Faringite streptococcica

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Faringite streptococcica
Pos strep.JPG
Un caso positivo alla coltura con il tipico essudato tonsillare.
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 034.0
ICD-10 (EN) J02.0

La faringite streptococcica, detta anche tonsillite da streptococco o mal di gola da streptococco, è un tipo di faringite provocata da una infezione da streptococco di gruppo A. Essa colpisce la faringe con le tonsille e, occasionalmente, la laringe. I sintomi più comuni sono febbre, mal di gola e ingrossamento dei linfonodi. È la causa del 37% dei mal di gola tra i bambini[1] e del 5-15% tra la popolazione adulta.[2]

La faringite da streptococco è un'infezione contagiosa e si sviluppa attraverso la stretta vicinanza a un individuo infetto. Una diagnosi definitiva può essere effettuata sulla base dei risultati di una coltura ottenuta con la raccolta di un tampone faringeo. Tuttavia, questo non è sempre necessario poiché il trattamento può essere deciso sulla base dei segni e dei sintomi. In casi altamente probabili o confermati, gli antibiotici sono utili tanto per prevenire le complicanze quanto per aumentare la velocità di guarigione.[3]

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

L'infezione faringea, di cui la faringite streptococcica rappresenta la categoria più ampia, viene diagnosticata nei soli Stati Uniti, in 11 milioni di persone ogni anno.[3] Anche se la maggior parte dei casi sono virali, lo streptococco del gruppo A beta-emolitico è causa nel 15-30% dei casi di faringite in età pediatrica e nel 5-20% negli adulti.[3] Il maggior numero di casi solitamente si verificano nel tardo inverno e all'inizio della primavera.[3]

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

Streptococcus pyogenes

La faringite streptococcica è causata dallo Streptococcus pyogenes di gruppo A beta-emolitico (GAS).[4]

Altri batteri, come streptococchi non di gruppo A e il Fusobacterium possono causare faringite[3][5], che si trasmette con la vicinanza e il contatto con una persona infetta. Trovarsi in luoghi affollati, come in caserme o scuole, aumenta il pericolo di trasmissione.[5][6]

È provato che i batteri secchi contenuti nella polvere non possono infettare mentre quelli che vivono in un ambiente umido, come su di uno spazzolino da denti, possono resistere fino a quindici giorni e quindi potrebbero trasmettere la malattia.[5] Raramente alimenti contaminati possono causare epidemie.[5] Il 12% dei bambini asintomatici sono portatori di streptococco nella loro faringe[1], mentre il 15% rimane portatore anche dopo il trattamento eradicante.[7]

Clinica[modifica | modifica wikitesto]

Segni e sintomi[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi tipici della faringite streptococcica sono un forte mal di gola con difficoltà alla deglutizione, febbre maggiore di 38 °C, essudato tonsillare (pus sulle tonsille) e ingrossamento dei linfonodi cervicali.[3] Altri sintomi includono: mal di testa, nausea e vomito, dolore addominale[8], dolore muscolare[5], una possibile eruzione cutanea scarlattiniforme o petecchie sul palato, quest'ultimo sintomo è raro ma altamente specifico.[3] Il periodo di incubazione e di conseguenza l'inizio dei sintomi è da uno a tre giorni dopo il contagio.[3] La faringite streptococcica è improbabile quando vi è almeno uno dei seguenti sintomi: occhi rossi, raucedine, rinorrea o ulcere della bocca e se non vi è febbre.[2]

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

Criteri di Centor modificati
Punteggio Probabilità Gestione
1 o meno <10% Non c'è bisogno di antibiotici o coltura
2 11–17% Antibiotici basati su coltura o RADT
3 28–35%
4 o 5 52% Terapia empirica con antibiotici

I criteri di Centor modificati possono essere utilizzati per determinare la gestione delle persone con faringite. Sulla base di 5 criteri clinici, questo metodo indica la probabilità di una infezione da streptococco.[3]

A ciascuno di questi criteri viene assegnato un punto:[3]

  • Assenza di tosse
  • Linfonodi cervicali tumefatti e dolenti
  • Temperatura > 38,0 °C
  • Essudato tonsillare o gonfiore
  • Età inferiore a 15 (un punto viene sottratto se l'età è maggiore di 44)

