Insufficienza cardiaca

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Insufficienza cardiaca
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I principali segni e sintomi dell'insufficienza cardiaca.
Malattia rara
Codici di esenzione
SSN italiano {{{RaraIT}}}
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 428
ICD-10 (EN) I50
Sinonimi
Scompenso cardiaco
Eponimi

L'insufficienza cardiaca o scompenso cardiaco è definita come l'incapacità del cuore di fornire il sangue in quantità adeguata rispetto all'effettiva richiesta dell'organismo o la capacità di soddisfare tale richiesta solamente a pressioni di riempimento superiori alla norma.[1] Non deve essere confusa con l'arresto cardiaco.

Tale condizione può essere causata da problemi sia strutturali sia funzionali. Tra le cause più comuni si trovano l'infarto del miocardio e l'ischemia miocardica, l'ipertensione, le valvulopatie e le cardiomiopatie.[2] L'insufficienza cardiaca è la complicanza più importante di ogni cardiopatia (malattia del cuore).[3]

I sintomi dello scompenso cardiaco sono numerosi: tra essi i più importanti sono la difficoltà nel respirare (dispnea), che si manifesta specialmente da sdraiati (ortopnea), la tosse e la facilità di affaticamento durante l'esercizio fisico.[4] Tale condizione limita più o meno seriamente le attività quotidiane del malato a causa della insufficiente perfusione muscolare e polmonare, peggiorando la qualità della vita e instaurando un vortice peggiorativo in cui il paziente tende sempre più alla sedentarietà e a ridurre la propria autonomia.

Spesso l'insufficienza cardiaca non viene diagnosticata a causa della mancanza di una definizione universalmente accettata. La terapia consiste normalmente nel controllo di alcuni aspetti dello stile di vita del paziente (ad esempio la riduzione della quantità di sale ingerita) e nell'assunzione di farmaci specifici. Talvolta può risultare necessario ricorrere invece ad apparecchi o all'intervento chirurgico.

Indice

[modifica] Classificazione

Esistono diversi criteri classificativi relativi alla sindrome clinica dello scompenso cardiaco:

In relazione al rapporto tra la portata cardiaca e le resistenze vascolari periferiche:

  • Insufficienza a bassa portata, dove la differenza arterovenosa di ossigeno (normalmente 3,5-5 ml/dl) è aumentata;
  • Insufficienza ad alta portata, come nelle anemie o nelle fistole AV.

In relazione alle cavità cardiache principalmente coinvolte:

  • Insufficienza cardiaca sinistra I50.1;
  • Insufficienza cardiaca destra;
  • Insufficienza cardiaca globale

In relazione all'evoluzione:

  • Insufficienza acuta, che si sviluppa in pochi minuti oppure qualche ora;
  • Insufficienza cronica, a sua volta distinguibile come
    • compensata
    • scompensata da un evento acuto (polmonite, ad esempio).

In relazione alla prevalente compromissione del rilasciamento o della contrazione ventricolare

In relazione alla prevalenza clinica dei sintomi secondari ad incremento della pressione venosa a monte del cuore o di quelli secondari ad insufficiente perfusione dei territori a valle del cuore.

In relazione allo stato funzionale, le classificazioni principalmente utilizzate sono:

[modifica] Epidemiologia

Negli Stati Uniti d'America è stato stimato che nel 2006 vi siano stati più di 600.000 nuovi casi.[5]

L'età costituisce una condizione di rischio molto importante, l'incidenza rimane bassa nelle persone tra i 40 e i 50 anni, mentre sale fino al 10% nei soggetti con età superiore a 75 anni.[6]

L'incidenza di questa patologia è in netto aumento a causa della:

[modifica] Eziologia

Le cause possono suddividersi in:

  • Cause sottostanti, dove vengono comprese tutte le anomalie congenite o quelle acquisite dell'individuo.
  • Cause scatenanti, dove si riscontrano eventi che hanno determinato il peggioramento dell'incapacità cardiaca.

[modifica] Fasi del ciclo cardiaco

Le cause di un'insufficienza cardiaca possono essere correlate alla fase sistolica del ciclo cardiaco, a quella diastolica o ad entrambe.

  • Scompenso ventricolare diastolico
    • per ostacolo al riempimento ventricolare (tamponamento, pericardite e altri);
    • per ipertrofia cardiaca (ipertensione arteriosa).
  • Aritmie d'eziologia diversa.

[modifica] Specifica

  • Terapia inappropriata, si considera a volte proprio l'errata somministrazione di medicinali la causa più frequente dell'insufficienza cardiaca. Spesso le persone escono da un episodio pregresso ma un insufficiente terapia di mantenimento fa ricadere la persona.[7]
  • Stress, dovuto a una qualche forma di sforzo prolungato nel tempo. può essere di carattere emotivo o fisico.
  • Infezioni, ogni tipo di infezione, di elevata gravità, può causare l'insufficienza cardiaca. Alcuni sintomi e segni clinici tipici delle infezioni provocano un aumento dello sforzo emodinamico cardiaco.

