Ecografia ostetrica

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L’Ecografia ostetrica è quella applicazione dell'ecografia medica volta principalmente allo studio del feto e della madre.

In maniera molto elementare è «una tecnica che consente di vedere gli organi del nostro corpo con l’utilizzo di onde sonore ad alta frequenza (ultrasuoni, non udibili dall’orecchio umano) che attraversano i tessuti. Il principio è lo stesso usato dai sonar delle navi per localizzare i sottomarini. In pratica l’ecografo funziona così:la sonda posta sull’addome materno invia impulsi di onde sonore nel corpo. Queste onde sonore in parte vengono riflesse dalla parete addominale e dalla parete dell’utero creando degli echi. Quando le onde sonore arrivano al feto mandano altri echi: tali echi (o onde di ritorno) sono trasformati in immagini sul monitor dell’ecografo. Con l’ecografia è quindi possibile osservare in modo dettagliato il feto» (dalla nota informativa alle gravide della SIEOG).

Mediante l'ecografia ostetrica è possibile studiare la presenza in utero della camera gestazionale per convermare la presenza di una gravidanza intrauterina, la vitalità del feto, è possibile valutare il numero di feti, calcolare la datazione e valutarne la regolare crescita. Inoltre, verso la 21 settimana è possibile studiare l'anatomia fetale per escludere malformazioni congenite. La sensibilità dell'ecografia morfologica di screening per valutare l'anatomia fetale ha una attendibilità medio-bassa, aggirandosi, infatti, intorno al 60-70%

Si riconosce una ecografia ostetrica di supporto alla visita ostetrica, chiamata anche "Office", una ecografia di screening del secondo trimestre volta ad individuare le malformazioni fetali, chiamata anche ecografia "morfologica" o "strutturale".

Tipologia di esame ecografico ostetrico e Linee Guida Nazionali della SIEOG[modifica | modifica sorgente]

Prima di addentrarci sulle indicazioni e gli scopi degli esami ecografici bisogna comprendere quanti “tipi” di ecografia esistono in campo ostetrico-ginecologico.

Scrivono Giovanna Oggè, Pietro Gaglioti e Tullia Todros, nel volume della SIEOG sullo screening ecografico: «Sulla scorta di queste considerazioni, ed in analogia con quanto proposto da altre società scientifiche internazionali appare utile e chiarificatore distinguere almeno tre diverse tipologie di esame, caratterizzate da obiettivi diversi, eseguite da operatori diversi, all'interno di percorsi organizzativi diversi, che possono essere definite come ecografia office (o di base), ecografia di screening ed ecografia diagnostica. La piena comprensione degli obiettivi e dei limiti dell'esame ecografico sia da parte degli utenti che da parte degli operatori, è essenziale non solo per migliorare l'efficienza dell'intero processo diagnostico, ma anche per ridurre i motivi di contenzioso medico-legale. La qualità della comunicazione tra medico e paziente, è uno degli strumenti principali per ridurre il rischio di azioni legali in seguito ad esiti avversi, insieme alla documentazione puntuale dell'esame eseguito in accordo con Linee Guida riconosciute.»

In maniera più precisa e in sintonia con quanto riportato nelle Linee Guida, distinguiamo una ecografia che viene eseguita di routine nel corso della visita ostetrica periodica che viene anche chiamata “office” o “ecografia di supporto”. Questa, è un esame ecografico eseguito come supporto alla visita ed è finalizzato alla ricerca di dati diagnostici che possono essere utilizzati a completamento della visita. È necessario spiegare alla paziente il significato dell’office ecografia e la differenza rispetto agli esami ecografici “formali” che vanno comunque eseguiti o consigliati ove indicato. Nel caso specifico dell’ecografia office in ostetricia, essa intesa alla

  • visualizzazione della presenza in utero della camera ovulare, dell’embrione e dell’attività cardiaca embrio-fetale,
  • valutazione della presentazione fetale,
  • valutazione della quantità di liquido amniotico.

Oltre l’ecografia di “supporto” o “office”, come si è detto, c’è l’ecografia di screening di I livello del secondo trimestre chiamata anche “morfologica” oppure “strutturale”. A questo tipo di esame viene sottoposta - secondo la pratica europea e italiana - , tutta la popolazione delle gravide.

L’obiettivo principale dell’ecografia ostetrica del secondo trimestre (detta anche impropriamente ecografia "morfologica" o strutturale o “screening delle malformazioni fetali del secondo trimestre”) è di studiare l’anatomia del feto, per rilevare eventuali malformazioni congenite. Inoltre, se non è già stata effettuata un’ecografia nel primo trimestre di gravidanza, serve anche per determinare la presenza di eventuali gemelli e per stabilire l’epoca gestazionale.

Il reale impatto dell'ecografia morfologica di screening non è ancora ben chiarito e, secondo diversi Autori, il rapporto tra costi e benefici non giustificherebbe l'esame ecografico morfologico di routine.