Inghilterra

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – "England" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi England (disambigua).
Inghilterra
Nazione costitutiva
(EN) England
Inghilterra – Stemma Inghilterra – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Localizzazione
Stato Regno Unito Regno Unito
Amministrazione
Capoluogo Londra de facto
Lingue ufficiali Inglese
Territorio
Coordinate
del capoluogo
51°18′09.36″N 0°04′26.04″E / 51.3026°N 0.0739°E51.3026; 0.0739 (Inghilterra)Coordinate: 51°18′09.36″N 0°04′26.04″E / 51.3026°N 0.0739°E51.3026; 0.0739 (Inghilterra)
Superficie 130 278,43 km²
Abitanti 53 012 456 (2012)
Densità 406,92 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+0
Nome abitanti inglesi
Patrono San Giorgio
Motto (FR) Dieu et mon droit ("Dio e il mio diritto")
Cartografia

Inghilterra – Localizzazione

L'Inghilterra (in inglese England /ˈɪŋɡlənd/, in cornico Pow Sows) è una delle quattro nazioni costitutive del Regno Unito, l'unica a non costituire un'entità amministrativa e a non avere un governo proprio.[1][2] Condivide le frontiere con la Scozia a nord e ad ovest con il Galles. A nord-ovest vi è il Mare d'Irlanda, a sud-ovest il Mare Celtico, a est il Mare del Nord e a sud vi è lo stretto della Manica, che la separa dall'Europa continentale. L'Inghilterra comprende quasi tutta parte centro-meridionale dell'isola della Gran Bretagna. Il paese conta, tra l'altro, più di 100 isole minori, come le Isole Scilly e l'isola di Wight. Il capoluogo è Londra, capitale del Regno Unito.

L'area che oggi si chiama Inghilterra, è abitata da uomini già dal Paleolitico superiore, ma prende il nome dagli Angli, una delle tribù germaniche che si stabilirono nel corso del V e VI secolo. L'Inghilterra divenne uno stato unitario nel 927 e a partire dal XV secolo ha iniziato ad avere un impatto significativo, sia culturale che di potere, sul resto del mondo.[3] La lingua inglese, la Chiesa anglicana e il diritto inglese sono alla base delle organizzazioni dei paesi aderenti al Commonwealth. Il sistema politico parlamentare inglese è stato ampiamente adottato da altre nazioni.[4] Proprio in Inghilterra, la rivoluzione industriale iniziò nel XVIII secolo, trasformandola nella prima nazione industrializzata al mondo.[5] La Royal Society inglese ha posto le basi della moderna scienza sperimentale.[6]

Il territorio inglese comprende per lo più basse colline e pianure, poste specialmente nel centro e nel sud dell'Inghilterra. Tuttavia, ci sono regioni montagnose del nord (ad esempio, le montagne Lake District, i Pennines e le Yorkshire Dales) e nel sud-ovest (per esempio, Dartmoor e il Cotswolds). Londra, capitale dell'Inghilterra, è la più grande area metropolitana del Regno Unito e la più grande zona urbana nell'Unione europea. La popolazione inglese è di circa 53 milioni, circa l'84% dell'intera popolazione del Regno Unito ed è in gran parte concentrata a Londra e nelle Midlands e nello Yorkshire. Prati e pascoli si trovano al di là delle grandi città.

Il Regno d'Inghilterra, che dopo il 1284 incluse anche il Galles, era uno Stato sovrano fino al 1 maggio 1707, quando si unì al Regno di Scozia a formare il nuovo Regno di Gran Bretagna.[7][8] Nel 1801, la Gran Bretagna fu unita al Regno d'Irlanda attraverso un Act of Union per diventare il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda. Nel 1922, lo Stato Libero d'Irlanda fu istituito come un dominio separato.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Inghilterra.

Inghilterra preistorica e antica[modifica | modifica sorgente]

Stonehenge, monumento del neolitico

Le prime testimonianze della presenza umana, nella zona ora conosciuta come Inghilterra, sono state quelle attribuite all'Homo antecessor, risalente a circa 780.000 anni fa. Le più antiche ossa proto-umane scoperte risalgono invece a 500.000 anni fa.[9] Gli esseri umani moderni hanno costituito i primi nuclei abitati durante il periodo paleolitico superiore, anche se insediamenti permanenti sono stati istituiti solo negli ultimi 6.000 anni.[10][11] Dopo l'ultima glaciazione solo i grandi mammiferi come i mammut, i bisonti e i rinoceronti lanosi rimasero. Circa 11.000 anni fa, quando i ghiacci cominciarono a ritirarsi, gli esseri umani ripopolarono l'area. La ricerca genetica suggerisce che i popoli provenivano dalla parte settentrionale della penisola iberica.[12] Il livello del mare era più basso di adesso e la Gran Bretagna era collegata via terra sia all'Irlanda che all'Eurasia.[13]

La cosiddetta "cultura del vaso campaniforme" arrivò intorno al 2500 a.C.[14] Sono di questo periodo i principali monumenti neolitici rimastici, come Stonehenge e Avebury sono stati costruiti. Lo sviluppo della fusione del ferro ha permesso la costruzione di migliori aratri, portando un avanzamento dell'agricoltura, così come la produzione di armi più efficaci.[15]

Durante l'età del ferro, la cultura celtica, derivata dagli Hallstatt e La Tène, arrivò dall'Europa centrale. La società era tribale, secondo Geographia di Tolomeo vi erano circa 20 diverse tribù della zona. Tuttavia, le divisioni precedenti non sono note poiché i britannici non sapevano né leggere né scrivere. Come altre regioni ai margini dell'Impero, la Gran Bretagna aveva a lungo goduto di legami commerciali con i Romani. Giulio Cesare aveva tentato di invaderla due volte nel 55 a.C., anche se in gran parte senza successo.