Inoltre altre cause possono essere l'ischemia e alterazioni neurormonali.[8]

[modifica] Fattori di rischio

Ipertensione, fumo, diabete mellito, obesità.[9]

[modifica] Clinica

L'insufficienza cardiaca si presenta come una complessa sindrome, caratterizzata da manifestazioni che possono variare a seconda dei casi, ma che di solito includono la dispnea da sforzo, l'ortopnea, gli edemi localizzati soprattutto agli arti inferiori, l'astenia, la congestione polmonare con tosse stizzosa e poco produttiva.

La New York Heart Association (NYHA) e l'American Heart Association (AHA) distinguono:

NYHA AHA Sintomi Capacità fisiche Portata cardiaca Consumo d'ossigeno al test da sforzo
I A



B


soggetto asintomatico ma con fattori di rischio per l'insufficienza cardiaca (ipertensione, coronaropatie, abuso d'alcol e altro)

asintomatico ma con segni di un insulto cardiaco strutturale (ipertrofia, dilatazione, ipocontrattilità, cicatrici infartuali e altro)

fino a 150W e oltre
(>1,5-2 W/kg)
normale a riposo e sottosforzo >25 ml/kg*min
II

III

C sintomi che appaiono a seguito di sforzi importanti

apparizione di sintomi per sforzi leggeri

fino a 100W
(>1-1,5 W/kg)

fino a 50W
(1 W/kg)

adeguata a riposo e allo sforzo

non adeguatamente aumentata sotto sforzo

15-25 ml/kg*min

5-15 ml/kg*min

IV D sintomatologia a riposo la prova sotto sforzo non è eseguibile limitata anche a riposo <5 ml/kg*min

[modifica] Diagnosi

La diagnosi di insufficienza cardiaca va posta dopo un'accurata raccolta dell'anamnesi e con l'esame obiettivo. Successivamente va verificata con indagini strumentali, prima fra tutte l'ecocardiografia, che rileva l'eventuale disfunzione del ventricolo sinistro mediante il calcolo della frazione di eiezione. Nell'insufficienza cardiaca acuta, quando esiste il dubbio circa la presenza di una dispnea, il controllo dei livelli di peptide natriuretico tipo B (BNP) è di aiuto per la conferma. Nei pazienti con insufficienza cardiaca avanzata (III, IV classe NYHA), si rileva un aumento della pressione venosa giugulare, rantoli polmonari, edemi periferici, in alcuni casi ascite. La severità dei sintomi non è sempre proporzionata alla compromissione della funzione ventricolare, espressa dalla frazione di eiezione.

[modifica] Terapie

[modifica] Trattamento farmacologico

In cronico: diuretici, Ace-inibitori, beta-bloccanti, derivati digitalici, vasodilatatori, sartani.

In acuto: inotropi non digitalici (dopamina, dobutamina), inibitori delle fosfodiesterasi, diuretici ad alto dosaggio, ossigeno, vasodilatatori, sartani.

[modifica] Trattamento non farmacologico

Per ridurre i sintomi e migliorare la prognosi occorre:[10]

  • Attenuare attività fisica, e nei casi peggiori riposo forzato
  • Restrizione del sodio
  • Diminuzione di assunzione di liquidi
  • Trapianto di cuore nello scompenso cardiaco terminale.

La riabilitazione cardiologica, solitamente indicata per pazienti stabili in classe II e III senza gravi comorbidità, ha dimostrato che incrementa la capacità allo sforzo del paziente, migliora la qualità di vita e riduce (se pur con meno evidenze) la mortalità e le riospedalizzazioni.[11]

[modifica] Note

  1. ^ Gensini, op. cit., p.18
  2. ^ McMurray JJ, Pfeffer MA (2005). Heart failure. Lancet 365 (9474): 1877–89. DOI:10.1016/S0140-6736(05)66621-4. PMID 15924986.
  3. ^ Eugene Braunwald; Bonow R.O., Libby P., Malattie del cuore. Trattato di medicina cardiovascolare, 7a ed., Milano, Elsevier Masson, 2007, p.539. ISBN 978-88-214-2987-3
  4. ^ Braunwald, op. cit., p.561
  5. ^ American Heart Association (27 gennaio 2009). Heart Disease and Stroke Statistics—2009 UpdateA Report From the American Heart Association Statistics Committee and Stroke Statistics Subcommittee. Circulation 119 (3): e21-181. DOI:10.1161/CIRCULATIONAHA.108.191261. PMID 19075105.
  6. ^ Stefan Neubauer (2007). The failing heart — an engine out of fuel. N Engl J Med 356 (11): 1140-51. PMID 17360992.
  7. ^ Eugene Braunwald, Malattie del cuore (7ª edizione) pag 539, Milano, Elsevier Masson, 2007. ISBN 978-88-214-2987-3
  8. ^ Houser SR, Margulies KB (2003). Is depressed myocite contractility centrally involved in heart failure?. Circ res 92: 350.
  9. ^ Levy D Larson MG, Vasan RS, (1996). The progression from hypertension to congestive heart failure. JAMA 275: 1557.
  10. ^ Smith A, Aylward P, Campbell T, et al. Therapeutic Guidelines: Cardiovascular, 4th edition. North Melbourne: Therapeutic Guidelines; 2003. ISSN 1327-9513
  11. ^ Review 2004: Exercise based rehabilitation for heart failure

[modifica] Bibliografia

Letture

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