Force de frappe

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Armi di distruzione di massa
WMD world map
Per tipo

Armi biologiche
Armi chimiche
Armi nucleari
Armi radiologiche

(FR)
« ...la dissuasion, c'est tout simplement l'assurance-vie de notre nation... »
(IT)
« ...la dissuasione, è semplicemente l'assicurazione sulla vita della nostra nazione... »
(Nicolas Sarkozy, presidente della Repubblica francese, Discorso di Cherbourg, 21 marzo 2008[1])

La storia della forza di dissuasione nucleare francese (in francese: force de dissuasion nucléaire française), chiamata anche forza d'urto[2] (in francese: force de frappe), inizia ufficialmente nel 1958 durante la Guerra Fredda, quando Félix Gaillard, Presidente del Consiglio sotto la presidenza di René Coty, decise di dotare la Francia di una forza di dissuasione nucleare. Nello stesso anno ritorna al potere il generale Charles de Gaulle (prima come Presidente del Consiglio poi come Presidente della Repubblica), il quale decise di far fallire l'accordo tripartito e di dare alla Francia un "deterrente nucleare" autonomo. La dissuasione è considerato un pilastro della politica di difesa francese.

Obiettivi[modifica | modifica sorgente]

La base della dottrina francese è la volontà di dare alle armi nucleari un ruolo fondamentalmente politico. Tale ruolo è quello di "evitare la guerra": le armi nucleari non possono essere un mezzo di coercizione o un'"arma da usare" (vale a dire un'arma utilizzata allo stesso modo di altre) bensì sono uno strumento per poter affermare sulla scena internazionale che la Francia non dipende da qualsiasi altro Paese per quanto riguarda la propria sopravvivenza.

Il principio della deterrenza non è quello di vincere un conflitto, ma di evitare che questo si inneschi. Si tratta di una dottrina basata da una parte sulla volontà politica e dall'altra parte su mezzi materiali (testate nucleari e i loro vettori).[3]

Una direttiva presidenziale del 16 dicembre 1961 ha chiesto alle forze nucleari di essere in grado "di infliggere all'Unione Sovietica una significativa riduzione, pari a circa il 50% della sua funzione economica". L'attacco della Francia non può essere redditizio. In una dichiarazione all'inizio del programma Charles de Gaulle spiega:

(FR)
« Dans dix ans, nous aurons de quoi tuer 80 millions de Russes. Eh bien je crois qu'on n'attaque pas volontiers des gens qui ont de quoi tuer 80 millions de Russes, même si on a soi-même de quoi tuer 800 millions de Français, à supposer qu'il y eût 800 millions de Français »
(IT)
« In dieci anni noi ne avremo abbastanza per uccidere 80 milioni di Russi. E bene, io penso che non si attaccano volentieri persone che sono in grado di uccidere 80 milioni di Russi, anche se essi stessi sono in grado di uccidere 800 milioni di Francesi, supponendo che vi siano 800 milioni di Francesi »
(Charles de Gaulle[4])

La Francia adottò la teoria del generale Pierre Gallois della dissuasion du faible au fort (dissuasione del debole sul forte)[5], ossia la prospettiva strategica che un attacco da parte sovietica avrebbe comunque significato la totale distruzione per entrambe le parti.

Nelle sue memorie, l'ex presidente Valéry Giscard d'Estaing ha citato una simile entità, indicando che aveva ritenuto:

(FR)
« comme objectif pour notre frappe stratégique la destruction de 40 % des capacités économiques de l’Union soviétique situées en deçà de l’Oural et la désorganisation de l’appareil de direction du pays »
(IT)
« come obiettivo per la nostra forza strategica la distruzione del 40% delle capacità economiche dell'Unione Sovietica situate al di qua degli Urali e la disorganizzazione della struttura di direzione del paese »
(Valéry Giscard d'Estaing[6])

In un discorso pronunciato l'8 giugno 2001 presso l'Institut des hautes études de défense nationale (IHEDN), il presidente della Repubblica francese, Jacques Chirac, ha delineato il suo approccio alla politica di difesa. Egli ha ribadito che « la nostra sicurezza è e sarà garantita soprattutto dalla dissuasione nucleare. Questo è vero oggi e lo sarà ancora di più domani ». La dissuasione è la garanzia che « la sopravvivenza della Francia non sarà mai messa in pericolo da una grande potenza animata da intenzioni ostili e pronta a usare tutti i propri mezzi per concretizzarli ». Essa deve inoltre « permetterci di affrontare le minacce che potrebbero rappresentare per i nostri interessi vitali alcune potenze regionali dotate di armi di distruzione di massa ». Il presidente ha ribadito che la dottrina della dissuasione è fondata sul rifiuto di concepire l'arma nucleare come un'arma da usare sui campi di battaglia.[3]

