Nicolas Sarkozy

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Nicolas Sarkozy
Flickr - europeanpeoplesparty - EPP Summit October 2010 (105).jpg

23° Presidente della Repubblica Francese
Durata mandato 16 maggio 2007 –
15 maggio 2012
Predecessore Jacques Chirac
Successore François Hollande

Ministro dell'Interno Repubblica francese
Durata mandato 2005 –
2007
Predecessore Dominique de Villepin
Successore François Baroin

Durata mandato 2002 –
2004
Predecessore Daniel Vaillant
Successore Dominique de Villepin

Ministro delle Finanze
Durata mandato 31 marzo 2004 –
29 novembre 2004
Primo ministro Jean-Pierre Raffarin
Predecessore Francis Mer
Successore Hervé Gaymard

Coprincipe di Andorra
Durata mandato 6 maggio 2007 –
15 maggio 2012
Predecessore Jacques Chirac
Successore François Hollande

Dati generali
Partito politico Union pour un mouvement populaire
Professione avvocato
Firma Firma di Nicolas Sarkozy
Nicolas Sarkozy d'Andorra
S.E. Coprincipe d'ufficio del
Principato di Andorra
In carica 6 maggio 2007 - 15 maggio 2012
Incoronazione 16 maggio 2007
Predecessore Jacques Chirac d'Andorra
Successore François Hollande d'Andorra



Nome completo Nicolas Sarkozy
Altri titoli Presidente della Repubblica francese
Nascita Parigi, 28 gennaio 1955 (1955-01-28) (59 anni)
Religione Cattolicesimo

Nicolas Paul Stéphane Sarközy de Nagy-Bocsa [1], conosciuto semplicemente come Nicolas Sarkozy ([nikɔ'la saʁkɔ'zi] pronuncia[?·info]) (Parigi, 28 gennaio 1955) è un politico e avvocato francese.

Candidato dell'Unione per un Movimento Popolare (UMP) alla più alta carica della Repubblica nelle elezioni del 22 aprile 2007, ha raccolto al primo turno 11.448.663 voti (31,18%).[2] Partecipando al ballottaggio del 6 maggio contro la candidata del Partito socialista Ségolène Royal, è stato eletto presidente con oltre il 53,06% dei voti. Prende le sue funzioni di ventitreesimo presidente della Repubblica francese il 16 maggio 2007.

Candidato all'elezione presidenziale del 2012 per un secondo mandato alla testa dello Stato, viene battuto al secondo turno dal candidato socialista, François Hollande, che raccoglie il 51,6% dei suffragi. Nicolas Sarkozy lascia le sue funzioni in seguito al passaggio di poteri al suo successore il 15 maggio 2012.

In quanto capo di stato francese è stato anche, d'ufficio, uno dei due coprincipi di Andorra, gran maestro della Legion d'onore e protocanonico d'onore della Basilica di San Giovanni in Laterano.

È stato il primo presidente francese nato da genitori di origine straniera nonché il primo ad esser nato dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Il 1 luglio 2014 Nicolas Sarkozy è stato posto in stato di fermo negli uffici di custodia cautelare di Nanterre, dove si era recato per essere ascoltato dai magistrati per un caso di corruzione. E' la prima volta che un ex capo di stato francese subisce tale procedura. Al termine di 15 ore di fermo, la Procura nazionale per i reati finanziari ha messo in stato di accusa Sarkozy per corruzione, traffico di influenze e violazione del segreto istruttorio in Cassazione.

Famiglia e studi[modifica | modifica sorgente]

È figlio di Paul Sarkozy (nato Pál István Ernő Sárközy de Nagy-Bócsa), un aristocratico ungherese naturalizzato francese, e di Andrée Mallah (Andrée Jeanne "Dadu" Mallah), figlia di un medico ebreo sefardita di Salonicco, convertito al Cristianesimo e di una cattolica francese. È stato cresciuto dalla madre, lasciata dal padre, il quale si è poi risposato ed è andato a vivere negli Stati Uniti.[3]

Si laurea in legge con una specializzazione in diritto privato e in scienze politiche all'Università di Paris X - Nanterre. Continua i suoi studi all'Institut d'études politiques de Paris, ma non riesce a raggiungere il diploma di perfezionamento anche a causa dei cattivi risultati ottenuti in lingua inglese[4]. Avvocato dal 1981, socio fondatore dello studio legale associato Leibovici-Claude-Sarkozy creato nel 1987, poi socio fino al maggio 2007 dello studio Arnaud Claude - Nicolas Sarkozy dal maggio 2002.