I Romani invasero la Britannia nel 43 d.C. durante il regno dell'imperatore Claudio, successivamente conquistando gran parte della Gran Bretagna, e la zona venne incorporata nell'Impero romano come provincia di Britannia.[16] La più nota delle tribù native che ha tentato di resistere sono stati i Catuvellauni guidati da Carataco. In seguito, una rivolta guidata da Boudica, regina degli Iceni, si è conclusa con il suicidio della stessa regina in seguito alla sua sconfitta nella battaglia della strada Watling.[17] Da qui in poi, in Inghilterra, iniziò a prevalere la cultura greco-romana, con l'introduzione del diritto romano, dell'architettura romana, di reti fognarie, di molti strumenti agricoli e della seta.[18][19][20] Nel III secolo, l'imperatore Settimio Severo morì a Eboracum (l'odierna York), dove Costantino fu successivamente proclamato imperatore.[21]

La data di introduzione del Cristianesimo in Inghilterra e tuttora oggetto di dibattito, ma certamente entro il IV secolo. A partire dal 410 l'Impero romano iniziò il suo declino e molte unità dell'esercito lasciarono l'Inghilterra per difendere l'Europa continentale e per partecipare a guerre civili.[22]

Inghilterra nel medioevo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Medioevo inglese.

Il ritiro dei romani lasciò l'Inghilterra aperta alle invasioni dei popoli pagani del nord-europa, in particolare Angli, Sassoni e Juti che iniziarono a stabilirsi inizialmente nella parte orientale del paese.[22]

Durante questo periodo, i possedimenti terrieri sembrano essere frammentati in numerosi territori tribali, ma dal VII secolo, questi si fusero in una dozzina di regni, tra cui i regni di Northumbria, Mercia, Wessex, Essex, Kent e Sussex. Nei secoli successivi il processo di consolidamento politico continuò.[23] Durante il IX secolo i continui e sempre più crescenti attacchi dei danesi culminarono con la sconfitta di molti regni inglesi e con il regno di Alfredo il Grande l'unico sopravvissuto.

I secoli successivi hanno visto dure battaglie per la conquista del potere fino a quando la dinastia reale è stata ristabilita da Edoardo il Confessore nel 1042. Alla morte di Edoardo, una disputa sulla successione portò alla conquista normanna dell'Inghilterra da parte di un esercito guidato dal duca Guglielmo di Normandia.[24] Questa conquista ha portato alla quasi totale spoliazione delle élite inglese e la sua sostituzione con una nuova aristocrazia di lingua francese, situazione che ha avuto un effetto profondo e permanente sulla lingua inglese.[25]

Re Enrico V alla battaglia di Azincourt, combattuta il giorno di San Crispino che si concluse con una vittoria inglese contro un esercito francese di più grandi dimensioni, durante la Guerra dei Cent'anni.

I Plantageneti ereditarono il trono inglese con Enrico II, aggiungendo l'Inghilterra al proprio impero angioino, che comprendeva feudi che la famiglia aveva ereditato in Francia.[26] Essi regnarono per tre secoli, con famosi monarchi come Riccardo I, Edoardo I, Edoardo III e Enrico V.[26] Quest'epoca ha visto radicali cambiamenti nel commercio e nella legislazione, compresa la firma della Magna Carta, uno statuto legale inglese utilizzato per limitare i poteri del sovrano e proteggere i privilegi degli uomini liberi. Il monachesimo cattolico fiorì e le università di Oxford e Cambridge furono fondate con il patrocinio reale. Il Principato del Galles divenne un feudo Plantageneto durante il XIII secolo[27] e la Signoria d'Irlanda fu donata alla monarchia inglese dal papa.

Durante il XIV secolo, i Plantageneti e la dinastia di Valois affermavano di essere entrambi legittimi discendenti dei Capetingi e quindi possessori dei domini in Francia. Le due potenze finirono per scontrarsi in quella che venne poi chiamata la Guerra dei Cent'anni.[28] Un'epidemia di peste nera colpì l'Inghilterra, a partire nel 1348, e portò alla morte di quasi la metà degli abitanti.[29][30]

Dal 1453-1487, si combatté una guerra civile tra i due rami della famiglia reale, il Casato di York e il Casato dei Lancaster, conosciuta come la guerra delle due rose.[31] La conclusione della guerra portò il Casato di York a perdere interamente il trono a favore di una famiglia nobile gallese, i Tudor, un ramo dei Lancaster guidato da Enrico Tudor, che si guadagnarono la vittoria nella battaglia di Bosworth Field, dove rimase ucciso il Re avversario, che invase l'Inghilterra con i gallesi e mercenari bretoni, guadagnando la vittoria nella battaglia sul campo di Bosworth, dove è stato ucciso il re Yorkist Riccardo III d'Inghilterra.[32]

Prima età moderna[modifica | modifica sorgente]

Re Enrico VIII divenne Capo Supremo della Chiesa d'Inghilterra.

Durante il periodo Tudor, il Rinascimento ha raggiunto l'Inghilterra grazie all'arrivo di cortigiani italiani che hanno introdotto l'arte, la filosofia e le scienze dell'antichità classica.[33] Durante questo periodo, l'Inghilterra cominciò a sviluppare una propria flotta marina e iniziò l'esplorazione dell'Occidente.[34][35]

Enrico VIII ruppe i rapporti con la Chiesa cattolica e, ai sensi dell'atto di Supremazia del 1534, proclamò il monarca a capo della Chiesa d'Inghilterra. In contrasto con gran parte del protestantesimo europeo, le radici della spaccatura erano più politiche che teologiche. Egli inoltre unì il Galles al Regno d'Inghilterra. La figlia di Enrico, Maria I tentò di ripristinare il cattolicesimo, ma il tentativo fallì dopo la sua morte e la successione a Elisabetta I che riaffermò la supremazia dell'anglicanesimo.