Il 19 gennaio 2006, il presidente della Repubblica francese Jacques Chirac, viaggiando sulla base di sottomarini nucleari a Île Longue, conferma (dopo il suo intervento nel giugno 2001) che l'uso di armi nucleari contro « i leader di Stati che utilizzano mezzi terroristici contro di noi » e anche contro « coloro che si consideri usino armi di distruzione di massa » potrebbe essere presa in considerazione. Tuttavia, egli insiste sul fatto che le armi nucleari non sono armi convenzionali. E che la Francia, al fine di ridurre al minimo l'impatto sulla popolazione civile, sta sviluppando missili con una maggiore flessibilità come ad esempio i missili M51 (mare-terra) e ASMP-A (aria-terra).

In questo discorso, il presidente della Repubblica francese Jacques Chirac ha affermato in particolare che gli interessi vitali dello Stato, difeso dalla force de frappe, comprendono (gli interessi vitali non sono mai apertamente definiti) i paesi alleati della Francia, spianando la strada per una vera e propria difesa europea.

Il 21 marzo 2008, il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy si fa difensore della solidità della dottrina francese in termini di deterrenza nucleare, che resta "obiettivo", nel senso di "in tutto il mondo", escludendo attacchi preventivi perché è "puramente difensiva"[7].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Durante gli anni 1950 due avvenimenti internazionali come la guerra d'Indocina e la crisi di Suez avevano convinto il governo che per ottenere risultati rilevanti in politica estera avrebbe dovuto dotarsi di una propria forza militare abbastanza potente da poter condizionare le scelte di qualunque paese; il deterrente nucleare fu la risposta a questa esigenza.

Si presentarono subito due problemi: le scarse capacità dello stato transalpino e l'impossibilità di ritardare i progetti atomici delle altre potenze europee. Conseguentemente, dopo il fallimento dell'accordo tripartito, fu presa la decisione di collaborare con Israele, il quale stava muovendo i primi passi verso la creazione di un proprio armamento. Nonostante la crisi di governo francese, culminata con le dimissioni del premier Guy Mollet nel 1957 e il successivo ritorno al potere di Charles De Gaulle, il processo di armamento atomico non subì alcun rallentamento. Così la Francia fornì allo stato mediorientale il materiale per la produzione di un grande reattore nucleare che Israele costruì a Dimona, nella regione settentrionale del deserto del Negev. Un elemento fondamentale per il successo di questo progetto era la fornitura di acqua pesante che la Francia ottenne dalla Norvegia dietro l'assicurazione che lo avrebbe usato per soli scopi civili. Quando nel 1960, probabilmente grazie all'uso di aerei spia, gli Stati Uniti vennero a conoscenza dell'esistenza del reattore di Dimona ci fu una crisi nel rapporto tra Francia e Israele culminato ufficialmente con la chiusura della collaborazione non appena terminato l'assemblaggio e la messa in funzione della centrale atomica nel 1962.

Il 13 febbraio 1960 ci fu il primo esperimento nucleare (Gerboise bleue) con l'esplosione nel deserto nordafricano (nella provincia di Adrar) di un ordigno atomico di 70kt, mentre il 24 agosto 1968 lo stato francese fece il 30º test facendo esplodere la sua prima bomba H (opération Canopus) sopra atollo di Fangataufa. Dopo una lunga pausa gli esperimenti continuarono con l'esplosione di un altro ordigno (205º test) il 5 settembre 1995 sotto l'atollo di Mururoa nell'oceano pacifico, l'ultimo test (il 210º) è stato il 27 gennaio 1996 sotto l'atollo di Fangataufa.

Nel corso degli anni la force de frappe ha continuato ad essere una delle priorità belliche dei vari governi francesi con continui miglioramenti della qualità e della quantità degli ordigni. L'arsenale atomico, che costa allo stato circa 3 miliardi di euro all'anno per il solo mantenimento, contava nel 2004 su circa 348[8] ordigni pronti ad essere lanciati. Questi possono essere imbarcati su alcuni sottomarini e su aerei presenti sia nelle basi militari che sul ponte della Charles de Gaulle.

Nel 1996 i mezzi della dissuasione nucleare sono stati ridefiniti dal presidente Chirac per adattarli al contesto geopolitico internazionale[3]. Ciò ha comportato:

Il presidente Jacques Chirac ha dichiarato che tra il 2008-2010 saranno pronti due nuovi tipi di missili: uno per i sottomarini e l'altro per i caccia (Dassault Super Étendard e Dassault Mirage 2000).

