Labirintite

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Labirintite
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Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 386.3
ICD-10 (EN) H83.0

Con il termine labirintite si indica il disturbo dovuto ad un'infiammazione di una zona dell'orecchio interno chiamata labirinto, con danneggiamento del sistema vestibolare, responsabile dell'equilibrio generale del corpo.

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

Le cause che possono contribuire alla formazione della labirintite sono diverse, e cioè:

Mentre le vertigini sono una situazione frequente, la vera labirintite è oggi una situazione piuttosto rara.

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi principali della labirintite sono:

  • La sensazione di vertigine, provocata da un non corretto funzionamento del sistema vestibolare, il quale è costituito da tre canali semicircolari che rilevano la rotazione del capo, e dalle otoliti che rilevano i movimenti lineari del corpo. Il cervello con le informazioni che riceve dal sistema vestibolare e con le indicazioni visive apporta le eventuali regolazioni necessarie perché il corpo resti in equilibrio. Se il sistema è affetto da labirintite, le informazioni che esso trasmette al cervello sono errate e possono provocare quella sensazione di vertigine che poi provocherà: nausea, malessere generale, forti mal di testa, vomito, disturbi dell'equilibrio ecc.;
  • Grave instabilità, che impedisce perfino, in fase acuta, la stazione eretta, e costringe la permanenza a letto per qualche giorno. Questo perché la labirintite causa la modifica della disposizione del liquido contenuto nei canali auricolari, che serve a far percepire al cervello la posizione del corpo nello spazio;
  • La manifestazione degli acufeni, dei fischi perenni e fastidiosi che si possono udire in momenti alternati, in fase iniziale della malattia, oppure di continuo, sintomo che si presenta nella fase cronica della malattia;
  • Il peggioramento dell'udito può risultare un sintomo, che va riferito immediatamente al medico o ad uno specialista;

Manifestazioni cliniche[modifica | modifica wikitesto]

La labirintite si manifesta sotto diverse forme:

  • Forma acuta - si manifesta improvvisamente su un lato del sistema vestibolare. La patologia può presentarsi come sierosa, con ipoacusia, nistagmo, vertigini, nausea, vomito, oppure purulenta, con vertigini, turbe dell'equilibrio, nausea e sordità. Le forme di labirintite sierose si risolvono abbastanza rapidamente senza creare particolari problemi, mentre le forme purulente possono causare danni permanenti, come insufficienze uditive e difetti dell'equilibrio irreversibili. Secondo i ricercatori, dopo il periodo iniziale il cervello riconosce che i dati che il sistema vestibolare gli trasmette sono errati, quindi li ignora e si affida al processo chiamato morsetto cerebellare per mantenere l'equilibrio del corpo. Le sensazioni di stordimento e vertigini miglioreranno leggermente permettendo al malato di camminare. Quest'ultimo, però, si sentirà instabile soprattutto al buio o su superfici morbide e irregolari come l'erba, un tappeto o la ghiaia. Il morsetto cerebellare può persistere anche per giorni o settimane dopo la lesione iniziale.
  • Forma cronica - si manifesta con sintomi leggermente meno gravi, con però vertigini, nausea, vomito e malessere totale. Questo tipo di labirintite persiste solitamente per circa tre-quattro settimane dopo la lesione iniziale. Una volta superata la fase cronica il paziente non avrà più alcun sintomo.

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

La diagnosi può essere fatta mediante una visita otorinolaringoiatrica, durante la quale lo specialista consiglierà al paziente gli esami da eseguire

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

La terapia mira alla cura dello stato vertiginoso in fase acuta mediante farmaci antiemetici ed eventuali sedativi. Spesso in fase acuta di una vera labirintite è necessario il ricovero, per la gravità della vertigine invalidante. Successivamente non è più necessaria alcuna terapia, se non qualora il compenso vestibolare tardasse a ristabilire l'equilibrio.

Danni[modifica | modifica wikitesto]

Il deficit uditivo è generalmente irreversibile e spesso totale, con conseguente sordità monolaterale, mentre le vertigini acute importanti persistono per qualche giorno senza interruzione. Poiché questo evento comporta la perdita totale della funzione labirintica del lato colpito, per un certo tempo (giorni, settimane, ma a volte anche mesi) persiste un vero e proprio problema di evidente instabilità che tende con il tempo a regredire progressivamente. Il cervello, infatti, tende a creare un compenso della funzione persa, affidandosi solo al labirinto sano rimasto funzionante.

Poiché la malattia comporta la distruzione dei recettori vestibolari del lato colpito, una volta recuperato l'equilibrio grazie al compenso vestibolare, non esiste più rischio di ricorrenza della vertigine. Qualora questa si verificasse nuovamente a distanza di tempo (sempre che la vertigine non derivi dall'altro lato), inevitabilmente la diagnosi fatta in precedenza di labirintite deve essere considerata sbagliata. Tutte le vertigini ricorrenti derivano infatti da una stimolazione di recettori, che per essere stimolati devono necessariamente essere in grado di rispondere.

Uso improprio del termine[modifica | modifica wikitesto]

La labirintite non è attualmente oggetto di discussione tra i vari specialisti, che generalmente concordano con quanto sopra. Il termine però, come già detto, viene spesso utilizzato impropriamente per indicare in senso generale le vertigini (dai pazienti, e purtroppo anche da alcuni medici non specialisti), o per indicare che la crisi di vertigine acuta deriva dall'orecchio. Al momento però non è stato dimostrata scientificamente alcun altra sede di insorgenza di vertigine acuta, se non il labirinto, cioè l'orecchio interno, ma il meccanismo più frequente delle vertigini non è di tipo infiammatorio e quindi il termine labirintite non può essere utilizzato nemmeno per indicare in senso generico l'origine della vertigine acuta.

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