Contratto di solidarietà

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Diritto del lavoro in Italia









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Categoria:Diritto del lavoro
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I contratti di solidarietà o contributi di solidarietà sono stati introdotti nel nostro ordinamento nel 1984 con il DL 726, convertito poi in L. 863. I contratti di solidarietà, riferiti al mondo del lavoro, comportano una riduzione dell’orario di lavoro e relativa retribuzione e possono essere invocati dalle aziende che ne hanno bisogno.

Indice

[modifica] Tipologia

Il contratto di solidarietà può avere due forme: difensivo o espansivo.

  • Contratto Difensivo: è la forma più importante perché la riduzione d'orario è finalizzata ad evitare la riduzione di personale, quindi il licenziamento.
  • Contratto Espansivo: è la forma che permette, sempre attuando la riduzione di orario, di favorire nuove assunzioni a tempo indeterminato.

[modifica] Vantaggi per le parti

Possono stipulare contratti di solidarietà tutte le aziende rientranti nel campo di applicazione della CIGS, ed altre imprese individuate dalla legge. Ad esempio, per l'edilizia e l'agricoltura gli interventi ordinari sono regolati rispettivamente dalle leggi 427/75 e 457/72. In entrambi i casi, il ricorso a questo strumento è quasi sempre dovuto a sospensioni temporanee del lavoro causate da eventi meteorologici.

Il datore di lavoro è incentivato all'uso di questo strumento mediante sgravi, vale a dire una riduzione contributiva per i lavoratori coinvolti nei contratti di solidarietà in percentuale variabile tra il 25% e il 40%.

L'obiettivo del contratto espansivo è quello di incrementare l'occupazione aziendale mediante programmata riduzione dell'orario di lavoro e della retribuzione. Al datore di lavoro che, a seguito della stipulazione di un contratto collettivo aziendale, proceda all'assunzione a tempo indeterminato di nuovo personale, vengono riconosciuti particolari benefici.

Il lavoratore usufruisce, fino a 24 mesi, di una integrazione salariale a carico della Cassa integrazione guadagni, nella misura del 60% della retribuzione perduta (prima del '96 era al 50%) a seguito della riduzione d'orario. Per il Mezzogiorno il parametro tempo sale a 36 mesi.

Il contratto di solidarietà si può applicare anche ai lavoratori con contratto di apprendistato a seguito dell'emenazione dei provvedimenti anticrisi ('art 19, comma 8, del D.L. n. 185 del 2008 e D.L. n. 78/2009), come esplicitato nella risposta ad interpello del 10 settembre 2009 del Ministero del lavoro.

[modifica] Modalità e conseguenze

L'azienda presenta la domanda di concessione del trattamento di integrazione salariale, per un periodo massimo di 12 mesi (con possibilità di proroga), al competente ufficio INPS, che risponde entro trenta giorni dalla data di ricezione della domanda.

Il lavoratore non subisce danni in ordine alla maturazione e all'ammontare della pensione. Il trattamento di fine rapporto non subisce variazioni, in quanto tale istituto deve essere conteggiato sulla base della retribuzione che il lavoratore avrebbe avuto diritto di percepire, nel periodo di riduzione di orario di lavoro.

Le ferie spettanti non subiscono variazioni; ma cambia soltanto la retribuzione che, anziché essere piena, sarà ridotta secondo il parametro applicato nel periodo di solidarietà. Lo stesso discorso vale per la malattia, la maternità e il congedo matrimoniale che saranno conteggiati usando lo stesso parametro. Le ore di allattamento, per le lavoratrici madri, non subiscono invece variazioni.

Ogni attività di lavoro straordinario deve ritenersi preclusa. Solo in casi di forza maggiore può essere consentita, ma previa comunicazione all'Ispettorato Provinciale del lavoro.

E infine, durante il periodo di vigenza del contratto di solidarietà, è vietato il licenziamento per riduzione di personale.


[modifica] In Germania

La riduzione di orario (Kurzarbeit ) è regolata da una legge del 1910 che introduce un'integrazione salariale delo Stato a seguito di un accordo fra datore e sindacati per la riduzione collettiva dell'orario di lavoro, in assenza di licenziamenti collettivi.

Senza l'integrazione statale del salario, una politica di riduzione dell'orario è praticabile con difficoltà dove il reddito d alavoro è medo-basso.

Questa politica di finanziare il mantenimento dell'impiego e la riduzione dell'orario fu introdotta allo scopo di evitare licenziamenti di massa e trattenere le varie professionalità nelle aziende, contenere la disoccupazione .

Questa esigenza nasce dalla considerazione che la disoccupazione di lungo periodo è correlata alla rinuncia a cercare un nuovo impiego e nuova formazione, ad una perdita delle competenze acquisite, e spesso a un danno psicologico della persona.

Di contro, la perdita del know-how è un danno permanente per le imprese, e, anche laddove può essere recuperato, esistono dei tempi minimi tecnici per ricreare le competenze e riportarle ai livelli di produttività pre-crisi.
La mancata capitalizzazione in aziennda del fattore lavoro può ritardare o far perdere del tutto le congiunture favorevoli ad una ripresa economica.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

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