Trattato di Lisbona
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Questa voce dovrà essere rivista e aggiornata nel mese di settembre 2009. |
Il Trattato di Lisbona (noto anche come Trattato di riforma) è il trattato redatto per sostituire la Costituzione europea bocciata dal 'no' nei referendum francese e olandese del 2005.
L'intesa arriva dopo i due anni del "periodo di riflessione" ed è stata preceduta dalla Dichiarazione di Berlino del 25 marzo 2007, in occasione dei 50 anni dell'Europa unita, nella quale il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente del Consiglio dei ministri italiano Romano Prodi esprimevano la volontà di sciogliere il nodo entro pochi mesi, al fine di consentire l'entrata in vigore di un nuovo trattato nel 2009 (anno delle elezioni del nuovo Parlamento europeo).
Nello stesso periodo nasce a tal fine il cosiddetto "Gruppo Amato", chiamato ufficialmente "Comitato d'azione per la democrazia europea" (in inglese "Action Committee for European Democracy" o ACED) e supportato dalla Commissione europea (che ha inviato due suoi rappresentanti alle riunioni), con il mandato non ufficiale di prospettare una riscrittura della Costituzione basata sui criteri che erano emersi durante le consultazioni della Presidenza tedesca con le varie cancellerie europee. Il risultato è stato presentato il 4 giugno 2007: il nuovo testo presentava in 70 articoli e 12 800 parole circa le stesse innovazioni della Costituzione (che aveva 448 articoli e 63 000 parole) diventando così il punto di riferimento per i negoziati.
Il Consiglio Europeo di Bruxelles, sotto la presidenza tedesca, il 23 giugno 2007 raggiunse l'accordo sul nuovo Trattato di riforma.
Indice |
Contenuti
|
di Lisbona |
L'accordo recepisce gran parte delle innovazioni contenute nella Costituzione europea. Rispetto a quel testo, sono state approvate a Bruxelles le seguenti modifiche:
- non esisterà un solo trattato (come la Costituzione europea), ma saranno riformati i vecchi trattati. Il Trattato di riforma modificherà quindi il Trattato sull'Unione europea (TUE) e il Trattato che istituisce la Comunità europea (TCE). Il primo manterrà il suo titolo attuale mentre il secondo sarà denominato "Trattato sul funzionamento dell'Unione europea" (TFUE). Ad essi vanno aggiunti la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e il Trattato Euratom (quest'ultimo non era stato integrato nella Costituzione europea);
- è stato tolto ogni riferimento esplicito alla natura costituzionale nel testo: sono stati eliminati i simboli europei e si è ritornati alla vecchia nomenclatura per gli atti dell'UE: tornano "regolamenti" e "direttive" al posto delle "leggi europee" e "leggi quadro europee";
- il "ministro degli Esteri" europeo tornerà a chiamarsi "alto rappresentante per la PESC (Politica Estera e di Sicurezza Comune)", benché con i poteri rafforzati indicati nella vecchia Costituzione: sarà anche vicepresidente della Commissione;
- vengono meglio delimitate le competenze dell'UE e degli Stati membri, esplicitando che il "travaso di sovranità" può avvenire sia in un senso (dai Paesi all'UE, come è sempre avvenuto) che nell'altro (dall'UE ai Paesi);
- il nuovo metodo decisionale della "doppia maggioranza" entrerà in vigore nel 2014 e, a pieno regime, nel 2017;
- aumentano i poteri dei Parlamenti nazionali che hanno più tempo per esaminare i regolamenti e le direttive;
- la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea non è integrata nel Trattato, ma vi è un riferimento ad essa. Il Regno unito ha ottenuto una "clausola di esclusione" ("opt-out") per non applicarla sul suo territorio al fine di preservare la common law. Lo stesso è stato concesso alla Polonia ma con l'elezione a premier di Donald Tusk quest'ultimo si è impegnato a non far valere l'opt-out ottenuto;
- il Regno Unito e l'Irlanda hanno ottenuto (per chiunque lo voglia utilizzare) un meccanismo ("opt-out") per essere esentati da decisioni a maggioranza nel settore "Giustizia e affari interni";
- viene specificato che la PESC ha un carattere specifico all'interno dell'UE e che non può pregiudicare la politica estera e la rappresentanza presso le istituzioni internazionali degli Stati membri.
- la concorrenza non è più ritenuta un obiettivo fondamentale dell'UE, ma viene citata in un protocollo aggiuntivo;
- viene introdotta l'energia nella clausola di solidarietà in cui gli Stati membri si impegnano a sostenere gli altri in caso di necessità;
- viene specificata la necessità di combattere i cambiamenti climatici nei provvedimenti a livello internazionale;
- viene introdotta la possibilità di recedere dall'UE (fino ad oggi, infatti, vi si poteva solo aderire).
Valery Giscard d'Estaing, il presidente della Convenzione europea, ha dichiarato che le differenze tra i testi della Costituzione europea e del Trattato di riforma sono solo "cosmetiche" e che rendono quest'ultimo meno comprensibile rispetto al primo mentre il "think tank" euro-scettico "Openeurope" si è spinto fino all'analisi dettagliata, notando che il Trattato di riforma è per il 96% identico alla Costituzione europea.
