Acetilcisteina
| Acetilcisteina | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| (R)-2-acetamide-3-sulfanilpropanoico acido | |
| Nomi alternativi | |
| acido (R)-2-acetamido-3-mercaptopropanoico | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C5H9NO3S |
| Massa molecolare (u) | 163,19 g/mol |
| Numero CAS | [] |
| Codice ATC | R05 |
| PubChem | 12035 CID 12035 |
| DrugBank | |
| SMILES | O=C(O)[C@@H](NC(=O)C)CS |
| Dati farmacocinetici | |
| Biodisponibilità | 6–10% (orale) <3% (topico) |
| Metabolismo | epatico |
| Emivita | 5,6 ore (adulti) 11 ore (neonati) |
| Escrezione | renale |
| Indicazioni di sicurezza | |
L’acetilcisteina (o N-acetilcisteina) è un derivato N-acetilato dell’amminoacido cisteina.
Essa presenta attività antiossidante e mucolitica ed è anche un antidoto salvavita in caso di eccessiva assunzione di paracetamolo. Si è inoltre riscontrato che può avere proprietà antiapoptotica, epatoprotettrice e nefroprotettrice.
Indice |
[modifica] Meccanismo d'azione
[modifica] Antidoto
L'utilizzo dell'acetilcisteina in caso d'avvelenamento da paracetamolo è dovuto alla sua capacità di rigenerare le scorte di glutatione a livello epatico. La cisteina, di cui l'acetilcisteina è sostanzialmente una forma di rilascio, è uno dei precursori del glutatione. A livello epatico il paracetamolo viene metabolizzato in N-acetil-benzochinoneimina, un metabolita in grado di indurre un notevole stress ossidativo e di legarsi covalentemente a molte proteine. A dosaggi terapeutici, l'N-acetil-benzochinoneimina viene prontamente coniugata con il glutatione formando un composto non tossico. Ad elevate concentrazioni, invece, il glutatione non risulta essere sufficiente per cui, al fine di ripristinarne i livelli fisiologici viene somministrata acetilcisteina ad alti dosaggi.
[modifica] Attività mucolitica
L'attività mucolitica dell'acetilcisteina è dovuta, probabilmente, alla sua capacità di ridurre i ponti disolfuro tipici delle proteine presenti nel muco (mucoproteine).
[modifica] Attività antiossidante e protettiva
Sempre per la sua attività antiossidante, vari studi hanno suggerito che l'acetilcisteina possa presentare altre azioni:
- attività preventiva dell'uropatia emorragica da ciclofosfamide ed isofosfamide;
- attività di prevenzione della nefropatia conseguente all'uso di isofosfamide;
- attività epatoprotettrice da alcolici e contaminanti ambientali;
In merito al primo punto è tuttavia da segnalare uno studio di Munshi e colleghi del 1992 che ha concluso che l'attività di prevenzione dell'acetilcisteina nei confronti dell'uropatia indotta dall'isofosfamide è inferiore a quella del MESNA.[1]
In merito al secondo punto è da notare, in effetti, come l'utilizzo dell'isofosfamide possa determinare, specie in età pediatrica, la comparsa di disfunzioni renali del tipo Sindrome di Fanconi con perdita di amminoacidi, glucosio, fosfato, bicarbonato e proteine di basso peso molecolare e concomitante riduzione del tasso di filtrazione glomerulare. Ciò può determinare lo sviluppo di un'insufficienza renale cronica. Alcuni lavori in vitro ed in vivo su modelli murini hanno suggerito che l'acetilcisteina possa avere un ruolo nel prevenire tale complicanza.[2][3][4]
[modifica] Indicazioni
Il farmaco viene utilizzato principalmente come mucolitico espettorante e in caso di deficit lacrimale. Esiste qualche studio pubblicato che indica la sua associazione favorevole con amiloride, per la fluidificazione dell'espettorato vischioso in pazienti con fibrosi cistica.
Esso è inoltre considerato un salvavita in caso di sovradosaggio di paracetamolo soprattutto per evitare lo sviluppo dell'epatite fulminante conseguente. Viene anche utilizzato per trattare l'insufficienza renale che si ritiene compaia nell'1-2% dei casi di avvelenamento da paracetamolo, talora anche in assenza d'epatopatia.[5] Bisogna, tuttavia, segnalare che altri autori sostengono al contrario che l'aumento di glutatione a livello renale possa favorire, anziché ridurre, il danno renale. [6] [7]
Alcuni studi hanno inoltre concluso che l'acetilcisteina potrebbe venir utilizzata quale fattore protettivo contro la nefropatia causata dall'uso dei mezzi di contrasto in radiologia [8][9][10], fenomeno che, negli Stati Uniti d'America, viene ritenuto avere un'incidenza dello 0,5% con tasso di mortalità che può arrivare al 35% [11]. In particolare, si è visto che tali mezzi di contrasto possono alterare l'emodinamica renale e provocare anche necrosi tubulare. Tale fenomeno sembra essere dovuto alla formazione di specie reattive dell'ossigeno ed, in effetti, studi su topi hanno indicato un aumento della perossidazione lipidica in conseguenza dell'uso di questi agenti [8].
Bisogna segnalare, comunque, che autori d'altri lavori hanno espresso delle perplessità a riguardo dell'efficacia dell'uso dell'acetilcisteina come fattore preventivo nella nefropatia da mezzo di contrasto [11][12].
[modifica] Off-Label
L'acetilcisteina riduce inoltre i livelli plasmatici di omocisteina; potrebbe perciò potenzialmente risultare benefica nei pazienti con omocistinuria, che sono ad alto rischio tromboembolico.[13].
