Arma nucleare

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Il fungo atomico di Nagasaki, Giappone, nel 1945. Il fallout nucleare distrusse circa 18 km attorno all'epicentro dell'esplosione.
Il fungo atomico di Nagasaki, Giappone, nel 1945. Il fallout nucleare distrusse circa 18 km attorno all'epicentro dell'esplosione.

Sono armi nucleari o armi atomiche tutte le armi, nella gran maggioranza bombe e testate esplosive per missili, che sfruttano reazioni di fusione nucleare o di fissione nucleare.

Indice

[modifica] Storia

La prima bomba atomica fu realizzata presso i laboratori di Los Alamos nel New Mexico nel 1945, ad opera di un team di scienziati eterogeneo per nazionalità, aderenti al cosiddetto Progetto Manhattan guidato da Robert Oppenheimer. Questo progetto era ritenuto fondamentale per vincere la guerra contro il Terzo Reich, che erroneamente si supponeva stesse continuando a portare avanti un programma militare analogo sotto la guida di Kurt Diebner (nel 1944, a guerra ancora in corso, gli alleati scoprirono che i tedeschi, dopo due anni di lavoro dal 1939 al 1941 per cercare di produrre una bomba atomica, si erano poi fermati ritenendo il progetto irrealizzabile e ripiegando sulla costruzione di un semplice reattore). Le prime bombe atomiche furono sganciate sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki (si veda Bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki) rispettivamente il 6 agosto e il 9 agosto del 1945, provocando la resa del Giappone e ponendo fine al secondo conflitto mondiale.

Nel secondo dopoguerra l'arma atomica fu adottata da tutte le principali potenze mondiali: l'URSS l'ottenne nel 1949, il Regno Unito nel 1952, la Francia nel 1960 e la Cina nel 1964. In seguito a questa situazione si venne a creare un clima cosiddetto di guerra fredda, in cui i due blocchi erano consapevoli della possibilità di distruggersi a vicenda con il solo utilizzo delle armi atomiche (dottrina della distruzione mutua assicurata, vedi anche equilibrio del terrore). Inoltre le armi nucleari divennero sempre più complesse, dando origine ad una notevole varietà di ordigni. Per controllare lo sviluppo degli arsenali atomici nel 1956 venne inoltre creata l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (con sede a Vienna), nell'ambito del progetto americano "atomi per la pace".

Nel 1968 venne ratificato il Trattato di non proliferazione mentre nel corso degli Ottanta, sotto l'amministrazione Reagan e con la collaborazione del presidente sovietico Gorbaciov, si arrivò alla firma dei trattati Start I e Start II, che prevedevano la progressiva riduzione dell'arsenale atomico in possesso alle due principali superpotenze, che era cresciuto fino ad una potenza sufficiente a distruggere più volte il nostro pianeta.

Attualmente i principali Paesi che dichiarano di possedere armi atomiche, facendo parte del cosiddetto club dell'atomo, sono: Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Regno Unito, Pakistan, India. A parte si colloca Israele, che ufficialmente non dichiara di possedere armi nucleari ma è certo che dispone invece di un arsenale composto da circa 400 testate, del quale non ha mai annunciato ufficialmente una dottrina d'impiego, riservandosi il diritto di esercitare pressioni unilaterali su chiunque. La Corea del Nord ha un programma nucleare dichiarato ufficialmente e il 9 ottobre 2006 ha fatto il suo primo test di esplosione sotterranea, mentre altre nazioni, prima fra tutte l'Iran, sono fortemente sospettate di perseguire un programma di armamento nucleare. Gli unici Paesi al mondo che hanno pubblicamente e volontariamente rinunciato agli arsenali nucleari che avevano a disposizione sono il Sudafrica e, nell'ambito dei paesi dell'ex-Unione Sovietica, l'Ucraina, la Bielorussia ed il Kazakistan.

Anche dopo la fine delle guerra fredda, le armi nucleari sono un elemento importante della politica estera di molti Stati, compresi gli Stati Uniti, all'interno della cosiddetta Teoria del pazzo.

[modifica] Tipi di armi nucleari

Esistono diversi tipi di ordigni nucleari, e sono quasi tutti delle bombe. La loro potenza esplosiva è devastante, superiore a quella di qualunque esplosivo chimico convenzionale: la potenza delle armi nucleari si misura infatti in Kilotoni (Kt) e in Megatoni (Mt), rispettivamente in migliaia e in milioni di tonnellate di tritolo necessarie per liberare la stessa energia.