La triade nucleare[modifica | modifica sorgente]

La visione nucleare di Charles de Gaulle consisteva nello sviluppo di una triade nucleare, ovvero di un sistema di deterrenza basato sulle tre componenti: aerea, terrestre, marina.

Aria
la prima componente ad essere operativa nell'ottobre 1964 fu quella aerea, basata sui bombardieri strategici Dassault Mirage IV, in grado di trasportare e sganciare le bombe gravitazionali AN-11 (1964-1968) e AN-22 (1967-1988) sul suolo del blocco sovietico. La componente aerea è stata sempre oggetto di aggiornamenti, sono stati utilizzati anche i Mirage III E, i Jaguar A e i Super Étendard armati con le bombe AN-52 (1972-1992). I mssili ASMP sono entrati in servizio nel 1986 sui Mirage IV e sui Super Étendard, i primi sono stati ritirati nel 2005 e sostituiti dai Mirage 2000-N. Attualmente sono ancora operativi i Super Étendard e i Mirage 2000-N; nel 2009 è stato creato il primo squadrone con i Rafale (che in futuro li sostituiranno) con i missili ASMP-A, è operativo dal 1º luglio 2010.
Terra
la seconda componente ad essere operativa nell'agosto 1971 fu quella terrestre, basata su 18 sili di missili IRBM (S2 e successivamente S3) a Plateau d'Albion nel dipartimento di Vaucluse. In seguito la componente terrestre fu incrementata con utilizzo di missili SRBM installati su piattaforme mobili, Pluton e Hades, concepiti per essere lanciati dalle vicinanze delle linee nemiche sovietiche. Poiché si riteneva che una invasione sovietica su larga scala dell'Europa era improbabile che potesse essere fermata da forze convenzionali, queste armi erano state intese come un "avvertimento finale" (ultime avertissement), che dovevano indicare al nemico che avanzare ulteriormente avrebbe scatenato un attacco nucleare a grande scala sulle sue principali città. Il Pluton, introdotto nel 1974, è stato ritirato nel 1993 e il suo successore, l'Hades, è stato prodotto in numero limitato nel 1990 e messo in deposito nel 1995 (l'ultimo missile è stato smantellato il 23 giugno 1997). Il sito di Albion, divenuto ormai obsoleto e ritenuto non più rilevante dopo la caduta dell'Unione Sovietica, è stato chiuso nel 1996.
Mare
la componente marina è stata operativa nel dicembre 1971 con l'entrata in servizio del primo sottomarino lanciamissili balistici della classe Le Redoutable (SNLE) armato inizialmente con missili SLBM di tipo M1, in seguito sostituiti dagli M2, M20 e M4. La componente è stata oggetto di miglioramenti e potenziamenti fino a raggiungere il numero massimo di 6 sottomarini tra il 1985 e il 1991; attualmente (nel 2010) sono operativi 4 sottomarini della classe Le Triomphant (SNLE-NG), i primi 3 sono armati con missili M45, il quarto, entrato in servizio nel luglio 2010, è armato con i nuovi missili M51 che per capacità e velocità di esecuzione sono gli SLBM più temibili al mondo.

I test nucleari[modifica | modifica sorgente]

La Francia, dal 1960 al 1996, ha condotto 210 esperimenti nucleari: di cui 17 nel deserto del Sahara e 193 nella Polinesia francese.[9]
Gli esperimenti sono cessati in seguito alla firma, nel 1996, da parte della Francia del Comprehensive Test Ban Treaty, che proibisce le esplosioni nucleari; i test possono proseguire (e proseguono) attraverso programmi di simulazione (programma Simulation con il supercomputer TERA-10, l'installazione Airix e il progetto Laser Mégajoule).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il sottomarino lanciamissili nucleare Le Vigilant della classe attualmente in servizio
Comparazione dei diversi sistemi d'armamento: a sinistra, SNLE equipaggiato con il missile M4. Al centro, SNLE-NG col missile M45. A destra il futuro missile M51
Un Dassault Mirage 2000N
Simulacro del missile aria-terra ASMP-A

I luoghi[modifica | modifica sorgente]