La trattativa
Essenzialmente tre sono stati i Paesi su cui si è trattato più a lungo per un accordo: Polonia, Regno Unito e Francia. I punti controversi sul tavolo negoziale erano i seguenti:
- la Polonia rifiutava il metodo della maggioranza qualificata per le decisioni in seno al Consiglio Europeo e chiedeva il ritorno alla ponderazione col metodo della radice quadrata;
- diversi paesi (tra cui soprattutto Regno Unito, Paesi Bassi e Cechia) chiedevano di cancellare la figura del ministro degli Esteri europeo mantenendo l'autonomia nazionale in politica estera;
- il Regno Unito si opponeva al valore giuridico della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (ottenendo un "opt-out" insieme alla Polonia) e alla superiorità del Diritto europeo in tutti i settori (cosa poi ottenuta dagli europeisti, sebbene derubricata in una dichiarazione contenente un richiamo alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'UE), due cose che avrebbero stravolto l'ordinamento della Common law britannica;
- la Francia chiedeva la soppressione del riferimento a un mercato comune dominato dalla libera concorrenza, per porre freni al liberismo europeo visto con malanimo dai francesi.
I negoziati hanno presto risolto, con diverse concessioni, i nodi britannici mentre la questione polacca si è rivelata quasi insormontabile a causa del deciso rifiuto dei leader Lech e Jaroslaw Kaczynski di accettare la maggioranza qualificata. Un accordo tra Varsavia e la tedesca Merkel (che prevedeva l'entrata in vigore della maggioranza qualificata solo nel 2014) è stato dapprima accettato e poi respinto dalla Polonia. A questo punto, sotto la pressione dell'Italia che ha guidato una coalizione di paesi europeisti a oltranza, il cancelliere Angela Merkel aveva proposto di indire una nuova Conferenza intergovernativa senza includere la Polonia che, di fatto, sarebbe così rimasta fuori dal nuovo trattato. Ciò ha spaventato il governo polacco che ha infine accettato una proposta di compromesso.
La Conferenza intergovernativa
Con questo mandato si è aperta a Bruxelles il 24 luglio 2007 la settima Conferenza intergovernativa (CIG) con l'incarico di finalizzare il nuovo trattato: il gruppo di "esperti giuridici" ha raggiunto un accordo sul testo il 2 ottobre 2007. La CIG ha concluso i suoi lavori al Consiglio Europeo del 18-19 ottobre 2007, in cui le ulteriori questioni discusse sono state:
- la Polonia insisteva per comprendere la "clausola di Ioannina", meccanismo che permette ai Paesi in minoranza di rinviare le decisioni prese dal Consiglio dell'Unione Europea, all'interno del Trattato anziché in una dichiarazione separata. Il compromesso trovato è di includerla in un protocollo, dalla maggiore "forza" legale. Infine la clausola potrà essere rimossa dal Consiglio all'unanimità e non da una nuova Conferenza Intergovernativa come chiedeva la Polonia;
- la Polonia ha ottenuto un avvocato generale permanente presso la Corte di giustizia come già avveniva per Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Spagna;
- l'Italia si era detta contraria all'approvazione della nuova composizione del Parlamento europeo che deve passare dagli attuali 785 membri a 750 membri secondo il Trattato. La proposta votata dal Parlamento portava i seggi italiani a 72 contro i 73 del Regno Unito e i 74 della Francia (storicamente tre paesi con lo stesso numero di seggi), utilizzando una formula che teneva conto della popolazione residente anziché dei cittadini come recita il Trattato. Secondo l'Italia la decisione avrebbe potuto essere differita, in quanto non vincolante per l'adozione del Trattato. Il compromesso trovato vede crescere i seggi italiani a 73 (non contando il presidente del Parlamento che per tradizione non vota) e prevede inoltre una nuova redistribuzione dei seggi con il criterio della cittadinanza prima delle elezioni europee del 2014;
- la Bulgaria ha ottenuto di poter scrivere il nome della moneta comune in alfabeto cirillico ("евро" invece di "euro").
L'accordo pone fine a due anni e mezzo di incertezza istituzionale successiva al blocco dei referendum francese e olandese sulla Costituzione. Il Trattato è stato approvato ufficialmente il 18 ottobre 2007 nel vertice informale di Lisbona che concludeva la CIG ed è stato firmato dai capi di Stato e di Governo il 13 dicembre 2007, sempre a Lisbona.
L'iter di ratifica
Considerazioni generali
L'Ungheria è stato il primo paese a ratificare il Trattato, il 17 dicembre 2007, a soli quattro giorni dalla firma dello stesso, mentre l'ultimo è stato il Senato della Cechia il 6 maggio 2009.
Il Trattato è stato ratificato da quasi tutti gli stati firmatari, prevalentemente per via parlamentare, nel corso del 2008. Vari gruppi euroscettici (danesi e inglesi) hanno chiesto nei primi mesi del 2008 la ratifica attraverso referendum, avendo notato che le implicazioni legali del Trattato rispetto alla precedentemente bocciata Costituzione europea sono identiche, ma non l'hanno ottenuta.
Solo l'Irlanda, nel rispetto della sua Costituzione, ha deciso di effettuare un referendum confermativo, mentre i Paesi Bassi, la Cechia e la Danimarca hanno deciso di non tenerlo: l'obiettivo era quello di riuscire a far entrare in vigore il Trattato il 1° gennaio 2009, prima delle elezioni europee del giugno successivo.
Il 'no' dell'Irlanda al referendum del 12 giugno 2008 ha causato una battuta d'arresto dell'entrata in vigore del Trattato, ma non una sua messa da parte: la Commissione europea[1] e i responsabili dei maggiori governi continentali (Spagna[2], Polonia[3], Svezia[4], Germania e Francia[5] Regno Unito[6], Cipro[7], Italia[8], Slovacchia e Ungheria[9], Danimarca[10], Olanda[11], Slovenia[12] - presidente UE) hanno dichiarato che il processo di ratifica deve proseguire. Il Portogallo[13] (che ha già ratificato) non si è voluto sbilanciare, mentre solo la Cechia[14] ha dichiarato di voler fermare il processo di ratifica. Si è quindi deciso di seguire lo schema del 2001,[15] quando un'iniziale bocciatura del Trattato di Nizza, sempre in Irlanda, fu poi trasformata in promozione con un secondo referendum[16][17].
Il Consiglio europeo del 19-20 giugno 2008 ha sostanzialmente adottato questa linea, rimandando la decisione finale alla riunione del 15 ottobre 2008 (appuntamento poi posticipato a dicembre 2008 su richiesta dell'Irlanda stessa)[18] sotto presidenza francese. Nelle conclusioni[19] i capi di Stato e di Governo dichiarano:
| « il Consiglio europeo ha preso atto che i parlamenti di 19 Stati membri hanno ratificato il trattato e che il processo di ratifica prosegue negli altri Paesi. Il Consiglio europeo ha approvato la proposta dell'Irlanda di ritornare sulla questione in occasione della riunione del 15 ottobre 2008 al fine di esaminare la via da seguire. » | |
In sostanza si è dato tempo all'Irlanda di elaborare come uscire dall'impasse, mentre si sono invitati i Paesi che non l'hanno ancora fatto a ratificare il Trattato[20]. Lo slittamento dell'entrata in vigore del Trattato porterà comunque dei notevoli problemi da risolvere, in quanto tutta l'agenda del 2009 era stata impostata pensando alle nuove regole. Il Trattato di Nizza attualmente in vigore infatti prevede che:
- la Commissione europea successiva al raggiungimento del 27° stato venga ridimensionata, ma non dice come. Il Trattato di Lisbona prevede invece regole precise a partire dal 2014[21];
- il Parlamento europeo venga ridimensionato a 736 deputati, contro i 784 attuali e contro i 751 previsti dalla decisione "collegata" al Trattato di Lisbona.
Si ritiene inoltre politicamente impraticabile qualsiasi nuovo allargamento senza la previa approvazione del Trattato di Lisbona[22].
Nel Consiglio europeo dell'11-12 dicembre 2008 si è giusti ad un'intesa per un secondo referendum che l'Irlanda si impegna a tenere prima dell'entrata in funzione della prossima Commissione europea, ovvero prima della fine di ottobre 2009[23]. In cambio la nazione isolana ha ottenuto rassicurazioni sulle sue richieste, che verranno formalizzate probabilmente all'interno del Trattato di adesione della Croazia:
- il mantenimento di un commissario per Stato;
- la salvaguardia dei poteri nazionali nel campo della politica fiscale;
- la rassicurazione sulla tradizionale neutralità della nazione;
- la non ingerenza nelle materie del diritto alla vita, dell'educazione e della famiglia a causa dei vincoli giuridici causati dall'entrata in vigore della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
Si è poi deciso di adottare delle misure transitorie sul regime della presidenza del Consiglio europeo e sul Parlamento europeo. In particolare:
- la Presidenza semestrale attiva quando il Trattato entrerà in vigore continuerà a vivere e passerà la mano alla Presidenza eletta solamente al termine del suo mandato;
- i membri del Parlamento europeo saranno aumentati dai 736 previsti dal Trattato di Nizza ai 754 (previsti dalla decisione collegata al Trattato di Lisbona), con l'obiettivo che tale modifica avvenga nel corso del 2010.
