Congiuntivite

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Congiuntivite
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Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 372.0
ICD-10 (EN) H10

La congiuntivite rappresenta uno stato infiammatorio a carico della congiuntiva.

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

Per diagnosticare le cause della congiuntivite sono molti i possibili sintomi da cercare:

  • sostanze presenti:
    • a) muco
    • b) membrane
    • c) pus (biancastro o giallastro)
  • scarsa lacrimazione
  • fotofobia
  • prurito
  • gonfiore delle palpebre
  • oscuramento parte superiore o inferiore delle palpebre (come le occhiaie)
  • livello di iperemia congiuntivale:
    • a) lieve
    • b) medio
    • c) forte
  • edema della congiuntiva
  • perdita di trasparenza della congiuntiva
  • capillari neoformati
  • schiuma irritante in prossimità del margine palpebrale inferiore e della carnucola
  • presenza di papille
  • presenza di follicoli

Tipologia[modifica | modifica wikitesto]

La congiuntivite si differenzia, in relazione alla causa dell'infiammazione, in:

  • congiuntivite allergica
    • atopica vera
    • primaverile
    • flittenulare
  • congiuntivite irritativa
    • da agenti fisico-chimici
    • da corpi estranei
    • da malattie generali o cutanee

Esempi di elementi di rischio non direttamente infettivi: inquinanti presenti nell'aria e nell'acqua, freddo o caldo eccessivo, particolari radiazioni (computer), effetti collaterali dannosi di alcuni farmaci, modificazioni del pH sulla superficie oculare (ad es. in seguito al contatto con acqua durante le abluzioni, al mare o in piscina), contatto con lacche per capelli, deodoranti spray, cosmetici

Congiuntivite infettiva[modifica | modifica wikitesto]

i maggiori responsabili sono stafilococco, streptococco, haemophilus, pseudomonas catarrale (acuta, sub-acuta e cronica), purulenta (da Neisseria gonorrhoeae) membranose. La congiuntivite di origine batterica è molto diffusa e contagiosa. Genericamente colpisce bambini, giovani o persone che lavorano in un ambiente scarsamente igienico; ci si può infettare entrando a contatto con acque battericamente inquinate o toccandosi gli occhi con le mani sporche. L'infezione si può trasmettere se si utilizzano asciugamani o colliri in comune con altre persone. Si manifesta in uno o tutte e due gli occhi colpendo la membrana che ricopre la parte interna delle palpebre e le zone lacrimali; i sintomi più comuni sono una sensazione di bruciore, fastidio alla vista. La lacrimazione è ridotta mentre al contrario si produce un muco o pus di colore giallo/grigio appiccicoso che soprattutto nelle ore notturne, durante il sonno, accumulandosi ai lati dell'occhio e poi fra le ciglia può causare l'effetto d'incollare le palpebre al risveglio; in questo caso basta ammorbidire il muco con un panno inumidito con semplice acqua asportando con cura le croste presenti. Normalmente questo tipo di congiuntivite scompare autonomamente dopo 3 o 4 giorni ma nei casi più gravi e persistenti può durare anche fino a 3 o 4 settimane; la terapia consiste nell’asportare il pus con premura e delicatezza utilizzando poi un collirio antibatterico idoneo per questo tipo d'infezione. È consigliabile richiedere la prescrizione medica o comunque un'indicazione farmaceutica in merito al tipo di collirio e al metodo di somministrazione. È estremamente importante non bendare gli occhi o strofinarli, lavarsi sempre le mani dopo aver toccato gli occhi e, se l'occhio infetto fosse solo uno, evitare di trasmettere l'infezione all'altro occhio. Nel caso in cui, dopo 3 o 4 giorni, la situazione non dovesse migliorare è opportuno contattare un medico. In commercio esistono anche unguenti oftalmici antibatterici, spesso costituiti da un antibiotico e un chemioterapico antibatterico, che applicati circa 3-4 volte al giorno secondo prescrizione, bloccano la proliferazione dei microrganismi batterici responsabili dell'infezione congiuntivale. Il principio attivo degli unguenti oftalmici può essere costituito da un chemioterapico antibatterico oppure da un antibiotico corroborato al chemioterapico antibatterico. La congiuntivite subacuta, portata dal diplobacillo di morax-Axenfeld, ha caratteristico interessamento delle zone in prossimità dei canti e per le alterazioni eczematose della cute agli angoli delle palpebre.

Congiuntivite cronica[modifica | modifica wikitesto]

Se presenta un andamento cronico ha una sintomatologia meno appariscente e può rappresentare, la non completa guarigione da vecchie congiuntiviti acute oppure può derivare dal cali del sistema immunitario in seguito a malattie come acne, diabete, ipercolesterolemia, o può essere sostenuta dall'azione costante di agenti irritanti ambientali, compresa l'iposecrezione lacrimale. Di questo gruppo fanno parte anche: La congiuntivite meibomiana, dovuta ad alterazioni delle ghiandole di meibomio; La congiuntivite lacrimale, causata da un'ostruzione delle vie lacrimali che provoca ristagno di lacrime e favorisce l'infezione anche da miceti; Le congiuntiviti purulente, sono causate da microrganismi altamente patogeni che vengono detti piogeni per la capacità di far sviluppare del pus.

Congiuntivite virali[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti follicoli, spesso è presente rigonfiamento del linfonodo preauricolare, spesso colpisce un solo occhio. Compaiono nel corso di malattie esantematiche (morbillo, varicella, rosolia,...), di influenza o infezioni da herpes simplex o zoster o da diversi tipi di adenovirus. in questi casi le lesioni riguardano quasi sempre anche la cornea.

Le congiuntiviti da herpes zoster passano attraverso i nervi facciali seguendone il decorso. Creano caratteristiche ulcerazioni dette dendritiche per la forma simile a quella dei dendriti dei neuroni.

Una forma di congiuntivite che da una sintomatologia simile a quella virale è quella follicolare cronica che può avere origine causata da mollisco contagioso del margine palpebrale oppure da una sostanza tossica. Una forma più grave della stessa è il tracoma, dalla clamidia tracomatis che è un microorganismo simile ad un virus, questa malattia porta alla cecità interessando la cornea nella forme avanzate.

Congiuntiviti allergiche[modifica | modifica wikitesto]

La forma stagionale è molto frequente ed è caratterizzata da intenso prurito a lacrimazione. È una forma di breve durata dovuta ai pollini. In alcuni casi, spesso nei bambini, può avere quadri più gravi interessando la cornea ove possono verificarsi lesioni, dalla perdita epiteliale puntata a vere ulcere. Negli adulti la stessa forma può essere più grave ancora ed è piuttosto rara, può determinare infatti cicatrizzazione corneale progressiva associata a neovascolarizzazione. La forma comune è data da una reazione di ipersensibilità ad un agente che può essere un farmaco o un conservante o altro che viene a trovarsi in quantità nel sacco congiuntivale; le manifestazioni sono prurito, iperemia, presenza di papille e follicoli, intolleranza alle lenti a contatto. La forma gigantopapillare è poco frequente tranne che per i portatori di lenti a contatto o per chi porta di protesi oculari o suture chirurgiche. Nel caso delle lenti a contatto si ritiene siano le proteine, che dopo circa 15 giorni degenerano nella lente a contatto se non vengono accuratamente rimosse, a fare da antigene.

Rimedi[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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