Nel 1982 si sposa con Marie-Dominique Culioli. Hanno due figli: Pierre (1985), un produttore di rap e Jean (1986), un politico.

Nel 1984 incontra Cécilia Ciganer-Albéniz che sposa nel 1996, da questa unione nasce Louis (1997). Nel 2009 il figlio Jean lo rende nonno per la prima volta.

Nel 2008 si sposa in terze nozze con la modella, cantautrice e attrice italiana naturalizzata francese Carla Bruni. Hanno una figlia, Giulia, nata nel 2011, la quarta per il presidente[5][6].

Esordi in politica[modifica | modifica sorgente]

Entra in politica nel 1974, partecipando alla campagna elettorale del candidato gollista alla presidenza della Repubblica Jacques Chaban-Delmas. Nel 1976 aderisce al Raggruppamento per la Repubblica (RPR), il partito neo-gollista fondato da Jacques Chirac.

Deputato e sindaco[modifica | modifica sorgente]

Eletto deputato all'Assemblée Nationale nel 1988, rieletto nel 1993, 1997 e 2002. Sindaco di Neuilly-sur-Seine dal 1983 al 2002, presidente del consiglio generale dell'Hauts-de-Seine nel 2002 e dal 2004 al 2007.

Incarichi ministeriali[modifica | modifica sorgente]

Ministro del Bilancio nel governo di Édouard Balladur (1993-1995). È anche portavoce del governo e per qualche mese ministro ad interim delle Comunicazioni. Alle elezioni presidenziali del 1995 appoggia la candidatura di Balladur, entrato in competizione con il candidato ufficiale del RPR Jacques Chirac[7]. Quest'ultimo non riesce a entrare nel ballottaggio, e al secondo turno è eletto Chirac. Sarkozy, in disgrazia con il nuovo presidente della Repubblica, non ottiene alcun incarico nel nuovo governo di Alain Juppé.

Alle presidenziali del 2002 sostiene la candidatura di Jacques Chirac. All'indomani della rielezione di Chirac, il suo nome circola con insistenza come nuovo primo ministro, ma il presidente della repubblica gli preferisce Jean-Pierre Raffarin.

È ministro dell'Interno (maggio 2002 - marzo 2004) e dell'Economia, delle finanze e dell'industria, con il rango di ministro di Stato (marzo - novembre 2004) nei governi Raffarin. Dal giugno 2005 è ministro dell'Interno e dell'organizzazione del territorio, con il rango di ministro di Stato, nel governo di Dominique de Villepin. Si dimette il 26 marzo 2007 per impegnarsi a tempo pieno nella campagna presidenziale, ed è sostituito da François Baroin.

Presidente dell'UMP[modifica | modifica sorgente]

Nicolas Sarkozy ad un congresso del Partito popolare europeo, a Roma.

Dal novembre 2004 è presidente del partito neo-gollista Unione per un Movimento Popolare (UMP), nato dopo le elezioni presidenziali del 2002 dalla fusione del RPR (Raggruppamento per la Repubblica) con una parte dell'UDF (Unione per la Democrazia Francese) (presidenza che ha abbandonato nel maggio 2007 dopo l'elezione alla presidenza della Repubblica). Sarkozy ha avuto in passato ruoli di primo piano all'interno del RPR, divenendone per breve tempo anche segretario generale (1998) e poi presidente ad interim nel 1999.

Candidato alle presidenziali del 2007[modifica | modifica sorgente]

Il 14 gennaio 2007 alla Porte de Versailles a Parigi ottiene, con una votazione plebiscitaria (98,1% dei 233.779 votanti con un tasso di partecipazione del 69,06%), l'investitura del suo partito alla candidatura alle elezioni presidenziali del 2007. Al primo turno raccoglie 11.448.663 voti (31,18%).[2] Entra quindi nel ballottaggio del 6 maggio con la candidata socialista Ségolène Royal, che ha 9.500.112 voti (25,87%).

Il 6 maggio 2007 è eletto presidente con 53,06% dei voti. È il 23º Presidente della Repubblica Francese.

Sarkozy al meeting di Tolosa del 12 aprile 2007.

2007-2012: presidenza della Repubblica[modifica | modifica sorgente]

Sin dai primi giorni del suo mandato, Sarkozy ha dimostrato un'inedita originalità politica. Ha aperto il governo ad alte personalità dell'area socialista affidando loro ministeri o missioni internazionali. Per esempio ha proposto la candidatura di Dominique Strauss-Kahn alla presidenza del Fondo Monetario Internazionale. Nei primi due mesi di presidenza è apparso ben tre volte in televisione per lunghe interviste. Ha annunciato che finché sarà Presidente non ci saranno amnistie o grazie collettive né per i detenuti né per gli automobilisti multati, come era solito succedere in occasione dell'elezione di un nuovo Presidente e del 14 luglio, festa nazionale. Per la sua iperattività è stato soprannominato da amici e avversari "Supersarko".

Sarkozy saluta la folla.

La "rupture" sarkozysta ha preso subito piede all'Eliseo. Ad esempio, primo ministro da lui nominato il 17 maggio 2007, François Fillon, ha formato un governo inizialmente di quindici ministri, di cui sette di sesso femminile, e quattro segretari di Stato. In vista delle elezioni legislative del giugno successivo, Sarkozy ha annunciato che si sarebbe proceduto: 1) alla sostituzione di tutti quei ministri che, se candidati, non fossero riusciti a farsi eleggere all'Assemblée Nationale; 2) alla nomina di ulteriori segretari di Stato, alcuni dei quali di estrazione socialista. Ambedue le cose si sono verificate puntualmente.

Fin dall'inizio, modifica strutturalmente la politica estera del governo nei confronti degli Stati Uniti, che era giunta alle soglie dei ferri corti sotto la presidenza Chirac, tanto che il nuovo presidente viene spesso chiamato l'Americano per le sue posizioni filo-USA piuttosto inconsuete in Francia.[8]

Il 25 giugno 2007, indice una riunione di lavoro, che porta alla definizione di una strategia immediata e concreta, per affrontare la catastrofica emergenza umanitaria che investe la regione sudanese del Darfour, (nei colloqui tenutisi il 20 luglio 2007, con il nuovo primo ministro britannico Gordon Brown, ha ribadito la sua ferma e determinata volontà di porre un freno a questa disastrosa situazione, ragionando con lo stesso primo ministro, per un piano comune da presentarsi in sede di nazioni unite).

Il 9 luglio 2007, rompendo ogni protocollo, si autoinvita alla riunione Ecofin (riunione dei ministri dell'economia dell'eurogruppo) per negoziare personalmente un rientro meno immediato della Francia, negli stringenti parametri di Maastricht, rientro da ritardarsi, causa l'ambizioso piano di rilancio fiscale, che il presidente intende approvare nei suoi primi cento giorni di mandato.

Il 18 luglio 2007, ha insediato un'altra creatura della sua presidenza di "rupture": un comitato di saggi presieduto dall'ex primo ministro Édouard Balladur, con l'incarico di formulare una proposta di riforma costituzionale. Tra i componenti del comitato, alcuni esponenti del Partito Socialista come Jack Lang, Guy Carcassonne, Olivier Duhamel e Olivier Schrameck. La riforma sarà approvata dal Congresso[9] nel luglio 2008, con soli due voti di maggioranza, fra cui quello dello stesso Jack Lang.

Il 24 luglio 2007, un aereo di Stato ha ricondotto a Sofia cinque infermiere bulgare e un medico palestinese, rinchiusi per anni nelle prigioni libiche con l'accusa di aver contagiato 400 bambini. Sotto la regia della delegazione europea e con lo sprint finale impresso da Sarkozy e dalla moglie Cécilia, la condanna alla pena capitale è stata convertita nel rimpatrio e in una pena da scontare in istituti di reclusione bulgari. Il governo bulgaro, una volta rientrati in patria i propri connazionali, si è affrettato a graziarli.

