Soffio cardiaco

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Suoni normali e anormali all'auscultazione del cuore

In semeiotica medica, un soffio cardiaco è un rumore aggiunto[1] di durata maggiore se raffrontato ai toni cardiaci normali, rilevabile all'auscultazione del cuore negli intervalli fra gli stessi (piccola pausa o grande pausa), che può talvolta coprirli.[2] Possono essere prodotti da anomalie delle valvole cardiache, delle camere ventricolari o dei grossi vasi. Il riconoscimento di eventuali soffi durante l'esame obiettivo può indirizzare il medico nel sospetto diagnostico di patologie sia cardiache sia a carico di altri organi; la diagnosi andrà poi completata con ulteriori indagini strumentali come l'ecocardiografia.

Caratteristiche dei soffi[modifica | modifica sorgente]

Per descrivere i soffi debbono essere individuati dei parametri caratterizzati da:

  • Tempo di comparsa durante il ciclo cardiaco
  • Frequenza e durata
  • Intensità
  • Punto di massima intensità all'ascoltazione
  • Trasmissibilità o irradiazione

Tempo di comparsa[modifica | modifica sorgente]

I soffi possono essere catalogati in:

  • Sistolici, apprezzabili durante la sistole ventricolare, iniziano in contemporanea o subito dopo il primo tono cardiaco e terminano in contemporanea o subito prima del secondo tono.
  • Diastolici, apprezzabili durante la diastole ventricolare, iniziano contemporaneamente al secondo tono e terminano prima dell'inizio del primo tono.
  • Continui, apprezzabili durante tutto il ciclo cardiaco, iniziano in sistole, proseguono oltre il secondo tono e terminano alla fina della diastole o appena prima.

Frequenza e durata[modifica | modifica sorgente]

  1. La frequenza, o la tonalità di un soffio, è l'espressione del numero di onde sonore/secondo. In cardiologia, comunque, il termine di suono ad alta o bassa frequenza è relativo e non permette, per esempio, di distinguere un soffio fisiologico da uno patologico.
  2. La durata è in realtà dipendente dalla patologia sottostante: può essere breve e ricoprire solo una parte del ciclo cardiaco (per es. la telesistole) oppure occupare l'intero ciclo cardiaco (per es. il soffio sisto-diastolico)

Intensità[modifica | modifica sorgente]

I soffi sistolici vengono graduati in base alla loro intensità, che viene riconosciuta in sei diversi gradi: il primo grado è un soffio molto debole, difficilmente udibile; il secondo grado è, seppur debole, apprezzabile appena si inizia l'auscultazione; il terzo e il quarto grado hanno un'intensità definita da moderata a forte, ma già il quarto grado può avere associato un fremito, che è apprezzabile alla palpazione del torace; il quinto e il sesto grado sono i più intensi e possono essere uditi con il fonendoscopio appena appoggiato o addirittura discostato dalla parete toracica.

Punto di massima intensità[modifica | modifica sorgente]

Per ogni valvola si è identificato un punto di massimo ascolto del rumore prodotto dall'apertura e chiusura dei lembi. I soffi udibili alla punta sono in genere di origine mitralica, quelli presenti nel secondo spazio intercostale destro spesso di origine aortica e nel secondo spazio intercostale sinistro, sulla margino-sternale, di origine polmonare. È facilmente intuibile, che le componenti in realtà possono non essere disgiunte, pertanto la diagnosi di origine di un soffio non può essere esclusivamente dipendente dal punto di massima intensità udibile.

Trasmissibilità[modifica | modifica sorgente]

Per trasmissibilità o irradiazione di un soffio si intende la zona in cui è più facilmente udibile a partire dal punto di repere toracico della valvola interessata. I soffi prodotti alla base del cuore si irradiano, in alto, al collo e, in basso, lungo il margine dello sterno, verso l'apice. I soffi a partenza dalla mitrale, molto spesso, si irradiano verso il cavo ascellare sinistro (per tale motivo, il decubito laterale sinistro ne facilita l'identificazione).

Meccanismi di genesi e diagnosi[modifica | modifica sorgente]

I soffi cardiaci possono avere origine per una di queste cause:

Il soffio anorganico può essere invece indotto dall'anemia e dalla febbre alta.

Uno degli apparecchi, ora sostituito dall'ecocolor Doppler e dall'ecocardiografia, utilizzato per la diagnostica dei rumori cardiaci era il fonocardiogramma.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Emanuel Goldberger, 4 in Trattato di Cardiologia Clinica, 1ª ed., New York, The C.V. Mosby Company, 1990, pp. 69 - 81.
  2. ^ Ranuccio Nuti, Angelo Caniggia, 7 in Metodologia clinica, 8ª ed., Torino, Minerva Medica, 2002, pp. 372 - 373, ISBN 88-7711-410-X.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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