Insufficienza renale acuta

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Insufficienza renale acuta
Kidney – acute cortical necrosis.jpg
Reperto autoptico di un rene patologico che mostra un pallore marcato della corticale, che contrasta con le aree più scure sopravvissute di tessuto midollare. Il paziente è morto per insufficienza renale acuto.
Malattia rara
Codici di esenzione
SSN italiano {{{RaraIT}}}
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 584
ICD-10 (EN) N17
Sinonimi
Eponimi

L'Insufficienza renale acuta (IRA) è una sindrome clinica caratterizzata da una rapida riduzione della funzionalità renale che determina aumento della azotemia, di altri metaboliti escreti dal rene, ritenzione idrica ed alterazioni elettrolitiche. La perdita della funzionalità renale è evidenziabile con la misurazione della creatinina nel siero che consente di stimare la funzione renale.

Indice

[modifica] Definizione

La definizione su riportata ha due limiti: il primo è che il peggioramento della funzione renale necessario e sufficiente a parlare di insufficienza renale acuta non è esattamente quantificato, il secondo che molti autori negano l'attendibilità della creatininemia come parametro di valutazione della funzione renale in pazienti non stabili. Per ottenere una definizione univoca è stato pertanto creato un gruppo di studio (Acute Dialysis Quality Initiative o ADQI) con lo scopo di creare delle linee guida per la definizione il trattamento e la prevenzione della IRA. [1]. Questo gruppo ha proposto un criterio denominato RIFLE (Risk, Injury, Failure, Loss, and End-stage kidney disease) [2] successivamente ampliato e modificato dal gruppo di studio denominato Acute Kidney Injury Network (AKIN) che ha stabilito criteri più completi.

[modifica] L'insufficienza renale acuta secondo i criteri RIFLE

I criteri RIFLE definiscono l'insufficienza renale acuta in base a due variabili: i livelli sierici di creatinina e la diuresi. Come precedentemente detto, RIFLE è l'acronimo inglese di:

  • Risk (rischio [di IRA]): aumento della creatinina di 1,5 volte, riduzione della velocità di filtrazione glomerulare (VFG) del 25% o della diuresi a meno di 0,5 ml/kg per oltre 6 ore;
  • Injury (danno [renale]): raddoppio della creatinina, riduzione del VFG del 50% o o della diuresi a meno di 0,5 ml/kg per oltre 12 ore;
  • Failure (malfunzionamento [dei reni]): aumento di tre volte della creatinina, riduzione del VFG del 75% o della diuresi a meno di 0,5 ml/kg per oltre 24 ore (oliguria) o anuria per 12 ore;
  • Loss (perdita [di funzione renale]): perdita completa della funzione renale che richiede terpia sostitutiva (dialisi) per più di quattro settimane;
  • End-stage kidney disease (insufficienza renale terminale): uremia, cioè perdita completa della funzione renale che richiede terapia sostitutiva (dialisi) per più di tre mesi.

Questo criterio si è dimostrato valido per definire il rischio morte dei pazienti con IRA (più alto il RIFLE più alto il rischio morte dei pazienti).[3] Nel caso in cui la creatininemia e la diuresi indichino due diversi livelli di gravità, lo stadio è indicato dalla funzione maggiormente compromessa.[4]

[modifica] L'insufficienza renale acuta secondo i criteri AKIN

Il criterio stabilito dal gruppo di studio denominato Acute Kidney Injury Network (AKIN) stabilisce che si parla di insufficienza renale acuta quando in 48 ore la creatininemia sale di 0,3 mg/dl, ovvero di oltre il 50% ovvero vi è una riduzione della diuresi al di sotto di 0,5 ml/kg per più di sei ore (questi ultimi due criteri sono identici a quelli del RIFLE). [5] [6]. L’ultimo criterio non si applica se vi è un'ostruzione delle vie urinarie. La stadiazione prevede tre livelli di crescente gravità: stadio 1 (corrisponde al rischio del criterio RIFLE); stadio 2 (corrisponde al danno renale del RIFLE) e stadio 3, che corrisponde al malfunzionamento renale del RIFLE. Gli stadi successivi del RIFLE non vengono presi in considerazione in quanto di eccessiva gravità. Sebbene gli studi epidemiologici al riguardo siano ancora pochi, appare evidente la correlazione tra lo stadio di malattia e la mortalità o la perdita permanente della funzione renale.[7]

[modifica] A cosa servono queste definizioni

Questi criteri sono di estrema importanza in quanto confermano che piccoli incrementi della creatininemia costituiscono un'insufficienza renale acuta e possono avere conseguenze importanti sulla sopravvivenza dell’individuo. Tuttavia essi sono più importanti in studi epidemiologici che non al letto del paziente.

Studi più recenti tendono a risolvere il problema identificando marcatori più sensibili della funzione renale, analoghi alla troponina che permetteranno una classificazione non dipendente dalla creatininemia i cui limiti in questi casi sono evidenti. In via sperimentale è l'uso della lipocalina-2 come marker dell'IRA.