Nel novembre dello stesso anno la riforma delle pensioni proposta da Sarkozy, che puntava a innalzare da 37,5 a 40 anni l'anzianità necessaria per circa 500 mila lavoratori, fra i quali i dipendenti della Société nationale des chemins de fer, della Régie autonome des transports parisiens, di Électricité de France e di Gaz de France, provocò il più grande sciopero generale dal 1995.

Il 20 dicembre 2007, dopo un vertice a tre, con il presidente del consiglio italiano Romano Prodi, e il primo ministro di Spagna José Luis Rodríguez Zapatero, svoltosi nella sala Adriana a Roma, prende ufficialmente corpo l'ambizioso progetto dell'Unione per il Mediterraneo, punto di forza dell'azione propositiva di Sarkozy, sin dal suo insediamento all'Eliseo.

In seguito alle proteste tibetane contro le Olimpiadi di Pechino si è detto favorevole a boicottarne la cerimonia d'apertura, senza avere però grande sostegno internazionale.[10]

A inizio anno ha lanciato alcune proposte sul settore radiotelevisivo: la sparizione della pubblicità dai canali pubblici compensata con la tassazione degli utili delle TV private (proposta parzialmente attuata con la fine degli spot nella fascia serale), e la creazione di un unico grande canale all-news francese che rimpiazzerebbe France 24 e TV5.

Nel 2011 è tra i più forti sostenitori dell'intervento militare in Libia, durante la guerra civile libica.

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Presidente della Repubblica francese: 2007-2012.

Co-Principe di Andorra: 2007-2012.

Il ministro

Ministro del Bilancio e portavoce del governo: 1993-1995.

Ministro delle Comunicazioni: 1994-1995.

Ministro di Stato, Ministro degli Interni, la sicurezza interna e delle libertà locali: 2002-2004.

Ministro di Stato, Ministro dell'Economia, delle Finanze e dell'Industria: marzo-novembre 2004.

Ministro di Stato, Ministro degli Interni e della pianificazione territoriale: 2005-2007 (Dimissioni).

Mandati elettorali

Assemblea nazionale francese

Membro della Assemblée nationale per la Hauts-de-Seine: 1988-1993 (ministro nel 1993) / 1995-2002 (ministro nel 2002) / da marzo a giugno 2005 (ministro nel giugno 2005). Eletto nel 1988, rieletto nel 1993, 1995, 1997, 2002, 2005.

Consiglio regionale

Consiglio regionale della Ile-de-France: 1986-1988 (Dimissioni).

Consiglio comunale

Sindaco di Neuilly-sur-Seine : 1983-2002 (Dimissioni). Rieletto nel 1989, 1995 e 2001.

Consigliere comunale de Neuilly-sur-Seine: 1977-2004 (Dimissioni). Rieletto nel 1983, 1989, 1995, e 2001.

Consiglio generale

Presidente del Consiglio generale della Hauts-de-Seine: 2004-2007 (Dimissioni, presidente della Repubblica francese nel 2007).

Vicepresidente del Consiglio generale della Hauts-de-Seine : 1986-1988 (Dimissioni).

Consigliere generale della Hauts-de-Seine : 1985-1988 (Dimissioni) / 2004-2007 (Dimissioni). Rieletto nel 2004.

Responsabilità politiche

Portavoce del Raggruppamento per la Repubblica : 1995-1997.

Presidente del Raggruppamento per la Repubblica: aprile-ottobre 1999.

Presidente del Unione per un Movimento Popolare : 2004-2007 (presidente della Repubblica francese nel 2007).

Candidato alle presidenziali del 2012[modifica | modifica sorgente]

Il 22 aprile 2012 il presidente francese esce sconfitto dal primo turno nelle elezioni francesi per la corsa verso la presidenza. È la prima volta, nella storia di Francia, che un presidente uscente viene sconfitto al primo turno dallo sfidante[11]. Sarkozy ha ottenuto il 27% dei voti. Il suo sfidante Hollande il 28.6%[12].

Il 6 maggio 2012 perde anche il secondo turno delle elezioni presidenziali a favore dell'ex segretario socialista Francois Hollande,Sarkozy infatti ottiene il 48,3% dei voti contro il 51,6% raccolto da Hollande.