I luoghi di fabbricazione di testate nucleari, di comando e le basi dei vettori nucleari sono situati in luoghi diversi sul territorio francese:

operativi e attivi:
  • posto di comando Jupiter al Palazzo dell'Eliseo[10] (comando per tutte le Forze nucleari francesi);
  • Valduc (centro di fabbricazione di testate nucleari situato nel comune di Salives);
  • Mont-Verdun (Centre National des Opérations Aériennes - CNOA) e installazioni di controllo delle Forces aériennes stratégiques (FAS) e della Force océanique stratégique (FOST);
  • Taverny (comando delle Forces aériennes stratégiques [FAS]);
  • Saint-Dizier - Base aérienne 113 Saint-Dizier (Escadron de chasse 01.091 "Gascogne" - Rafale);
  • Luxeuil-les-Bains - Base aérienne 116 Luxeuil (Escadron de chasse 02.004 "La Fayette" - Mirage 2000N);
  • Istres - Base aérienne 125 Istres (Escadron de chasse 03.004 "Limousin" - Mirage 2000N);
  • Brest (comando della Force océanique stratégique [FOST]);
  • Île-Longue vicino Brest (base dei sottomarini Classe Le Triomphant della Force océanique stratégique [FOST]);
  • Landivisiau (Base d'aéronautique navale de Landivisiau che ospita i Super-Etendard armati di missili ASMP).
dismessi:
  • Cambrai - Base aérienne 103 Cambrai-Épinoy
  • Mérignac - Base aérienne 106 Bordeaux-Mérignac
  • Creil - Base aérienne 110 Creil
  • Orange - Base aérienne 115 Orange-Caritat
  • Mont-de-Marsan - Base aérienne 118 Mont-de-Marsan;
  • Cazaux - Base aérienne 120 Cazaux
  • Avord - Base aérienne 702 Avord
  • Plateau d'Albion (18 silos di missili terra-terra IRBM e una base aerea, smantellato nel 1996);
  • Mururoa (atollo polinesiano, luogo di 178 test nucleari tra il 1966 e il 1996);
  • Fangataufa (atollo polinesiano, luogo di 15 test nucleari tra il 1966 e il 1996);

Gli armamenti[modifica | modifica sorgente]

Al 15 agosto 2004, l'Observatoire des armes nucléaires françaises stima[11] (perché non ci sono dati resi pubblici) lo stato di forze nucleari francesi a 348 testate, di cui:

Il posto di comando si trova nel Palazzo dell'Eliseo[10], nel "PC Jupiter". Il Presidente della Repubblica dispone di un "PC mobile" quando viaggia all'estero.

Solo il Presidente è a conoscenza dei codici di lancio delle armi. Questi codici sono comunicati in modo confidenziale al suo successore nel corso del trasferimento di potere.

Programmi in corso[modifica | modifica sorgente]

Molti programmi sono in corso nel 2008:

  • La continuazione della costruzione di sottomarini nucleari di nuova generazione (SNLE-NG)
  • lo sviluppo di nuovi missili aria-terra a medio raggio migliorata (ASMP-A), da consegnare nel 2008
  • l'entrata in produzione di missili balistici M51, prevista per il 2010
  • smantellamento dalla fine del 1997 dei due siti di produzione di armi di grado materiale fissile (Marcoule per il plutonio arricchito e Pierrelatte per l'uranio)
  • le attrezzature programma Simulation, gestito dal CEA. Il programma consentirà lo sviluppo futuro di testate nucleari, che succede al test di convalida in pieno, utilizzando il supercomputer TERA-10, il progetto Laser Mégajoule e l'installazione Airix.


Arsenale nucleare[modifica | modifica sorgente]

Tabella[14]
Data Tipo Vettore Missile/Bomba Testata
1964 Bomba Dassault Mirage IVA AN-11 60 kt
1967 Bomba Dassault Mirage IVA AN-22 70 kt
1971 IRBM S2 Albion S2 MR 31
1971 SLBM Classe Le Redoutable M1 MR 41
1972 Bomba Dassault Mirage IIIE
SEPECAT Jaguar A
Dassault Super Étendard
AN-52 MR 50 CTC
(AN-52 CTC)
1974 SLBM Classe Le Redoutable M2 MR 41
1974 SRBM AMX-30 PLUTON Pluton MR 50 CTC
(AN-51 CTC)
1977 SLBM Classe Le Redoutable M20 TN 60
TN 61
1980 IRBM S3 Albion S3 TN 61
1985 SLBM Classe Le Redoutable M4A
M4B
TN 70
TN 71
1986 ASM Dassault Mirage IVP
Dassault Super Étendard
Dassault Mirage 2000N
ASMP TN 80
TN 81
1991 SRBM Hadès TN 90
1996 SLBM Classe Le Triomphant M45 TN 75
SLBM Classe Le Triomphant M5 TN 76
2009 ASM Dassault Mirage 2000N
Dassault Rafale
ASMP-A TNA
2010 SLBM Classe Le Triomphant M51.1
M51.2
TN 75
TNO

