli stati europei di agire «in uno spirito di solidarietà» con tutti i mezzi possibili, compresi quelli militari, in caso di richiesta di aiuto

Gli interventi di solidarietà sono stabiliti dal "Consiglio dell'Unione Europea" deliberante a maggioranza qualificata o all'unanimità nel caso di operazioni militari.[1]

Contratti di solidarietà[modifica | modifica sorgente]

Nel sistema giuridico italiano (e similmente in Germania dal 1901) sono previsti dal 1984 anche i "contratti di solidarietà" che stabiliscono una diminuzione dell'orario di lavoro concordata dai sindacati con il datore di lavoro al fine di:

  • evitare il licenziamento degli operai considerati in eccesso quando l'azienda entra in crisi (contratti di solidarietà "difensivi")
  • incentivare nuove assunzioni con una riduzione dell'orario lavorativo e della retribuzione (contratti di solidarietà "espansivi").

Nel caso dei contratti di solidarietà difensiva è prevista un'integrazione dell'80% della retribuzione persa.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Enciclopedia Treccani alla voce "Principio di solidarietà. Diritto dell’Unione Europea"
  2. ^ INPS Contratti di solidarietà

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