Colica renale

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Colica renale
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 788.0
ICD-10 (EN) N23

La colica renale è un dolore acuto dell'uretere[1] che è provocato dal passaggio di calcoli e che comporta prima dilatazione e in seguito spasmi[2].

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda l'Italia, uno studio condotto sui pazienti che si rivolgono al pronto soccorso di un grande ospedale ha rilevato che lo 0,9%[3] ha una colica renale. Questo dato conferma il risultato di un altro studio italiano che accertava una percentuale dell'1%[4].

Nella popolazione, in genere, la frequenza stimata delle coliche renali è fra il 2% e il 5%, a seconda degli studi[5][6].

Per quanto riguarda la differenziazione dei sessi, l'incidenza è maggiore negli uomini che nelle donne (mentre nei primi il rischio risulta del 10-20%, nelle donne è di circa il 3-5%)[7][8].

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Il dolore è dovuto allo spasmo muscolare dell'uretere conseguente alla presenza di un calcolo ed è presente anche se il calcolo non determina ostruzione al flusso urinario. In caso di ostruzione, l'aumento della pressione stimola la sintesi ed il rilascio di prostaglandine che induce lo spasmo della muscolatura liscia[9].

A seconda della tipologia della pietra che si riscontra:

Tipo di pietra  % Causa [10]
Ossalato di calcio 75%-85% Ipercalciuria, disidratazione, sindrome del colon irritabile
Struvite 10%-15% Infezione cronica del tratto urinario
Acido urico solidificato 5%-8% Gotta
Xantina solidificata inferiore all'1% Xantinuria

Sintomatologia[modifica | modifica sorgente]

Fra i sintomi, il più comune è il dolore addominale diffuso a livello lombare, anteriore, con irradiazione verso il basso, fino all'inguine[11], talvolta fino ai genitali. In realtà, esso non ha caratteristiche di dolore "colico", che tipicamente è intermittente, poiché rimane costante per la durata della colica. Dolori posteriori (o laterali ed irradiati posteriormente o verso la schiena), di norma, non sono dovuti a coliche renali.

L'entità del dolore non è commisurata alle dimensioni del calcolo: calcoli molto piccoli possono dare dolore molto intenso e frequentemente l'irradiazione del dolore si sposta man mano che il calcolo procede nell'uretere verso la vescica. Il dolore cessa quando il calcolo passa nella vescica (dove spesso subito dopo viene eliminato). Il cessare del dolore, tuttavia, può essere anche dovuto al fatto che il calcolo si è arrestato nell'uretere. Tale evenienza può impedire il normale deflusso di urina attraverso l'uretere; in questo caso si assiste alla dilatazione dell'uretere e in seguito del rene che può seriamente danneggiarsi e comportare infezioni. Tale condizione è rilevabile con una ecografia renale e, a volte, è necessario intervenire per via chirurgica, endoscopica o con il bombardamento con onde d'urto.
[senza fonte] [12] [13]

Fra gli altri sintomi, possono riscontrarsi ematuria, cioè la presenza di urine rosse per perdite di sangue, nausea, vomito[14].

Correlazioni con il tempo[modifica | modifica sorgente]

La sua frequenza aumenta quando la disidratazione si esprime maggiormente, come nel caso dei mesi caldi e asciutti del periodo estivo, che favorisce la formazione di un calcolo; in tal senso, uno studio italiano condotto su più di 1000 individui ha dimostrato come le persone soggette siano influenzate da una temperatura che superi i 27 gradi centigradi e un'umidità inferiore al 45%[15].

Esami[modifica | modifica sorgente]

Per la diagnosi è necessaria un'accurata anamnesi che consenta di valutare la durata e le caratteristiche del dolore, se gli episodi sono bilaterali o unilaterali[16]. Durante l'esame obiettivo (l'esame del medico attraverso l'uso dei cinque sensi) del paziente, si localizza il dolore mediante la palpazione in particolari aree (punti ureterali).