Durante l'Età elisabettiana, la flotta inglese sotto il comando di Francis Drake sconfisse l'Invincible Armada spagnola. In competizione con la Spagna, la prima colonia inglese in America fu fondata 1585 dall'esploratore Walter Raleigh in Virginia e chiamata Roanoke. Gli aspetti economici delle colonie del Nuovo Mondo erano gestiti dalla Compagnia britannica delle Indie orientali, in concorrenza con Spagna e Olanda.

Sulla base di contrastanti posizioni politiche, religiose e sociali, la guerra civile inglese fu combattuta tra i sostenitori del Parlamento e quelli del re Carlo I, rispettivamente i Roundheads e i Cavalier. Questa era una parte dei più ampi scontri che presero nome di Guerre dei tre regni e che coinvolse anche la Scozia e l'Irlanda. I parlamentari uscirono vittoriosi, Carlo I fu giustiziato e il regno venne sostituito con il Commonwealth. A capo delle forze del Parlamento, Oliver Cromwell, che si dichiarò Lord Protettore nel 1653.[36] Dopo la morte di Cromwell, Carlo II fu invitato a tornare come monarca nel 1660 e così si ebbe la Restaurazione inglese. Fu stabilito costituzionalmente, tramite il Bill of Rights, che il re e il Parlamento avrebbero governato insieme, anche se il potere era di fatto al Parlamento. Tra le leggi, vi si stabilì che il potere legislativo era appannaggio del Parlamento e che il Re non poteva, senza l'assenso di esso, imporre tasse o mobilitare l'esercito.[37] Con la fondazione della Royal Society, 1660, lo sviluppo della scienza fu molto incoraggiato.

Il grande incendio di Londra del 1666 distrusse gran parte della città, che però fu ricostruita poco dopo.[38] In Parlamento emersero due fazioni contrapposte, i Tories e i Whigs. I primi erano di stampo monarchico, i secondi liberali. Anche se i Tories inizialmente sostennero il re cattolico Giacomo II, alcuni di loro, insieme ai Whigs, lo deposero durante la "Gloriosa rivoluzione" del 1688 e invitarono il principe olandese Guglielmo III a diventare monarca. Nel 1707 vi fu un'unione politica tra l'Inghilterra e la Scozia, formando così il Regno di Gran Bretagna.[39] Le istituzioni delle due nazioni, come la giustizia e la chiesa, rimasero comunque indipendenti.[40]

Epoca tardo moderna e contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Saltaire, West Yorkshire, è una città modello dalla rivoluzione industriale ed è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità.

Il nuovo Regno di Gran Bretagna, sotto la spinta del progresso scientifico della Royal Society, delle idee illuministiche che andavano dilagando e grazie ad altre iniziative, andò incontro ad un periodo di grossissime innovazioni nel campo della scienza e dell'ingegneria. Questo aprì la strada per la costituzione dell'Impero Britannico. La cosiddetta rivoluzione industriale,che nacque proprio in Inghilterra, fu un periodo di profondo cambiamento nelle condizioni socio-economiche e culturali dell'Inghilterra, con l'industrializzazione dell'agricoltura, della produzione manifatturiera e dell'estrazione minerari. L'apertura del nord-ovest dell'Inghilterra del Bridgewater Canal, avvenuta nel 1761, inaugurò l'età del trasporto via mare in Gran Bretagna.[41] Nel 1825 fece la sua prima comparsa la locomotiva a vapore per il trasporto passeggeri.[42]

Durante la Rivoluzione Industriale, molti lavoratori si trasferirono dalla campagna inglese alle nuove aree urbane, per lavorare nelle fabbriche. Manchester e Birmingham, vennero rispettivamente soprannominate "magazzino del mondo" e "officina del mondo".[43][44] L'Inghilterra mantenne una relativa stabilità durante tutti i tumulti della Rivoluzione francese; William Pitt il Giovane fu Primo Ministro britannico per il regno di Giorgio III. Durante le guerre napoleoniche, Napoleone progettò l'invasione dell'isola. Tuttavia questo non riuscì e le forze francesi furono sconfitte dagli inglesi, prima via mare da Lord Nelson e poi sulla terra dal duca di Wellington. Le guerre napoleoniche favorirono il concetto di britannicità e di unita nazionale condivisa con gli scozzesi e i gallesi.[45]

Il Cenotafio, a Whitehall. Un memoriale per i membri delle Forze Armate britanniche caduti durante le due guerre mondiali.

Durante l'epoca Vittoriana, Londra diventò la più grande e popolosa metropoli del mondo, l'esercito e la marina inglesi godevano di un altissimo prestigio e gli scambi commerciali all'interno dell'Impero Britannico erano fiorenti.[46] Alcune agitazioni politiche avvenute in patria, come quelle dei cartisti e delle suffragette portarono ad una riforma legislativa e al suffragio universale.[47]

Le tensioni tra le potenze dell'Europa centro-orientale portarono, nel 1914, alla prima guerra mondiale. Centinaia di migliaia di soldati inglesi morirono combattendo per il Regno Unito nella Triplice intesa. Due decenni più tardi, nella seconda guerra mondiale, il Regno Unito è stato ancora una volta uno degli alleati. Alla fine della "Strana guerra", Winston Churchill divenne il Primo Ministro, carica che mantenne per tutta la durata del secondo conflitto mondiale. Gli sviluppi nella tecnologia di guerra portarono alla distruzione di molte città inglesi a causa dei bombardamenti aerei. Dopo la guerra, l'impero britannico sperimentò una rapida decolonizzazione. Nello stesso periodo si assistette ad una accelerazione delle innovazioni tecnologiche: le automobili divennero il mezzo principale di trasporto e Frank Whittle sviluppò il motore a reazione.[48] Nel 1948 venne creato il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che fornisce assistenza sanitaria gratuita grazie al finanziamento pubblico.

