Antitussivi

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Farmaci antitussivi

I farmaci antitussivi (detti anche antibechici o sedativi della tosse) sono farmaci usati per il trattamento sintomatico della tosse. Vengono usati per tosse

  • con causa nota che non può essere eradicata (es. carcinoma del polmone inoperabile)
  • che non passa nonostante la causa nota (es. virus o fumo di sigaretta) sia stata eliminata (es. con farmaci antivirali o con l'astinenza dal fumo)
  • idiopatica (ovvero senza una causa o con causa sconosciuta)
  • che non svolga nessuna utilità per l'organismo ovvero in caso di tosse secca

Il meccanismo d'azione per molti di questi farmaci è incerto anche perché non sono chiari i meccanismi stessi della tosse.

Antitussivi ad azione centrale[modifica | modifica wikitesto]

Sono i più usati e i più potenti. Inibiscono il centro della tosse riducendo il riflesso scatenante la tosse. Suddivisibili in 3 gruppi: non oppioidi, oppiodi, e derivati chimici oppiodei con scarsa azione analgesica.

Oppioidi[modifica | modifica wikitesto]

  • Codeina: fra gli antitussivi centrali è l'unico che richiede la prescrizione medica. Praticamente tutti gli oppiodi hanno effetto antitussivo ma è scelta tra essi la codeina in quanto rispetto agli altri ha minori effetti avversi di tipo oppioideo e non dà dipendenza. È il più potente agente antitussivo noto tanto che è usato per confrontare l’effetto antitussivo di nuovi farmaci antibechici sperimentali.

Non oppioidi[modifica | modifica wikitesto]

Questo gruppo è rappresentato essenzialmente dagli antistaminici anti-H1. Per esempio il butiramato (Sinecod tosse sedativo) e la cloperastina.

Derivati chimici oppioidei con scarsa azione analgesica[modifica | modifica wikitesto]

Alle dosi con le quali vengono usati come antitussivi l'azione antalgica/sedativa è molto scarsa.

  • Destrometorfano (Lysomucil sedativo): è l’isomero D del metorfano, un derivato della codeina. Al contrario dell’isomero L non ha attività analgesica né causa dipendenza psicologica. È un po’ meno potente in termini antitussivi e costipanti rispetto alla codeina. Agisce sul centro della tosse ma la farmacodinamica è oscura. Si sa solo che è antagonista di recettori NMDA del glutammato e non si può escludere che l’effetto antibechico sia dovuto all’azione a livello spinale ed encefalico su questi recettori.
  • Folcodina: derivato per espansione strutturale della morfina ma con nessuna attività oppioide. È leggermente meno potente della codeina.

Antitussivi ad azione periferica[modifica | modifica wikitesto]

Non sono altro che anestetici locali ovvero farmaci che bloccano i canali al sodio neuronali. Riducono eccitabilità, conduzione nervosa e quindi aumentano soglia della tosse a livello periferico. Danno tachifilassi e sono richieste dosi sempre maggiori col passare del tempo.

Somministrati per os:

Somministrati per via aerosolica:

Tosse grassa e mucolitici[modifica | modifica wikitesto]

La tosse che si presenta in polmoni ricchi di muco è definita secretiva o produttiva o grassa ed è utile per l'espettoramento del muco. Non vengono usati i farmaci antitussivi in quanto la sedazione porterebbe al ristango di muco nell’albero respiratorio con gravi complicazioni.
La tosse, in questo caso, è utile per l’espettormanento del muco e vengono usati farmaci definiti broncomucotropici. Tra i broncomucotropici la classe principale è quella dei mucolitici che, come dice il nome, modificano le caratteristiche reologiche del muco, fluidificandolo e consentendone l'espulsione tramite tosse e clearance mucocialiare. <

Sono divisibili in

  • derivati della cisteina. Riducono i ponti disolfuro delle mucoproteine. Acetilcisteina (Fluimucil), carbocisteina (Lysomucil), erdosteina (questa ha una struttura un po’ più complessa ma può essere considerato più o meno un derivato della cisteina).
  • derivati del 2,4-dibromo-anilina. Il meccanismo d'azione è meno chiaro di quello dei derivati cisteinici. Esponenti di questo gruppo sono la bromexina (Bisolvon) e ambroxol (Fluibron), un metabolita della bromexina.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Humphrey P. Rang, M. Maureen Dale, James M. Ritter, Farmacologia, a cura di Gorio A., Lesma E. A., tradotto da Bottai D., Carelli S., 6ª ed., Elsevier, 2008, ISBN 9788821430237.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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