Charles de Gaulle (R 91)

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Charles de Gaulle
La portaerei Charles de Gaulle nel 2000
La portaerei Charles de Gaulle nel 2000
Descrizione generale
Civil and Naval Ensign of France.svg
Tipo Portaerei
Classe modello unico
Numero unità 1
Proprietà Civil and Naval Ensign of France.svg Marine Nationale
Identificazione R91
Ordinata 3 febbraio 1986
Costruttori DCN
Cantiere Cantieri navali di Brest
Impostata 24 novembre 1987
Varata 7 maggio 1994
Completata 28 settembre 2000
Entrata in servizio 18 maggio 2001
Caratteristiche generali
Dislocamento 37 085 (42 000 a pieno carico)
Lunghezza 261,5 m
Larghezza 64,36 m
Altezza 75 m
Pescaggio 9,43 m
Ponte di volo una pista obliqua di 194,5m
Propulsione 2 reattori nucleari ad acqua pressurizzata K15 da 150 MW ciascuno
4 Motori Diesel/elettrici
2 eliche
Velocità 27 nodi  (50 km/h)
Autonomia essenzialmente illimitata (45 giorni di provviste)
Capacità di carico 800 soldati più 500 tonnellate di carico
Equipaggio 1.350 addetti alla nave + 600 addetti al ponte di volo
Equipaggiamento
Sensori di bordo DRBJ 11 B Radar aereo tridimensionale
DRBV 26D Radar di ricerca aerea
DRBV 15C Radar di ricerca aerea a bassa quota
Radar di acquisizione bersagli Arabel
Sistemi difensivi Rivelatore ARBR 21
Intercettore ARBG2 MAIGRET
4 lanciatori Sagaie SLAT (Système de lutte anti-torpille) sistema antisiluro
Armamento
Armamento 4 sistemi da 8 celle SYLVER per missili superficie-aria MBDA Aster 15
2 sistemi Sadral da 6 celle per missili a corto raggio Mistral
8 cannoni da 20 mm Giat 20F2
Mezzi aerei circa 40 tra cui:
12 Rafale
20 Super Étendard
3 E-2C Hawkeye
2 Super-Frelon
3 Dauphin
Note
evoluzione del nome: PH 75 (1973), Bretagne (1975), Richelieu (1986) e Charles de Gaulle (1987)

[senza fonte]

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La Charles de Gaulle (R91) è l'unica portaerei della Marina francese attualmente in servizio. Essa è anche la prima e unica nave di superficie a propulsione nucleare costruita in Europa occidentale. Essa sostituisce la portaerei Clemenceau arrivata a fine carriera. Dopo un IPER (indisponibilità per manutenzione e riparazioni) di diciotto mesi (30 luglio 2007 - 1º dicembre 2008), la Charles de Gaulle, il 13 marzo 2009, allora in fase di rimessa in potenza di fase, è stata nuovamente costretta a interrompere le operazioni in mare a causa dell'usura delle parti meccaniche maggiori. Doveva essere raggiunta nel 2015 da una seconda portaerei, la PA 2, che sostituisce la Foch, come promesso dal presidente Sarkozy durante la campagna presidenziale del 2007[1], ma il progetto era stato respinto[2]. Parigi è la sua città madrina dal 9 ottobre 2001.

La nave prende il suo nome dal generale, statista e presidente della Repubblica francese Charles de Gaulle. La componente aerea, formata da Rafale M e da E-2C Hawkeye, l'elettronica avanzata ed i missili Aster rendono questa portaerei probabilmente la più potente d'Europa. La Charles de Gaulle utilizza un sistema di catapulte a vapore CATOBAR (Catapult Assisted Take Off But Arrested Recovery) lunghe 75 metri, le stesse usate sulle portaerei statunitensi della classe Nimitz.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La Charles de Gaulle, immatricolata R91 è un'imbarcazione di taglia piccola in confronto alle portaerei statunitensi. Misura 261,5 metri di lunghezza, 64,36 m di larghezza e 75 metri di altezza. Con una massa di circa 40.600 tonnellate, può trasportare circa 1.950 persone a bordo, con l'aggiunta di 800 militari in trasporto truppe. La superficie del ponte di volo raggiunge i 12.000 metri quadrati ed ha una superficie hangar per aeromobili di 4.600 m².

