Diabete mellito di tipo 1

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Diabete mellito di tipo 1
Blue circle for diabetes.svg
Cerchio blu, simbolo universale del diabete.[1]
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 250.*1, 250.*3
ICD-10 (EN) E10
Sinonimi
DM1

Il diabete mellito di tipo 1 è una forma di diabete che si configura come malattia autoimmune[2] caratterizzata dalla distruzione delle cellule B pancreatiche (dalle CD4+ e CD8+ cellule T e infiltrazione dei macrofagi nelle isole pancreatiche)[3] che comporta solitamente associazione all'insulino-deficienza[4].

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

La prima classificazione, per quanto riguarda i due tipi principali di diabete (il tipo 1 e il tipo 2), è stata proposta da Avicenna intorno all'anno 1000.[5]

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Si manifesta maggiormente in Scandinavia (specie in Finlandia), in Sardegna[6][7] e in diversi stati del nord degli USA,[8] mentre in paesi come il Giappone o il sud dell'Europa l'incidenza è minore.[9]

Per quanto riguarda l'età, in circa la metà dei casi esordisce in età inferiore ai 20 anni (proprio per questo in passato veniva chiamato "diabete giovanile") e più frequentemente nel corso della pubertà.

L'incidenza a livello mondiale è stata calcolata del 3%.[10]

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Le cause sono un insieme di fattori che riguardano la genetica, l'ambiente e l'immunologia, ad una predisposizione genetica di base si unisce uno stimolo immunologico che, con il passare del tempo, porta alla distruzione delle cellule beta, quando la percentuale di cellule beta perse arriva all'80%, ci si ritrova di fronte al diabete mellito di forma 1.[11]

L'insorgenza ha variazione stagionale e può seguire, tra l'altro, il morbillo, l'epatite o infezioni da Coxsackie virus. Si teorizza che tali infezioni realizzino una risposta autoimmunitaria con la comparsa di linfociti T citotossici che completino la distruzione delle cellule β del pancreas, producenti insulina.

Fattori autoimmunitari[modifica | modifica sorgente]

Durante il processo di distruzione delle cellule beta, le altre forme cellulari (alfa, PP e altre simili) non vengono intaccate, il processo infiammatorio termina quando completa la distruzione cellulare.[12]

Fattori ambientali[modifica | modifica sorgente]

Si sospetta che i fattori ambientali possono sviluppare forme di diabete, ma non esistono prove certe al riguardo. Virus e composti della nitrosourea sono i possibili responsabili. Una recente ipotesi prende in considerazione fenomeni di mimetismo con antigeni del Mycobacterium avium subspecie paratuberculosis[13][14][15], già chiamato in causa per la patogenesi della malattia di Crohn[16][17][18]. Infezioni croniche subcliniche di tale micobatterio, contratto durante l'infanzia, comporterebbero, in individui suscettibili[19][20][21], interazioni crociate di stampo autoimmunitario, come rilevato in alcuni studi[22][23][24].

Inerentemente alle infezioni da Coxackie, il sierotipo B4 è stato correlato all'insorgenza di diabete insulino-dipendente. La ragione va ricercata nell'omologia di sequenza con l'antigene self GAD65, un'isoforma della glutammico decarbossilasi espressa dalle cellule β del Pancreas, che condurrebbe ad una cross-reattività con esito di autoimmunità contro le insule stesse.[25]

Fattori genetici[modifica | modifica sorgente]

Sembra che come altre malattie autoimmuni sia correlata a particolari combinazioni di alleli HLA. Alcuni studi hanno evidenziato un ruolo del timo, tramite la produzione di insulina da parte della ghiandola, negli eventi che fisiologicamente portano alla tolleranza immunologica da parte delle cellule T verso le cellule beta pancreatiche. L'isorgenza di autoimmunità verso queste cellule, quindi, deriverebbe da un difettoso funzionamento di tale processo.[26]. La presenza di HLA del cromosoma 6 fu il primo locus ad essere sospettato di una correlazione col diabete di tipo 1[27] mentre i B8 o B15 aumentano di circa tre volte il rischio di sviluppare diabete I e le combinazioni di antigeni DR4-DQ8 e DR3-DQ2 si manifestano nel 90% delle persone affette dal diabete.[28] Tuttavia lo stato omozigote per un allele non fa aumentare ulteriormente il rischio.
È stata dimostrata l'importanza delle posizioni 45 e 57 della catena DQb nella suscettibilità al diabete I.
L'eziologia genica è però, sottolineiamo ancora, incerta: l'indice di concordanza per i gemelli monozigoti con meno di 40 anni è inferiore al 50%. Inoltre non c'è prevalenza nella trasmissione verticale.

