Nefropatia balcanica

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La nefropatia balcanica (o nefropatia endemica dei Balcani) è una forma di nefrite interstiziale. Fu identificata per la prima volta negli anni venti, all'interno di numerose piccole comunità lungo il corso del Danubio e dei suoi maggiori tributari, nelle odierne Croazia, Bosnia, Serbia, Romania e Bulgaria. Ciò che colpisce maggiormente di questa malattia è la sua localizzazione: ci sono circa 10 piccole aree in cui è endemica, tutte più o meno rurali, e che sono collegate fra loro esclusivamente per la presenza della malattia.

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

L'eziologia della nefropatia balcanica è attualmente ignota. [1]. Recentemente è stato ipotizzato che l'esposizione cronica all'acido aristolochico nella dieta sia un fattore di rischio importante. Questa sostanza potrebbe provenire da una pianta, Aristolochia clematitis, nativa delle regioni endemiche, i cui semi sono mischiati alla farina per fare il pane. [2] Questa teoria è stata ulteriormente supportata dalle ricerche di Arthur P. Grollman, direttore dello Stony Brook University's chemical biology lab di New York, e Bojan Jelaković, professore associato alla scuola di medicina dell'università di Zagabria. [3]

Approfondimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Batuman V, Fifty years of Balkan endemic nephropathy: daunting questions, elusive answers in Kidney Int., vol. 69, nº 4, 2006, pp. 644-6, DOI:10.1038/sj.ki.5000231, PMID 16467889.
  2. ^ Grollman AP, Shibutani S, Moriya M, et al, Aristolochic acid and the etiology of endemic (Balkan) nephropathy, 2007, DOI:10.1073/pnas.0701248104, PMID 17620607.
  3. ^ Julia C. Mead, Manna from hell in The Scientist, vol. 21, nº 11, 2007, p. 44, PMID.