Dal XX secolo si è registrata una crescita significativa della popolazione in Inghilterra, per lo più proveniente d altre parti delle isole britanniche, ma anche dai paesi aderenti al Commonwealth, in particolare il subcontinente indiano.[49] Dal 1970 l'economia si è allontanata dalla produzione manifatturiera, verso il settore dei servizi.[50]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Colline inglesi.
Panorama di Keswick (Cumbria).

L'Inghilterra comprende la parte centrale e meridionale dell'isola della Gran Bretagna più le isole situate a sud della Gran Bretagna: le Isole Scilly e l'isola di Wight. Confina a nord con la Scozia e a ovest con il Galles, il mare d'Irlanda e il mare Celtico, mentre nella parte orientale è bagnata dal mare del Nord. È separata dall'Europa continentale dal canale della Manica, che divide l'Inghilterra dalla Francia e lambisce tutta la costa meridionale del Paese. È collegata al continente europeo tramite il tunnel sotto la Manica (Eurotunnel).

Il territorio è per lo più collinare, a nord vi si trovano alcune aree montuose. La linea di demarcazione fra le due aree è nota come Tees-Exe line. Nella parte orientale del paese si trova una zona pianeggiante le cui paludi sono state bonificate per consentirne la coltivazione.

Il fiume principale dell'Inghilterra è il Tamigi, lungo 323 km, il che ne fa il secondo fiume più lungo dello stato dopo il Severn lungo 354 km. Altri fiumi principali sono: il Trent, l'Humber, l'Ouse, il Tyne, il Mersey, il Dee e l'Avon.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è temperato oceanico relativamente mite se rapportato alla sua latitudine. Le precipitazioni risultano regolarmente distribuite in tutti i mesi dell'anno anche se in estate ed in inverno rivestono un carattere di maggiore intensità.

Maggio e giugno sono i mesi più soleggiati, ma le temperature sono ancora abbastanza fresche; l'estate è un po' più calda ma rovesci di pioggia sono sempre possibili. Novembre e dicembre sono i mesi più nuvolosi con un'insolazione debole nel nord ovest ma in aumento verso sud est.

INGHILTERRA[51] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 7 7 9 14 18 21 21 21 18 14 9 7 7 13,7 21 13,7 13,8
T. min. mediaC) 1 1 2 7 9 11 11 11 9 7 2 1 1 6 11 6 6
Precipitazioni (mm) 84 60 67 57 56 63 54 67 73 84 84 90 234 180 184 241 839

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Popolazione delle contee inglesi

L'Inghilterra, con i suoi 50 milioni di abitanti, non è solo la nazione più popolosa del Regno Unito, ma anche quella con più gruppi etnici: un decimo circa della popolazione appartiene ad etnie diverse da quella europea.

Il popolo inglese è costituito da anglosassoni e le ondate di immigrazione sono state molte, a partire dai Celti intorno al 600 a.C. I pochi Romani con le loro legioni nel sud della Gran Bretagna giunsero tra il 50 a.C. e il 300 d.C.; seguirono nel periodo 350–550 il grande trasferimento delle popolazioni degli Angli (tutti), i Sassoni (maggior parte) e gli Juti (tutti); nel periodo 800900, i Vichinghi danesi (con il piccolo regno enclave del Danelaw); nel 1066, i Normanni; nel 16501750, rifugiati dall'Europa continentale, fra cui gli Ugonotti; tra il 1880 e il 1940, alcuni Ebrei, Russi, Italiani, Spagnoli; negli anni 19501985, persone originarie dell'area Caraibica, dell'Africa e dell'Asia; dal 1985 ci sono state ondate di abitanti est europei e rifugiati Curdi.

Gruppi etnici in Inghilterra nel 2009

La prosperità della nazione ha anche attirato flussi di immigrazione dalle vicine Scozia e Irlanda.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Il cristianesimo è la religione più praticata in Inghilterra fin dal Medioevo, anche se fu introdotta molto prima, durante l'epoca romana e gaelica. Secondo dati ufficiali del 2004, circa il 72% degli inglesi si identifica come cristiano.[52] La forma più praticata di cristianesimo è l'anglicanesimo[53], risalente al XVI secolo, con la scissione dalla chiesa di Roma ad opera del re Enrico VIII.

Vi sono circa 26 milioni di aderenti alla Chiesa d'Inghilterra che fanno parte della Comunione anglicana con l'arcivescovo di Canterbury in qualità di capo riconosciuto in tutto il mondo.[54] Molte cattedrali e chiese parrocchiali sono edifici storici di rilevante importanza architettonica, come l'Abbazia di Westminster, la Cattedrale di York, la Cattedrale di Durham e la Cattedrale di Salisbury.

San Giorgio, patrono dell'Inghilterra.

La seconda religione più praticata è il rito latino della Chiesa cattolica, che affonda le sue origini in Inghilterra dal VI secolo con l'apostolato di Agostino di Canterbury. Nella storia vi fu anche un Papa, inglese, Adriano IV, mentre santi Beda e Anselmo sono considerati come Dottori della Chiesa.

