Proteina C-reattiva

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Proteina C-reattiva Nuvola apps katomic.svg
Proteina C-reattiva struttura chimica
elaborazione tridimensionale della proteina
Gene
HUGO CRP PTX1
Entrez 1401
Locus Chr. 1 q232
Proteina
OMIM [1]
UniProt P02741
PDB [2]
Enzima
EC number [3]

La Proteina C-reattiva, (PCR o CRP(dall'inglese C-reactive Protein), è una proteina rilevabile nel sangue prodotta dal fegato, e facente parte delle cosiddette proteine di Fase acuta, un gruppo di proteine sintetizzate durante uno stato infiammatorio. Fa parte della famiglia delle Pentrassine, proteine pentameriche costituite ognuna da 5 subunità monomeriche identiche associate ad ione Ca2+, che si legano tra loro a formare una struttura pentagonale.

Fisiologicamente la PCR è una opsonina, il cui principale ruolo è quello di legare la fosfocolina, espresso su cellule morte o morenti, ma anche sulla superficie esterna di diverse specie batteriche, permettendo l'attivazione del complemento attraverso la via classica.

Il fegato sintetizza questa proteina in risposta a diversi fattori rilasciati dalle cellule del tessuto adiposo. La sua misurazione, insieme quella della VES, può rivelarsi molto utile in caso di sospetto di stati infiammatori di origine infettiva e di alcune malattie infiammatorie quali l'artrite reumatoide, il lupus.

Normalmente in soggetti sani i livelli di PCR si attestano su valori inferiori a 10 mg/L, generalmente 5-6mg/L, che lentamente si innalzano con il passare degli anni.

Indice

[modifica] Storia

Scoperta nel 1930 da Tillett e Francis, nel siero di pazienti affetti da polmonite da pneumococco, la proteina C-reattiva deve il suo nome al fatto che i suoi scopritori notarono come essa reagisse con l' antigene polisaccaridico C di Streptococcus pneumoniae (o Pneumococco). Inizialmente si pensò che la PCR potesse essere una proteina patogenetica, poiché si erano osservati valori elevati anche in pazienti con altre malattie come il cancro.

[modifica] Funzione

Come detto in precedenza la PCR fa parte delle proteine di fase acuta, più specificamente delle proteine positive di fase acuta, cioè di quelle proteine che vedono i propri livelli sierici aumentare in risposta ad uno stimolo infiammatorio. L'innalzamento della PCR è conseguenza dell'aumento di un'altra proteina detta Interleuchina 6 (IL-6), prodotta principalmente dai macrofagi.

La PCR opsonizzando (cioè rivestendo la superficie di) microbi e cellule morte o irreparabilmente danneggiate, funge da complesso di attacco per le proteine del Complemento, ed inoltre stimola la fagocitosi mediata dai macrofagi. La PCR è quindi parte integrante dell'immunità di tipo innato, costituendo una delle molecole sentinella che più precocemente permettono di aggredire elementi esterni potenzialmente ostili.

I suoi livelli possono anche aumentare di 50,000 volte durante la risposta acuta, con un picco a 48 h dall'inizio della infiammazione.

La sua emivita è costante e i suoi livelli sierici sono correlati alla tasso di produzione.

[modifica] Utilizzi diagnostici

PCR è usata per valutare la presenza e l'entità della risposta flogistica. Il monitoraggio dei suoi livelli sono utili per determinare il progresso della malattia e l'efficacia della terapia.

Si ritrovano valori leggermente innalzati in donne nell'ultimo periodo di gravidanza, e in individui con infezioni leggere o infezioni virali (10-40mg/L). Valori compresi tra 40 e 200 mg/L si ritrovano durante infezioni batteriche, mentre in infezioni severe o ustioni questi valori possono essere superati.

Test Cardiologici"

Danni alle pareti vasali possono essere causati dall'infiltrazione nella parete di cellule ed elementi infiammatori, per questo motivo i livelli di PCR possono essere utilizzati per stabilire il livello di rischio di patologie cardiovascolari. Si è notato come i livelli di PCR siano un marker di rischio indipendente dai livelli di colesterolo e trigliceridi presenti nel sangue. A prescindere dalle cause che hanno determinato l'innalzamento della concentrazione della proteina livelli di 2,4 mg/L si associano ad un rischio doppio di insorgenza di patologia coronarica e infarto rispetto a soggetti con valori inferiori ad 1 mg/L.

[modifica] Collegamenti esterni

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