  • La bomba atomica o bomba A, la prima ad essere costruita, sfrutta una reazione di fissione di uranio o plutonio e può raggiungere potenze variabili da 0,5 kilotoni a 1,5 megatoni, con una soglia critica individuata attorno ai 10 megatoni.
  • La bomba all'idrogeno o bomba H invece sfrutta la fusione fra nuclei di deuterio e trizio, riuscendo così a sprigionare molta più energia: questo tipo di bombe sono le più potenti in assoluto ed arrivano a sprigionare potenze pari a 100 megatoni.
  • La bomba al neutrone o bomba N, come la bomba H è una bomba a fissione-fusione-fissione ma a differenza di questa è studiata per sprigionare la maggior parte della sua energia come radiazioni (neutroni veloci).
  • E' stata solamente teorizzata un'altra classe di bombe nucleari, le cosiddette bombe sporche (più correttamente denominate come armi radiologiche): costituite da materiale radioattivo non fissile (che quindi non può esplodere) trattato per renderlo molto volatile ed associato ad una carica esplosiva convenzionale, di potenza modesta, che ha il compito di disperdere il materiale radioattivo nell'ambiente, contaminando cose e persone. La Federazione degli Scienziati Americani sostiene che la bomba sporca sia una minaccia esagerata o falsa: lo stesso uranio usato per l'alimentazione delle centrali atomiche non è che debolmente radioattivo se non trattato in modo da innescare una reazione di fissione. Il lentissimo decadimento dell'uranio (l'isotopo 238, prevalente in natura, ha un tempo di dimezzamento di circa 4,5 miliardi di anni) garantisce infatti una bassa contaminazione in caso di dispersione ambientale, pur restando la sua tossicità, paragonabile a quella di metalli pesanti come mercurio e cadmio. Il reale pericolo radioattivo di questi ordigni risulterebbe essere molto basso.
  • il riconoscimento delle armi a bassa radioattività quali parte della classe delle armi atomiche, potrebbe portare all'inclusione in tale categoria delle armi all'uranio impoverito. Non esiste ad oggi un trattato internazionale sulle armi all'uranio impoverito, benché esse siano estesamente impiegate sui campi di battaglia dagli eserciti della NATO e in particolare dall' esercito degli Stati Uniti.

[modifica] Effetti di una esplosione nucleare

Prima esplosione nucleare al sito Trinity nel New Mexico
Prima esplosione nucleare al sito Trinity nel New Mexico
Filmato di un'esplosione nucleare
Filmato di un'esplosione nucleare

Una esplosione nucleare è molto diversa, sia quantitativamente che qualitativamente, da una convenzionale. Il primo effetto chiaramente visibile è il cosiddetto fungo atomico; una colonna di vapore, residui e detriti che si solleva per molti km dal luogo dell'esplosione. Oltre al calore e all'onda d'urto, comuni a tutte le esplosioni, vi sono quattro caratteristiche che sono peculiari delle esplosioni nucleari:

  • Il lampo: l'innesco della reazione nucleare genera una quantità enorme di fotoni, che formano un lampo di luce istantaneo, intensissimo, visibile perfettamente anche da migliaia di chilometri: la sua intensità è tale da accecare permanentemente chiunque sia rivolto verso l'esplosione.
  • L'impulso elettromagnetico: durante la reazione nucleare avviene una temporanea separazione di cariche elettriche che genera un campo elettromagnetico istantaneo, contemporaneo al lampo: a distanza di alcuni chilometri dal sito dell'esplosione, si possono ancora avere tensioni indotte nei circuiti elettrici di molte migliaia di volt, che portano in genere alla immediata distruzione degli stessi se non sono appositamente schermati.
  • La 'radioattività': parallelamente al lampo, si verifica anche un fortissimo irraggiamento radioattivo, soprattutto di raggi gamma: il limite di sopravvivenza per irraggiamento radioattivo diretto da esplosione nucleare varia da 500-700 metri per una bomba A di media potenza a 5,5 Km per le bombe H più potenti. Dopo l'esplosione la materia coinvolta nello scoppio, che è stata resa radioattiva dalle reazioni nucleari e scagliata o risucchiata in aria, inizia a ricadere (fallout nucleare) creando una zona di forte radioattività centrata nel punto dell'esplosione: questa radioattività va attenuandosi col tempo, ma può permanere a livelli pericolosi per decenni, rendendo la zona inabitabile.
  • Effetto NIGA (Neutron Induced Gamma Activity): se la sfera primaria, cioè la zona dove avvengono le reazioni nucleari, viene a contatto con il suolo, lo irraggia con neutroni rendendolo fortemente radioattivo, per attivazione neutronica.

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