Una forma di protestantesimo, conosciuto come Metodismo, è la terza forma di culto in Inghilterra che si è sviluppato fuori dall'anglicanesimo attraverso John Wesley.[55] Esso si è guadagnato popolarità nelle città del Lancashire e del Yorkshire e tra i minatori di stagno in Cornovaglia.[56] Vi sono altre minoranze conformista, come battisti, quaccheri, congregazionalisti, Unitari e l'Esercito della Salvezza.[57]

Il santo patrono d'Inghilterra è San Giorgio, egli è rappresentato nella bandiera nazionale, così come la bandiera dell'Unione. Ci sono molti altri santi inglesi, alcuni dei più noti includono: Cutberto di Lindisfarne, Albano d'Inghilterra, Vilfrido di York, Edoardo il Confessore, Aidan di Lindisfarnen, John Fisher, Tommaso Moro, Petroc e Thomas Becket.

Vi sono anche religioni non cristiane praticate nella nazione. Gli ebrei hanno sempre rappresentato una piccola minoranza sull'isola a partire dal 1070.[58][58] Vennero in seguito espulsi dall'Inghilterra nel 1290 e vi poterono tornare solo nel 1656.[58]

A partire dalla metà del XX secolo, religioni orientali provenienti dalle ex colonie britanniche hanno iniziato ad apparire per via della crescente immigrazione straniera. L'Islam è la più comune di queste, ed è professata dal circa il 3% degli Inglesi[52] L'Induismo, il Sikhismo e il buddismo, sono simili come numero e insieme raggiungono il 2% della popolazione[52] e provengono dall'India e dal Sud Est asiatico.[52] Circa il 14,6% si dichiara di nessuna religione.[52]

Politica[modifica | modifica sorgente]

La sede del governo si trova a Londra, anche se tecnicamente la città è la capitale di Inghilterra e Galles. Contrariamente alla Scozia, al Galles (entrambi a partire dal 1999) e all'Irlanda del Nord, l'Inghilterra non ha un governo e un parlamento proprio: le funzioni di governo sono esercitate da parlamento e governo del Regno Unito. Nelle decisioni riguardanti la sola Inghilterra i rappresentanti delle altre parti del regno si astengono.

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni dell'Inghilterra.

Dopo la recente riforma amministrativa del 2009, l'Inghilterra è suddivisa in 48 contee cerimoniali, di cui 27 sono contee amministrative (shire counties), 6 sono aree metropolitane (metropolitan counties), 8 sono gruppi di distretti (districts), 5 sono autorità unitarie (unitary authorities), mentre le ultime due sono le aree amministrative speciali della Grande Londra e della City (administrative areas).

Cartina delle contee e dei distretti unitari.

Le 27 contee sono ulteriormente suddivise in 201 distretti non-urbani (non-metropolitan districts). Le 6 aree metropolitane, che dal 1986 non hanno organi amministrativi e consigli di governo, sono suddivise in 36 borghi metropolitani (metropolitan boroughs). Sono poi 55 le autorità unitarie, contando a tal fine sia le 5 contee non suddivise in distretti che i distretti non erano sottoposti alle contee. Calcolando anche le Isole Scilly, i 32 borghi londinesi (boroughs) e la città di Londra (City of London, che ha status a parte) si ha un totale di 326 distretti.

Economia[modifica | modifica sorgente]

La City of London, uno dei più importanti distretti finanziari al mondo.[59][60]
Una Bentley, uno dei marchi di automobili inglesi più conosciuti al mondo.

L'economia inglese è una delle più importanti del mondo, con un PIL medio pro capite di 22.907 £.[61] Considerata come una economia di mercato mista, ha da sempre adottato i principi del libero mercato e mantiene comunque un'avanzata infrastruttura di assistenza sociale.[62] La moneta ufficiale in Inghilterra è la sterlina, il cui codice ISO 4217 è GBP. Il sistema di tassazione in Inghilterra è molto competitivo rispetto a gran parte del resto d'Europa, a partire dal 2009 l'aliquota di base dell'imposta personale è del 20% sul reddito imponibile fino a 37.400 £ e il 40% su ogni guadagno supplementare al di sopra di tale importo.[63]

L'economia d'Inghilterra è la principale di tutto il Regno Unito,[61] che risulta essere la 18° al mondo per potere di acquisto. L'Inghilterra è uno dei leader nel settore chimico[64] e farmaceutico e nei principali settori tecnologici, in particolare nell'industria aerospaziale, l'industria delle armi e di software. A Londra vi è la sede della Borsa di Londra, la principale borsa valori del Regno Unito e la più grande d'Europa, nella capitale vi sono la sede di alcune delle più importanti società al mondo.[65]

La Banca d'Inghilterra, fondata nel 1694 dal banchiere scozzese William Paterson, è la banca centrale del Regno Unito. Nata come banca privata, dal 1946 è diventata un istituto statale.[66] La Banca ha il monopolio dell'emissione di banconote in Inghilterra e Galles, ma non in altre parti del Regno Unito. Il governo ha delegato la responsabilità sulla politica monetaria ad essa e il compito di fissare i tassi di interesse.[67]

L'Inghilterra è altamente industrializzata, ma dal 1970 c'è stato un declino nella tradizionale industria pesante e manifatturiera e una crescente attenzione verso un'economia orientata ai servizi.[50] Il turismo è diventato un settore importante, che attrae milioni di visitatori in Inghilterra ogni anno. Le principali esportazioni sono rappresentate in particolare dai prodotti farmaceutici, dalle automobili (anche se molti marchi inglesi sono ora di proprietà straniera, come Rolls-Royce, Lotus, Jaguar e Bentley), dal petrolio ricavato dal Mare del Nord, dai motori aeronautici e dalle bevande alcoliche.[68] L'agricoltura è intensiva e altamente meccanizzata e produce il 60% del fabbisogno alimentare con solo il 2% della forza lavoro. Due terzi della produzione è dedicata al bestiame, l'altra a seminativi.[69]

Scienza e tecnologia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Royal Society.

Eminenti personalità inglesi dal campo della scienza e della matematica includono: Sir Isaac Newton, Michael Faraday, Robert Hooke, Robert Boyle, Joseph Priestley, Joseph John Thomson, Charles Babbage, Charles Darwin, Stephen Hawking, Christopher Wren, Alan Turing, Francis Crick, Joseph Lister, Tim Berners-Lee, Paul Dirac, Andrew Wiles e Richard Dawkins. Alcuni esperti sostengono che il primo concetto di un sistema metrico sia stato inventato da John Wilkins, il primo segretario della Royal Society, nel 1668.[70] Come culla della rivoluzione industriale, l'Inghilterra fu la patria di molti inventori significativi durante la seconda parte del XVIII secolo e dell'inizio del XIX. Famosi ingegneri inglesi comprendono Isambard Kingdom Brunel, meglio conosciuto per la creazione della Great Western Railway, inoltre, una serie di piroscafi e la costruzione di ponti, hanno rivoluzionato i trasporti pubblici e messo le basi per la moderna ingegneria.[71] La macchina a vapore di Thomas Newcomen ha dato il via alla Rivoluzione industriale.[72] Il vaccino contro il vaiolo del medico Edward Jenner si dice che abbia "salvato più vite [...] di quelle perse in tutte le guerre del genere umano fin dall'inizio della storia documentata".[73][74][75]

Invenzioni e scoperte inglesi sono: il motore a reazione, la prima macchina industriale filatura, il primo computer e il primo computer moderno, il World Wide Web con l'HTML, la prima trasfusione di sangue umano effettuata con successo, l'aspirapolvere a motore,[76] il rasaerba, la cintura di sicurezza, l'hovercraft, il motore elettrico, il motore a vapore e teorie come la teoria darwiniana dell'evoluzione e la teoria atomica. Newton sviluppò i concetti sulla gravitazione universale, sulla meccanica newtoniana e il calcolo infinitesimale e Robert Hooke formulò la sua legge eponimo di elasticità. Altre invenzioni comprendono la ferrovia, il termosifone, l'asfalto, l'elastico, lo sviluppo congiunto della lampadina, la locomotiva a vapore, la seminatrice moderna e molte moderne tecniche e tecnologie utilizzate ancora oggi.[77]

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Planes congregate by a building.
Aeroporto di Londra Heathrow, uno dei più importanti aeroporti al mondo.[78]

Il Department of Transport è l'organo di governo responsabile della supervisione sui trasporti in Inghilterra. Nel paese vi sono numerose autostrade e molte altre vie di grande comunicazione, come l'A1 Great North Road, che attraversa l'Inghilterra orientale da Londra a Newcastle[79] poi fino al confine scozzese. La più lunga autostrada in Inghilterra è la M6, da Rugby attraverso il Nord Ovest fino al confine anglo-scozzese.[79] Altri importanti itinerari sono: M1 da Londra a Leeds, la M25 che circonda Londra, la M60 che circonda Manchester, la M4 da Londra a South Wales, la M62 da Liverpool a East Yorkshire via Manchester e la M5 da Birmingham a Bristol e per il sud ovest.[79]

Il trasporto mediante autobus è molto diffuso in tutto il paese; grandi aziende includono la National Express, Arriva e Go-Ahead Group. L'autobus a due piani rosso è diventato un simbolo dell'Inghilterra. C'è una rete ferroviaria rapida in due città inglesi: la metropolitana di Londra, e la Tyne and Wear Metro a Newcastle, Gateshead e Sunderland[80] Ci sono diverse reti di tram, come, ad esempio, il Metrolink di Manchester.[80]

Treno presso la stazione di London Victoria.

Il trasporto ferroviario in Inghilterra è il più antico del mondo: le ferrovie passeggeri sono nate in Inghilterra nel 1825.[81] Gran parte della rete ferroviaria della Gran Bretagna (16.116 km), si trova in Inghilterra e copre il paese piuttosto ampiamente, anche se una percentuale elevata di linea è stata soppressa nella seconda metà del XX secolo. Queste linee sono in gran parte a scartamento normale (singolo, doppio binario o quadrupla) ma ci sono anche alcune linee a scartamento ridotto. È possibile il collegamento ferroviario diretto con Francia e Belgio, attraverso il tunnel della Manica, completato nel 1994.

L'Inghilterra vanta una vasta rete di collegamenti aerei nazionali e internazionali. L'aeroporto più grande è quello di Londra Heathrow, che è l'aeroporto più trafficato del mondo, misurato dal numero di passeggeri internazionali in transito.[82] Altri grandi aeroporti sono l'aeroporto di Manchester, Londra Stansted, Luton e l'aeroporto di Birmingham.[78] Via mare vi è il trasporto in traghetto, sia locale che internazionale con l'Irlanda, i Paesi Bassi e il Belgio.[83]

Ci sono circa 7.100 km di vie navigabili in Inghilterra, metà dei quali è di proprietà della British Waterways,[83] tuttavia trasporto dell'acqua è molto limitata. Il Tamigi è il corso d'acqua più importante in Inghilterra, con le attività commerciali concentrate al porto di Tilbury nell'estuario del Tamigi, uno dei tre porti principali del Regno Unito.[83]

Sistema sanitario[modifica | modifica sorgente]

Il Lister Hospital presso Stevenage nell'Hertfordshire.