Missili strategici[modifica | modifica sorgente]

Missili pre-strategici[modifica | modifica sorgente]

Ogive nucleari[modifica | modifica sorgente]

  • Bombe: AN-11 · AN-22 · AN-52 · AN 51 CTC · AN 52 CTC
  • Testate: MR 31 · MR 41 · MR 50 CTC · TN 60 · TN 61 · TN 70 · TN 71 · TN 75 · TN 76 · TN 80 · TN 81 · TN 90 · TNA · TNO

Strutture[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (FR) Direction des applications militaires - En quelques mots. URL consultato il 15-03-2011.
  2. ^ Traduction frappe in Dictionnaire Français-Italien Larousse, Larousse. URL consultato il 22-03-2011.
  3. ^ a b c (FR) Direction des applications militaires - Dissuasion. URL consultato il 15-03-2011.
  4. ^ Cité dans Général François Maurin, « La mise en place de la triade stratégique (Mirage IV, SSBS Albion, SNLE) et des chaînes de contrôle », Université de Franche-Comté – Institut Charles de Gaulle, p. 229
  5. ^ (FR) LA DISSUASION NUCLÉAIRE FRANÇAISE : GENÈSE ET ACTUALITÉ (PDF), http://www.asmp.fr - Académie des Sciences morales et politiques., 15-02-2002. URL consultato il 16-07-2010.
  6. ^ Forces aériennes stratégiques, Serge Gadal, Economica, 2009
  7. ^ (FR) Discours du président de la République française du 21 mars 2008 (PDF). URL consultato il 30-12-2008.
  8. ^ (FR) Etat des forces nucléaires françaises au 15 août 2004, 15-08-2004. URL consultato il 14-03-2011.
  9. ^ (FR) Listing des essais nucléaires français. URL consultato il 30-10-2010.
  10. ^ a b (FR) L'Elysée - Le poste de commandement Jupiter. URL consultato il 05-06-2009.
  11. ^ (FR) État des forces nucléaires françaises au 15 août 2004, 15-08-2004. URL consultato il 21-11-2009.
  12. ^ (FR) Mise en service opérationnelle: Rafale/ASMP-A, defense.gouv.fr/air, 13-07-2010. URL consultato il 18-07-2010.
  13. ^ SNLE sta per « Sous-marin Nucléaire Lanceur d'Engins » e NG sta per « Nouvelle Génération »
  14. ^ (FR) Bombes et têtes nucléaires françaises retirées du service, en service et futures, 15-08-2004. URL consultato il 21-11-2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Charles de Gaulle, Pour ou contre la force de frappe. Déclaration du Général de Gaulle, opinions et commentaires, Editions John Didier, 1963, ASIN B003N6R5U6.
  • (FR) Charles Ailleret, L'aventure atomique francaise, comment naquit la force de frappe, Grasset, 1968, ASIN B003Q85RKG.
  • (FR) Jacques Villain, La force de dissuasion Francaise : genese et evolution (Docavia - Volume 26), Editions Lariviere, 1997.
  • (FR) Marc Theleri, Initiation a la force de frappe française, Stock, 1997, ISBN 978-2-234-04700-6.
  • (FR) Bruno Barrillot, Audit atomique. Le coût de l'arsenal français (1945 - 2010), Cdrpc, 2002, ISBN 978-2-913374-02-7.
  • (FR) Bruno Barrillot, L'héritage de la bombe : Polynésie Sahara 1960-2002. Les faits, les personnels, les populations, Cdrpc, 2002, ISBN 978-2-913374-15-7.
  • (FR) Aurélia Bortolin, Risques, menaces et dissuasion nucléaire française, Editions L'Harmattan, 2003, ISBN 978-2-7475-4398-9.
  • (FR) AA.VV., La dissuasion nucléaire française en question(s), L'Harmattan, 2006, ISBN 978-2-296-00175-6.
  • (FR) Bruno Tertrais, La France et la dissuasion nucléaire : Concepts, moyens, avenir, La Documentation française, 2007, ISBN 978-2-11-006768-5.
  • (FR) Yves Cariou, FOST Force Océanique Stratégique, Marines Editions, 2009, ISBN 978-2-915379-61-7.
  • (FR) Serge Gadal, Forces Aériennes Stratégiques : Histoire des deux premières composantes de la dissuasion nucléaire française, Economica, 2009, ISBN 978-2-7178-5758-0.

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