Malattia autoimmune

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.

Si è soliti indicare con la dizione malattia autoimmune l'alterazione del sistema immunitario che dà origine a risposte immuni anomale o autoimmuni, cioè dirette contro componenti del proprio (radice auto) organismo (ovv. il proprio; ad esempio un organo, tessuti, ecc.) in grado di determinare un'alterazione funzionale o anatomica del distretto colpito. Il concetto di malattia autoimmune infatti non coincide con quello di reazione autoimmune, dato che quest'ultimo fenomeno biologico è in realtà estremamente frequente nell'ambito delle normali funzioni di difesa assolte dal sistema immunitario.

L'elemento distintivo della malattia autoimmune è l'incapacità del sistema immunitario di spegnere i processi diretti contro l'organismo al termine di una fisiologica risposta infiammatoria o di prevenirne lo sviluppo al di fuori di essa. Il processo di attacco autoimmune contro antigeni può essere confinato a singoli distretti, tessuti, organi o apparati o avere ricadute dirette o indirette sull'intero organismo (malattia autoimmune sistemica o malattia sistemica).

Sintomatologia[modifica | modifica sorgente]

Ciascuna malattia autoimmune presenta caratteristiche patogenetiche peculiari (a partire dal tipo di reazione autoimmune prevalente e dalla sede di danno); ciò determina un'ampia variabilità di quadri clinici. Tuttavia dato il ruolo centrale della flogosi nell'innesco e nello svolgimento delle reazioni immunitarie è frequente il riscontro di segni obiettivi (tumor, calor, rubor, dolor, functio laesa) e biochimici (VES, PCR, consumo del complemento, anticorpi specifici) di infiammazione in atto.

Cause[modifica | modifica sorgente]

Posto che le malattie autoimmuni derivino da un'alterata e dannosa risposta verso il proprio organismo, sono ancora poco chiari i fattori determinanti nel provocare questo tipo di condizione patologica o nel renderla stabile nel tempo.

Fattori genetici[modifica | modifica sorgente]

Si suppone, come per la maggior parte delle malattie, che parte della suscettibilità allo sviluppo di malattie autoimmuni sia dovuta a fattori genetici, determinanti ad esempio le caratteristiche biochimiche delle strutture preposte alla presentazione antigenica (complessi maggiori di istocompatibilità o MHC) o i meccanismi di sviluppo della tolleranza verso il self.

AIRE[modifica | modifica sorgente]

A questo proposito un esempio eclatante di controllo genetico sullo sviluppo della tolleranza verso il self è costituito dal gene AIRE (cromosoma 21q22.3). Quest'ultimo infatti promuove l'espressione di una vasta gamma di antigeni normalmente espressi a livello di vari distretti dell'organismo a livello delle cellule dell'epitelio timico, contro le quali si cimentano i linfociti T immaturi in attesa di subire i cosiddetti processi di selezione negativa e positiva (che determinano la sopravvivenza dei soli linfociti T in grado di legarsi ai complessi MHC e di non rispondere eccessivamente conto il self). Mutazioni nel gene AIRE riducono significativamente il repertorio di antigeni self contro i quali il sistema immunitario viene addestrato a non reagire e di conseguenza, non appena i linfociti T vengono liberati dal timo nel torrente circolatorio, hanno luogo molteplici processi di sensibilizzazione del sistema immunitario contro componenti del self, configurando il quadro di una grave malattia autoimmune nota come APECED (autoimmune polyendocrinopathy-candidiasis-ectodermal dystrophy) o come APS-1 (autoimmune polyglandular syndrome type 1).[1]

Fattori[modifica | modifica sorgente]

Oltre al ruolo dei fattori genetici deve essere considerato anche l'impatto di fattori ambientali (come infezioni virali o batteriche) nel provocare il passaggio da una semplice suscettibilità per la patologia in questione alla malattia conclamata.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

  1. specifici a organi: prevalentemente tiroide (p. es. tiroidite Hashimoto), stomaco (p. es. anemia perniciosa, gastrite cronica), pancreas (p. es. diabete mellito I), surreni (p. es. Morbo di Addison), intestino (p. es. rettocolite ulcerosa e malattia di Crohn)
  2. non specifici a organi con reazioni immunitarie contro autoantigeni di diversi tessuti e deposito sistemico di complessi autoimmunitari:
    1. articolazioni (p. es. artrite reumatoide)
    2. reni (p. es. Lupus eritematoso sistemico)
    3. derma (p. es. sclerodermia)
    4. muscoli (p. es. dermatomiosite)
  3. forme varie come p. es.:
    1. sindrome di Churg-Strauss
    2. sindrome di Goodpasture
    3. miastenia gravis pseudoparalitica
    4. pemphigus vulgaris
    5. pemphigoide bulbosa
    6. oftalmia simpatica
    7. uveite facogene
    8. anemia emolitica autoimmune
    9. Morbo di Werlhof
    10. cirrosi biliare primitiva
    11. epatite cronica aggressiva
    12. sindrome di Sjögren
    13. sclerosi multipla
    14. endometriosi

Terapia[modifica | modifica sorgente]

Generalmente si somministrano corticosteroidi, antinfiammatori e/o immunosoppressori.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Anderson MS, Venanzi ES, Chen Z, Berzins SP, Benoist C, Mathis D, The Cellular Mechanism of Aire Control of T Cell Tolerance, Immunity. 2005, Vol. 23:227-239.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina