Tonsillite

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Tonsillite
Tonsillitis.jpg
Tonsille con tonsilloliti
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 463
ICD-10 (EN) J03, J35.0

La tonsillite o faringotonsillite è un'infiammazione delle tonsille, sindrome in cui troviamo la flogosi della Faringe. Capita spesso che tale infiammazione sia accompagnata con altre malattie sempre di livello respiratorio quale ad esempio l’influenza.

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Maggiormente colpisce i bambini fino ad un'età di 10 anni (soprattutto se causata da streptococchi) .

Se causata da streptococchi, la trasmissione avviene soltanto tramite stretto contatto, questo contatto deve avvenire durante la fase iniziale della malattia, quando l’infezione scatena le sue prime manifestazioni, in seguito la probabilità diminuisce notevolmente.

Esempio di tonsillite in individuo adulto

Invece alcune forme dovute ad adenovirus sono molto contagiose, diffondendosi rapidamente in ambienti circoscritti quali piscine o similari.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia è stata riscontrata una maggiore concentrazione di casi attorno al mese di settembre, fino all’inizio della primavera.

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

Comuni sintomi della tonsillite sono:

  • tonsille arrossate e/o gonfie;
  • macchie bianche o gialle sulle tonsille;
  • tensione, rigidità o gonfiore del collo;
  • mal di gola;
  • dolore o difficoltà nella deglutizione;
  • tosse;
  • mal di testa;
  • occhi infiammati;
  • dolori corporei;
  • otalgia;
  • febbre;
  • brividi;
  • congestioni nasali.

La tonsillite acuta è causata sia da batteri sia da virus, ed è accompagnata da dolori alle orecchie durante la deglutizione, alito cattivo o ptialismo che accompagna mal di gola e febbre. In questo caso la superficie della tonsilla può essere arrossata o avere un rivestimento bianco-grigiastro, mentre i linfonodi del collo si possono gonfiare.

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

Il motivo principale è da riscontrarsi quasi esclusivamente in un'azione di virus (Virus di Epstein-Barr) o di batteri (streptococchi β-emolitici di gruppo A, stafilococco, Haemophilus influenzae).

Tipologia[modifica | modifica wikitesto]

Esistono diversi tipi di tonsillite, tutti riguardanti l’aspetto, ritroviamo quindi quella eritematosa, la essudativa, pseudomembranosa, vescicolare e la ulceronecrotica[1]

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Nel caso di tonsillite batterica, la terapia di prima scelta è antibiotica, frequenti l’utilizzo di penicilline, tra le quali in particolare l'ampicillina. In caso di tonsilliti particolarmente frequenti o quando, essendosi instaurata una tonsillite cronica, l'approccio farmacologico non è più efficace, il medico dopo un'opportuna osservazione può proporre al paziente, come ultimo tentativo, l'asportazione chirurgica delle tonsille (tonsillectomia). La maggior parte dei pazienti che si sottopongono a tonsillectomia sono bambini, anche se da qualche decennio si sta assistendo ad una netta riduzione del numero degli interventi: in età pediatrica questo intervento è infatti oggi proposto solo per casi accuratamente selezionati e previa un'osservazione di molti mesi. Si è infatti osservato che molti soggetti, dopo avere sofferto frequentemente di tonsillite da piccoli, vedono in età adulta drasticamente ridursi i loro sintomi.

La tonsillectomia, come tutti gli altri interventi, non è scevro da rischi (anestesia generale, emorragia intra- e post- operatoria, ecc.), comporta una convalescenza dolorosa e abbastanza lunga (generalmente per la ripresa di un'attività lavorativa leggera sono necessari almeno una dozzina di giorni, per la ripresa di un'attività pesante almeno 3 settimane), e pertanto i vantaggi e gli svantaggi vanno attentamente soppesati prima di decidere se farsi operare o meno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gaetano Filice, Malattie infettive. 2ª ediz. pagine 116-117

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.
  • Harrison, Principi di Medicina Interna (il manuale - 16ª edizione), New York - Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-2459-3.
  • Gaetano Filice Malattie infettive, 2ª edizione Edizione MCGraw Hill - Corsico (MI) 1998 - ISBN 88-386-2362-7

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina