Osmolarità

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L'osmolarità è una grandezza fisica che misura la concentrazione delle soluzioni usata in chimica, ed in particolare è il numero totale di molecole e ioni presenti in un litro di soluzione.

È definita come il numero di osmoli per litro di soluzione, dove l'osmole è l'unità di misura del numero di particelle che contribuiscono alla pressione osmotica della soluzione.

Per il calcolo delle osmoli, e quindi dell'osmolarità, occorre considerare il grado di dissociazione che il soluto presenta. Ad esempio, una mole di glucosio in soluzione acquosa corrisponde ad una osmole, dal momento che il glucosio non subisce in acqua alcuna dissociazione, mentre una mole di cloruro di sodio corrisponde a due osmoli, dal momento che il cloruro di sodio subisce dissociazione liberando uno ione cloruro e uno ione sodio. Per acidi, basi e sali poco solubili, occorrerà tener conto del grado di dissociazione.

In generale l'osmolarità si calcola come il prodotto tra la molarità e il coefficiente di van 't Hoff (il numero di particelle di soluto che si formano in seguito alla dissociazione del soluto stesso). Se il soluto non è un elettrolita, non si dissocia, per cui l'osmolarità è in questo caso uguale alla molarità.

Esempio[modifica | modifica wikitesto]

Una soluzione 0,15 M (molare) di NaCl (che si dissocia in due ioni e quindi avrà un coefficiente di dissociazione pari a 2) è 0,15·2=0,3 osm; una soluzione 0,3 M di glucosio (che non si dissocia) è 0,3 osm.