La Charles de Gaulle è dotata di una propulsione nucleare e può effettuare 648 miglia nautiche al giorno a tempo indeterminato. La portaerei può dunque navigare per 1.200 km in 24 ore a una velocità effettiva fino a 50 km/h, o 27 nodi, il che rende la portaerei più lenta tra le imbarcazioni moderne della stessa categoria. La sua autonomia in viveri e carburante per gli aeromobili a bordo è limitata a 45 giorni, il che comporta l'obbligo di fare rifornimento in mare durante le missioni di lunga durata, dal momento che la sua propulsione nucleare le permette di rimanere diversi mesi in mare, fino a un anno, se dovesse essere isolata dalla sua base francese. Questo solleva la questione di come rifornirla ogni 45 giorni nel caso in cui fosse isolata, per esempio nel caso di una guerra mondiale che vedesse la Francia invasa o inavvicinabile e la sua unica petroliera-rifornitrice fuori portata o scomparsa. Il suo gruppo aereo è in grado di eseguire 100 voli al giorno per 7 giorni. Al di là di questo periodo, gli aerei sarebbero fermi sulla nave se non potessero essere riforniti di carburante e munizioni.

Tuttavia, nonostante i suoi limiti operativi e le piccole dimensioni rispetto alle superportaerei statunitensi, la sua efficacia è migliore di quanto sembri. Il sistema di stabilizzazione anti-sbandamento COGIT associato con il sistema di stabilizzazione del rollio SATRAP consente alla Charles de Gaulle di operare con degli aeromobili di 20t con uno stato del mare a forza 5 e 6. La Clemenceau e la Foch sono state studiate per l'utilizzo di aeromobili di 12t con un mare forza 3-4.

Per raggiungere lo stesso livello di stabilità della costruzione gli Stati Uniti costruiscono portaerei di tonnellaggio doppio e quindi, di conseguenza, possono imbarcare il doppio di aerei. Ma il Rafale F3 è stato ingegnosamente progettato come un aereo omnirole. Ciò consentirà ad entrambe le flottiglie di Rafale M F3 (una sola oggi, più una di Super-Étendard Modernisé) di eseguire gli stessi compiti delle quattro flottiglie di F18 Super Hornet delle portaerei degli Stati Uniti, che non hanno la capacità di effettuare missioni aria-aria, aria-mare, aria-terra nel corso della stessa missione.

Sistema di propulsione[modifica | modifica wikitesto]

Sistema di stabilizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo aereo[modifica | modifica wikitesto]

Due Rafale, due Super Étendard e un E-2 Hawkeye della Charles-de-Gaulle (12 aprile 2007)

La sua flotta varia a seconda della missione tra 28-35 aeromobili del tipo:

La capacità massima aerea è di 100 voli al giorno per 7 giorni a ponte massiccio 20-24 aeromobili, rinnovabile ogni 4 ore, o a ponte incatenato da 4 a 8 aerei, tutti in 1h e 30 circa[3]. La Charles de Gaulle può catapultare un aereo ogni 30 secondi. Si noti che, poiché le catapulte avanti e laterali si estendono sulla pista obliqua, l'appontaggio[4] e il decollo[5] contemporanei sono impossibili. Può trasportare 500 tonnellate di munizioni, e dunque meno delle ultime portaerei degli Stati Uniti (4.500 tonnellate per la Ronald Reagan), ma sufficienti a coprire tutte le missioni per diverse settimane senza ricorrere alla nave rifornimento del GAN.

Sistemi d'armi[modifica | modifica wikitesto]

La Charles de Gaulle ha una serie di sensori radar di sorveglianza a corto e medio raggio e di radar secondari. Le sue armi di autodifesa implementano delle contromisure elettroniche, ma anche di missili terra-aria, in particolare il SAAM (sistema d'arma antimissile) costituito da missili Aster-15.

Essa dispone della connessione di dati tattica Liaison 16. Partecipa alla rete come un centro di comando e controllo (piattaforma C2). Può in quanto tale, prendere il controllo dei caccia sul Groupe de Participation Liaison 16 CONTROL e assegnare loro diversi compiti; i caccia (piattaforma non-C2) sono informati della situazione tattica, ascoltando il Groupe de Participation Liaison 16 SURVEILLANCE.