L'acetilcisteina su un modello animale mostra di inibire l'attività dei fibromiociti cardiaci causa di fibrosi cardiaca in corso di cardiomiopatia ipertrofica[14]. Quest'attività è correlata anche a meccanismi che coinvolgono le MMPs (Metallo Proteine di Matrice Zn dipendenti) in particolare le collagenasi [15]. All'azione sulla collagenasi si somma anche un effetto sulle PGE2 e sull'IL-1β, con positivi effetti sulla cartilagine articolare [16].
Le azioni dell'acetilcisteina si esplicano sulla pelle, per un'azione di inibizione dei ROS (Radicali Liberi dell'Ossigeno), che sono anche causa di aumento di collagenasi e MMPs in genere [17]; l'aumento dei ROS comporta una precoce invecchiamento delle strutture profonde della pelle [18].
Alcuni studi hanno suggerito che l'acetilcisteina possa essere utilizzata nella terapia eradicativa dell'infezione da Helicobacter pylori. Il farmaco sembra agire riducendo, tramite la sua azione mucolitica, il muco gastrico che ricopre e protegge il batterio, favorendo l'azione battericida degli antibiotici utilizzati[19][20][21].
[modifica] Dosaggi
- Deficit lacrimale, utilizzare 3-4 volte al giorno
- Avvelenamento da paracetamolo, 150 mg/kg
[modifica] Controindicazioni
Ipersensibilità nota al farmaco o ai suoi eccipienti.
Gravidanza e allattamento [22].
[modifica] Avvertenze
Nebulizzatori per aerosol: la soluzione di acetilcisteina (sinonimo: N-acetilcisteina) può essere somministrata per via inalatoria con nebulizzatori convenzionali in vetro o plastica. Il farmaco reagisce con alcuni materiali fra cui metalli (ferro, rame) e gomma caucciù. Sono compatibili con acetilcisteina in soluzione i seguenti materiali: alluminio, alluminio anodizzato, metallo cromato, acciaio inox; l’argento può annerirsi in seguito ad esposizione alla soluzione di acetilcisteina, senza effetti tossici per il paziente e senza modificare l’azione farmacologica del mucolitico.
Pazienti asmatici: durante il trattamento con acetilcisteina si consiglia di monitorare i pazienti asmatici. L'acetilcisteina può indurre broncospasmo.[23].
Pazienti affetti da disordini o insufficienza respiratorie, pazienti anziani o debilitati: la somministrazione dell'acetilcisteina richiede cautela perché il farmaco potrebbe esacerbare l'ostruzione delle vie aeree[23].
Riflesso della tosse inibito: l'acetilcisteina liquefà le secrezioni polmonari e incrementa il volume di secrezione; nei pazienti in cui il riflesso della tosse non è sufficiente a espellere le secrezioni fluidificate può essere necessario ricorrere alla broncoaspirazione [23].
Ulcere peptiche, varici esofagee: la presenza di questi reperti richiede cautela nella somministrazione dell'acetilcisteina [23].
Intossicazione da paracetamolo: si consiglia di somministrare l'acetilcisteina per via endovenosa nel trattamento dell'overdose da paracetamolo [23].
Tetraciclina, ossitetraciclina, clortetraciclina, eritromicina lattobionato, oleandromicina, amfotericina B : l'acetilcisteina può provocare l'inattivazione di questi antibiotici quando presenti nella stessa soluzione. Somministrare le preparazioni contenenti acetilcisteina e l'antibiotico in due soluzioni separate [23].
Carbone attivato: non somministrare acetilcisteina contemporaneamente al carbone perché quest'ultimo ne diminuisce il picco plasmatico [23].
Sorbitolo: la presenza di sorbitolo fra gli eccipienti delle forme farmaceutiche contenenti acetilcisteina è controindicata per i pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio. Il sorbitolo inoltre può provocare disturbi gastrointestinali inclusa la diarrea [23].
[modifica] Note
- ^ Munshi NC, Loehrer PJ Sr, Williams SD, Langefeld C, Sledge G, Nichols CR, Roth BJ, Neuman A, Walsh WB, Einhorn LH. (agosto 1992). Comparison of N-acetylcysteine and mesna as uroprotectors with ifosfamide combination chemotherapy in refractory germ cell tumors.. Invest New Drugs. 10 (3): 159-163. PMID 1428725.
- ^ Chen N, Aleksa K, Woodland C, Rieder M, Koren G. (aprile 2008). N-Acetylcysteine prevents ifosfamide-induced nephrotoxicity in rats.. Br J Pharmacol. 153 (7): e1364-72. PMID 18278066.
- ^ Chen N, Aleksa K, Woodland C, Rieder M, Koren G. (luglio 2007). The effect of N-acetylcysteine on ifosfamide-induced nephrotoxicity: in vitro studies in renal tubular cells.. Transl Res. 150 (1): e51-57. PMID 17585863.
- ^ Chen N, Aleksa K, Woodland C, Rieder M, Koren G. (luglio 2007). Prevention of ifosfamide nephrotoxicity by N-acetylcysteine: clinical pharmacokinetic considerations.. Can J Clin Pharmacol. 14 (2): e246-50. PMID 17652768.
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- ^ a b c d e f g h Pharmamedix: Acetilcisteina - Avvertenze http://www.pharmamedix.com/principiovoce.php?pa=Acetilcisteina&vo=Avvertenze
[modifica] Bibliografia
- British national formulary, Guida all’uso dei farmaci 4 edizione, Lavis, agenzia italiana del farmaco, 2007.