Asma

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Croce bianca e rossa.svg Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici – Leggi le avvertenze
Asma
[[Immagine:{{{Immagine}}}|190px|center|]]
{{{Didascalia}}}
Malattia rara
Codici di esenzione
SSN italiano {{{RaraIT}}}
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 493
ICD-10 (EN) J45
Sinonimi
Eponimi

L'asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree (bronchi) nella quale giocano un ruolo numerose cellule, in particolare i mastociti, gli eosinofili i linfociti T. Nei soggetti predisposti questa infiammazione provoca episodi ricorrenti di respiro sibilante, difficoltà respiratoria, senso di costrizione toracica e tosse.

Questi sintomi sono di solito associati con diffusa ma variabile broncoostruzione reversibile dopo terapia con broncodilatatori o spontaneamente. L'infiammazione provoca anche un aumento della risposta delle vie aeree a numerosi stimoli più o meno specifici.

A differenza della definizione riportata nei testi degli anni settanta e ottanta, che facevano riferimento unicamente alle modificazioni funzionali e quindi al broncospasmo, l'attuale definizione sottolinea il ruolo determinante dell'infiammazione nella genesi dei sintomi e delle alterazioni funzionali. Questo dato ha un risvolto terapeutico importante ponendo i farmaci antiinfiammatori come cardine della terapia dell'Asma.

Capita spesso, peraltro, che nel linguaggio comune la parola "asma" venga utilizzata come sinonimo di "dispnea" o "mancanza di respiro", anche se di origine completamente diversa dal vero asma bronchiale. Ad esempio nella vecchia definizione dello scompenso cardiaco acuto si parlava appunto di "asma cardiaco" che nulla ha a che fare con l'infiammazione dei bronchi.

La parola "asma" è di genere grammaticale maschile.

Indice

[modifica] Prevalenza

Si stima che più di 100 milioni di persone nel mondo siano affette da Asma Bronchiale e numerosi studi suggeriscono che tale malattia sia in aumento. La prevalenza della malattia nella popolazione mondiale si aggira tra il 4% e il 34% della Nuova Zelanda. Notevole è il rilievo che circa il 30% degli atleti che vinse medaglie nelle Olimpiadi del 1996 era asmatico. (l'asmatico può fare sport, anzi è consigliato.)

[modifica] Cause

Le cause scatenanti l'attacco asmatico possono essere molteplici e sono in prevalenza rappresentate da:

  1. allergia: inalazione di aero-allergeni come Acari, pollini micofiti (in particolare l'Alternaria Tenuis), muffe o altro materiale aerotrasportato in grado di provocare una reazione infiammatoria allergica nei soggetti predisposti. Anche l'allergia alimentare (e in special modo in età pediatrica l'allergia a latte, uovo e altri) possono causare l'insorgere di una sintomatologia asmatica ma si tratta comunque di manifestazioni allergiche estremamente eccezionali. (Può accadere di scambiare un asma da rigurgito con una allergia alimentare che è molto più rara e con meccanismo completamente diverso)
  2. infezioni: virus e batteri sono in grado di provocare l'infiammazione delle vie aeree, portando alla crisi i soggetti asmatici;
  3. chimici: inalazione di irritanti che nei soggetti non asmatici porta a una sintomatologia assai modesta mentre negli asmatici evoca un'infiammazione molto vivace e quindi una crisi di asma;
  4. stress sistemico: situazioni di forte stress fisico specie nell'attività sportiva possono causare Broncocostrizione indotta da esercizio fisico.