Il National Health Service (NHS) è il sistema sanitario a finanziamento pubblico che ha la responsabilità di fornire la maggior parte delle prestazioni sanitarie. L'NHS è stato fondato il 5 luglio 1948, mettendo in atto le disposizioni del "National Health Service Act 1946", basato sui risultati del "rapporto Beveridge", preparato dall'economista e riformatore sociale William Beveridge.[84] Il Servizio Sanitario Nazionale è in gran parte finanziato dalle entrate fiscali, compresi i pagamenti della previdenza sociale,[85] e fornisce la maggior parte dei suoi servizi gratuiti, anche se ci sono spese previste per alcune persone per esami della vista, cure dentarie, e altri tipi di prestazioni.[86]

Il dipartimento governativo responsabile per il Servizio Sanitario Nazionale è il Ministero della Salute, presieduta dal Segretario di Stato per la Sanità, che siede nel Gabinetto del Regno Unito. La maggior parte delle spese del Ministero della Salute viene speso per il NHS, nel periodo tra il 2008 e il 2009 sono state spese 98 600 miliardi di sterline.[87] Negli ultimi anni il settore privato ha visto incrementare i suoi servizi, nonostante l'opposizione da parte di medici e sindacati.[88] L'aspettativa di vita media delle persone in Inghilterra è 77,5 anni per i maschi e 81,7 anni per le femmine, il più alto dei quattro paesi del Regno Unito.[89]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Countries within a country, number-10.gov.uk. URL consultato il 1º febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2008).
  2. ^ Changes in the list of subdivision names and code elements (Page 11) (PDF), International Organization for Standardization. URL consultato il 1º febbraio 2009.
  3. ^ England – Culture, britainusa.com. URL consultato il 1º febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il 16 maggio 2008).
  4. ^ Country profile: United Kingdom in BBC News, news.bbc.co.uk, 26 ottobre 2009. URL consultato il 1º febbraio 2009.
  5. ^ Industrial Revolution, Ace.mmu.ac.uk. URL consultato il 1º febbraio 2009.
  6. ^ The Royal Society, History of the Royal Society, royalsociety.org. URL consultato il 1º febbraio 2009.
  7. ^ William E. Burns, A Brief History of Great Britain, p. xxi
  8. ^ Acts of Union 1707 parliament.uk, accessed 27 January 2011
  9. ^ 500,000 BC – Boxgrove in Current Archaeology, Current Publishing. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  10. ^ Palaeolithic Archaeology Teaching Resource Box, Palaeolithic Rivers of South-West Britain Project(2006). URL consultato il 20 dicembre 2010.
  11. ^ Chalk east, A Geo East Project. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  12. ^ Oppenheimer 2006, p. 173.
  13. ^ Tertiary Rivers: Tectonic and structural background, University of Cambridge. URL consultato il 9 settembre 2009.
  14. ^ Function and significance of Bell Beaker pottery according to data from residue analyses. URL consultato il 21 dicembre 2010.
  15. ^ Struan Reid, Inventions and Trade. P.8, 1994, ISBN 978-0-921921-30-1. URL consultato il 23 dicembre 2010.
  16. ^ Jason Burke, Dig uncovers Boudicca's brutal streak in The Observer (Londra), 2 dicembre 2000. URL consultato il 5 settembre 2009.
  17. ^ Cornelius Tacitus, The Annals, Alfred John Church, William Jackson Brudribh, Ed. URL consultato il 22 dicembre 2010.
  18. ^ Guy Bedoyere, Architecture in Roman Britain in Heritage Key. URL consultato il 23 dicembre 2010.
  19. ^ Robert Philip, Thr History of Progress in Great Britain, Volume 2, 1860. URL consultato il 23 dicembre 2010.
  20. ^ Bob Rees, Paul Shute, Nigel Kelly, Medicine through time, Heinemann, 9 gennaio 2003, ISBN 978-0-435-30841-4. URL consultato il 24 dicembre 2010.
  21. ^ Rankov 1994, p. 16.
  22. ^ a b Edward James, Overview: Anglo-Saxons, 410 to 800, BBC. URL consultato il 3 dicembre 2010.
  23. ^ Kirby 2000, p. 4
  24. ^ Overview: The Normans, 1066–1154, BBC. URL consultato il 3 dicembre 2010.
  25. ^ Norman invasion word impact study, BBC News, 20 febbraio 2008. URL consultato il 3 dicembre 2010.
  26. ^ a b Bartlett 1999, p. 124.
  27. ^ Edward I (r. 1272–1307), Royal.gov.uk. URL consultato il 21 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2008).
  28. ^ Fowler 1967, p. 208.
  29. ^ Ziegler 2003, p. 230.
  30. ^ Goldberg 1996, p. 4.
  31. ^ Crofton 2007, p. 111.
  32. ^ Richard III (r. 1483–1485), Royal.gov.uk. URL consultato il 21 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 10 luglio 2008).
  33. ^ Denys Hay, Renaissance essays, 1988, p. 65, ISBN 978-0-907628-96-5. URL consultato il 26 dicembre 2010.
  34. ^ Royal Navy History, Tudor Period and the Birth of a Regular Navy. URL consultato il 24 dicembre 2010.
  35. ^ Goldwin Smith, England Under the Tudors, p. 176, ISBN 978-1-60620-939-4. URL consultato il 26 dicembre 2010.
  36. ^ Oliver Cromwell (English statesman) in Encyclopædia Britannica, britannica.com, 2009. URL consultato l'8 agosto 2009.
  37. ^ Philip J. Adler, Randall L. Pouwels, World Civilization, 27 novembre 2007, p. 340, ISBN 978-0-495-50262-3. URL consultato il 24 dicembre 2010.
  38. ^ London's Burning: The Great Fire, BBC News. URL consultato il 25 settembre 2009.