Situazione delle ratifiche
| Stato membro | Data[24] | Istituzione e risultato | Rif. | Deposito presso il Governo italiano[25] |
|---|---|---|---|---|
| 17 dicembre 2007 | [27] | 6 febbraio 2008 | ||
| 20 dicembre 2007 | ||||
| 29 gennaio 2008 | [28] | 6 febbraio 2008 | ||
| 7 febbraio 2008 | [29] | 14 febbraio 2008 | ||
| 7 febbraio 2008 | [31] | |||
| 13 febbraio 2008 | ||||
| 4 febbraio 2008 | [34] | 11 marzo 2008 | ||
| 6 febbraio 2008 | ||||
| 29 gennaio 2008 | [37] | 24 aprile 2008 | ||
| 7 febbraio 2008 | ||||
| 21 marzo 2008 | 28 aprile 2008 | |||
| 4 aprile 2008 | ||||
| 9 aprile 2008 | [39] | 13 maggio 2008 | ||
| 24 aprile 2008 | ||||
| 28 aprile 2008 | ||||
| 24 aprile 2008 | [40] | 29 maggio 2008 | ||
| 30 aprile 2008 | ||||
| 8 maggio 2008 | 16 giugno 2008 | |||
| 28 maggio 2008 | ||||
| 23 aprile 2008 | [41] | 17 giugno 2008 | ||
| 9 maggio 2008 | ||||
| 10 aprile 2008 | [42] | 24 giugno 2008 | ||
| 12 maggio 2008 | ||||
| 11 marzo 2008 | 16 luglio 2008 | |||
| 18 giugno 2008 | [45] | |||
| 19 giugno 2008 | [46]. | |||
| 29 maggio 2008 | [47] | 21 luglio 2008 | ||
| 3 luglio 2008 | ||||
| 31 luglio 2008 | [48] [49] | 8 agosto 2008 | ||
| 23 luglio 2008 | [50] [51] | |||
| 2 agosto 2008 | [52] | |||
| 11 giugno 2008 | [53] | 12 agosto 2008 | ||
| 8 maggio 2008 | 26 agosto 2008 | |||
| 14 maggio 2008 | ||||
| 3 luglio 2008 | [54] | 26 agosto 2008 | ||
| 19 luglio 2008 | ||||
| 5 giugno 2008 | 11 settembre 2008 | |||
| 8 luglio 2008 | [55] | |||
| 10 luglio 2008 | ||||
| 11 giugno 2008 | [57] | 23 settembre 2008 | ||
| 19 giugno 2008 | ||||
| 11 giugno 2008 | [58] | 30 settembre 2008 | ||
| 12 settembre 2008 | ||||
| 26 giugno 2008 | [59] | 8 ottobre 2008 | ||
| 15 luglio 2008 | [60] | |||
| 30 luglio 2008 | ||||
| 10 aprile 2008 | 15 ottobre 2008 | |||
| 6 marzo 2008 | ||||
| 14 maggio 2008 | ||||
| 10 luglio 2008 | [61] | |||
| 27 giugno 2008 | ||||
| 19 maggio 2008 | ||||
| 20 maggio 2008 | ||||
| 19 giugno 2008 | ||||
| 20 novembre 2008 | [62] | 10 dicembre 2008 | ||
| 27 novembre 2008 | ||||
| 1° aprile 2008 | ||||
| 2 aprile 2008 | [64] | |||
| Alla firma presso il Presidente della Repubblica Lech Kaczyński | ||||
| 24 aprile 2008 | [65] | |||
| 23 maggio 2008 | [66] | |||
| Presidente della Repubblica Horst Köhler: dopo l'approvazione, prevista per il 18 settembre 2009, della legge richiesta dalla Corte costituzionale federale | [67] | |||
| 18 febbraio 2009 | [68] | |||
| 6 maggio 2009 | [69] | |||
| Alla firma presso il Presidente della Repubblica Václav Klaus | ||||
| 12 giugno 2008 | [70] | |||
| Secondo referendum: entro ottobre 2009 | ||||
| Camera (Dáil Éireanni): | ||||
| Senato (Seanad Éireann): | ||||
| Presidente della Repubblica Mary McAleese |
Questioni nazionali
Cechia
Il presidente della Repubblica ceca Václav Klaus potrebbe essere un ostacolo alla ratifica del Trattato poiché è un fervente euro-scettico e ne ha chiesto l'abbandono definendolo "morto" dopo il 'no' del referendum irlandese (unico capo di Stato ad agire in tal modo). A norma della Costituzione ceca, la ratifica richiede la firma presidenziale, ma è molto improbabile che questa verrà negata visto che entrambi i livelli del Parlamento hanno approvato il Trattato. Il 24 luglio 2008 il presidente della Repubblica ha affermato che non firmerà il Trattato se l'Irlanda non lo ratificherà prima.
La Corte costituzionale ceca ha sentenziato il 26 novembre 2008 che "il Trattato di Lisbona dell'UE non viola la Costituzione nazionale" aprendo così la strada alla sua ratifica parlamentare dopo sei mesi di blocco[71]. La richiesta di una verifica della costituzionalità del Trattato era partita dal Senato ceco[72], probabilmente al fine di acquietare i timori dei partiti più piccoli rappresentati in Parlamento.
La Camera e il Senato hanno iniziato l'esame del trattato rispettivamente il 9 e il 10 dicembre 2008, ma entrambi i rami del Parlamento hanno deciso di rinviare il voto a febbraio 2009 per pronunciarsi preventivamente sull'accordo con gli USA per la realizzazione di una base radar e per dare il tempo ai due maggiori partiti di negoziare una tregua in vista del semestre di presidenza UE del 2009. Il 18 febbraio 2009 la Camera ha quindi approvato la ratifica mentre il Senato ha licenziato definitivamente il Trattato solo il 6 maggio 2009 in quanto ha deciso di procrastinare ulteriormente la votazione sul testo, questo sia a causa di una intervenuta crisi di Governo che al fine di dare prima il via libera all'inserimento nel regolamento di entrambi i rami del Parlamento del cosiddetto "istituto del mandato vincolato". Secondo tale mandato, in futuro ogni trasferimento di competenza dal piano nazionale a quello comunitario dovrà essere preventivamente approvato da entrambe le Camere e non potrà dunque più bastare il solo assenso governativo.
