Glicemia

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La glicemia è il valore della concentrazione di glucosio nel sangue.

Indice

[modifica] Misure e valori

Il suo valore può essere espresso con diverse unità di misura in mg/dl o in mmol/l: vengono considerati normali valori a digiuno compresi tra 60 mg/dl e 70 mg/dl (questi valori debbono essere controllati da un esperto, 60 potrebbe essere troppo basso) valori superiori 126 mg/dl a digiuno potrebbe essere sintomo di diabete, mentre a due ore da un pasto il valore può salire a 150 mg/dl.

Questi valori non sono costanti nel tempo, perché dipendono dall'assunzione di cibi:

  • post prandiale, il valore è compreso tra 130-150 mg/dl
  • durante il digiuno, il valore può scendere a 60-70 mg/dl, se il valore rilevato è compreso tra 100-125, si ha un'alterata glicemia a digiuno, se il valore è superiore a 126 mg/dl è sintomo di iperglicemia.

[modifica] Rilevazioni della glicemia

La determinazione della glicemia si effettua sul sangue venoso, ma negli ultimi anni sono stati sviluppati apparecchi portatili (cosiddetti glucometri) che eseguono il controllo, in pochi secondi, su una goccia di sangue capillare prelevato dal polpastrello: questo permette ai diabetici un migliore controllo della patologia con una minore insorgenza di complicanze.

Il glucosio ematico deriva dai carboidrati della dieta. La sua concentrazione a digiuno varia tra 80-100 mg/100 ml; dopo un pasto si considerano normali aumenti fino a 130-150 mg/100 ml; in digiuno protratto può scendere a 60-70 mg/100 ml. La glicemia è regolata dal fegato, da alcuni tessuti e ormoni. Negli epatociti il glucosio entra liberamente, mentre nelle cellule somatiche entra su controllo di alcuni fattori ormonali. A concentrazioni glicemiche normali il fegato è un produttore di glucosio, quando la glicemia aumenta l'immissione di glucosio cessa e ad alti livelli glicemici si ha una captazione (e conservazione) di glucosio nel fegato e nei tessuti periferici.

Anche l'insulina svolge un ruolo centrale nella regolazione del tasso di glucosio ematico. L'insulina, ormone prodotto dalle cellule β del pancreas, è secreta nel sangue in risposta diretta (all'iperglicemia) e la sua concentrazione ematica varia parallelamente alla variazione della glicemia: il suo effetto è di abbassare la glicemia (azione ipoglicemizzante). La liberazione di insulina nel sangue è stimolata da amminoacidi, acidi grassi liberi e corpi chetonici; è invece repressa da adrenalina e noradrenalina, neurormoni secreti dalla parte midollare delle ghiandole surrenali, con effetto quindi iperglicemizzante.

L'ipofisi anteriore produce ormoni che tendono ad aumentare la glicemia agendo come antagonisti dell'insulina: l'ormone somatotropo (ormone della crescita o somatotropina, in sigla GH) e l'ormone adrenocorticotropo o corticotropina (ACTH). L'effetto principale dell'ACTH sul metabolismo carboidratico è dovuto alla stimolazione della secrezione di ormoni della corteccia surrenale, che produce vari ormoni steroidi, tra cui i glucocorticoidi, che alzano la glicemia tramite aumento dell'insulinoresistenza. Il glucagone, invece, è un ormone prodotto dalle cellule α del pancreas e la sua secrezione è stimolata dall'ipoglicemia. Il suo effetto è di innalzare la glicemia (azione iperglicemizzante) tramite la demolizione del glicogeno e la neoglucogenesi (trasformazione di alcuni amminoacidi in glucosio). Anche la tiroide agisce sulla glicemia: l'ipertiroidismo causa ipoglicemia; l'ipotiroidismo invece iperglicemia.

Ulteriore regolazione della glicemia viene svolta dai reni, che eliminano glucosio (glicosuria) quando la glicemia venosa supera i 170-180 mg/100 ml (valore detto soglia renale per il glucosio). Sotto tale soglia i glomeruli renali riassorbono il glucosio reimmettendolo nel circolo ematico.

[modifica] Problematiche relative alla glicemia

La normale concentrazione di zuccheri nel sangue di una persona adulta è complessivamente di 5 grammi. Per avere un termine di paragone, un cucchiaino di zucchero contiene 8 gr di glucosio, e quindi un semplice caffè o l'assunzione di dolci, specialmente fuori pasto, rappresentano per il corpo un'overdose di zuccheri. Per mantenere la glicemia entro livelli non letali, il pancreas produce insulina. Nel tempo il pancreas si "affatica" e le cellule diventano meno sensibili all'insulina, per cui ne occorrono quantitativi maggiori per ottenere i soliti effetti.
L'assimilazione dello zucchero e di altri carboidrati semplici necessita del supporto di sali minerali e di vitamina B1. La carenza di quest'ultima causa vari sintomi, come stitichezza o stanchezza.
Tramite la glicosilazione, lo zucchero si lega alle proteine nelle cellule, stabilendo dei legami stabili, che costringono la cellula a produrre nuove proteine per potersi nutrire, con conseguente dispendio energetico.

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