Sintomatologia[modifica | modifica sorgente]

Panoramica dei sintomi più significativi del diabete.

Fra i sintomi e segni clinici si riscontrano poliuria, polidipsia (secondaria alla poliuria), polifagia paradossa (il paziente mangia molto ma dimagrisce), spesso il sintomo di esordio è costituito dalla chetoacidosi diabetica. Spesso si ha una interruzione dei sintomi subito dopo la fase di esordio. Questa fase, nota come luna di miele, dura per alcuni mesi, dopodiché i sintomi si presentano nuovamente e permangono stabilmente dando luogo, definitivamente, allo stato di diabete. La spiegazione di questo fenomeno è da ricercarsi nell'iperproduzione compensatoria di insulina da parte delle cellule β.

Si riscontrano inoltre come complicanze temibili della malattia:

Quest'ultima complicanza può evidenziarsi nella forma normale e in quella proliferativa, anche se in misura minore rispetto al passato.[29]

Prevenzione[modifica | modifica sorgente]

Nel corso dei tempi molti sono stati i tentativi di prevenzione del diabete mellito di tipo 1, ma non si sono mai avuti risultati degni di nota e si registrano fallimenti come quello degli studi condotti dal Diabetes Prevention Trial-type 1 sulla somministrazione di insulina alle persone con elevati fattori di rischio del diabete.[30]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Diabetes Blue Circle Symbol, International Diabetes Federation, 17 marzo 2006.
  2. ^ McDevitt HO, Unanue ER., Autoimmune diabetes mellitus--much progress, but many challenges in Adv Immunol.., vol. 100, 2008, pp. 1-12.
  3. ^ Foulis AK, McGill M, Farquharson MA. Insulitis in type 1 (insulin-dependent) diabetes mellitus in man — macrophages, lymphocytes, and interferon-gamma containing cells. J Pathol 1991;165:97-103
  4. ^ Carlo M. Rotella, Edoardo Mannucci, Barbara Cresci, Il diabete mellito. Criteri diagnostici e terapia: un aggiornamento. Pag 29, SEE Editrice Firenze, 1999, ISBN 978-88-8465-009-2.
  5. ^ G. Restori, Il diabete mellito. Fisiopatologia, clinica e terapia. Pag 2, Piccin, 1991, ISBN 978-88-299-0915-5.
  6. ^ Diabete: Sardegna come Finlandia, record del tipo 1
  7. ^ Progetto Diabete: il portale italiano sul diabete
  8. ^ Kathleen M. Gillespie, Type 1 diabetes: pathogenesis and prevention in CMAJ, vol. 175, 1973, pp. 165–170.
  9. ^ G. Restori, Il diabete mellito. Fisiopatologia, clinica e terapia. Pag 6, Piccin, 1991, ISBN 978-88-299-0915-5.
  10. ^ EURODIAB ACE Study Group. Variation and trends in incidence of childhood diabetes in Europe. Lancet 2000;355:873-6.
  11. ^ Jameson J. Larry, Harrison: Endocrinologia clinica Pag 315, Casarile (Milano), McGraw-Hill, 2007, ISBN 978-88-386-3921-0.
  12. ^ Jameson J. Larry, Harrison: Endocrinologia clinica Pag 316, Casarile (Milano), McGraw-Hill, 2007, ISBN 978-88-386-3921-0.
  13. ^ Rosu V, Ahmed N, Paccagnini D 2009 Specific immunoassays confirm association of Mycobacterium avium subsp. paratuberculosis with type-1 but not type-2 diabetes mellitus PLoS ONE 4(2):e4386.
  14. ^ Sechi La, Rosy V, Pacifico A 2008 Humoral immune responses of type-1 diabetes pateints to Mycobacterium avium subspecies paratuberculosis lend support to the infectious trigger hypothesis Clin Vaccine Immunol 15:320-326.