Francia
Il 20 dicembre 2007 il Consiglio costituzionale ha ritenuto parzialmente incompatibili con la Costituzione francese alcune disposizioni del Trattato di Lisbona e quindi, prima di inoltrarsi nella ratifica formale del testo, si è provveduto a modificare la Costituzione stessa. Il relativo progetto di riforma costituzionale è stato approvato dall'Assemblea Nazionale il 16 gennaio 2008, dal Senato il 29 gennaio 2008 e dal Congresso (formato dall'Assemblea Nazionale e dal Senato riuniti in seduta comune) il 4 febbraio 2008. La legge di revisione costituzionale è stata poi pubblicata nel Journal officiel il 5 febbraio 2008, giorno a partire dal quale la Francia ha potuto così procedere alla ratifica del Trattato.
Germania
La ratifica in Germania è attualmente sospesa. La legge di ratifica è stata approvata dal Parlamento e quindi ora, per concludere l'iter, manca solo la promulgazione da parte del presidente della Repubblica Horst Köhler e il deposito degli strumenti di ratifica a Roma, procedure che avverranno dopo l'approvazione da parte del Parlamento di una legge in cui siano enunciati chiaramente i diritti di co-decisione della stessa assemblea legislativa tedesca. Tale legge è stata richiesta dalla Corte costituzionale federale con il suo pronunciamento favorevole in merito alla compatibilità del Trattato con la Legge fondamentale (Costituzione tedesca), pronunciamento che ha dato, di fatto, il via libera alla ratifica e che si era reso necessario in seguito a un ricorso in tal senso proposto dal parlamentare Peter Gauweiler (CSU), membro del Bundestag. L'udienza in Corte costituzionale si era svolta il 10 e 11 febbraio 2009 ma la sentenza è stata emessa il 30 giugno 2009[73]. Il Governo di Berlino conta di varare entro settembre 2009 la legge necessaria a sbloccare definitivamente il processo di ratifica[74].
Irlanda
Dal 1987 in avanti, dopo una decisione in merito da parte della Corte suprema, i trattati internazionali che potrebbero essere in conflitto con la Costituzione irlandese devono essere ratificati con un referendum popolare. Così nel giugno 2008 l'Irlanda è stato l'unico Stato membro a tenere una consultazione popolare sul Trattato. Tutti i membri dei tre partiti di governo nell'Oireachtas hanno sostenuto il 'sì'. Così hanno fatto tutti i partiti di opposizione nel Parlamento, con l'eccezione del Sinn Féin. I Verdi, pur essendo un partito di governo, non hanno preso ufficialmente posizione non riuscendo a raggiungere una maggioranza dei due terzi (in uno o nell'altro senso) nel suo congresso del gennaio 2008 e lasciando così i propri membri liberi di decidere autonomamente. La maggior parte dei sindacati e delle organizzazioni irlandesi di categoria hanno sostenuto il 'sì', mentre hanno sostenuto il 'no' il Sinn Féin, il gruppo Libertas, il gruppo "L'Alleanza della gente prima del profitto" e alcuni gruppi minori di ispirazione marxista, inoltre il "Partito indipendentista dal Regno Unito" ha incoraggiato i propri membri a andare in Irlanda fare campagna per il 'no'. Alla fine il 'no' ha vinto con il 53,4% dei voti (862 415 elettori) contro il 46,6% del 'sì' (752 451 elettori). L'affluenza è stata di poco superiore al 50% degli aventi diritto[75].
A seguito di questo risultato, l'Irlanda si sta incamminando verso un secondo referendum che si è impegnata a tenere prima dell'entrata in funzione della prossima Commissione europea, ossia prima della fine di ottobre 2009. Il 27 novembre 2008 una sub-commissione del Parlamento irlandese ha infatti stabilito formalmente che "non ci sono ostacoli giuridici al fatto che in Irlanda si svolga un secondo referendum sul Trattato di Lisbona"[76]. Mentre Brian Cowen si dichiara fiducioso sull'esito del nuovo voto dopo le concessioni avute nel Consiglio europeo dell'11-12 dicembre 2008[77], le principali forze politiche che sostennero il 'no' durante la prima consultazione hanno confermato la loro opposizione al Trattato anche per il secondo referendum[78]. A tal riguardo, recenti sondaggi indicano come il deterioramento della situazione economica stia facendo cambiare idea agli irlandesi: il 52% di loro è infatti intenzionato a votare 'sì' mentre solo il 29% voterebbe 'no'[79].
Italia
In Italia, a causa delle elezioni politiche anticipate e della volontà di alcuni gruppi parlamentari di non procedere alla ratifica a camere sciolte[80], nonostante un appello informale in questo senso fosse stato fatto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano[81], il disegno di legge[82] presentato dal Governo Prodi II non fu votato. Il nuovo Governo Berlusconi IV ha dovuto quindi ripresentare un disegno di legge per procedere alla ratifica. Tale disegno di legge è stato in seguito approvato all'unanimità dal Parlamento, promulgato dal presidente della Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 185 dell'8 agosto 2008, supplemento ordinario n. 188.
