Catetere venoso centrale

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Un kit per catetere venoso centrale

Il catetere venoso centrale (CVC) è un presidio medico utilizzato soprattutto nei reparti di terapia intensiva per l'infusione di liquidi, la somministrazione di farmaci endovena, ma anche di nutrizione parenterale.Si distinguono due categorie di cateteri venosi centrali: tunnellizzati e non tunnellizzati. I primi non vengono inseriti direttamente nel vaso ma il catetere viene fatto scorrere nel sottocute(tunnellizzazione) e poi inserito nel vaso.I secondi vengono inseriti direttamente nel vaso in cui si vuole posizionare il catetere mediante una guida.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

È costituito da catetere di lunghezza variabile di circa 20 centimetri con un diametro di alcuni millimetri che distalmente viene inserito in una vena centrale, (giugulare interna, femorale). L'inserimento nella vena succlavia è un metodo ormai obsoleto in quanto porterebbe ad una stenosi del tronco brachio-cefalico.
Nella parte prossimale del catetere (la parte che rimane esterna alla cute) sono predisposti uno o più vie di accesso per consentire il raccordo con i presidi di infusione, queste vie hanno generalmente un lume differenziato tra loro e sono indipendenti l'una dall'altra.

Posizionamento[modifica | modifica sorgente]

Il catetere venoso centrale viene applicato in ambiente sterile; attualmente si predilige la tecnica ecoguidata in anestesia locale se il paziente è cosciente.
La procedura di inserimento ha la durata di circa 10 minuti[senza fonte], più il tempo necessario per la preparazione del campo sterile. Il catetere venoso centrale non richiede necessariamente un controllo radiografico per la verifica del corretto posizionamento in sede di giunzione atrio-cavale, esistono infatti tecniche alternative quali la tecnica ECG che prevede il controllo elettrocardiografico intracavitario del posizionamento della punta risultando più affidabile e costo-efficace evitando peraltro al paziente gli inconvenienti della radiografia.[1]

Gestione[modifica | modifica sorgente]

La gestione dell'accesso venoso centrale può anche essere effettuata a domicilio, prestando attenzione al punto di inserzione. Le complicanze più frequenti sono le infezioni, che possono manifestarsi con: rossore della cute marginalmente al punto di inserzione, evidente materiale purulento, zona dolente, rialzo improvviso della temperatura corporea.
Per la gestione domestica occorre avere a disposizione guanti e garze sterili, soluzione fisiologica, antisettico Clorexidina al 2%, cerotti trasparenti per coprire sia il punto di inserzione del CVC, sia la farfallina che fissa il CVC alla cute.

Il rinnovo della medicazione è consigliato ogni 48/72 ore con cerotto poroso o 5/7 giorni con cerotto plastico trasparente, e comunque ogni qualvolta il punto di inserzione risulti sporco o umido.

Nel caso ci sia bisogno di sospendere l'uso di una via, questa deve essere lavata con l'infusione di eparina sodica (purificata da EDTA) con concentrazioni variabili da 50 U.I. per ml a 250 U.I. per ml.

Varianti[modifica | modifica sorgente]

PICC

Del sistema CVC esistono diverse varianti, tra le quali è possibile citare:

  • PICC (Peripherally Inserted Central Catheters) cateteri centrali ad inserimento periferico, come nei CVC la punta è posizionata in prossimità della giunzione cavo-atriale ma l'inserimento avviene solitamente a partire dalle vene del braccio (vena basilica, vene brachiali, vena cefalica)[2]. Il catetere PICC può essere posizionato sia da personale medico che da personale infermieristico purché debitamente formato.
  • Cateteri centrali parzialmente impiantabili.
  • Catetere centrali totalmente impiantabile tipo Port-a-cath, ovvero un CVC con reservoir completamente impiantato sottocute.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Studio clinico, "/ The electrocardiographic method for positioning the tip of central venous catheters", dicembre 2011.
  2. ^ Linee guida ESPEN, "ESPEN Guidelines on Parenteral Nutrition: central venous catheters (access, care, diagnosis and therapy of complications)", maggio2009.


Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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