  39. ^ Colley 1992, p. 12.
  40. ^ Gallagher 2006, p. 14.
  41. ^ Hudson, Pat, The Workshop of the World, BBC. URL consultato il 10 dicembre 2010.
  42. ^ Office for National Statistics 2000, p. 5
  43. ^ McNeil & Nevell 2000, p. 9.
  44. ^ Birmingham City Council, Heritage, visitbirmingham.com. URL consultato il 4 ottobre 2009.
  45. ^ Colley 1992, p. 1.
  46. ^ Robert F. Haggard, The persistence of Victorian liberalism:The Politics of Social Reform in Britain, 1870–1900, 2001, p. 13, ISBN 978-0-313-31305-9. URL consultato il 26 dicembre 2010.
  47. ^ Crawford, Elizabeth, Women: From Abolition to the Vote, BBC. URL consultato il 10 dicembre 2010.
  48. ^ Golley, John, Obituaries: Air Commodore Sir Frank Whittle in The Independent (Londra), 10 agosto 1996. URL consultato il 2 dicembre 2010.
  49. ^ Gallagher 2006, pp. 10–11.
  50. ^ a b Reitan 2003, p. 50.
  51. ^ England 1971–2000 averages, Met Office, agosto 2011.
  52. ^ a b c d e Office for National Statistics, Religion, Statistics.gov.uk. URL consultato il 25 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2011).
  53. ^ Church of England, BBC. URL consultato il 4 dicembre 2010.
  54. ^ Global Anglicanism at a Crossroads, PewResearch.org. URL consultato il 5 settembre 2009.
  55. ^ The Methodist Church, BBC News. URL consultato il 5 settembre 2009.
  56. ^ AN INDEPENDENT ACADEMIC STUDY ON CORNISH, p. 8. URL consultato il 26 dicembre 2010.
  57. ^ Cambridge History of Christianity, Hugh McLeod. URL consultato il 5 settembre 2009.
  58. ^ a b c United Kingdom – History of the Bandiera, FlagSpot.net. URL consultato il 5 settembre 2009.
  59. ^ London vs. New York, 2005–06, Cinco Dias. URL consultato il 5 settembre 2009.
  60. ^ Global Financial Centres Index, 2009-03 (PDF), City of London Corporation. URL consultato il 5 settembre 2009.
  61. ^ a b Office for National Statistics, Regional Accounts, statistics.gov.uk. URL consultato il 17 settembre 2009.
  62. ^ The Welfare State – Never Ending Reform, BBC News. URL consultato il 17 settembre 2009.
  63. ^ Tax in England, AdviceGuide.org.uk. URL consultato il 5 settembre 2009.
  64. ^ CIA - The World Factbook
  65. ^ City of London Policy and Resources Committee, The Global Financial Centres Index (PDF), cityoflondon.gov.uk. URL consultato il 5 settembre 2009.
  66. ^ The Bank's relationship with Parliament, BankofEngland.co.uk. URL consultato il 5 settembre 2009.
  67. ^ Monetary Policy Committee, BankofEngland.co.uk. URL consultato il 5 settembre 2009.
  68. ^ England Exports, EconomyWatch.com. URL consultato il 5 settembre 2009.
  69. ^ World Guide – England – Economy Overview in World Guide, Intute. URL consultato il 9 settembre 2009.
  70. ^ Metric system was British, BBC News, 13 luglio 2007. URL consultato il 5 settembre 2009.
  71. ^ Isambard Kingdom Brunel, DesignMuseum.org. URL consultato il 5 settembre 2009.
  72. ^ Oakes 2002, p. 214
  73. ^ Saunders 1982, p. 13
  74. ^ White 2009, p. 335
  75. ^ Levine 1960, p. 183
  76. ^ Curt Wohleber, The Vacuum Cleaner in Invention & Technology Magazine, American Heritage Publishing, Spring 2006. URL consultato l'8 dicembre 2010. [collegamento interrotto]
  77. ^ English Inventors and Inventions, English-Crafts.co.uk. URL consultato il 5 settembre 2009. [collegamento interrotto]
  78. ^ a b O'Hanlon 2008, p. 205.
  79. ^ a b c UK Parliament 2007, p. 175
  80. ^ a b White 2002, p. 63.
  81. ^ 27 September 1825 – Opening of the Stockton and Darlington Railway, The Stockton and Darlington Railway. URL consultato l'8 settembre 2009.
  82. ^ Delta Expects New Slots To Foster Growth At Heathrow Airport, The Wall Street Journal, 23 febbraio 2011. URL consultato il 23 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 19 maggio 2011).
  83. ^ a b c Else 2007, p. 781.
  84. ^ BBC History on William Beveridge, BBC News. URL consultato il 5 settembre 2009.
  85. ^ NHS Expenditure in England (PDF) in House of Commons Library. URL consultato il 5 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2009).
  86. ^ NHS costs and exemptions in Department of Health. URL consultato il 5 settembre 2009. [collegamento interrotto]
  87. ^ Budget 2008, Chapter C (PDF) in HM Treasury, 3 marzo 2008. URL consultato il 5 settembre 2009.
  88. ^ Private sector role in NHS, BBC News, 30 giugno 2006. URL consultato il 5 settembre 2009.
  89. ^ Office for National Statistics, Life expectancy, statistics.gov.uk. URL consultato il 20 luglio 2009. [collegamento interrotto]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • R. Zanussi San Colombano d'Irlanda Abate d'Europa - Ed. Pontegobbo
  • Dio è corazza dei forti. Testi del cristianesimo celtico (VI-X sec.). Rimini, Il Cerchio, 1998.
  • M. Stokes. Six Months in the Appennines in Search of the Irish Saints in Italy. Ed. Belland Covent. London 1892.
  • Abbè Martin. Saint Colomban. Libr. V.Lecoffre, Paris 1905.
  • T. Concannon. The life of St. Columban. Catholic T.Society of Ireland. Dublino 1915.
  • A. Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Regno Unito Portale Regno Unito: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Regno Unito