Destrometorfano

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Destrometorfano
Dextromethorphan.svg
Nome IUPAC
(+)-3-metoossi-17-metil-(9α,13α,14α)-morfinano
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C18H25N1O1
Massa molecolare (u) 271.4 g/mol
Numero CAS [125-71-3]
Codice ATC R05DA09
PubChem 5360696
DrugBank APRD00655
Dati farmacologici
Modalità di
somministrazione
Orale
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità 11%
Metabolismo Epatico
Emivita 3-6 ore circa
Escrezione Renale
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
irritante

attenzione

Frasi H 302
Consigli P --- [1]

Il destrometorfano è un antitussivo ad azione centrale. Sebbene sia strutturalmente simile alla morfina, non presenta proprietà analgesiche, ma solo blandamente sedative. Agisce sul centro della tosse con un'intensità quasi pari a quella della codeina; non è espettorante. Specialmente ad alte dosi presenta effetti psicoattivi e può comportare l'insorgenza di una sindrome serotoninergica.[2][3][4]

Farmacodinamica[modifica | modifica sorgente]

Destrometorfano ha un’azione depressiva sul centro midollare della tosse, ed in questo modo determina un innalzamento della soglia di comparsa. Il farmaco inoltre agisce riducendo la sensibilità dei recettori della tosse.

Farmacocinetica[modifica | modifica sorgente]

Destrometorfano dopo somministrazione orale è ben assorbito dal tratto gastrointestinale. La biodisponibilità è bassa e si aggira intorno all'11%.[5][6] La concentrazione plasmatica massima (Cmax) viene raggiunta entro 2 ore dall'assunzione. L'azione della molecola si manifesta nel giro di 1 ora dalla somministrazione e si protrae per un tempo di sei ore. Destrometorfano subisce effetto di primo passaggio ed è metabolizzato a livello epatico tramite ossidazione e demetilazione con successiva coniugazione, ed è mediata dal citocromo P450, isoenzimi CYP3A e CYP2D6. Il principale metabolita è destrorfano, che presenta solo una modesta attività antitussigena.[7]
Studi su una popolazione sana giapponese hanno evidenziato che il farmaco viene eliminato prevalentemente (70% circa) per via urinaria nell'arco di 24-48 ore.[8] Per quanto attiene il metabolismo da parte di CYP2D6 si ricorda che tale citocromo risulta essere ipofunzionante o addirittura assente in una percentuale rilevante della popolazione, ed essendo responsabile del metabolismo di numerosi farmaci, tra i quali propranololo, amitriptilina, aloperidolo, flecainide, amiodarone e propafenone, il riconoscimento di questi fenotipi metabolici può essere importante per evitare fenomeni di tossicità dovuta all'aumento delle concentrazioni plasmatiche dei suddetti farmaci. A tale scopo è possibile somministrare destrometorfano e valutare la concentrazione dei suoi metaboliti urinari, riflesso della capacità metabolica dell'individuo.[9]

Usi clinici[modifica | modifica sorgente]

Destrometorfano viene utilizzato nel trattamento sintomatico della tosse e per le manifestazioni tipiche da raffreddamento.

Effetti collaterali[modifica | modifica sorgente]

Gli effetti collaterali si riscontrano con dosi particolarmente alte. Alcuni sottoprodotti metabolici del Destrometorfano hanno una elevata affinita per i recettori NMDA, il che lo rende, in teoria, un anestetico dissociativo. L'uso come anestetico è tuttavia quasi inesistente in campo medico, dove si preferisce usare altri antagonisti dei recettori NMDA come la ketamina. Altri fattori, tra i quali la mediazione di alcuni recettori oppioidi, giustificherebbero anche gli effetti allucinogeni a dosi non terapeutiche.

Gli effetti collaterali potrebbero essere vomito, diarrea, febbre e delirio. Non è ancora chiaro se il Destrometorfano sia neurotossico a dosi alte e causi effettivamente le lesioni di Olney.

Controindicazioni[modifica | modifica sorgente]

Il farmaco è controindicato nei soggetti con ipersensibilità nota al principio attivo oppure ad uno qualsiasi degli eccipienti della formulazione farmacologica. Poiché destrometorfano può innescare un rilascio di istamina, e perciò una reazione di tipo allergico, il suo utilizzo nei bambini affetti da dermatite atopica, particolarmente sensibili alle reazioni allergiche, deve avvenire solo se assolutamente necessario e sotto diretto controllo medico. Destrometorfano è inoltre controindicato nei soggetti asmatici e non deve essere somministrato durante oppure nelle due settimane successive ad una terapia con farmaci antidepressivi (in particolare inibitori delle monoamino ossidasi).