  15. ^ Sechi LA, Salza S, Pacifico A 2008 Mycobacterium avium subspecies paratuberculosis bacteremia in type-1 diabetes mellitus: an infectious trigger? Clin Infect Dis 46:148-149.
  16. ^ Rowe MT, Grant IR. 2006 Mycobacterium avium ssp. paratuberculosis and its potential survival tactics Lett Appl Microbiol Apr;42(4):305-11.
  17. ^ Naser SA, Ghobrial G, Romero C, Valentine JF 2004 Culture of Mycobacterium avium subspecies paratuberculosis from the blood of patients with Crohn's disease Lancet Sep 18-24;364(9439):1039-44
  18. ^ Sechi LA, Scanu AM, Molicotti P, Cannas S, Mura M, Dettori G, Fadda G, Zanetti S 2005 Detection and Isolation of Mycobacterium avium subspecies paratuberculosis from intestinal mucosal biopsies of patients with and without Crohn's disease in Sardinia Am J Gastroenterol Jul;100(7):1529-36
  19. ^ Davies JM 1997 Molecular mimicry: can epitope mimicry induce autoimmune disease? Immunol Cell Biol Apr;75(2):113-26.
  20. ^ Daneman D 2006 Type 1 diabetes Lancet 367:847-858
  21. ^ Knip M, Veijola R, Virtanen Sm 2005 Environmental triggers and determinants of type-1 diabetes Diabetes 54:125-136.
  22. ^ van Halteren AG, Roep BO, Gregori S, Cooke A, van Eden W, Kraal G, Wauben MH 2002 Cross-reactive mycobacterial and self hsp60 epitope recognition in I-A(g7) expressing NOD, NOD-asp and Biozzi AB/H mice J Autoimmun Mar;18(2):139-47.
  23. ^ Polymeros D, Bogdanos DP, Day R, Arioli D, Vergani D, Forbes A 2006 Does cross-reactivity between mycobacterium avium paratuberculosis and human intestinal antigens characterize Crohn's disease? Gastroenterology Jul;131(1):85-96
  24. ^ Dow CT 2006 Paratuberculosis and Type I diabetes: is this the trigger? Med Hypotheses 67(4):782-5.
  25. ^ Analysis of antibody responses against coxsackie... [J Med Virol. 1999] - PubMed - NCBI
  26. ^ (EN) Fan Y., Rudert WA, Grupillo M, He J, Sisino G, Trucco M., Thymus-specific deletion of insulin induces autoimmune diabetes. in EMBO J., vol. 18, nº 28, 16, pp. 2812-24, PMID 19680229.
  27. ^ Cudworth AG, Woodrow JC. HLA system and diabetes mellitus. Diabetes 1975;24:345-9.
  28. ^ Devendra D, Eisenbarth GS. Immunologic endocrine disorders. J Allergy Clin Immunol 2003;111:S624-36
  29. ^ Klein R, Knudtson MD, Lee KE, Gangnon R, Klein BE., The Wisconsin Epidemiologic Study of Diabetic Retinopathy: XXII the twenty-five-year progression of retinopathy in persons with type 1 diabetes. in Ophthalmology., vol. 115, novembre 2008.
  30. ^ Barker JM, McFann KK, Orban T., Effect of oral insulin on insulin autoantibody levels in the Diabetes Prevention Trial Type 1 oral insulin study. in Diabetologia.., vol. 50, agosto 2007, pp. 1603-1606.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carlo M. Rotella, Edoardo Mannucci, Barbara Cresci, Il diabete mellito. Criteri diagnostici e terapia: un aggiornamento, SEE Editrice Firenze, 1999, ISBN 978-88-8465-009-2.
  • G. Restori, Il diabete mellito. Fisiopatologia, clinica e terapia: fisiopatologia, clinica e terapia, Piccin, 1991, ISBN 978-88-299-0915-5.
  • Jameson J. Larry, Harrison: Endocrinologia clinica, Casarile (Milano), McGraw-Hill, 2007, ISBN 978-88-386-3921-0.
  • Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione, Milano, Springer-Verlag, 2008, ISBN 978-88-470-0707-9.

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