Milza
| Milza | |
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Milza, anatomia microscopica. |
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Posizione della milza nell'addome umano |
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| Anatomia del Gray | subject #278 1282 |
| Sistema | Sistema linfatico |
| Arteria | Arteria splenica |
| Vena | Vena splenica |
| Nervo | Plesso splenico |
| MeSH | Spleen A10.549.700 |
| Dorlands/Elsevier | seven/000099557 |
La milza è un organo pieno (parenchimatoso) e un organo linfoide secondario, non fondamentale per la sopravvivenza.
Indice |
Posizione [modifica]
È situata nella porzione sovramesocolica della cavità addominale, nella loggia lienale, compresa tra la parete posteriore del corpo dello stomaco e la faccia anteriore del rene sinistro, appena sotto il diaframma (tramite il quale contrae rapporti con la pleura e il polmone sinistro), ed è rivestita dal peritoneo che ne lascia scoperta solo una piccola area di 2–3 cm contenuta tra i foglietti anteriore e posteriore del legamento spleno-renale. In proiezione anteriore corrisponde alla regione topografica dell'ipocondrio sinistro, al livello dell'area compresa fra la nona e l'undicesima costa, entro la linea ascellare anteriore.
Descrizione [modifica]
La milza è di colore rosso scuro e la sua forma si può paragonare a quella di un ovoide schiacciato in senso trasversale, con diametro maggiore orientato dall'alto verso il basso, dal di dietro in avanti e latero-medialmente. Questo diametro, che mediamente misura circa 13 cm, è parallelo all'asse longitudinale della 10ª costa di sinistra, che si può facilmente palpare al di sotto dei tegumenti ed è immediatamente individuabile essendo l'ultima costa a raggiungere, seppure indirettamente, lo sterno. La milza in un paziente sano non è palpabile, in quanto rimane contenuta nella gabbia toracica, essa può essere invece ben apprezzata in condizioni patologiche che inducano splenomegalia (ad esempio malattie da protozoi come la malaria, la leishmaniosi e il trypanosoma). I diametri anteroposteriore e trasversale misurano in media rispettivamente 8 e 3 cm. Il suo peso medio è di circa 200 g (esso può variare a seconda delle condizioni fisiologiche: per la capacità del circolo portale o per il cibo e bevande ingerite, e il suo peso può essere compreso nell'intervallo 180-250 g). L'intero organo è rivestito da una capsula fibrosa che ha un certo grado di elasticità. La milza ha consistenza molto lassa, quasi semifluida, tanto da essere facilmente soggetta, in seguito a traumi addominali, a rottura. Può variare notevolmente il suo peso e il suo volume in rapporto alla quantità di sangue (soprattutto nella componente figurata) che ne impregna il parenchima. Non è indispensabile per la vita,in sua assenza altri organi si fanno carico delle sue mansioni.
La milza è il più grande organo derivante dal mesenchima e presente nel mesentere. È una ghiandola senza sfinteri strettamente associata con il sistema circolatorio. Consiste di masse di linfoidi granulari posizionati attorno a rami terminali di vene e arterie. Questi vasi sono collegati da capillari modificati chiamati seni splenici.
La variante anatomica più frequente è costituita dalle milze accessorie (polisplenia) che troviamo, a seconda delle casistiche, con frequenza tra il 10% e il 40% degli individui. Queste si formano in prossimità dell'ilo della milza principale, il punto in cui i vasi splenici entrano ed escono dall'organo.
Istologia [modifica]
Sezioni trasversali della milza rivelano una superficie rossastra morbida che si divide in polpa rossa e polpa bianca. I due tipi di polpa corrispondono alle due funzioni della milza.
- La polpa rossa è formata principalmente di seni ripieni di sangue. La polpa rossa rimuove i materiali indesiderati.
- La polpa bianca è composta di noduli chiamati corpuscoli di Malpighi. Questi sono formati da follicoli linfoidi ricchi di linfociti B e dalla guaina linfoide periarteriolare (PALS Periarteriolar Lymphoid Sheath), ricca di linfociti T. La polpa bianca aiuta a combattere le infezioni.
Funzioni [modifica]
Le funzioni più importanti della milza sono il filtraggio meccanico, che rimuove i globuli rossi senescenti, detta di emocataresi, e il controllo delle infezioni. Produce anche opsonine, properdina e tuftsina.
Fino al quinto mese di gestazione, quando il midollo osseo inizia a funzionare, la milza ha importanti funzioni emopoietiche. Dopo la nascita non resta alcuna significativa funzione emopoietica eccezione fatta in alcune malattie ematologiche quali, ad esempio, la sindrome mielodisplastica e le emoglobinopatie.
Verifiche sperimentali su apneisti volontari hanno mostrato che la milza, a seguito dell'apnea, presenta una sensibile riduzione dello spessore, per poi tornare a dimensioni normali in seguito. È stata avanzata quindi l'ipotesi che questa contrazione sia legata al meccanismo dello scostamento ematico che si verifica nel caso di apnee prolungate. Nei mammiferi marini la milza è, a differenza dell'uomo, molto più grande proporzionalmente (fino a 7% del peso corporeo), probabilmente per via di un adattamento alla vita marina per affrontare più agevolmente apnee prolungate grazie alle riserve di sangue contenute in quest'organo[1].
Microcircolazione della milza [modifica]
L'arteria lienale nel legamento lienorenale si divide in cinque rami, che penetrano nell’ilo e poi si ramificano in tutto l’organo percorrendo le trabecole. La vena fa la stessa cosa ma al contrario. Le arterie si riducono progressivamente di calibro fino alle arteriole che penetrano nella polpa bianca e poi danno origine ai rami pennicillari che dopo un percorso di 0,5 mm escono dalla polpa bianca e si portano nella zona marginale e quindi nella polpa rossa il sangue da diversi percorsi. Circolazione aperta e chiusa. Vi sono tre distinte componenti della velocità di circolo: veloce, media, lenta. Il 90% del sangue transita molto rapidamente, in pochi secondi è la circolazione chiusa attraverso il letto capillare. Il 9,6% impiega qualche minuto. 1,6% di circa un'ora.
- Circolazione veloce: arteriole che si collegano direttamente all'estremità dei seni con bassa resistenza.
In realtà sarebbe aperta dal punto di vista anatomico.
- La circolazione intermedia è aperta sia dal punto di vista anatomico, sia fisiologico nella quale il sangue percola lentamente attraverso il tessuto reticolare dei cordoni della milza e filtra attraverso le fessure delle parete dei seni, prima di ricongiungersi alla massa di sangue circolante.
Questo processo espone il sangue al maggior contatto possibile con i macrofagi splenici cine rimozione di particelle e di globuli rossi indeboliti.
- La circolazione lenta comporta contatto tra cellule del sangue e cellule dei cordoni della milza.
Quindi sequestro di globuli rossi, globuli bianchi, e piastrine e potenziale rimozione per fagocitosi macrofagica di cellule danneggiate o invecchiate. La somma dei volumi di sangue della circolazione intermedia e di quella lenta supera il volume di sangue con transito veloce. La conseguenza è che l’ematocrito all’interno della milza è due volte maggiore della circolazione sistemica. Il numero dei reticolociti piastrine, a richiesta possono anche essere rilasciate in circolo.
Il parenchima splenico è organizzato in due principali contingenti: la polpa bianca e la polpa rossa. La polpa bianca è costituita da noduli bianco-grigiastri che sono denominati noduli di Malpighi e sono costituiti da tessuto linfoide che si addensa attorno ad una arteriola che attraversa la polpa; questo agglomerato di tessuto linfoide è costituito da linfociti B e T che si organizzano in modo geometrico, i linfociti T creano una membrana linfoide prearteriolare attorno all'arteriola mentre in posizione più periferica si trovano i linfociti B che vanno a formare dei follicoli che sono definiti primari se costituiti da linfociti B non stimolati e secondari se costituiti da linfociti B stimolati. Quest'ultimo follicolo è caratterizzato da una zona centrale e una zona periferica, nella prima troviamo dei linfociti B della memoria a cui macrofagi e cellule dendritiche presentano l'antigene, mentre in periferia sono presenti i macrofagi e i linfociti B che rispondono ad agenti timo-indipendenti. Mentre la polpa rossa è caratterizzata da seni venosi che sono come dei vasi sinusoidi, ovvero presentano un lume molto ampio e le pareti sono fenestrate, e tra questi vasi sono presenti dei cordoni che derivano dalla polpa rossa dove possiamo ritrovare globuli rossi, globuli bianchi e piastrine; i suddetti vasi giungono alla polpa rossa tramite una arteriola centrale che diviene arteriola penicillari poi capillari con guscio che sono forniti di un manicotto di macrofagi. Si crea un circolo aperto se si aprono i cordoni e un circolo chiuso se questi capillari continuano nei seni venosi. È presente un seno venoso perimarginale interposto tra le due polpe.
Patologia [modifica]
Difficilmente la milza è preda di malattie infettive o neoplastiche. In era preantibiotica era invece ben noto il "tumore di milza" che si manifestava in corso di malattie infettive di lunga durata, come espressione della attivazione della componente linfatica dell'organo. I tumori della milza sono quasi esclusivamente linfomi. Ha sempre destato interesse in oncologia la evidente resistenza della milza a diventare sede di ripetizione metastatica da parte di tumori solidi di altra origine.
Aumenti di volume anche significativi della milza (splenomegalie) si hanno nelle malattie del fegato, soprattutto la cirrosi epatica, che causano difficoltà di flusso nel sistema della vena porta (sindrome di ipertensione portale), del quale la vena lienale è tributaria.
La milza è suscettibile di variazioni in caso di difetti nella lateralizzazione. In soggetti con bilateralità sinistra si ritrovano milze accessorie (polisplenia), in quelli con bilateralità destra, asplenia o milza ipoplastica.[2]
Splenalgia [modifica]
Splenalgia è il nome con cui viene chiamato il dolore, di qualsiasi origine e natura, localizzato alla milza od alla sede da essa occupata nell'interno del cavo addominale (parte superiore sinistra, sotto le ultime costole: ipocondrio sinistro).
Nella cultura popolare [modifica]
Il gruppo musicale Elio e le Storie Tese dedicò alla milza l'omonima traccia dell'album Eat the Phikis (1996). Nella canzone Elio si pone la domanda Perché nessuno mi dice a cosa serve la milza. Eh?.
Note [modifica]
- ^ Lorenzo Messina. Apnea. URL consultato in data 17/11/2009.
- ^ Embriologia medica di Langman, Di Thomas W. Sadler, Elsevier srl, 2008, pagina 149
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- Milza nel Nuovo Soggettario della BNCF