Essa continua ad applicare la Liaison 11 perché molte piattaforme del gruppo aeronavale non dispongono che di questo collegamento di dati tattici.

Per consentire lo svolgimento di una singola immagine tattica ed operativa, essa opera in configurazione multi-link (Link 11 + Link 16) a questo scopo, implementa una funzione che di dataforwarding che permette lo scambio di dati tra le due connessioni di dati. Un collegamento satellitare (via Syracuse III) dovrebbe permettere di attuare in futuro la Liaison de Données Tactiques J-Over IP; già oggi ha la capacità di attuare la JREAP-C, che le permette di trasmettere messaggi della serie-J confezionati sotto IP. Dispone delle strutture per accogliere una cellula JICO.

È importante notare che, implementando pienamente i principi definiti nel concetto di guerra di rete, o NCW (Network Centric Warfare), le piattaforme non-C2 (essenzialmente il Dassault Rafale), una volta assunti sotto controllo dopo il decollo, sono pienamente parte dei sistemi d'arma della portaerei, dove esse fungono da piattaforme non-C2 vale a dire come sensori e armi di SENIT 8.

Elettronica[modifica | modifica wikitesto]

  • Radar di sorveglianza aerea tridimensionale DRBJ-11B (banda S);
  • Radar di sorveglianza aerea a distanza DRBV-26D (banda L; portata 370 km);
  • Radar di sorveglianza aerea combinata superficie-aria a bassa altitudine DRBV-15C Sea Tiger Mk2 (banda S; portata aereo 100 km, missile 50 km);
  • Radar di controllo del tiro ARABEL (banda X);
  • 2 Radar di navigazione DRBN 34A Racal-Decca;
  • Radar secondario o IFF
  • Sorveglianza infrarossa Vampir DIBV-2;
  • Richiamo anti-missile Sagaie;
  • Richiamo anti-siluro SLAT;
  • Sistema da guerra elettronica (Radar Detector ARBR ARBR-21 / 2 disturbatori radar ARBR-33 / Intercettore COMINT ARBG-2);
  • Sistema di trasmissione via satellite Syracuse III;
  • Sistema di combattimento SENIT 8 (Link 11, Link 16 e gateway di scambio tra questi due link di dati tattici).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

La portaerei Charles de Gaulle sostituisce la Clemenceau, una portaerei a propulsione convenzionale, nel 2001. La Clemenceau e la sua gemella Foch furono armate rispettivamente nel 1961 e nel 1963 e disarmate rispettivamente nel 1988 e nel 2000; la necessità di una sostituzione era già stata individuata nel 1973.[6]

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della Charles de Gaulle iniziò il 25 novembre 1987.

La costruzione dello scafo fu iniziata nell'aprile del 1989 presso i cantieri navali della Direction des Constructions Navales di Brest. La portaerei è stata completata nel maggio 1994 e con le sue 42.500 tonnellate, è stata la più grande nave da guerra lanciata nell'Europa occidentale dopo la britannica Ark Royal nel 1950.

La nave è stata chiamata Richelieu nel 1986 in memoria del famoso politico francese Armand Jean du Plessis, duca e cardinale di Richelieu (una denominazione tradizionale per le grandi navi della marina francese), ma è stata rinominata Charles de Gaulle l'anno successivo da parte dell'allora Primo Ministro, il gollista, Jacques Chirac.

La costruzione della Charles de Gaulle costò 3 miliardi di euro (20 miliardi di franchi), 2,2 miliardi di dollari USA rispetto ai 4,3 miliardi dollari statunitensi della portaerei Ronald Reagan, che è entrata in servizio lo stesso anno.

La portaerei è entrata in servizio attivo il 18 maggio 2001 ed ufficialmente armata.

