Coma farmacologico
Si definisce coma farmacologico, o coma indotto, o coma da barbiturici, il coma provvisorio (uno stato profondo dell'inconsapevolezza) causato da una dose controllata di barbiturici, di solito pentobarbital o tiopental sodico (Pentothal Sodium).
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[modifica] Indicazioni
Il coma farmacologico viene utilizzato per proteggere il cervello durante grandi interventi chirurgici e come ultima risorsa di trattamento in certi casi di epilessia che non rispondono ad altri trattamenti.
[modifica] Meccanismo d'azione
I barbiturici riducono il metabolismo nei tessuti del cervello e il flusso di sangue cerebrale. Con queste riduzioni, i vasi sanguigni nel cervello diminuiscono di volume, e, di conseguenza, fanno decrescere il volume occupato dall'organo e la pressione intra-cranica. In questo modo, diminuendo la pressione, possono essere evitati o diminuiti alcuni danni. Molti studi sostengono la validità di questa pratica medica, presentando l'effettiva diminuzione della mortalità nei casi di trattamento dell'ipertensione intracranica e refrattaria con un coma indotto con barbiturici.
Approssimativamente il 55% del glucosio e dell'ossigeno utilizzati dal cervello sono necessari per il mantenimento dell'attività elettrica, mentre il resto viene impiegato per tutte le altre attività, tra cui il metabolismo. Questo dato è rilevabile mediante lo strumento diagnostico che misura l'attività elettrica nel cervello, noto come elettroencefalogramma (EEG). Quando vengono somministrati barbiturici in dosi tali da portare un paziente in uno stato di coma indotto, si evidenzia una riduzione dell'attività elettrica del cervello, che in teoria dovrebbe comportare anche una riduzione del metabolismo e della richiesta di ossigeno. Se si ha un miglioramento della condizione generale del paziente, i barbiturici gradualmente vengono ridotti ed il paziente riprende conoscenza.
[modifica] Critiche
Esiste di contro una teoria che non concorda sui benefici dell'utilizzo dei barbiturici per il controllo della ipertensione intracranica. Altri studi hanno dimostrato che un coma indotto può ridurre l'ipertensione intracranica, ma nel contempo non prevenire danni al cervello. Inoltre, la riduzione nell'ipertensione intracranica non può essere mantenuta indefinitamente. Alcune prove a campione hanno evidenziato nei casi clinici selezionati morte sopraggiunta o nessun beneficio nel caso di coma indotto associato a operazioni neurochirurgiche, traumi alla testa, rottura di aneurisma intracranico, emorragia intracranica, ischemia cerebrale e stati epilettici. Se il paziente sopravvive, può comunque verificarsi un danneggiamento cognitivo dopo l'uscita dal coma.
[modifica] Voci correlate
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