Polonia
La ratifica in Polonia è attualmente ferma in quanto si attende la firma presidenziale (il cosiddetto "atto di ratifica"). Il presidente della Repubblica polacca Lech Kaczyński ha però firmato la legge che gli permette di ratificare il Trattato: questa legge fissa la procedura per concedere l'autorizzazione alla ratifica ed è stata fatta ai sensi dell'articolo 90 comma 4 della Costituzione polacca. Ciò non significa però che la Polonia abbia terminato la procedura di ratifica. Il presidente della Repubblica infatti non è costretto a ratificare il Trattato, tuttavia sembra improbabile che non lo faccia se quest'ultimo si incamminerà sulla via della ratifica nel resto dell'UE. Kaczyński ha rilasciato numerose dichiarazioni, correggendo più volte il tiro e subendo pressioni soprattutto dal capo di Stato francese Nicolas Sarkozy (presidente di turno del Consiglio europeo durante il secondo semestre 2008) per rispettare gli impegni presi. Nella sua ultima uscita ha affermato che concederà la sua firma quando anche l'Irlanda sarà pronta a ratificare. La mossa sembra più che altro una manovra di politica interna che lo vede contrapporsi al primo ministro Donald Tusk sulla questione dello scudo spaziale USA da ospitare nel Paese.
Regno Unito
Il milionario conservatore ed euro-scettico Stuart Wheeler ha presentato un ricorso presso l'Alta Corte di Londra volto ad ottenere la convocazione di un referendum preventivo riguardo la ratifica del Trattato di Lisbona ma il 25 giugno 2008 l'Alta Corte ha respinto la richiesta[83].
Voti consultivi
Considerazioni generali
Oltre agli Stati membri dell'Unione europea, sono chiamati a votare sul Trattato di Lisbona anche il Parlamento europeo, Gibilterra e le Isole Åland. Il pronunciamento del Parlamento europeo è puramente consultivo e quindi non indispensabile per l'entrata in vigore, tuttavia ha una forte valenza politica in quanto è un influente segnale istituzionale di condivisione del Trattato. Riguardo a Gibilterra e alle Isole Åland invece, una loro bocciatura provocherebbe la mancata applicazione del Trattato nel territorio in questione ma non interesserebbe ugualmente il processo di ratifica generale.
Situazione dei voti consultivi
| Territorio | Data | Istituzione e risultato | Rif. |
|---|---|---|---|
| 20 febbraio 2008 | [84] | ||
| Parlamento di Gibilterra (Gibraltar House of Assembly) | |||
| Parlamento delle Isole Åland (Lagting/Lagtinget) |
Questioni territoriali
Gibilterra
Gibilterra è un territorio d'oltremare del Regno Unito, fa parte dell'Unione europea, ma è argomento di determinate esenzioni. La ratifica del Parlamento di Gibilterra non è necessaria affinché il Trattato entri in vigore, ma dei cambiamenti nella legislazione interna sono obbligatori affinché esso si applichi anche in quest'enclave britannica.
Isole Åland
Le Isole Åland, sono una provincia autonoma della Finlandia, fanno parte dell'Unione europea, ma sono argomento di determinate esenzioni. Il processo di ratifica del Trattato nel Parlamento regionale è cominciato, ma non è stata ancora fissata la data del voto. Il risultato dipenderà dalle trattative in corso tra l'amministrazione centrale e quella regionale. Una minoranza nel Parlamento regionale ha proposto un referendum popolare anche se la sua convocazione è improbabile visto che la maggioranza è contraria. La ratifica del Parlamento delle Isole Åland non è necessaria affinché il Trattato entri in vigore, ma è indispensabile affinché le relative disposizioni si applichino in questo territorio. Un eventuale voto negativo, dunque, non renderebbe esecutivo il Trattato nelle Isole Åland ma non ne impedirebbe però l'adozione nel resto della Finlandia. In questo caso la Finlandia perderebbe un membro del Parlamento europeo in conformità sia con il Trattato di Nizza che con quello di Lisbona.
Critiche
Alcune polemiche sono sorte sull'ipotesi che il Trattato di Lisbona potrebbe rendere lecita l'uccisione da parte delle forze dell'ordine qualora essa si rendesse necessaria per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un'insurrezione.
Questo è quanto viene sancito (in contrasto con quanto stabilito nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea) nella lettera c del comma 2 dell'articolo 2 del testo attuale della CEDU che il Trattato, a causa della complessa stratificazione dei testi coordinati, ammette come valido.
In più punti il trattato di Lisbona sancisce esplicitamente il diritto alla vita e l'abolizione totale della pena di morte, e bisogna ricordare che proprio l'abolizione della pena di morte è, da sempre, uno dei principali requisiti (i cosiddetti "criteri di Copenaghen") da rispettare per poter entrare a far parte dell'UE, tuttavia - a causa forse di una svista - viene lasciato aperto uno spiraglio giuridico alla possibilità che le forze dell'ordine possano legittimamente uccidere i manifestanti di una sommossa.
La carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea infatti da un lato recita, all'articolo 2:
1. Ogni individuo ha diritto alla vita.
2. Nessuno può essere condannato alla pena di morte, né giustiziato.;
Dall'altro però, all'articolo 51 paragrafo 3, sancisce:
Laddove la presente Carta contenga diritti corrispondenti a quelli garantiti dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (detta CEDU), il significato e la portata degli stessi sono uguali a quelli conferiti dalla suddetta convenzione. La presente disposizione non preclude che il diritto dell'Unione conceda una protezione più estesa.
E come si è visto il testo del CEDU prevede, all'articolo 2, delle disposizioni controverse in tema di diritto alla vita.
Un problema similare a quello appena descritto si pone a riguardo della pena di morte la cui abolizione totale viene sancita in più punti salvo poi, per delle incongruenze legislative, venirne riconosciuta la legittimità in tempo di guerra.
