Dose equivalente
La dose equivalente H è una grandezza fisica che misura gli effetti biologici e il danno provocato dall'assorbimento di radiazioni su un organismo o su un determinato organo o tessuto. Rispetto alla dose assorbita D che misura in assoluto una dose di energia assorbita da un'unità di massa, la dose equivalente riflette piuttosto gli effetti biologici della radiazione sull'organismo. I diversi tipi di radiazione possono essere infatti più o meno dannosi per l'organismo. La dose equivalente
si ottiene moltiplicando la dose assorbita
per un fattore adimensionale di ponderazione
che indica la pericolosità del tipo di radiazione R,
I fotoni vengono considerati come radiazione di riferimento: ad essi si associa per definizione il valore di
:
| Tipo di radiazione R | Fattore di moltiplicazione wR[1] |
|---|---|
| γ | 1 |
| β- | 1 |
| β+ | 1 |
| μ | 1 |
| p (E>2MeV) | 5 |
| Nuclei atomici[2] | 20 |
| n | ![]() |
Da questa tabella risulta chiaro come per la loro alta massa relativistica, i neutroni veloci e i nuclei atomici siano molto più pericolosi degli altri. La dose equivalente si misura in Sv. Un Sv quindi a differenza di un Gy, produce gli stessi effetti biologici indipendentemente dal tipo di radiazione considerata.
Viene introdotto inoltre anche il tasso di dose equivalente[3].
Il tasso di dose equivalente si misura in sievert al secondo (Sv/s), ed è anch'esso molto importante in medicina nucleare: per quanto il danno biologico sia direttamente legato alla dose equivalente, un organismo ha una certa facoltà di riparare nel tempo il danno biologico causato dalla radiazione.
Note [modifica]
- ^ DLgs. 230/1995 (ALLEGATO IV), DLgs. 241/2000, D.Lgs. 257/2001, DLgs. 151/2001
- ^ tra cui i Raggi alfa
- ^ Alcune volte indicato erroneamente con il lemma rateo di dose, traduzione pedestre del termine anglosassone rate, rapporto, tasso o velocità.