Dopo questo, per una corretta diagnosi, sono utili:

  • Ecografia del rene e delle vie urinarie: metodica basata sull'uso di ultrasuoni, effettuabile anche in individui che non possono subire radiografie (come le donne incinte). Usata nella pratica in quasi il 40% dei casi[17], l'esame mostra un elevato grado di accertamento sulla diagnosi[18].
  • Radiografia diretta (senza mezzo di contrasto) dei reni; talvolta può consentire di individuare calcoli fortemente calcifici, ma una negatività dell'esame non ne esclude la presenza;
  • Urografia: esame radiologico con mezzo di contrasto che consente l'esplorazione e lo studio delle varie sezioni dell'apparato urinario, che, solitamente, risulta sufficiente da solo per una corretta diagnosi della malattia[19];
  • TAC, metodica di introduzione più recente per quanto riguarda lo studio della calcolosi, in particolare la TAC spirale senza contrasto.[20]

Diagnosi differenziale[modifica | modifica sorgente]

La diagnosi differenziale si pone con le coliche addominali causate da spasmi intestinali e le coliche epatiche causate da calcolosi delle vie biliari. Patologie più rare, ma molto più gravi, che simulano il dolore della colica renale sono l'aneurisma dell'aorta addominale[21], la cui differenziazione diventa ancora più difficile negli uomini anziani [22] e l'angina o l'infarto intestinale.

Fra le altre possibili diagnosi correlate che comportano gli stessi sintomi, vi sono la presenza di una gravidanza ectopica[22], appendicite e le torsioni genitali (ovarica e del testicolo)[23].

Dolori analoghi a quelli della colica renale da calcolosi possono essere causati (seppur più raramente) da infezione delle vie urinarie (pielonefrite) o dal passaggio attraverso l'uretere di un coagulo formatosi nel rene come conseguenza di un trauma fisico o per altre cause.

Terapia[modifica | modifica sorgente]

Una colica renale isolata non costituisce motivo sufficiente per rivolgersi ad uno specialista e può essere trattata dal medico di medicina generale che prescriverà anche gli esami necessari ad accertare che essa sia stata causata da un calcolo, che questo sia stato eliminato e che non ve ne siano altri nel rene. Coliche renali recidivanti, specie in presenza di alterazioni dell'ecografia, richiedono una visita specialistica urologica o nefrologica: l'urologo si occupa dei calcoli e della loro asportazione, mentre il nefrologo stabilisce se essi sono causati dall'eccessiva eliminazione di particolari sostanze e, in tal caso, la loro formazione può essere prevenuta con una dieta adeguata.

Come farmaci, si somministrano FANS (farmaci anti-infiammatori non steroidei), la cui validità è stata dimostrata da uno studio meta-analitico[24] confermato da altri studi recenti[25], fra cui si preferisce il paracetamolo per i risultati ottimi avuti in alcuni studi (85%)[26] o il ketorolac[27] che, usato in combinazione con la morfina, sembra dare risultati migliori. Sempre per via endovenosa[28][29]si possono somministrare farmaci spasmolitici (buscopan, rociverina ed altri) corticosteroidi ed antiemetici per sedare il dolore, in attesa che il calcolo proceda e venga eliminato. Nelle donne in gravidanza, è stato suggerito un intervento in due tempi[26]. Secondo alcuni studi, è preferibile l'uso del dexketoprofene in dose singola di 50 mg in bolo (tramite i.v.)[30].

Gli analgesici maggiori (oppioidi), non agendo direttamente sul dolore, possono essere utili solo in modo marginale[31]. Fra l'altro, è stato provato, grazie ad un altro studio meta-analitico condotto su numerosi studi in cui sono stati somministrati a volte solo uno dei due generi di principi attivi e altre volte entrambi[32][33], che uno in particolare degli oppioidi (la petidina) induce vomito e che i FANS presentano, in generale, minori effetti collaterali degli oppioidi[9]. In ogni caso, per quanto riguarda gli oppiodi, il tramadolo risulta essere il più efficace[34].

Recentemente, si è provato anche la desmopressina, che fornisce subito un primo sollievo senza alcun effetto pericoloso come per le altre categorie di farmaci più utilizzate[35].

La questione della somministrazione dei liquidi[modifica | modifica sorgente]

Nella maggioranza dei casi, il modo migliore per prevenire la formazione di calcoli è bere molta acqua, tanto da "lavare" le cavità renali e gli ureteri e prevenire la formazione di piccole concrezioni che, se lasciate a sé, possono crescere formando veri e propri calcoli. Il quantitativo di acqua da bere deve essere tale da determinare una diuresi di almeno 1,5-2 litri al dì[36].

Secondo alcuni studi, bere acqua durante la colica renale causerebbe un aumento di nausea, vomito ed eccessiva diuresi, ma nei casi peggiori, per via dell'ostruzione, si possono manifestare degli urinomi, il riempimento della cisti di urina[37] In un'altra recente pubblicazione chiaramente si afferma che bere molti liquidi, sempre durante la colica renale, non provoca alcun beneficio accertato.[38].

Abusi[modifica | modifica sorgente]

Fra i casi di urgenza che si segnalano al pronto soccorso vi è anche una piccola percentuale, di stima inferiore all'1%, che non deve essere trattata, in quanto gli individui simulano la malattia per ottenere determinati medicinali che normalmente non potrebbero avere. In questi casi, sono utili anche i semplici esami diagnostici (esame della presunta urina che a volte si rivela essere acqua) per verificare l'autenticità dell'urgenza[39].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine pag 161, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.
  2. ^ Douglas M. Anderson, A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione pag 335, New York, Piccin, 2004, ISBN 88-299-1716-8.
  3. ^ Trinchieri A, Cappoli S, Esposito N, Acquati P., Epidemiology of renal colic in a district general hospital. in Arch Ital Urol Androl., vol. 80, marzo 2008, pp. 1-4.
  4. ^ Cupisti A, Pasquali E, Lusso S, Carlino F, Orsitto E, Melandri R., Renal colic in Pisa emergency department: epidemiology, diagnostics and treatment patterns in Intern Emerg Med., aprile 2008.
  5. ^ Stewart C, Nephrolithiasis in Emerg Med Clin North Am, vol. 6, 1988, pp. 617-630.
  6. ^ Drach GW, Urinary lithiasis: etiology, diagnosis, and medical management in Campbell's urology. 6th ed. Philadelphia, WB Saunders, 1992, pp. 2085-2156.
  7. ^ Scott R, Prevalence of calcified upper urinary tract stone disease in a random population survey in Br J Urol, vol. 59, 1987, pp. 111–117.
  8. ^ Ahlstrand C, Tiselius H., Renal stone disease in a Swedish district during one year in Scand J Nephrol, vol. 15, 1981, pp. 143–146.
  9. ^ a b Anna Holdgate, Tamara Pollock, Systematic review of the relative efficacy of non-steroidal anti-inflammatory drugs and opioids in the treatment of acute renal colic in BMJ Publishing Group Ltd, vol. 328, giugno 2004, p. 1401.
  10. ^ Riformulazione del testo presente in Dennis Kasper, Fauci Amtohony S., Principi di Medicina Interna 14ª edizione, New York - Milano, McGraw-Hill, 1998.
  11. ^ Douglas M. Anderson, A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione pag 335, New York, Piccin, 2004, ISBN 88-299-1716-8.
  12. ^ Sarah Ringold; Tiffany J. Glass; Richard M. Glass: "Kidney Stones" JAMA. 2005;293(9):1158
  13. ^ Diagnosis and acute management of suspected nephrolithiasis in adults
  14. ^ (EN) Cure e Research. URL consultato il 07-07-2007.
  15. ^ Boscolo-Berto R, Dal Moro F, Abate A, Arandjelovic G, Tosato F, Bassi P., Do weather conditions influence the onset of renal colic? A novel approach to analysis. in Urol Int., vol. 80, 2008, pp. 19-25.
  16. ^ FL. Coe, Nephrolithiasis Contemporary issues in nephrology. Vol. 5., New York, Churchill Livingstone, 1980.
  17. ^ Shokeir AA, Mahran MR, Abdulmaaboud M., Renal colic in pregnant women: role of renal resistive index. in Urology., vol. 55, marzo 2000, pp. 344-347.
  18. ^ Abu-Ghazzeh Y, Abdu-Alro'f S., The role of ultrasound in initial evaluation of renal colic. in Saudi J Kidney Dis Transpl., vol. 11, 1973, pp. 186-190.
  19. ^ Smith I., Urograghy during renal colic in Brit J Surg, vol. 53, 1966, pp. 93–102.
  20. ^ Greenwell TJ, Woodhams S, Denton ER, Mackenzie A, Rankin SC, Popert R, One year's experience with unenhanced spiral computed tomography for the assessment of acute loin pain suggestive of renal colic in Cardiol Prat., vol. 85, 2000, pp. 632–636.
  21. ^ Thomas A, Andrianne R., Excruciating flank pain: "acute renal colic"] in Rev Med Liege., vol. 59, 2004, pp. 215-220.
  22. ^ a b Marston WA, Ahlquist R, Johnson G Jr, Meyer AA, Misdiagnosis of ruptured abdominal aortic aneurysms. in J Vasc Surg., vol. 16, luglio 1973, pp. 17-22.
  23. ^ Teichman JM, Clinical practice: acute renal colic from ureteral calculus in N Eng J Med, vol. 350, 2004, pp. 684-693.
  24. ^ Labrecque M, Dostaler LP, Rousselle R, Nguyen T, Poirier S., Efficacy of nonsteroidal anti-inflammatory drugs in the treatment of acute renal colic. A meta-analysis in Arch Intern Med., vol. 154, 1994, pp. 1381-1387.
  25. ^ non citati nell'articolo, Use NSAIDs for renal colic in BMJ, giugno 2004.
  26. ^ a b Guichard G, Fromajoux C, Cellarier D, Loock PY, Chabannes E, Bernardini S, Maillet R, Bittard H, Kleinclauss F., Management of renal colic in pregnant women, based on a series of 48 cases in Prog Urol., vol. 18, 2008, pp. 29-34.
  27. ^ Keith Stone, Humphries L.Roger, Guida pratica alla diagnosi e alla terapia in medicina d’urgenza 1ª edizione pag 99, Milano, McGraw-Hill, 2005, ISBN 88-386-3908-6.
  28. ^ Safdar B, Degutis LC, Landry K, Vedere SR, Moscovitz HC, D'Onofrio G., Intravenous morphine plus ketorolac is superior to either drug alone for treatment of acute renal colic. in Ann Emerg Med., vol. 48, 2006, pp. 173-181.
  29. ^ Ghuman J, Vadera R., Ketorolac and morphine for analgesia in acute renal colic: is this combination more effective than monotherapy? in CJEM., vol. 10, gennaio 2008, pp. 66-68.
  30. ^ Sánchez-Carpena J, Domínguez-Hervella F, García I, Gene E, Bugarín R, Martín A, Tomás-Vecina S, García D, Serrano JA, Roman A, Mariné M, Mosteiro ML; Dexketoprofen Renal Colic Study Group., Comparison of intravenous dexketoprofen and dipyrone in acute renal colic. in Eur J Clin Pharmacol., vol. 63, agosto 2007, pp. 751-760..
  31. ^ Reich JD, Hanno PM, Factitious renal colic in Urology ., vol. 50, 1997, pp. 858-862.
  32. ^ Nicholson F, Textbook of adult emergency medicine, 2000, pp. 372-374.
  33. ^ Moll J, Peacock WF, Emergency medicine: a comprehensive study guide in ., 1999, pp. 640-645.
  34. ^ Mortelmans LJ, Desruelles D, Baert JA, Hente KR, Tailly GG., Use of tramadol drip in controlling renal colic pain. in J Endourol., vol. 20, dicembre 2006, pp. 1010-1015.
  35. ^ Welk BK, Teichman JM., Pharmacological management of renal colic in the older patient. in Drugs Aging., vol. 24, 2007, pp. 891-900.
  36. ^ Fuss M., Metabolic aspects of renal calcium calculi in Acta Urol Belg., vol. 62, 1994, pp. 19-24.
  37. ^ Foster MC, Upsdell SM, O'Reilly PH, Urological myths in BMJ, vol. 301, 1990, pp. 1421–1423.
  38. ^ O'Connor, James P B Weston, Philip M T, Managing acute renal colic in BMJ, vol. 326, marzo 2003, p. 502.
  39. ^ Ting J., 'Watered down' renal colic: using tap water mixed with blood to simulate macroscopic haematuria. in Emerg Med Australas., vol. 20, febbraio 2008, pp. 85-86.

Stefano Petrillo

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Douglas M. Anderson, A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione, New York, Piccin, 2004, ISBN 88-299-1716-8.
  • Keith Stone, Humphries L.Roger, Guida pratica alla diagnosi e alla terapia in medicina d’urgenza 1ª edizione, Milano, McGraw-Hill, 2005, ISBN 88-386-3908-6.

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