Demansionamento

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Il demansionamento è un atto consistente nell'assegnazione al lavoratore di mansioni inferiori rispetto alla sua qualifica di appartenenza, o anche nel non assegnare alcuna mansione. Può rientrare nell'ambito di una strategia di mobbing.[1]

Effetti[modifica | modifica sorgente]

Viene violato il diritto al lavoro inteso come diritto a svolgere un'attività lavorativa che risponda a un'esigenza imprescindibile della personalità del lavoratore.

Il demansionamento causa un danno economico poiché lo svolgimento di mansioni inferiori, o il mancato svolgimento di qualsiasi mansione, determina l'impoverimento della capacità professionale del lavoratore, comportando ripercussioni negative sui futuri rapporti di lavoro.

L'atto potrebbe altresì arrecare un danno alla persona per la lesione dello stesso diritto al lavoro. Se l'alterazione dell'equilibrio[non chiaro] che il lavoratore può subire è tale da determinare una lesione durevole si ha un danno alla salute.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Articolo 2103 Codice Civile: Mansioni del lavoratore.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Fabio Mazziotti, Manuale di Diritto del Lavoro, Editoriale Scientifica 2009. ISBN 88-893-7380-6

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]