Note
- ^ Barroso: Trattato ancora vivo
- ^ Vicepremier Madrid, ratifica Trattato prosegua anche con 'no' Irlanda
- ^ Premier polacco Tusk, 'no' irlandese non ucciderà Trattato
- ^ Ministro svedese, 'no' Irlanda è ostacolo non crisi
- ^ Merkel e Sarkozy, proseguire con ratifiche Trattato è necessario
- ^ Miliband, Gran Bretagna andrà avanti in ratifica Trattato Lisbona
- ^ Cipro prosegue con ratifica Trattato Lisbona, voto in aula il 3 luglio
- ^ Frattini: No dell'Irlanda una doccia fredda. Ma l'Europa non si ferma
- ^ Premier est-Europa, 'no' Irlanda non fermi allargamento
- ^ Premier danese, impossibile una nuova riforma del Trattato
- ^ UE/Lisbona: Miliband, possibili ratifiche di tutti i 27 paesi
- ^ Presidente UE: "no" irlandese rallenta processo
- ^ Ministro Esteri Lisbona, urge valutazione comune dopo no Irlanda
- ^ L'euroscettico ceco Klaus: a Dublino ha vinto la libertà
- ^ L'Irlanda dice "no", ma l'Europa va avanti
- ^ Ireland mulls autumn 2009 Lisbon revote
- ^ UE/Lisbona: Dublino non esclude un secondo referendum
- ^ Aspettando l'Irlanda l'Europa guarda al futuro
- ^ Consiglio europeo di Bruxelles - 19-20 giugno 2008 - Conclusioni della Presidenza
- ^ UE: Barroso, non mi aspetto altri no a Trattato dopo Irlanda
- ^ Irish No raises questions over EU commission size
- ^ UE: Juncker, senza Trattato di Lisbona niente allargamento
- ^ La notizia dell'intesa sulla road map per Irlanda - Ansa.it
- ^ Dettaglio delle ratifiche
- ^ L'articolo 6 del Trattato stabilisce che - affinché il Trattato stesso possa entrare in vigore - gli strumenti di ratifica debbano essere depositati presso il Governo della Repubblica italiana. Ciascun paese membro notifica gli strumenti di ratifica al termine del processo interno di ratifica (comprensivo delle ratifiche del parlamento e del capo dello stato). La presente lista è ordinata in base alla data di deposito degli strumenti di ratifica.
- ^ La Costituzione ungherese dispone che i Trattati internazionali vengano ratificati dall'Assemblea Nazionale con il voto favorevole di almeno 257 membri, pari ai due terzi su un totale di 386.
- ^ Ungheria ratifica trattato di Lisbona
- ^ Ue: Slovenia e Malta ratificano Trattato Lisbona
- ^ Francia ratifica trattato Lisbona
- ^ La ratifica francese su Legifrance
- ^ Francia ratifica trattato Lisbona
- ^ La Costituzione romena dispone che i Trattati internazionali che emendano i trattati costitutivi dell'Unione europea vengano ratificati dal Parlamento in seduta comune con il voto favorevole di almeno 324 membri, pari ai due terzi su un totale di 486
- ^ La ratifica romena su cdep
- ^ La Romania ratifica il Trattato di Lisbona alla presenza di Sarkozy
- ^ La Costituzione slovena dispone che i Trattati internazionali vengano ratificati dall'Assemblea Nazionale con il voto favorevole di almeno 60 membri, pari ai due terzi su un totale di 90.
- ^ La ratifica slovena su Uradni-List
- ^ Ue: Slovenia e Malta ratificano Trattato Lisbona
- ^ La Costituzione bulgara dispone che i Trattati internazionali vengano ratificati dall'Assemblea Nazionale con il voto favorevole di almeno 160 membri, pari ai due terzi su un totale di 240.
- ^ Il Parlamento austriaco ratifica il Trattato europeo
- ^ La Danimarca ratifica il Trattato di Lisbona
- ^ Il Portogallo ratifica il trattato di Lisbona
- ^ Slovacchia: nuove ratifiche al Trattato UE
- ^ Nel parlamento inglese per esprimere il proprio voto viene prima chiesto ai parlamentari di dichiararlo a voce collettivamente: prima viene chiesto ai favorevoli di dire "favorevole" (content) tutti assieme, e quindi viene chiesto ai contrari di dichiararsi (not content). Se non si riesce a desumere con questo metodo quale campo prevalga si procede a votare mediante il metodo della divisione dell'aula. Questa tipologia di voto, sebbene prevista anche dal regolamento delle camere italiane non viene mai usata preferendo il ricorso al voto elettronico. Nelle aule parlamentari inglesi invece non essendo installati sistemi di voto elettronico è prassi che i parlamentari occupino due sale distinte (una per i favorevoli e una per i contrari) e vengano contati per desumere il risultato della votazione. In questo caso si parla di voto con divisione dell'aula.
- ^ European Union (Amendment) Act
- ^ Regno Unito ratifica il Trattato UE
- ^ Ue: Gb completa ratifica trattato
- ^ Il Lussemburgo ratifica il Trattato di Lisbona
- ^ Trattato Ue, la Camera dà il via libera
- ^ (C.1519).
