Insufficienza respiratoria

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Insufficienza respiratoria
Hb saturation curve.png
Curva che rappresenta la saturazione emoglobinica arteriosa. Si parla di insufficienza respiratoria quando essa è inferiore a 60 mmHg
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 518.81
ICD-10 (EN) J96

L' insufficienza respiratoria è l'incapacità del sistema respiratorio (e non del solo polmone) di assicurare un adeguato scambio gassoso, sotto sforzo o a riposo. È una sindrome caratterizzata dalla caduta dei livelli di ossigeno nel sangue arterioso (ipossiemia), che può associarsi ad un aumento dei valori di anidride carbonica (ipercapnia). Il livello di PaO2 (pressione parziale di ossigeno nel sangue arterioso) sotto il quale si parla di insufficienza respiratoria è 60 mmHg. Questo limite è stato scelto perché è strettamente legato al punto critico sulla curva di dissociazione dell'emoglobina, sotto il quale la curva diventa più ripida e bastano piccoli cambiamenti di PaO2 per far variare grandemente il contenuto di ossigeno nel sangue. Allo stesso modo, per convenzione, è stato scelto per l'ipercapnia il limite di 45 mmHg di PaCO2.[1]

Trattandosi di una condizione clinica che compare in corso di diverse malattie, non viene considerata una patologia a sé stante, ma una sindrome.[2]

Tipologia[modifica | modifica sorgente]

A seconda che influenzi solo l'apporto di ossigeno o anche la rimozione di anidride carbonica, si parla di insufficienza respiratoria normocapnica (o parziale) e insufficienza respiratoria ipercapnica (o globale). Nel primo caso si osserva l'ipossiemia senza ipercapnia, nella seconda entrambe.

Entrambe le tipologie possono mostrarsi in forma acuta o cronica. Altra distinzione si osserva a seconda che essa si mostri solo sotto esercizio fisico (in tal caso viene chiamata latente) oppure anche a riposo (insufficienza respiratoria manifesta).

Forma acuta[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Insufficienza respiratoria acuta.

Solitamente la più grave. In questa forma assume importanza la rapidità con la quale si manifesta l'insufficienza respiratoria, in quanto ad una elevata velocità di alterazione dei valori può mostrarsi l'insufficienza, anche se i valori stessi rimangono nella norma.

Forma cronica[modifica | modifica sorgente]

Si manifesta più lentamente, ed esiste una forma più grave definita "insufficienza respiratoria cronica riacutizzata", in occasione di un veloce aumento rapido della PaCO2 durante la forma cronica. In tal caso le terapie sono limitate, in quanto riportano alla situazione precedente (alla forma cronica).

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Vi sono alcune patologie in cui si mostra tale sindrome:

Terapia[modifica | modifica sorgente]

Ventilatore meccanico

Forma acuta[modifica | modifica sorgente]

Gli obiettivi sono correggere l'ipossia, eventualmente somministrando ossigeno, e al contempo trattare l'acidosi respiratoria che potrebbe insorgere.

La maschera di ossigeno viene utilizzata nel 70% dei casi,[5] in alternativa la ventilazione meccanica o cannule nasali, in ogni caso la quantità di ossigeno nell'aria che viene respirata non deve mai superare il 50% per via dell'elevata tossicità.[6]

Forma cronica[modifica | modifica sorgente]

Il trattamento cambia a seconda della malattia correlata: oltre che farmacologico (antibiotici, broncodilatatori) può prevedere anche la correzione dello stile di vita (astensione dal fumo o dall'alcool, seguire una dieta equilibrata per ridurre il peso, ecc.)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Frederic S. Bonsignore, Bongard, Darryl Y. Sue, Current critical care diagnosis & treatment.A Lange medical book. Current Critical Care Diagnosis & Treatment seconda edizione p. 268, Milano, McGraw-Hill, 2002, ISBN 978-0-8385-1454-2.
  2. ^ Bonsignore, op. cit., p. 466
  3. ^ Stephan Budweiser,, Rudolf A Jörres, Michael Pfeifer, Treatment of respiratory failure in COPD in Int J Chron Obstruct Pulmon Dis, nº 3, dicembre 2008, pp. 605–618.
  4. ^ Frye MD,, Jarratt M, Sahn SA., Acute hypoxemic respiratory failure following intrapleural thrombolytic therapy for hemothorax. in Chest., vol. 105, 1595-6, 1994.
  5. ^ Schonhofer B, Sortor-Leger S., Equipment needs for noninvasive mechanical ventilation in Eur Respir J, 2002, pp. 1029-36.
  6. ^ Bonsignore, op. cit., p. 471

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Bonsignore, Bellia Vincenzo, Malattie dell’apparato respiratorio terza edizione, Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-2390-5.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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