Operaio

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Un saldatore al lavoro in un cantiere navale, 1942

Un operaio (detto per metonimia tuta blu) è un lavoratore che esegue un lavoro manuale o tecnico, subordinato rispetto ai dirigenti, tipicamente all'interno di una fabbrica. L'espressione tuta blu deriva dal colore dell'abito da lavoro indossato, si differenzia dall'impiegato (o "colletto bianco"), il quale svolge il suo lavoro, prevalentemente intellettuale, di norma in un ufficio.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Un operaio addetto ad una macchina a vapore, foto di Lewis Hine, 1920

Secondo la dottrina marxista, l'operaio appartiene alla classe sociale del proletariato ed il suo lavoro subisce uno sfruttamento a favore del capitalista, proprietario dei mezzi di produzione. Tale sfruttamento deriverebbe dalla differenza (plusvalore) tra il salario percepito ed il valore che egli aggiunge con il suo lavoro alla merce prodotta.

In Italia il termine è nato nella lingua toscana per definire gli addetti alla fabbriceria che in Toscana era chiamata "opera". La figura dell'operaio nasce durante i processi di industrializzazione del XVIII secolo e XIX secolo avvenuti dapprima in Inghilterra e poi anche nell'Europa continentale. Diversamente dagli schiavi della Roma antica, l'operaio appare come il primo lavoratore privo di status definito, ossia mancante di garanzie ed assistenze per il vitto e per l'alloggio.

Tale condizione ha spinto gli operai a cercare di formare organizzazioni per la difesa dei propri interessi. Non va dimenticato che in origine la figura dell'operaio era costituita, per lo più, da una massa di diseredati, divenuti disoccupati proprio a causa della rivoluzione industriale, che dalle campagne e dai piccoli centri si trasferivano nelle grandi città in preda alla disperazione.[1]

Caratteristiche della figura[modifica | modifica sorgente]

Il termine "tute blu", con cui ci si può riferire ad un operaio, trae origine dal tipo di abbigliamento prevalente nei luoghi di lavoro. In passato, ma spesso ancora oggi, gli operai indossavano "abiti da lavoro" tra cui una resistente camicia di colore blu chiaro e la tradizionale tuta di colore blu. Uno degli elementi distintivi della condizione operaia è una minore richiesta di educazione accademica formale: l'apprendimento avviene spesso direttamente sul posto di lavoro. Il capo di questi lavoratori viene usualmente chiamato capo reparto: il suo compito è quello di assegnare e controllare il lavoro dei subordinati. Solitamente il capo reparto è egli stesso un lavoratore manuale.

Bambini-operai presso una fabbrica di vetro in Indiana, Stati Uniti d'America, 1908

Nel lavoro operaio è di norma usato un cartellino per registrare l'inizio e la fine dell'orario di lavoro del prestatore e quindi il numero preciso delle ore sulle quali sarà calcolata la paga. In genere, le ore di lavoro sono fissate rigidamente (si veda lavoro a turni), ma dopo aver timbrato l'uscita, il lavoratore non ha altri obblighi fino al giorno lavorativo seguente.

Di solito la paga per tali impieghi è inferiore a quella dei colletti bianchi, anche se più alta rispetto a molte occupazioni di ingresso nel mondo del lavoro. Talvolta le condizioni di lavoro possono essere particolarmente faticose o rischiose e, in rapporto alla mole di lavoro giornaliera prestata, il salario risulta spesso non adeguato. Inoltre, con la stipula di contratti a tempo determinato oggi sempre più frequenti, il lavoratore si trova a dover cambiare continuamente occupazione ed incontra maggiori difficoltà per formarsi una famiglia o, più in generale, per condurre una vita autonoma.

Spesso gli operai sono iscritti ad un sindacato di categoria. Queste associazioni utilizzano un processo di negoziazione chiamato contrattazione collettiva, per stabilire i diritti e le responsabilità dei lavoratori rappresentati e per negoziare il salario e i benefit che loro spettano. Esistono, inoltre, leggi, a volte disattese, ed organizzazioni che regolano e controllano la sicurezza sul posto di lavoro.

Assemblea degli operai nella fabbrica Putilov di Pietrogrado, Russia, 1917

Gli operai si identificano e si caratterizzano in base alla qualifica, alla provenienza da altre classi (es. contadina), alla nazionalità e alla provenienza geografica (basti pensare alla percentuale altissima di operai meridionali che lavorano nelle grandi fabbriche del nord Italia), l'età, il sesso, la scolarità.[2]

Diritto del lavoro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi classificazione dei lavoratori.

Gli operai costituiscono una delle quattro categorie in cui la legge italiana suddivide i lavoratori subordinati.

La contrattazione collettiva ha introdotto negli anni varie qualifiche in funzione della diversa preparazione tecnica dei lavoratori. Si distinguono quindi operai comuni, operai qualificati ed operai specializzati. Alcuni contratti collettivi hanno inoltre previsto figure di operaio cui sono affidate mansioni di particolare responsabilità, normalmente di controllo e conduzione di un gruppo di lavoratori (cosiddetti "intermedi": ad es. capo cantiere, capo officina, capo reparto).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Luciano Gallino, Sociologia dell'economia e del lavoro, Utet, Torino, 1989, pp. 218-224, voce "Operai"
  2. ^ Ibidem.

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