[modifica] Meccanismi allergici

Quando un allergene viene inalato, induce nei bronchi una serie di reazioni in sequenza che alla fine producono la crisi asmatica. Nel caso l'antigene venga inalato per la prima volta, viene "mangiato" e "smontato" in piccole parti, dalle cellule specializzate come presentatrici di antigeni (come i macrofagi), allo scopo di esporne alla propria superficie alcune piccole parti (i peptidi). Tramite questa presentazione gli antigeni diventano riconoscibili dai linfociti T, che una volta attivati producono sostanze che attivano i linfociti B, i quali producono anticorpi contro l'allergene, chiamati immunoglobuline E, che si appiccicano ai mastociti. Arrivati a questa fase, il futuro malato non si accorge ancora di nulla, però l'organismo è ora attrezzato a rispondere veementemente nel caso di un'altra esposizione all'allergene. Nel momento in cui altri allergeni uguali vengano inalati una seconda volta, il sistema immunitario "impazzisce", si attivano i mastociti che liberarono i mediatori dell'allergia, tra i quali l'istamina, che agisce da broncocostrittore (produce spasmi che opprimono la respirazione); parallelamente agisce sui capillari inducendoli a liberare liquido nel tessuto che quindi si rigonfia restringendo il bronchiolo. Inoltre vengono prodotte altre sostanze, quali le proteine basiche che possono danneggiare l'epitelio bronchiale. Lo spasmo bronchiale a questo punto è pronto a manifestarsi, e la malattia può divenire cronica nel caso di un accumulo continuo dei mediatori dell'infiammazione. [1]

[modifica] Patogenesi

L'asma può essere una conseguenza della sindrome rinobronchiale delle alte vie aeree. La principale alterazione fisiopatologica che determina lo stato funzionale e la sintomatologia del paziente asmatico è la riduzione del calibro delle vie aeree indotta da sei meccanismi fondamentali:

[modifica] Anatomia patologica

Le alterazioni anatomo-patologiche in corso di asma bronchiale possono essere così riassunte:

  • infiltrazione di eosinofili e linfociti (cellule che provocano infiammazione);
  • distruzione dell'epitelio (la superficie del bronco perde la sua integrità);
  • vasodilatazione e stravaso proteico (il bronco si "gonfia" e tende a chiudersi);
  • aumento della massa del muscolo liscio (microscopici muscoli che circondano il bronco si ingrossano e stringono il bronco riducendone il lume);
  • angioneogenesi (si creano nuovi capillari);
  • aumento del numero delle cellule mucipare (le cellule che fabbricano il muco);
  • deposizione di collagene nella regione sottostante l'epitelio (ispessimento della membrana basale).

[modifica] Diagnosi

La diagnosi dell'asma bronchiale non presenta difficoltà qualora si presenti nella sua forma più caratteristica di broncospasmo + dispnea espiratoria (anche se vanno comunque tenute in considerazioni patologie che presentano medesimi aspetti iniziali quali la Bronchite Cronica Ostruttiva e lo scompenso cardiaco). Nel caso non si presenti con questa forma caratteristica ma con tosse stizzosa o dispnea dopo sforzo è necessario andare a cercare l'asma anche se le prove funzionali respiratorie basali sono normali. L'esame fondamentale per lo studio dell'asma è la spirometria, che consiste nel soffiare in uno strumento che misura sia la quantità di aria emessa sia la velocità con cui viene emessa, e fornisce informazioni sullo stato di ostruzione delle vie aeree. Un test semplice quanto importante è il cosiddetto "test di reversibilità", che consiste nell'eseguire due spirometrie di cui una prima e una dopo la somministrazione di un farmaco broncodilatatore spray. Negli asmatici tale somministrazione provoca delle modificazioni della spirometria che consentono la diagnosi. Oltre la spirometria si può valutare l'ostruzione bronchiale con la misurazione del picco di flusso (misurazione più approssimativa ma praticabile dal paziente stesso, munito di un semplice strumento). In caso di patologia asmatica mostrerà un aumento del morning gap ovvero una riduzione dei valori mattutini più consistente che nelle persone sane. Infine si può eseguire il test di stimolazione bronchiale specifico per le patologie professionali e aspecifico (metacolina) nei casi in cui le indagini sopra menzionate non siano sufficienti per diagnosticare l'asma. Consiste nel facilitare l'insorgenza di broncospasmo dopo l'inalazione di agenti irritanti o bronco-ostruenti.