L'Infectious Diseases Society of America tuttavia sconsiglia il trattamento empirico e considera gli antibiotici opportuni solo dopo il risultato positivo di un test.[2]

Esami di laboratorio[modifica | modifica wikitesto]

Con una sensibilità del 90-95%, una coltura di microorganismi alla gola è il gold standard[9] per la diagnosi di faringite streptococcica.[3] Può essere usato un test rapido per lo streptococco (chiamato test rapido di rilevamento dell'antigene o RADT): questo test è più veloce ma tuttavia ha una sensibilità più bassa (70 %) e statisticamente una uguale specificità (98 %) rispetto alla coltura.[3]

Una coltura positiva o un RADT positivo, in associazione ai sintomi, permette di formulare una diagnosi di certezza negli individui in cui vi erano dei dubbi.[10] Negli adulti un RADT negativo è sufficiente ad escludere la diagnosi, tuttavia nei bambini un esame colturale si consiglia per la conferma del risultato.[2] Gli individui asintomatici non devono essere regolarmente testati poiché una certa percentuale della popolazione persistentemente è portatrice del batterio streptococco in gola senza effetti dannosi per la salute.[10]

Diagnosi differenziale[modifica | modifica wikitesto]

Poiché i sintomi della faringite streptococcica si sovrappongono ad altre condizioni, vi possono essere delle difficoltà nel fare una diagnosi clinica.[3] La tosse, la rinorrea, la diarrea e l'irritazione agli occhi, oltre che alla febbre e al mal di gola, sono più indicativi di una faringite di eziologia virale piuttosto che batterica.[3] La presenza di un marcato ingrossamento dei linfonodi, associato a mal di gola, febbre e ingrossamento delle tonsille, può manifestarsi anche nella mononucleosi infettiva.[11]

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

La faringite streptococcica non trattata si può risolvere comunque entro pochi giorni,[3] ma il trattamento con antibiotici accorcia la durata della malattia acuta di circa 16 ore[3] e il ricorso ad un trattamento antibiotico è utile per ridurre il rischio di complicazioni quali febbre reumatica e ascessi retrofaringei.[3] La terapia antibiotica è generalmente efficace se somministrata entro 9 giorni dalla comparsa dei sintomi.[4]

Analgesici[modifica | modifica wikitesto]

Gli analgesici, come i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) e il paracetamolo, contribuiscono in modo significativo nella gestione del dolore associato all'infiammazione del faringe.[12] In alcuni casi il ricorso alla lidocaina viscosa può essere utile,[13] come anche l'uso degli steroidi[4][14] che però non sono raccomandati per la pratica routinaria.[2] L'aspirina può essere utilizzata negli adulti, ma non è raccomandata in età pediatrica a causa del rischio di sindrome di Reye.[4]

Antibiotici[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti, l'antibiotico di scelta per la faringite streptococcica è la fenossimetilpenicillina, questo per la sua sicurezza, il suo costo e la sua efficacia.[3] L'amoxicillina viene tuttavia preferita in Europa.[15] In India, dove il rischio di febbre reumatica è più alto, la somministrazione per via intramuscolare di penicillina G è la prima scelta per il trattamento.[4]

Una cura con antibiotici appropriati diminuisce la durata media dei sintomi di circa un giorno e può anche ridurre la contagiosità.[16] Essi sono principalmente prescritti per ridurre le rare complicanze, come la febbre reumatica e l'ascesso peritonsillare[16] Gli argomenti a favore di un trattamento antibiotico dovrebbero essere bilanciati dalla considerazione dei possibili effetti collaterali[5] e è ragionevole pensare che nessun trattamento antimicrobico debba essere somministrato a soggetti adulti sani che potrebbero avere reazioni avverse ai farmaci.[16]

Gli antibiotici sono prescritti per il mal di gola a un tasso più alto di quanto ci si aspetterebbe dalla sua prevalenza.[17] L'eritromicina e altri macrolidi o la clindamicina sono raccomandati alle persone con gravi allergie alla penicillina.[3] Le cefalosporine di prima generazione possono essere utilizzate nei soggetti con allergie meno gravi[3] e alcuni studi evidenziano un'efficacia superiore delle cefalosporine rispetto alla penicillina.[18][19] Le infezioni da streptococco possono anche portare a glomerulonefrite acuta, tuttavia l'incidenza di questa complicanza non si riduce con l'uso di antibiotici.[4]

Prognosi[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi di solito migliorano indipendentemente dal trattamento, entro tre-cinque giorni.[10] Tuttavia la terapia con antibiotici riduce il rischio di complicanze e di trasmissione. I bambini potrebbero già tornare a scuola 24 ore dopo la somministrazione di antibiotici, se i sintomi di accompagnamento, come la febbre, sono regrediti[3] Il rischio di complicanze negli adulti è basso.[2] Nei bambini, la febbre reumatica acuta è rara nella maggior parte del mondo sviluppato, ma tuttavia rappresenta la principale causa di malattia cardiaca acquisita in India, nell'Africa sub-sahariana e in alcune parti dell'Australia.[2]

Le complicanze derivanti da infezioni da streptococco possono essere:

Negli Stati Uniti, il costo economico della malattia nei bambini è stimato in circa 350 milioni di dollari.[2]

Prevenzione[modifica | modifica wikitesto]

La tonsillectomia può essere una misura preventiva ragionevole negli individui con frequenti recidive di infezioni tonsillari (più di tre all'anno).[23] I vantaggi sono comunque piccoli e gli episodi di solito diminuiscono nel tempo, indipendentemente dalle misure adottate.[24][25] Episodi ricorrenti di faringite e un test per lo streptococco positivo, possono indicare che la persona sia portatrice cronica del batterio.[2] Il trattamento preventivo degli individui che sono stati esposti (profilassi), ma che sono asintomatici, non è consigliato.[2] Trattare i soggetti che sono portatori del batterio non è altresì raccomandato per via del basso rischio di diffusione e di complicanze.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) N. Shaikh, E. Leonard e J.M. Martin, Prevalence of streptococcal pharyngitis and streptococcal carriage in children: a meta-analysis in Pediatrics, vol. 126, nº 3, settembre 2010, pp. e557–64, DOI:10.1542/peds.2009-2648, PMID 20696723.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n (EN) S.T. Shulman et al., Clinical Practice Guideline for the Diagnosis and Management of Group A Streptococcal Pharyngitis: 2012 Update by the Infectious Diseases Society of America. in Clinical infectious diseases : an official publication of the Infectious Diseases Society of America, vol. 55, nº 10, settembre 2012, pp. e86–102, DOI:10.1093/cid/cis629, PMID 22965026.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v (EN) B.A. Choby, Diagnosis and treatment of streptococcal pharyngitis in Am Fam Physician, vol. 79, nº 5, marzo 2009, pp. 383–90, PMID 19275067.
  4. ^ a b c d e f (EN) R.S. Baltimore, Re-evaluation of antibiotic treatment of streptococcal pharyngitis in Curr. Opin. Pediatr., vol. 22, nº 1, febbraio 2010, pp. 77–82, DOI:10.1097/MOP.0b013e32833502e7, PMID 19996970.
  5. ^ a b c d e f (EN) C.S. Hayes e H. Williamson, Management of Group A beta-hemolytic streptococcal pharyngitis in Am Fam Physician, vol. 63, nº 8, aprile 2001, pp. 1557–64, PMID 11327431.
  6. ^ Lindbaek M, Høiby EA, Lermark G, Steinsholt IM, Hjortdahl P, Predictors for spread of clinical group A streptococcal tonsillitis within the household in Scand J Prim Health Care, vol. 22, nº 4, 2004, pp. 239–43, DOI:10.1080/02813430410006729, PMID 15765640.
  7. ^ (EN) Robert E. Rakel e P. David, Textbook of family medicine, 8ª ed., Philadelphia, PA., Elsevier Saunders, pp. 331, ISBN 978-1-4377-1160-8.
  8. ^ a b (EN) I. Brook e J-E. Dohar, Management of group A beta-hemolytic streptococcal pharyngotonsillitis in children in J Fam Pract, vol. 55, nº 12, dicembre 2006, pp. S1–11; quiz S12, PMID 17137534.
  9. ^ (EN) E.R. Smith, S. Kahan e R.G. Miller, In A Page Signs & Symptoms, In a Page Series, Hagerstown, Maryland, Lippincott Williams & Wilkins, 2008, pp. 312, ISBN 0-7817-7043-2.
  10. ^ a b c (EN) A.L. Bisno et al., Practice guidelines for the diagnosis and management of group A streptococcal pharyngitis. Infectious Diseases Society of America in Clin. Infect. Dis., vol. 35, nº 2, luglio 2002, pp. 113–25, DOI:10.1086/340949, PMID 12087516.
  11. ^ (EN) M.H. Ebell, Epstein-Barr virus infectious mononucleosis in Am Fam Physician, vol. 70, nº 7, 2004, pp. 1279–87, PMID 15508538.
  12. ^ (EN) M.Thomas M, C. Del Mar e P. Glasziou, How effective are treatments other than antibiotics for acute sore throat? in Br J Gen Pract, vol. 50, nº 459, ottobre 2000, pp. 817–20, PMC 1313826, PMID 11127175.
  13. ^ (EN) Generic Name: Lidocaine Viscous (Xylocaine Viscous) side effects, medical uses, and drug interactions in MedicineNet.com. URL consultato il 7 maggio 2010.
  14. ^ (EN) Effectiveness of Corticosteroid Treatment in Acute Pharyngitis: A Systematic Review of the Literature. in Andrew Wing. 2010; Academic Emergency Medicine.
  15. ^ (EN) F. Bonsignori, E. Chiappini e M. De Martino, The infections of the upper respiratory tract in children in Int J Immunopathol Pharmacol, vol. 23, 1 Suppl, 2010, pp. 16–9, PMID 20152073.
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  17. ^ (EN) J.A. et al., Antibiotic treatment of children with sore throat in J Am Med Assoc, vol. 294, nº 18, novembre 2005, pp. 2315–22, DOI:10.1001/jama.294.18.2315, PMID 16278359.
  18. ^ (EN) M. Pichichero e J. Casey, Comparison of European and U.S. results for cephalosporin versus penicillin treatment of group A streptococcal tonsillopharyngitis. in European journal of clinical microbiology & infectious diseases : official publication of the European Society of Clinical Microbiology, vol. 25, nº 6, 2006 Jun, pp. 354–64, DOI:10.1007/s10096-006-0154-7, PMID 16767482.
  19. ^ (EN) J.R. Casey e M.E. Pichichero, The evidence base for cephalosporin superiority over penicillin in streptococcal pharyngitis. in Diagnostic microbiology and infectious disease, vol. 57, 3 Suppl, marzo 2007, pp. 39S-45S, DOI:10.1016/j.diagmicrobio.2006.12.020, PMID 17292576.
  20. ^ a b UpToDate Inc..
  21. ^ (EN) D.L.Stevens et al., Severe group A streptococcal infections associated with a toxic shock-like syndrome and scarlet fever toxin A in N. Engl. J. Med., vol. 321, nº 1, luglio 1989, pp. 1–7, DOI:10.1056/NEJM198907063210101, PMID 2659990.
  22. ^ a b (EN) R.G. Hahn, L.M. Knox e T.A. Forman, Evaluation of poststreptococcal illness in Am Fam Physician, vol. 71, nº 10, maggio 2005, pp. 1949–54, PMID 15926411.
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  24. ^ (EN) B.K. van Staaij et al., Adenotonsillectomy for upper respiratory infections: evidence based? in Archives of Disease in Childhood, vol. 90, nº 1, 2005 Jan, pp. 19–25, DOI:10.1136/adc.2003.047530, PMC 1720065, PMID 15613505.
  25. ^ (EN) M.J. Burton e P.P. Glasziou, Tonsillectomy or adeno-tonsillectomy versus non-surgical treatment for chronic/recurrent acute tonsillitis. in Cochrane database of systematic reviews (Online), nº 1, gennaio 2009, pp. CD001802, DOI:10.1002/14651858.CD001802.pub2, PMID 19160201.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) David P. Rakel, Robert E. Rakel, Textbook of family medicine, 8a ed., Philadelphia, PA., Elsevier Saunders, ISBN 978-1-4377-1160-8.
  • (EN) Ellen Reid Smith, Scott Kahan e Redonda G. Miller, In A Page Signs & Symptoms, In a Page Series, Hagerstown, Maryland, Lippincott Williams & Wilkins, 2008, ISBN 0-7817-7043-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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