Dosi terapeutiche[modifica | modifica sorgente]

Il farmaco deve essere somministrato in più dosi giornaliere, di norma almeno 3-4 volte al giorno.

  • Adulti: la dose usuale consigliata è pari a 60 mg, in ogni caso non si deve oltrepassare la dose massima di 120 mg/die.
  • Bambini: 15-30 mg

Interazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Inibitori delle monoamino ossidasi (MAO): la contemporanea somministrazione di destrometorfano e di farmaci inibitori delle MAO è controindicata in quanto può comportare lo sviluppo di una sindrome serotoninergica[2] caratterizzata da: nausea, ipotensione, tremori, spasmi clonici, mioclonie, rigidità di origine piramidale, sudorazione profusa, iperpiressia, tachicardia, difficoltà respiratoria e tachipnea, midriasi, agitazione, eccitazione, confusione mentale, e nei casi più gravi arresto cardiaco e morte.
  • Linezolid e sibutramina: casi di sindrome serotoninergica sono stati segnalati anche a seguito della somministrazione concomitante di questi farmaci e destrometorfano.
  • Farmaci inibitori del sistema nervoso centrale (SNC): la concomitante somministrazione di ipnotici, sedativi o ansiolitici, oppure l'assunzione di alcool e destrometorfano può portare ad effetti sinergici ed additivi a carico del sistema nervoso centrale.
  • Farmaci secretolitici: la terapia di associazione di destrometorfano e farmaci secretolitici può comportare una marcata riduzione del riflesso della tosse e conseguente grave accumulo di muco.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 09.08.2012, riferita al bromidrato
  2. ^ a b AR. Schwartz, AF. Pizon; DE. Brooks, Dextromethorphan-induced serotonin syndrome. in Clin Toxicol (Phila), vol. 46, nº 8, settembre 2008, pp. 771-3, PMID 19238739.
  3. ^ H. Kinoshita, T. Ohkubo; M. Yasuda; F. Yakushiji, Serotonin syndrome induced by dextromethorphan (Medicon) administrated at the conventional dose. in Geriatr Gerontol Int, vol. 11, nº 1, gennaio 2011, pp. 121-2, DOI:10.1111/j.1447-0594.2010.00652.x, PMID 21166968.
  4. ^ Y. Adachi, S. Uchisaki; T. Itagaki; K. Suzuki; Y. Obata; M. Doi; S. Sato, [Serotonin syndrome caused by an overdose of dextromethorphan, Medicon]. in Masui, vol. 58, nº 12, dicembre 2009, pp. 1531-3, PMID 20055201.
  5. ^ B. Kukanich, MG. Papich, Plasma profile and pharmacokinetics of dextromethorphan after intravenous and oral administration in healthy dogs. in J Vet Pharmacol Ther, vol. 27, nº 5, ottobre 2004, pp. 337-41, DOI:10.1111/j.1365-2885.2004.00608.x, PMID 15500572.
  6. ^ G. Ramachander, FD. Williams; JF. Emele, Determination of dextrorphan in plasma and evaluation of bioavailability of dextromethorphan hydrobromide in humans. in J Pharm Sci, vol. 66, nº 7, luglio 1977, pp. 1047-8, PMID 886444.
  7. ^ M. Schadel, D. Wu; SV. Otton; W. Kalow; EM. Sellers, Pharmacokinetics of dextromethorphan and metabolites in humans: influence of the CYP2D6 phenotype and quinidine inhibition. in J Clin Psychopharmacol, vol. 15, nº 4, agosto 1995, pp. 263-9, PMID 7593709.
  8. ^ N. Nagai, T. Kawakubo; F. Kaneko; M. Ishii; R. Shinohara; Y. Saito; H. Shimamura; A. Ohnishi; H. Ogata, Pharmacokinetics and polymorphic oxidation of dextromethorphan in a Japanese population. in Biopharm Drug Dispos, vol. 17, nº 5, luglio 1996, pp. 421-33, DOI:10.1002/(SICI)1099-081X(199607)17:5421::AID-BDD4213.0.CO;2-9, PMID 8830977.
  9. ^ BP. Kuo, OY. Hu; CH. Hsiong; LH. Pao; TS. Chen; CF. Hung, Single-point plasma or urine dextromethorphan method for determining CYP3A activity. in Biopharm Drug Dispos, vol. 24, nº 9, dicembre 2003, pp. 367-73, DOI:10.1002/bdd.373, PMID 14689465.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Kent R. Olson, Intossicazioni Acute: Veleni, Farmaci e Droghe, Springer, 1998, ISBN 978-88-470-0030-8.

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