Febbre reumatica

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Febbre reumatica
Rheumatic heart disease, gross pathology 20G0013 lores.jpg
Esiti cardiaci di febbre reumatica; il cuore è sezionato lungo l'asse ventricolare sinistro. Si nota l'ispessimento della valvola mitrale e delle corde tendinee e l'ipertrofia concentrica delle pareti ventricolari.
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 390392
ICD-10 (EN) I00-I02
Sinonimi
Reumatismo articolare acuto
RAA
Malattia reumatica

La febbre reumatica (o reumatismo articolare acuto) è una malattia infiammatoria acuta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tale patologia era sicuramente la malattia reumatica più diffusa sino alla fine della seconda guerra mondiale. In seguito, grazie alla diffusione degli antibiotici e al miglioramento delle condizioni sociali ed economiche dei paesi occidentali, le manifestazioni sono diminuite notevolmente. Nella seconda metà del XX secolo, l'incidenza era di un caso su 1000 abitanti ogni anno.

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Colpisce entrambi i sessi e la sua incidenza è maggiore nell'età che intercorre fra i 5 e i 15 anni. Attualmente in Italia la comparsa di tale malattia è diminuita molto arrivando a 1 caso su 100.000 persone. La sua diffusione rimane alta nei paesi meno progrediti, nei quali costituisce ancora oggi un problema di carattere pubblico-sanitario,[1] e dove l'incidenza giunge sino a 100 casi su 100.000,[2] mentre in posti come l'Australia o gli Stati dell'Europa dell'est di norma supera i 10 casi su 100.000[3]

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

La causa della malattia è da riscontrasi in un agente patogeno localizzato in gola che causa una faringotonsillite: lo streptococco di tipo A. Se questa non viene curata adeguatamente il rischio di contrarre la malattia aumenta. Vi è inoltre una maggiore predisposizione familiare in alcuni soggetti.[4] Per quanto riguarda le manifestazioni della patologia esse sono dovute alla flogosi del tessuto valvolare, che comporta una diminuzione delle capacità della valvola cardiaca (insufficienza valvolare) e un aumento della chemiotassi dei linfociti verso essa[5]. Si tenga conto che l'origine della malattia è da riscontrarsi in un disordine del tipo-autoimmune: condizioni recidive e frequenti di faringo-tonsillite portano alla sensibilizzazione del soggetto nei confronti di molecole antigeniche portate dallo Streptococco, ciò comporta una reazione crociata nei confronti di epitopi comuni, del self, a localizzazione cardiaca, articolare, vasi sanguigni. Cioè gli anticorpi, soprattutto IgG prodotti contro gli antigeni portati dal batterio vanno a interagire anche con molecole dal punto di vista strutturale simili agli antigeni batterici provocando danni anche irreversibili.

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

I dati relativi ai sintomi e ai segni clinici furono elaborati per la prima volta nel 1944 da Jones TD,[6] e successivamente furono rivisti da altri gruppi.[7]. Si sono così elaborati criteri maggiori e minori necessari per formulare le diagnosi, che devono per essere valide sostenere o 2 criteri maggiori o uno maggiore e 2 minori; in quest'ultima possibilità tali criteri devono essere accompagnati dalla dimostrazione o di una recente infezione streptococcica che può anche essere dimostrata tramite tampone faringeo oppure dalla positività del titolo antistreptolisinico.

Criteri maggiori[modifica | modifica wikitesto]

  • Cardiopatia reumatica (endocardite, miocardite, pericardite, identificabile nel 50% dei casi) molto spesso associata alla comparsa soffi cardiaci (per insufficienza aortica e insufficienza mitralica), con diverse forme, nella più grave delle quali può portare alla morte del paziente.
  • Corea di Sydenham (10% nei bambini), una volta chiamata Ballo di san Vito, si manifesta tardivamente anche a distanza di mesi dall'insorgenza della patologia e porta il paziente a compiere movimenti involontari.
  • Eritema marginato, che si manifesta raramente sul tronco e non mostra prurito.
  • Poliartrite, un'artrite a carattere migrante che interessa perlopiù le grosse articolazioni (ginocchia, caviglie, spalle ecc.), che è la manifestazione più diffusa (70%). Risponde bene ai salicilati ma, se non viene trattata, prolunga la sua durata per un paio di settimane.
  • Noduli sottocutanei, che si localizzano a livello delle superfici estensorie delle articolazioni, che non sono dolenti e sono transitori.

L'acronimo J.O.N.E.S. è usato per ricordare questi criteri e deriva dalle iniziali delle parole inglesi: Joints (articolazioni, poliartrite), O (dove la "O" rappresenta il cuore, indicando dunque la cardite), Nodules (noduli cutanei), Erithema marginatum (eritema migrante), Sydenham's Chorea (corea di Sydenham).

Criteri minori[modifica | modifica wikitesto]

Febbre, artralgia, VES elevata o positività della PCR, allungamento del tratto PQ all'ECG, precedente episodio di febbre reumatica.[8]

Altri sintomi[modifica | modifica wikitesto]

Fra le altre manifestazioni della malattia vi sono sonnolenza, senso di stanchezza, dolore addominale, anoressia e epistassi (si riscontra in 4% dei bambini).[9]

Esami[modifica | modifica wikitesto]

  • Esame ematochimico (analisi del sangue), dove si evinca una VES elevata.
  • Elettrocardiogramma, dove si riscontrino alcune aritmie o blocchi di conduzione (blocco atrio-ventricolare di primo grado)
  • Radiografia del torace
  • Eco Doppler, insufficienza di una delle valvole cardiache, soprattutto la mitrale e l'aortica.
  • Ecocardiografia, l'esame più completo

Altro esame è la biopsia endomiocardica, ma i suoi risultati non possono essere ritenuti utili ai fini della diagnosi.

