Polmonite da ipersensibilità

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Polmonite da ipersensibilità
Hypersensitivity pneumonitis intermed mag.jpg
Microfotografia di una biopsia polmonare eseguita su un soggetto colpito da polmonite da ipersensibilità.
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 495
ICD-10 (EN) J67
Sinonimi
Alveolite allergica

Il termine polmonite da ipersensibilità racchiude uno spettro di malattie polmonari, conosciute anche con il nome di alveolite allergica, soprattutto interstiziali e immunomediate, causate da un'intensa e prolungata esposizione a polveri organiche e ai relativi antigeni inalate nell'ambiente di lavoro[1].

I soggetti affetti mostrano un'anomala sensibilità o un'aumentata reattività all'antigene che interessa soprattutto gli alveoli, al contrario di quanto avviene nell'asma.

È importante riconoscere precocemente queste malattie nel loro decorso in quanto l'allontanamento dall'agente ambientale può prevenire la progressione verso gravi malattie polmonari croniche fibrotiche.

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Più frequentemente, l'ipersensibilità può essere dovuta all'inalazione di polveri organiche contenenti antigeni come spore di batteri termofili, funghi, proteine animali o prodotti batterici; sono descritte numerose sindromi a seconda dell'esposizione professionale dell'individuo.

Patogenesi[modifica | modifica sorgente]

Il polmone del contadino deriva dall'esposizione a polveri generate dal fieno raccolto umido e tiepido che permette una rapida proliferazione di actinomiceti termofili. Il polmone dell'allevatore di piccioni è provocato da proteine del siero, delle secrezioni o delle penne degli uccelli. Il polmone da umidificatore è causato da batteri termofili presenti nell'acqua riscaldata dei serbatoi. Numerosi indizi suggeriscono che la polmonite da ipersensibilità di una malattia immunomediata:

Riassumendo, la polmonite da ipersensibilità rappresenta una risposta immunomediata a un antigene estrinseco che stimola sia una reazione da immunocomplessi e sia una reazione da ipersensibilità ritardata.

Anatomia patologica[modifica | modifica sorgente]

Ingrandimento microscopico che evidenza un granuloma.

Le modificazioni istologiche nelle forme subacute e croniche interessano soprattutto i bronchioli e comprendono una polmonite interstiziale, nei due terzi dei pazienti granulomi non caesificanti e fibrosi interstiziale e bronchiolite obliterante nelle fasi avanzate. In oltre la metà dei pazienti si osserva un infiltrato intra-alveolare.

Clinica[modifica | modifica sorgente]

Le manifestazioni cliniche sono varie; gli attacchi acuti, che seguono all'inalazione di polveri contenenti l'antigene in pazienti sensibilizzati, consistono in episodi ricorrenti di febbre, dispnea, tosse e leucocitosi. Infiltrati diffusi e nodulari sono visibili alla radiografia del torace e i test di funzionalità polmonare mostrano una patologia restrittiva acuta. I sintomi di solito appaiono dopo 4 - 6 ore l'esposizione, che se è prolungata porta alla cronicizzazione della malattia senza riacutizzazione all'esposizione all'antigene.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sharma OP, Fujimura N: Hypersensitivity pneumonitis, a noninfection granulomatosis. Semin Respir Infect 10:96-106, 1995

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Robbins e Cotran, Le basi patologiche delle malattie (7ª edizione), Torino - Milano, Elsevier Masson, 2008, ISBN 978-88-85675-53-7.

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