[modifica] Diagnosi differenziale

Frequentemente si usa nel linguaggio comune la parola asma per indicare una malattia che provochi difficoltà respiratoria. In realtà le patologie in grado di provocare dispnea (appunto la difficoltà respiratoria) sono molte e non interessano sempre il polmone o i bronchi. Quando si indaga su malattie che provocano sintomi simili (in questo caso la dispnea) si parla quindi di diagnosi differenziale. La D.D. per l'asma va quindi posta con:

Bronchite cronica ostruttiva: simile all'asma ma tipica di persone mature (l'asma è relativamente rara in senilità) e per avere una diversa risposta alla somministrazione di broncodilatatori.

Scompenso cardiaco (detto anche "asma cardiaco") dovuto a una insufficiente forza di contrazione del cuore che determina il raccogliersi di liquidi nelle vie aeree con conseguente difficoltà respiratoria.

Bronchite acuta: infiammazione passeggera dei bronchi abitualmente su base infettiva.

Attacco di panico; il paziente respira velocemente accusando una difficoltà respiratoria che non è dovuta a malattia di organo ma a uno stato ansioso (tale diagnosi va posta con prudenza per non sottovalutare malattie di organo più importanti)

Vi sono poi altre malattie che possono provocare alterazione della respirazione che non hanno nulla a che fare con l'asma quali: diabete scompensato, insufficienza renale scompensata, intossicazioni, lesioni cerebrali ecc.

[modifica] Terapia

La malattia asmatica richiede abitualmente un trattamento continuativo, vita natural durante (per sempre). Attualmente si ottengono ottimi risultati facendo assumere al paziente con regolarità dei farmaci in via aerosolica spray o in forma di polvere inalatoria in modo da contenere nei limiti della normalità lo stato di infiammazione delle vie aeree e di conseguenza non incorrere nella accentuazione dell'"iperreattività bronchiale". È quindi fondamentale per un corretto trattamento l'assunzione in via continuativa dei prodotti antiinfiammatori.

d I farmaci a base di cortisone vanno usati soltanto per i malati più gravi di asma a causa dei loro forti effetti collaterali (diabete mellito, astenia, depressione, impotenza, osteoporosi ecc.), anche i cortisonici per terapia inalatoria hanno controindicazioni, da evitare invece i farmaci antiinfiammatori non steroidei in quanto possono causare broncocostrizione aggravando la sintomatologia asmatica.

Alcuni tra i cortisonici più diffusi per la terapia inalatoria dell'asma sono il beclometasone, la budesonide, la flunisolide, il fluticasone.

Una categoria di farmaci ad azione antiinfiammatoria particolare sono gli antileucotrienici. Tali farmaci al momento vanno assunti solo per via orale.

Nel caso dell'asma allergico sta anche prendendo piede il trattamento con anticorpi antiIgE (diretti contro gli anticorpi della allergia). Tale recente trattamento è limitato dall'elevato costo.

Un'altra categoria di farmaci sono i broncodilatatori a lunga durata d'azione. Si tratta di farmaci che NON agiscono sulla infiammazione e pertanto vanno usati solo se il Paziente sta già assumendo cortisonici preferibilmente per via inalatoria.

Non appartengono alla categoria "farmaci" i cosiddetti "vaccini antiallergici" o, più correttamente, immunoterapie specifiche. Tali prodotti trovano indicazione solo nell'asma allergico quando l'allergene causale è stato ben identificato. Non hanno nessuna azione diretta antiinfiammatoria e non possono, pertanto, in nessun modo essere usati come sostituti dei farmaci qui citati che quindi dovranno essere assunti dall'asmatico anche durante la assunzione della immunoterapia specifica. Ciononostante quando correttamente somministrati possono essere in grado di ridurre gradualmente, nel giro di qualche anno, l'infiammazione bronchiale in modo definitivo o molto a lungo. Tale obiettivo non è al momento prevedibile per nessun farmaco antiasmatico. Vanno assunti solo dopo una corretta e precisa diagnosi allergologica, e monitorati nel tempo.

In caso di crisi, invece, il soggetto può ricorrere a un'altra categoria di farmaci chiamati broncodilatatori a breve durata d'azione che, come suggerisce il nome, dilatano le vie bronchiali qualora un episodio di asma le abbia fatte occludere. Va sottolineato che tali farmaci comunque non rappresentano la cura della malattia asmatica (che invece è affidata all'uso continuativo degli antiinfiammatori). Sono farmaci molto importanti (e possono essere assunti anche se il paziente sta già assumendo gli antiinfiammatori), ma sono atti solo al superamento della crisi acuta poiché non intervengono sui meccanismi che stanno alla base della malattia asmatica.

[modifica] Fitoterapia

In fitoterapia si usa le tinture di efedra, lobelia e datura per almeno mitigare gli attacchi asmatici. Chi ha l'occasione aggiunge la tintura di canapa come spasmolitico bronchiale.

[modifica] Asma nell'antichità

Omero (circa 850 a.C.) utilizzò per primo il termine asma (ásthma: respiro breve) per indicare l'atroce soffocamento che affliggeva Ettore disteso in una pianura.

...Nella pianura vede Ettore disteso; intorno a lui sono fermi i suoi uomini; egli è preda di un atroce soffocamento, ha perso conoscenza, sputa sangue: non è stato toccato dall'ultimo degli Achei...

Iliade: canto XV; versi IX, X, XI

Il termine viene poi ripreso con il senso di "respiro corto" da Eschilo ne I Persiani e da Platone ne La Repubblica.

In senso medico il termine asma venne poi usato da Ippocrate negli Aforismi. Il termine Asma è entrato nel vocabolario Medico nel medioevo come termine di falconeria. Veniva definito "Falco Asmatico" il predatore che non poteva respirare a causa dei bruschi cambiamenti climatici.

Anche Lucio Anneo Seneca, ne soffriva, così come riportato nelle Epistolae ad Lucilium: "La malattia, che mi aveva concesso un lungo congedo, mi ha di nuovo assalito. «Che genere di malattia?» chiederai. Hai ragione di fare questa domanda: infatti io le conosco tutte, le malattie. Tuttavia ce n’è una alla quale sono quasi votato; non so perché si debba chiamarla con un nome greco, mentre posso ben definirla difficoltà di respiro. L’assalto del male è di breve durata; simile ad un temporale, passa, di solito, dopo un’ora. Chi infatti potrebbe sopportare a lungo quest’agonia? Ormai ho provato tutti i malanni e tutti i pericoli, ma nessuno per me è più penoso. In ogni altro caso si è ammalati; in questo ci si sente morire. Perciò i medici chiamano questo male «meditazione della morte»: infatti talvolta tale mancanza di respiro provoca la soffocazione". […]

"Non ho cessato di confortarmi con simili esortazioni, naturalmente silenziose poiché non mi era possibile parlare. Poi, poco alla volta, quella mancanza di respiro, che ormai diventava semplice affanno, cominciò a manifestarsi ad intervalli più lunghi e distanziati. Ma non è scomparsa completamente, e ancora la respirazione non è tornata del tutto normale: sento una certa difficoltà e un certo ritardo nel respiro" (LIB VI, Ep. 54).

[modifica] Note

  1. ^ "Nuove armi contro l'asma", di Marc Humbert, pubbl. su "Le Scienze (American Scientific)", num.381, pag.64-72

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

  • Collabora a Wikibooks Wikibooks contiene un capitolo del libro di pneumologia su Asma

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali