Graft-versus-host disease
| Graft versus host disease | |
|---|---|
| Classificazione e risorse esterne | |
| ICD-9-CM | (EN) 996.85 |
| ICD-10 | (EN) T86.0 |
| Sinonimi | |
| Graft versus host disease GVHD Reazione del trapianto verso l'ospite |
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La malattia del trapianto contro l’ospite (lingua inglese Graft versus Host Disease da cui l'acronimo GVHD) è una comune forma di complicanza medica, una sindrome che si ottiene quando durante un trapianto di tessuto od organo, le cellule immunologiche del donatore forniscono una risposta esagerata aggredendo il sistema immuntario della persona ricevente immunosoppressa, riconoscendolo come corpo estraneo.
Casi specifici riguardano il trapianto delle cellule staminali periferiche allogeniche e il trapianto di midollo osseo.
Indice |
Tipologia [modifica]
Clinicamente, la graft-versus-host-disease si divide nelle forme acuta e cronica:
- La forma acuta o fulminante della malattia si osserva nei primi 100 giorni dalla data del trapianto.[1]Essa si manifesta con morte delle cellule epiteliali di cute, fegato e tratto gastrointestinale con sintomi correlati come diarrea, emorragia, ittero ed eruzioni cutanee. Se la morte cellulare è molto estesa, questa GVHD può essere mortale per il paziente trapiantato
- La forma cronica invece se decorre dopo tale periodo. Essa è caratterizzata da fibrosi e atrofia degli stessi organi colpiti anche dalla GHVD acuta, senza evidente morte cellulare acuta. può inoltre coinvolgere i polmoni causando obliterazione delle vie aree e può essere fatale se non curato. Si ipotizza che la GVHD cronica sia la risposta fibrotica dell'organismo che tenta di arginare i danni causati dalla GVHD acuta, ma potrebbe anche rappresentare una risposta all'ischemia causata da danni vascolari
Le distinzioni fra i due tipi comprendono anche altri fattori, non limitandosi ad una semplice tempistica della manifestazione.
Sintomatologia [modifica]
Si presentano rash cutaneo, diarrea, nausea, dolore addominale.
Patogenesi [modifica]
Le citochine attivano le cellule APC della persona che ospita l'organo o il tessuto, ed esaltano il riconoscimento di MHC-I e MHC-II, comportando un coinvolgimento delle cellule T. In seguito i macrofagi avviano la fase dove l'organo viene danneggiato.
Tale azione in definitiva coinvolge tre parti del corpo specifiche: la cute, l'intestino (il più colpito) e il fegato.
Bibliografia [modifica]
- Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006. ISBN 978-88-386-3917-3
- Gianluigi Castoldi; Liso Vincenzo, Malattie del sangue e degli organi ematopoietici quinta edizione, Milano, McGraw-Hill, 2007. ISBN 978-88-386-2394-3
Voci correlate [modifica]
Note [modifica]
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