Radiografia

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Radiografia di un cranio umano in laterale.

Per radiografia si può intendere l'immagine radiografica, o radiogramma, oppure la tecnica radiografica utilizzata per ottenere il radiogramma stesso. La scienza relativa è detta radiologia.

Tale tecnica si basa sull'interazione tra un fascio di elettroni (raggi X) diretti da una sorgente a un recettore, e la materia interposta, solitamente un corpo biologico. Gli atomi di tale corpo interferente impediscono all'elettrone di raggiungere il detettore, che quindi riprodurrà un'immagine fedele del corpo "in negativo", essendo impressi sulla pellicola gli elettroni che invece non vengono assorbiti.

Il principale utilizzo della radiografia è in campo medico come strumento diagnostico, ma trova applicazioni anche in ambito industriale, per esempio nei contorlli non distruttivi dei materiali.

Indice

[modifica] Cenni storici

Prime radiografie di prova su oggetti metallici, 1896.

La radiografia è nata nel 1895 con la scoperta dei raggi X, da parte fisico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen che descrisse per primo le loro proprietà. Questi raggi precedentemente sconosciute (da qui l'X del nome) sono un tipo di radiazione elettromagnetica.

Non passò molto tempo dalla loro scoperta che i raggi X venissero utilizzati per una varietà di applicazione: da sistema per aiutarsi ad adattare le scarpe alla propria misura fino agli utilizzi medico-diagnostici. La prima radiografia effettuata per un intervento chirurgico venne realizzata soltanto un anno dopo la sua scoperta, a Birmingham, dal maggiore John Hall-Edwards, vero pioniere della tecnica.

Durante la prima guerra mondiale, Marie Curie, sostenne l'uso delle unità mobili di radiografia come mezzo di diagnosi per i soldati feriti. Inizialmente molte figure professionali furono incaricate di eseguire le radiografie in ambito sanitario: fisici, medici, fotografo, infermieri e tecnici.

Nel corso degli anni, intorno a questa tecnologia, si è sviluppata la specialità di radiologia medica e la figura del tecnico sanitario di radiologia medica.

[modifica] Campi di utilizzo

[modifica] Diagnostica medica

Radiografia del torace.

Oggigiorno il principale campo di utilizzo della radiografia è quello della diagnosi medica. Tra gli esami più comuni, lo studio dell'apparato scheletrico, che grazie alla sua densità, appare molto chiaro nell'immagine. Il suo utilizzo in ortopedia è comune per diagnosi di fratture delle ossa, lussazioni, artrosi controlli post-operatori e di patologie a carico della colonna vertebrale come: spondilolistesi, spondiloartrosi, scoliosi.

La radiografia del torace è ampiamente utilizzata per l'esame dei campi polmonari (per la ricerca ad esempio di tumori, [[esiti di broncopolmoniti, pneumotorace, versamenti pleurici) e delle strutture mediastiniche come il cuore e l'arco aortico.

Anche gli organi addominali vengono studiati anche con la radiografia, spesso facendo uso dei mezzi di contrasto per esaltare l'immagine dell'organo da esaminare. L'apparato digerente viene generalmente studiato facendo assumere una soluzione di bario (o talvolta di soluzioni iodate) per via orale (nello studio dell'esofago e dello stomaco) o per via rettale per lo studio dell'intestino crasso (clisma opaco). L'apparato urinario è spesso studiato somministrando per via endovenosa un mezzo di contrasto a base di iodio che, in tempi diversi, opacizza i reni, gli ureteri, la vescica e l'uretra. Questi esami prendono il nome di urografia. Un altro esame frequente dell'addome femminile è l'isterosalpingografia, utilizzato per la verifica della pervietà delle tube di Falloppio.

[modifica] Tecnica

Per ottenere le immagini radiologiche di una precisa parte anatomica il tecnico sanitario di radiologia medica posizionerà il paziente su un apposito tavolo radiologico o su uno schermo. I raggi X sono radiazioni ionizzanti invisibili che non danno alcuna sensazione quando attraversano il corpo. Il fascio di raggi X al suo passaggio penetra il corpo umano e viene assorbito in maniera diversa a seconda delle diverse parti anatomiche incontrate e ne esce attenuato prima di raggiunge il sistema di rilevamento,

Fino ad alcuni decenni fa, questo era generalmente costituito da una pellicola fotografica accoppiata ad uno schermo di rinforzo, in grado di impressionare i raggi X che attraversavano il corpo del paziente. Oggigiorno con l'avvento della radiografia digitale, la pellicola è stata sostituita da cassette radiografiche contenenti sostanze fotostimolabili che poi saranno lette da opportuni lettori che visualizzeranno sul computer l'immagine ottenuta. Nei sistemi più moderni, una matrice di scintillatori e CCD sono in grado di acquisire direttamente le immagini.

Una volta che il tecnico avrà prodotto tutte le radiografie, nelle varie proiezioni richieste dal tipo di esame, le immagini verranno inviate (nei sistemi più moderni attraverso il sistema PACS) al medico radiologo che provvederà al referto.

La radiografia risulta particolarmente importante ed utilizzata nell'emergenza poiché è una metodica rapida, semplice e relativamente economica ed è estremamente chiara e dettagliata nello studio delle patologie

[modifica] Ambito industriale

La radiografia è uno dei metodi di controllo non distruttivo dei materiali più utilizzato nel settore aerospaziale e nucleare. Si usa per la diagnostica di imperfezioni alla struttura dei materiali (serbatoi, tubazioni, reattori, eccetera).

[modifica] Effetti sulla salute

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Radioprotezione e Malattia da radiazione.
causa o pratica medica dose equivalente
fondo naturale di radiazione (media) 2,4 mSv/anno
massima dose di fondo naturale (Ramsar valore medio) 10,2 mSv/anno
radiografia < 1 mSv
tomografia computerizzata 2 ~ 15 mSv
PET, tomografia ad emissione di positroni 10 ~ 20 mSv
scintigrafia 10 ~ 20 mSv
radioterapia 10 ~ 40 mSv

I raggi X sono radiazioni ionizzanti e quindi comportano un effetto biologico sulle strutture anatomiche che attraversano. Il Sievert è l'unità di misura della dose equivalente di radiazione nel Sistema Internazionale ed è una misura degli effetti e del danno provocato dalla radiazione su un organismo.

Come si può vedere dalla tabella comparativa qui a fianco, la dose per una singola radiografia è molto bassa. Ma proprio per la sua potenziale dannosità, ogni esame radiologico deve essere, per legge, giustificato da un preciso quesito diagnostico non risolvibile con altre metodiche che non comportino esposizione a radiazioni ionizzanti e l'esame stesso deve essere ottimizzato al fine di somministrare meno dose possibile ottenendo comunque un buon risultato.

[modifica] Bibliografia

  • Robert Fosbinder; Kelsey, Charles, L'immagine radiologica, tecnologie e tecniche di acquisizione, McGraw-Hill, 2002. ISBN 883861640X
  • Fernando Mazzucato, Anatomia radiologica, Piccin, 2009. ISBN 978-88-299-1980-2

[modifica] Voci correalte

[modifica] Altri progetti

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