- ^ Ue, Senato approva all'unanimità ratifica trattato Lisbona
- ^ (S.759)
- ^ Attività del capo dello Stato, Atti firmati Settimana 28 luglio - 03 agosto 2008
- ^ Il Parlamento greco ratifica il Trattato di Lisbona
- ^ Trattato, anche da Cipro il sì alla ratifica
- ^ Trattato, Senato olandese approva legge per ratifica
- ^ La Costituzione estone dispone che i Trattati internazionali vengano ratificati dal Riigikogu con il voto favorevole di almeno 67 membri, pari ai due terzi su un totale di 101.
- ^ Estonia e Finlandia ratificano Trattato di Lisbona
- ^ Estonia e Finlandia ratificano Trattato di Lisbona
- ^ Spagna: ok dalla Camera al Trattato di Lisbona
- ^ UE/Lisbona: Spagna ratifica il Trattato, è il 23esimo Paese
- ^ Belgio, ratificato Trattato Lisbona
- ^ Anche la Svezia dice sì a Lisbona
- ^ La Costituzione polacca dispone che i Trattati internazionali vengano ratificati dal Sejm con il voto favorevole di almeno 307 membri, pari ai due terzi su un totale di 460 e dal Senato con il voto favorevole di almeno 67 membri, pari ai due terzi su un totale di 100 o mediante referendum popolare.
- ^ Sì della Polonia alla ratifica del Trattato UE
- ^ Ue: Trattato Lisbona, si' Bundestag
- ^ Trattato UE: Germania ratifica
- ^ German MPs under pressure to get Lisbon law ready
- ^ Ue - Rep.ceca, Camera approva Trattato di Lisbona
- ^ Ue/ Senato Repubblica ceca ratifica Trattato di Lisbona
- ^ L'Irlanda boccia il Trattato di Lisbona
- ^ Trattato UE: Corte costituzionale ceca sblocca la ratifica
- ^ UE: dopo l'Irlanda arriva il problema Repubblica Ceca
- ^ UE/Lisbona: la Corte costituzionale tedesca sospende la ratifica del trattato
- ^ Trattato di Lisbona, la Germania frena "Serve una legge per poterlo ratificare"
- ^ Trattato di Lisbona, "No" irlandese Barroso: "Si vada avanti lo stesso"
- ^ UE/Lisbona, per il Parlamento di Dublino via libera ad un nuovo referendum
- ^ Cowen confident of 'Yes' vote for Lisbon re-run
- ^ 'Worthless' guarantees fail to win over treaty opponents
- ^ Sondaggio: oggi il 52% degli irlandesi direbbe 'sì' al Trattato di Lisbona
- ^ Resoconto sommario n. 103 del 13/02/2008 dei lavori della III commissione del Senato URL consultato il 12/06/2008
- ^ Napolitano lieve malore, si riprende subito da corriere.it, URL consultato il 12/06/2008
- ^ A.S. 1956 XV Legislatura da senato.it, URL consultato il 12/06/2008
- ^ UE/Lisbona: giustizia britannica boccia ricorso pro-referendum
- ^ 525 sì al Trattato di Lisbona, per un'UE più democratica e efficiente
Voci correlate
- Convenzione europea
- Costituzione europea
- Dichiarazione di Berlino
- Dichiarazione di Laeken
- Storia dell'integrazione europea
- Trattato di Nizza
- Unione europea
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Trattato di Lisbona
Wikisource contiene il testo completo del Trattato di Lisbona
Collegamenti esterni
- La pagina ufficiale del Trattato di Lisbona sul sito Europa
- La pagina ufficiale della CIG sul sito del Consiglio dell'Unione Europea
- Versione consolidata dei trattati con le modifiche apportate dal trattato di Lisbona (IT)
- Il disegno di legge di ratifica S.759 al Senato
- Il disegno di legge di ratifica C.1519 alla Camera
- La proposta di trattato di ACED (EN)
- L'analisi di Openeurope sulla corrispondenza tra i 2 trattati (EN)
- I trattati europei su EUR-Lex
- Ratification Monitor (EN)
| Unione europea - Trattati, Istituzioni, storia dell'integrazione europea | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1951/52 | 1957/58 | 1965/67 | 1986/87 | 1992/93 | 1997/99 | 2001/03 | 2007/ ? |
| Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) | |||||||
| Comunità europea dell'energia atomica (CEEA o Euratom) | |||||||
| Comunità economica europea (CEE) |
Comunità europea (CE) | ||||||
| Comunità europee: CECA, CEEA, CEE | Giustizia e affari interni (GAI) |
||||||
| Giustizia e affari interni (GAI) |
|||||||
| Politica estera e di sicurezza comune (PESC) |
|||||||
| U N I O N E E U R O P E A (U E) | |||||||
| Trattato di Parigi |
Trattati di Roma |
Trattato di fusione |
Atto unico europeo |
Trattato di Maastricht |
Trattato di Amsterdam |
Trattato di Nizza |
Trattato di Lisbona |
| I "tre pilastri" dell'Unione europea - Comunità europea (CE), Politica estera e di sicurezza comune (PESC), Cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (GAI) | |||||||
|
|
|
|---|---|
| Parlamento europeo · Consiglio dell'Unione europea · Commissione europea · Corte di giustizia · Corte dei conti |
|
|
|
|---|---|