L'infezione da streptococco beta emolitico di gruppo A può essere documentata con un tampone faringeo; oppure possono essere ricercati gli anticorpi verso gli antigeni streptococcici (titolo antistreptolisinico).

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

I criteri maggiori di Jones restano ancora validi, anche se vengono cambiati e aggiornati molto spesso.[10]

Diagnosi differenziale[modifica | modifica wikitesto]

Molte sono le malattie dalle quali si deve distinguere la febbre reumatica:

Terapie[modifica | modifica wikitesto]

Il trattamento è di varia natura. Oltre al riposo forzato e dieta controllata in caso di cardite, sono previsti una terapia farmacologica e nei casi più gravi una chirurgica.

Farmacologica[modifica | modifica wikitesto]

il trattamento farmaceutico prevede salicicati, che curano i dolori articolari entro 24 ore, e farmaci antinfiammatori per contrastare la comparsa dei sintomi. Inoltre, per combattere l'infezione, la penicillina V o G, la cui assunzione deve essere garantita per almeno 10 giorni.[12] La profilassi primaria serve a evitare complicanze della faringotonsillite e prevenire la malattia reumatica.

Altri farmaci da utilizzare sono:[13]

Per quanto riguarda le forme di penicillina:

Chirurgica[modifica | modifica wikitesto]

Solo in determinati casi, i più gravi, è necessaria la sostituzione valvolare mentre la chirurgia riparativa non sempre fornisce risultati positivi.

Prognosi[modifica | modifica wikitesto]

La prognosi risulta positiva nella quasi totalità dei casi entro due mesi dall'insorgenza. I sintomi regrediscono fino alla loro scomparsa.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nordet P, Lopez R, Dueñas A, Sarmiento L., Prevention and control of rheumatic fever and rheumatic heart disease: the Cuban experience (1986-1996-2002). in Cardiovasc J Afr., vol. 19, maggio-giugno 2008, pp. 135-140.
  2. ^ Michael H Crawford, Diagnosi e terapia in cardiologia pag 122, Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-3915-9.
  3. ^ Tibazarwa KB, Volmink JA, Mayosi BM., The Incidence of Acute Rheumatic Fever in the World: A Systematic Review of Population-based Studies. in Heart., luglio 2008.
  4. ^ Eugene Braunwald, Malattie del cuore (7ª edizione) pag 2093, Milano, Elsevier Masson, 2007, ISBN 978-88-214-2987-3.
  5. ^ Robert S. Kosanke S. Terrence Dunn, Pathogenic mechanism in rheumatic carditis: Focus on valvolar endothelium in J infect Dis, vol. 183, 2001, p. 507.
  6. ^ Jones TD. The diagnosis of rheumatic fever. JAMA. 1944; 126:481–484
  7. ^ (EN) Ferrieri P. Proceedings of the Jones criteria workshop. Circulation 2002; 106: 2521–23
  8. ^ Silvano Todesco, Malattie Reumatiche, pag 216, Milano, McGraw-Hill, 2004, ISBN 978-88-386-2399-8.
  9. ^ Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione pag 2500, Milano, Springer-Verlag, 2008, ISBN 978-88-470-0707-9.
  10. ^ Dajani AS, Ayoub EM, Bierman FZ, Guidelines for the diagnosis of rheumatic fever: Jones criteria, uptadet 1992 in JAMA, vol. 268, 1992, p. 2069.
  11. ^ Mataika R, Carapetis JR, Kado J, Steer AC., Acute rheumatic fever: an important differential diagnosis of septic arthritis. in J Trop Pediatr., vol. 54, giugno 2008, pp. 205-207..
  12. ^ Lawrence M. Tierrney junior, Sanjay Sant, Mary A. Whooley, Guida pratica alla diagnosi e al trattamento in Medicina Interna pag 11, New York - Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-3912-4.
  13. ^ Michael H Crawford, Diagnosi e terapia in cardiologia pag 123, Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-3915-9.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.
  • Lawrence M. Tierrney junior, Sanjay Sant, Mary A. Whooley, Guida pratica alla diagnosi e al trattamento in Medicina Interna, New York - Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-3912-4.
  • Hurst, Il Cuore (il manuale - 11ª edizione), Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-2388-2.
  • Michael H Crawford, Diagnosi e terapia in cardiologia, Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-3915-9.
  • Eugene Braunwald, Malattie del cuore (7ª edizione), Milano, Elsevier Masson, 2007, ISBN 978-88-214-2987-3.
  • Aldo Zangara, Terapia medica ragionata delle malattie del cuore e dei vasi, Padova, Piccin, 2000, ISBN 88-299-1501-7.
  • Silvano Todesco, Gambari Pier Franca, Punzi Leonardo, Malattie reumatiche quarta edizione, Milano, McGraw-Hill, 2007, ISBN 978-88-386-2399-8.
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