[modifica] Cause di insufficienza renale acuta

Classicamente le cause di insufficienza renale vengono classificate in base alla sede anatomica del danno renale. È pertanto necessario ricordare che:

  1. il sangue arriva al rene attraverso le arterie renali
  2. viene filtrato a livello glomerulare
  3. il filtrato glomerulare passa attraverso i tubuli renali e viene in gran parte riassorbito
  4. Il fluido finale (le urine) lascia il rene attraverso le vie escretrici (pelvi renale, uretere, vescica, uretra)

Un'alterazione della funzione renale (acuta o cronica) può essere causata da qualsiasi processo che altera qualunque di queste strutture e/o la loro funzionalità.

Si parlerà pertanto di cause prerenali di IRA (IRA prerenale) quando vi è un'alterazione dell'elemento 1, cause renali di IRA (IRA renale) quando gli elementi interessati sono il 2 od il 3 e di IRA post renale (od ostruttiva) quando l'elemento interessato è il 4. Molte di queste condizioni possono determinare IRA o insufficienza renale cronica in relazione alle modalità di presentazione e di progressione della malattia.

[modifica] IRA prerenale

Affinché i reni lavorino adeguatamente è necessario che ad essi giunga un flusso di sangue sufficiente (esso è incredibilmente alto in quanto nell'adulto è intorno a valori di 1100 ml di sangue al minuto). Se questo si riduce rapidamente si ha una IRA. Ovviamente molte delle alteraziori riportate sotto possono instaurarsi anche lentamente, causando in tal caso un'insufficienza renale a più lenta evoluzione, quindi di tipo cronico. Il flusso di sangue renale può essere compromesso da:

  • Insufficiente gittata cardiaca legata a scompenso cardiaco. La diagnosi si pone di norma con l'ecocardiografia che valuta la funzionalità cardiaca e la frazione di eiezione. Da notare che uno scompenso cardiaco cronico è causa di (o può aggravare una) insufficienza renale cronica, mentre un'improvvisa riduzione della gittata cardiaca (scompenso acuto di cuore) si accompagna ad IRA.
  • Riduzione del volume di sangue circolante per emorragie o più frequentemente (specie nelle persone anziane) per disidratazione. Nel primo caso la diagnosi si pone con la valutazione clinica e con l'emocromo, nel secondo un sistema semplice e spesso (anche se non sempre) efficace è quello di valutare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca in clinostatismo (cioè a paziente coricato) e subito dopo in ortostatismo (in piedi): una riduzione dei valori di pressione sistolica di oltre 20 mmHg e un aumento della frequenza cardiaca sono indicativi di disidratazione.
  • Stenosi (da aterosclerosi), compressione (da tumori degli organi vicini) o riduzione di calibro (anche congenita) delle arterie che portano il sangue ai reni (arterie renali). Anche qui il danno può instaurarsi acutamente e causare IRA, o in maniera lenta e progressiva e causare insufficienza renale cronica.

La diagnosi si pone con l'ecografia, l'ecodoppler delle arterie renali, l'angio-TAC o l'arteriografia. La terapia delle stenosi arteriose consiste nella dilatazione delle arterie (di norma effettuata penetrando attraverso un vaso inguinale, quindi senza un intervento chirurgico laparotomico) cui può seguire il posizionamento di uno stent arterioso.

[modifica] IRA renale

  • Le arterie renali si suddividono all'interno del rene in vasi sempre più piccoli che giungono ai glomeruli renali. Questo sistema vascolare intrarenale può essere sede di processi arteriosclerotici che riducono lentamente e progressivamente il calibro dei vasi e quindi il flusso di sangue ai glomeruli (si parla di nefroangiosclerosi); tuttavia, in conseguenza di brusche variazioni pressorie, interventi sui vasi addominali o anche per motivi non noti, le arteriole possono acutamente ostruirsi. A volte è ipotizzabile (e a volte anche dimostrabile, ma solo con la biopsia renale) che l'acuto peggioramento sia dovuto a microemboli di colesterolo. In tal caso si ha una IRA, le cui cause non sempre sono facili da identificare e che frequentemente non ha una terapia specifica.
  • Danni glomerulari: i processi che danneggiano i glomeruli renali prendono il nome di glomerulonefriti. Esse possono essere croniche od acute e possono alterare la funzionalità renale lentemente e progressivamente o determinare IRA. Per una trattazione delle singole malattie si rimanda alla voce glomerulonefrite ed alle singole patologie. Un esempio di glomerulonefrite acuta è la glomerulonefrite poststreptococcica, malattia acuta, che spesso determina una rapida ed importante compromissione della funzione renale, di solito completamente reversibile.
  • Il filtrato glomerulare scorre dai glomeruli ai tubuli renali dove subisce importanti modificazioni che ne riducono il volume, risparmiano sostanze utili e lo trasformano in urina che viene escreta. Un danno al sistema tubulare renale altera questo processo compromettendo la funzione renale. Spesso il danno tubulare è dovuto ad una riduzione improvvisa del flusso di sangue al rene. Ciò ad esempio si verifica dopo una copiosa emorragia che determina una grave e prolungata riduzione della pressione arteriosa. L'ipotensione comporta un'improvvisa riduzione del flusso di sangue ai tubuli e, di conseguenza, la necrosi di alcuni di essi (necrosi tubulare acuta). Questa si rende clinicamente evidente con un rapido ed importante peggioramento della funzione renale che frequentemente può essere reversibile.

Un'altra possibile causa di danno tubulare e del tessuto situato fra i tubuli (detto tessuto intestiziale) sono i farmaci. Il danno in questo caso può instaurarsi lentamente (come ad es. il danno tossico da analgesici non steroidei o FANS) ed in tal caso causare un'insufficienza renale cronica, ovvero instaurarsi rapidamente o per alterazioni acute dell'emodinamica renale (danno acuto da FANS) o con un meccanismo immuno-allergico (in un terzo dei casi causato da antibiotici) causando IRA. Quest'ultimo fenomeno (nefrite interstiziale acuta da farmaci) è immunologicamente simile ad un'allergia in cui è coinvolto elettivamente il rene. Si ha quindi un'intensa reazione con infiltrazione del tessuto interstiziale da parte di globuli bianchi; il tessuto compresso ed alterato perde rapidamente la sua funzionalità e si genera una IRA. Una rapida identificazione della patologia, la rimozione della causa (il farmaco che l'ha generata) e la terapia (di norma con cortisonici) può condurre ad una guarigione rapida e completa. Anche alcune infezioni (da legionella, leptospira, citomegalovirus, streptococchi etc. possono causare un danno tubulo-interstiziale acuto con IRA. Esistono inoltre molte altre cause più rare di danno tubulare renale (o tubulo-interstiziale) per la cui trattazione si rimanda alle voci specifiche.

[modifica] IRA post renale

La perdita, anche improvvisa, della funzionalità di un rene (se il controlaterale funziona correttamente) è, di per sé, asintomatica. In altri termini, è perfettamente noto che l'asportazione di un rene (ad esempio nei casi di donazione di rene da vivente) non modifica la funzionalità renale globale dell'individuo, in quanto il rene superstite è perfettamente in grado di vicariare la funzione del rene asportato ed il volume del filtrato glomerulare rimane nei limiti della norma. A comprova di ciò vi è il fatto che esistono persone con un solo rene dalla nascita (condizione di monorene congenito) che ignorano tale condizione che viene scoperta solo casualmente. Pertanto, se un processo patologico (un calcolo ad esempio) ostruisce un uretere in un individuo con il rene controlaterale funzionante, la sintomatologia dolorosa (colica renale) non si accompagnerà a peggioramento della funzione renale. Ma se il rene controlaterale è compromesso (o mancante) si avrà una IRA. L'ostruzione può essere a qualsiasi livello del sistema escretore (pelvi renale, uretere, vescica ed uretra) causata da una concrezione calcolotica (molto più frequente), da un tumore intrinseco all'organo o da una compressione estrinseca (da masse esterne che lo comprimono). Se essa si genera rapidamente si avrà IRA (come nel caso di un calcolo che ostruisce l'uretere di una persona con un unico rene), mentre se si genera più lentamente (come ad es l'ostruzione da ipertrofia prostatica benigna) si genera un'insufficienza renale cronica da ostruzione cronica delle vie escretrici.

[modifica] Note

  1. ^ [Ronco C et al. Acute dialysis quality initiative (ADQI). Nephrol Dial Transplant 2001; 16:1555]
  2. ^ [Bellomo R, et al. Acute renal failure - definition, outcome measures, animal models, fluid therapy and information technology needs: the Second International Consensus Conference of the Acute Dialysis Quality Initiative (ADQI) Group. Crit Care 2004; 8:R204]
  3. ^ [Ostermann M et al: Acute kidney injury in the intensive care unit according to RIFLE. Crit Care Med 2007; 35:183]
  4. ^ Bellomo R, Ronco C, Kellum JA, Mehta RL, Palevsky P; Acute Dialysis Quality Initiative workgroup. Acute renal failure - definition, outcome measures, animal models, fluid therapy and information technology needs: the Second International Consensus Conference of the Acute Dialysis Quality Initiative (ADQI) Group. Crit Care. 2004 Aug;8(4):R204-12. Epub 2004 May 24. Review. PubMed PMID: 15312219;PubMed Central PMCID: PMC522841.
  5. ^ [Mehta RL et al. Acute kidney injury network: Report of an initiative to improve outcomes in acute kidney injury. Crit Care 2007; 11:R31]
  6. ^ [Levin A et al Improving outcomes from acute kidney injury: report of an initiative. Am J Kidney Dis 2007; 50:1]
  7. ^ Ozçakar ZB, Yalçinkaya F, Altas B, Ergün H, Kendirli T, Ateş C, Elhan AH, Ekim M. Application of the new classification criteria of the Acute Kidney Injury Network: a pilot study in a pediatric population. Pediatr Nephrol. 2009 Jul;24(7):1379-84. Epub 2009 Mar 24. PubMed PMID: 19308461.

[modifica] Voci correlate

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