Incidente di spionaggio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 un gruppo di agenti dell'MI6, furono scoperti mentre, travestiti da ingegneri, ispezionavano lo scafo della nave in costruzione. Si crede che stessero studiando il metodo utilizzato dagli ingegneri francesi per schermare i reattori atomici.[senza fonte]

Prove e problemi tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Allungamento del tracciato obliquo del ponte di volo[modifica | modifica wikitesto]

Le prime prove in mare della Charles de Gaulle nel gennaio 1999 evidenziarono la necessità di prolungare il ponte di volo obliquo per permettere l'appontaggio dei Grumman E-2 Hawkeye (24 m. di apertura alare) con maggiore sicurezza, in effetti, la portaerei era originariamente dimensionata per accogliere aerei più piccoli (15 m. di apertura alare) tipo Breguet Br.1050 Alizé o i Dassault Rafale. Questa operazione fu negativamente percepita dalla popolazione francese, mentre:

  • Questo tipo di modifiche al ponte di volo ed agli impianti d'aviazione è perfettamente normale sulle navi di questo tipo previste per funzionare 40 o 50 anni, con sistemi in evoluzione continua e ad un ritmo rapido e quindi è auspicabile che le navi portaerei possano convenientemente adattarsi a questi cambiamenti.
  • Gli stessi lavori erano stati realizzati sulla Clemenceau e sulla Foch quando fu messo in servizio il Vought F-8 Crusader.
  • I cinque milioni di franchi spesi per l'allungamento (di 4,6 m.) necessario alla modifica delle lamiere del ponte di volo e del guscio rappresentava soltanto lo 0,025% del bilancio totale del progetto Charles de Gaulle (R 91).

Protezione radiologica[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei lavori degli studi finali e di costruzione, la decisione fu presa di mettere in conformità la protezione radiologica con le ultime norme della Commission internationale de protection radiologique in vigore, rese applicabili nel frattempo. Questo richiese modifiche limitate delle protezioni radiologiche vicino ai reattori.

Il 28 febbraio 2000, nel corso di una prova a un reattore nucleare, una combustione degli elementi protettivi radiologici vicina al reattore causarono l'emissione di fumo spesso rimasto contenuto dentro il recinto dei reattori. Per essere efficace il materiale - del legno compresso inzuppato di boro e di altri componenti dunque sensibile alla temperatura - deve essere vicino ai recinti caldi del reattore. Il suo posizionamento più preciso all'assemblaggio e il miglioramento della sua protezione termica ha risolto il problema.

Il 16 settembre 2001, la stampa francese riportò che livelli di radioattività in gran parte anormali erano stati misurati a bordo della Charles de Gaulle. Questo annuncio è probabilmente dovuto ad un errore di interpretazione dei mass media.

Rottura dell'elica di babordo[modifica | modifica wikitesto]

Durante la notte del 9 novembre 2000, mentre la portaerei incrociava nell'Atlantico occidentale, verso Norfolk, in Virginia, l'elica di babordo si ruppe, e la nave dovette tornare a Tolone per sostituire l'elemento difettoso. L'indagine che seguì mise in evidenza che le eliche di sostituzione comportavano gli stessi difetti di struttura: bolle (bolle che si verificano in occasione del raffreddamento del metallo colato nello stampo) vicino al centro delle eliche (fatto da un unico pezzo in una lega di rame e alluminio); questo difetto è dovuto al fornitore Atlantic Industries[7], che aveva fatto tagli al personale più esperto. Va notato che sulle navi di questo tipo le rotture delle pala dell'elica non è un evento raro. Sono state utilizzate, per sostituirle, le eliche meno perfezionate della Foch e della Clemenceau, cosa che ha limitato la velocità massima a 25 nodi, invece dei 27 nodi previsti (ciò non ostacola, in condizioni normali, le operazioni aeree). Il 5 marzo 2001, la Charles de Gaulle riprese il mare con le due vecchie eliche, e in prova realizzò velocità massime a 25,2 nodi. Le vecchie eliche sono sostituite a fine maggio 2008 da due eliche realizzate dalla Rolls-Royce Marine Power Operations da 20 tonnellate e di 6 metri di diametro, fabbricate negli Stati Uniti, che permettono di accogliere i Rafale M, il cui appontaggio in una situazione difficile richiede una portaerei che navighi a 27 nodi.

Rivestimento della pista[modifica | modifica wikitesto]

Vibrazioni zona posteriore[modifica | modifica wikitesto]

Tra luglio e ottobre 2001, la Charles de Gaulle ha dovuto essere riparata a causa di rumore di 100 dB vicino all'elica di tribordo, che rendeva inabitabile la poppa. Va considerato che è abbastanza normale che le navi vibrino alle alte velocità.

Vetri troppo opachi[modifica | modifica wikitesto]

Usura della linea dell'albero[modifica | modifica wikitesto]

Servizio attivo - Avvenimenti noti[modifica | modifica wikitesto]

La permanenza del gruppo aeronavale[modifica | modifica wikitesto]

Mentre gli Stati Uniti preparano la loro risposta all'11 settembre 2001 con la missione Enduring Freedom, i media francesi lamentano la mancanza di potenza militare dispiegabile. Allo stesso tempo, la Commissione della Difesa ha riferito che la manutenzione della flotta era di cattiva qualità. In questo contesto, la Charles de Gaulle, quindi allora in riparazione, era nuovamente l'oggetto di critiche. Ex presidente Valéry Giscard d'Estaing ha parlato di un mezza portaerei. Questo non ha impedito alla Charles de Gaulle di partecipare attivamente alla missione Heracles nell'Oceano Indiano.

Liaison 16[modifica | modifica wikitesto]

In data 11 ottobre 2001, la fregata Cassard (D 614), quattro aerei AWACS e la Charles de Gaulle hanno partecipato ad una prova di Liaison 16 (il nuovo standard di connessione della NATO). La rete consente il monitoraggio in tempo reale dello spazio aereo a sud dell'Inghilterra fino al Mar Mediterraneo. I dati raccolti sono stati anche trasmessi in tempo reale alla fregata gemella Jean Bart (D 615) attraverso il vecchio sistema di Liaison 11.

Incidente con gas[modifica | modifica wikitesto]

L'8 novembre 2001, un marinaio che effettuava un'operazione di manutenzione di routine di una valvola legata ai serbatoi d'acqua perse conoscenza a causa della presenza di gas tossico[8]. Un sottufficiale della marina tentò spontaneamente di aiutarlo ma perse i sensi a sua volta. Furono immediatamente aiutati dal gruppo medico di bordo ed inviati a l'ospedale di Tolone. Tutti e due sono sopravvissuti.

Afghanistan: Mission Héraclès[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 novembre 2001, la Francia decise di inviare la Charles de Gaulle nell'Oceano Indiano a sostegno delle operazioni NATO in Afghanistan.

La Task Force 473, con 2.900 uomini sotto il comando del contrammiraglio François Cluzel salpò il 1º dicembre. La task force comprendeva la portaerei nucleare Charles de Gaulle, le fregate La Motte-Picquet, Jean de Vienne e Jean Bart, il sottomarino d'attacco nucleare Rubis, la nave cisterna Meuse e l'aviso Commandant Ducuing.

La forza aerea comprendeva 16 Super Étendard, un E-2C Hawkeye, due Rafale e molti elicotteri.

Il 17 dicembre 2001, la Task Force 473 è stata integrata in una forza internazionale, accanto ai gruppi navali statunitensi della Theodore Roosevelt e della John C. Stennis e italiano della Giuseppe Garibaldi. La forza includeva oltre un centinaio di navi, francesi, statunitensi, canadesi, inglesi, tedeschi, italiani, olandesi, australiani, spagnoli e giapponesi sotto un comando centralizzato inter-alleato in Bahrein.

I Super Étendard hanno eseguito le loro prime missioni in Afghanistan il 19 dicembre, effettuando missioni di ricognizione e di bombardamento, coprendo oltre 3.000 chilometri. In totale, hanno realizzato 140 missioni, 12 al giorno in media, al di là di cinque missili Stinger.

Il 18 febbraio 2002, un satellite di osservazione Helios ha avvistato attività anomale vicino a Gardez. Il giorno successivo, dopo che i membri delle forze speciali degli Stati Uniti nella regione hanno confermato queste osservazioni, la Charles de Gaulle ha lanciato due Super Étendard in ricognizione. Il 20, le forze inglesi e americane entrano nella valle, e il 2 marzo, l'iniziava l'Operazione Anaconda.

La Charles-de-Gaulle (a destra) e l'Enterprise, le prime portaerei a propulsione nucleare

Nel marzo, dei Super Étendard e sei Mirage 2000 si fanno carico di attacchi aerei contro obiettivi di Al Qaeda. Alcuni obiettivi proposti dalle forze statunitensi sono stati rifiutati, per paura di colpire civili. Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha elogiato l'impegno della Francia, citando "la nostra fedele alleata, la Francia, che ha schierato un quarto della sua marina militare nell'operazione Enduring Freedom"[9]. A quel tempo, la forza aerea francese era stata aumentata a 16 Super Étendard, 6 Mirage 2000D, 5 Rafale, due aerosisterne KC-135 e due Hawkeye. Da febbraio, la Charles de Gaulle e la John C. Stennis hanno effettuato decolli e appontaggi incrociati a rafforzare i legami tra gli alleati.

Il 2 maggio, la Charles de Gaulle è arrivata a Singapore per una sosta, e ripartita verso l'Oman il 18. Allo stesso tempo, la tensione ha cominciato a montare sulla questione dell'Iraq, il vice-ammiraglio François Cluzel ha dichiarato alla stampa: "La Francia si oppone a qualsiasi azione contro l'Iraq. Se qualcosa è cominciato, noi non prenderemo probabilmente parte alla coalizione".

Celebrazione[modifica | modifica wikitesto]

Missione di salvataggio[modifica | modifica wikitesto]

Prima indisponibilità maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Ritorno in servizio inizio 2010[modifica | modifica wikitesto]

Missione AGAPANTHE 2010[modifica | modifica wikitesto]

Operazione « Harmattan » in Libia[modifica | modifica wikitesto]

Lista dei comandanti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Bibliographie sur le CHARLES DE GAULLE (R91). URL consultato il 27 dicembre 2010.
  • (FR) Robert Feuilloy, Le porte-avions Charles de Gaulle, Tome 1 : l'historique complet et les secrets de fabrication, Parigi, SPE Barthélémy, 2000, ISBN 978-2-912838-09-4.
  • (FR) Anonyme, Le porte-avions Charles de Gaulle : Tome 2 : le fonctionnement, la vie à bord, Parigi, SPE Barthélémy, 2003, ISBN 978-2-912838-20-9.
  • (FR) Jean-Michel Guhl, Le porte-avions Charles-de-Gaulle : Tome 3, Son groupe aérien embarqué, Parigi, SPE Barthélémy, 2005, ISBN 978-2-912838-27-8.
  • (FR) Vari, Chronique du Charles de Gaulle ; L'apogée d'un siècle d'aéronautique navale, Bassillac, Chroniques, 2002, ISBN 978-2-205-05323-4.
  • (FR) Alexandre Paringaux, L'aviation navale en opération, Paris, Zéphyr, 2003, ISBN 978-2-9510485-8-4.
  • (FR) Alain Boulaire, Naissance d'un porte-avions, le Charles-de-Gaulle, Brest, Le Télégramme, 1997, ISBN 978-2-909292-25-0.
  • (FR) François Guenet, Misson de Guerre du Porte-Avions Charles de Gaulle, Parigi, SPE Barthélémy, 2003, ISBN 978-2-912838-23-0.
  • (FR) Michel Bez, Le porte-avions Charles-de-Gaulle, Parigi, Le Chêne, 1998, ISBN 978-2-84277-136-2.

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Mer & Marine du 11 avril 2007
  2. ^ (FR) Audition de l'Amiral Pierre-François Forissier, chef d'état-major de la marine, sur le projet de loi de finances pour 2010 in assemblee-nationale.fr, Assemblée nationale, 14 ottobre 2009. URL consultato il 21 ottobre 2009.
  3. ^ (FR) Rapport d'information N°358 - Sénat session ordinaire 1999-2000 - Commission des Affaires étrangères, de la défense et des forces armées sur l’avenir du groupe aéronaval
  4. ^ Appontage
  5. ^ Catapultage
  6. ^ Décision du Conseil supérieur de la Marine nationale del 27 novembre 1973.
  7. ^ (FR) Rapport d'enquête de la DGA en 2001
  8. ^ Présence de gaz toxique ou consommation de l'oxygène de l'air par la fermentation des eaux usées derrière une porte étanche.
  9. ^ (EN) President Thanks World Coalition for Anti-Terrorism Efforts, 11 marzo 2002.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]