Opere[modifica | modifica sorgente]

È autore di numerosi saggi, alcuni dei quali tradotti in italiano, come La République, les religions, l'espérance (Éditions du Cerf, 2004; trad. it.: "La Repubblica, le religioni, la speranza", Edizioni Nuove Idee, 2005), in cui affronta uno dei tabù della società francese: il posto delle religioni nella vita del Paese. Il libro, in cui Sarkozy viene intervistato dal filosofo Thibaud Collin e dallo scrittore domenicano Philippe Verdin, auspica "una laicità aperta e pacificata, in cui ciascuno possa vivere la propria speranza e partecipare alla costruzione della società democratica". Il volume ha suscitato un dibattito anche in Italia, dove Carlo Cardia lo ha recensito per Avvenire (3 maggio 2006). È anche autore di una biografia dell'integerrimo uomo politico conservatore Georges Mandel, assassinato dai miliziani su ordine dei nazisti nel 1944, da cui nel 1997 è stato tratto un film per la televisione interpretato da Jacques Villeret.

Aneddoti[modifica | modifica sorgente]

È soprannominato da amici e avversari "Sarko". I suoi tic e la sua voce gutturale fanno la gioia degli imitatori.

Una vignetta su Sarkozy.

Il 13 maggio 1993, appena nominato ministro delegato al Bilancio, è stato uno dei negoziatori nel corso della vicenda di "Human Bomb", uno squilibrato che si era impadronito di un'intera classe di una scuola materna di Neuilly-sur-Seine sotto la minaccia di un fucile e del materiale esplosivo che aveva con sé. Sarkozy si recò immediatamente sul posto e, in qualità di sindaco di Neuilly, trattò personalmente con "Human Bomb" ottenendo la restituzione alle famiglie di un certo numero di bambini. La vicenda si concluse con l'uccisione dell'individuo e la liberazione dei piccoli e della maestra che erano rimasti ancora in balìa dell'uomo.

Sarkozy, che non ha peli sulla lingua, non ha esitato a qualificare con l'espressione "racaille" (feccia) i teppisti che spadroneggiano nelle "periferie calde" parigine. Così dalla strada rispose nell'ottobre 2005 a una signora che affacciata alla finestra chiedeva al ministro dell'Interno di liberare gli abitanti del quartiere dalle bande di delinquenti:

(FR)
« Vous en avez assez, vous en avez assez de cette bande de racaille, oui, on va vous en débarrasser! »
(IT)
« Voi ne avete abbastanza, ne avete abbastanza di questa feccia, sì, adesso ci pensiamo noi a toglierli di mezzo! »
(Sarkozy)

L'episodio è stato seguito da numerose polemiche, soprattutto da parte dell'opposizione.

Nel novembre 2005 l'attore e regista Mathieu Kassovitz che lo aveva chiamato polemicamente in causa nel suo blog[13] ha la sorpresa di trovare nel suo sito web una lunga e pacata risposta dello stesso Sarkozy.

Nel 2005 una crisi passeggera del secondo matrimonio di Sarkozy è stata oggetto delle attenzioni morbose della stampa, provocando la collera del ministro che si è immediatamente rivolto alla giustizia.

Sarkozy è padre di tre figli maschi, due di primo letto e un terzo avuto dalla seconda moglie Cécilia. Il secondogenito Jean (1987) è dal 16 marzo 2008 consigliere generale del dipartimento delle Hauts-de-Seine per l'UMP. Ha due fratelli: Guillaume (1951), imprenditore e vice presidente della Medef (la Confindustria francese) e François (1957), pediatra. Ha inoltre un fratello e una sorella nati dai successivi matrimoni del padre: Caroline e Pierre Olivier, quest'ultimo banchiere a New York.

È stato vittima di una googlebombing, digitando il suo nome, si veniva indirizzati al sito internet di Iznogoud, popolare fumetto francese. Avveniva anche il contrario.

Il numero uno della Repubblica transalpina è spesso oggetto di scherno per la sua statura napoleonica.

Nel corso del mese di ottobre 2007, a seguito anche di un massiccio interesse dei mezzi di informazione, si è consumato ad uso e consumo di tutti i francesi e non solo, la fine burrascosa del matrimonio con Cécilia, fine ufficializzata da consensuale separazione. La burrascosa vicenda matrimoniale dei coniugi Sarkozy ha visto il presidente perdere letteralmente le staffe, nel corso dell'intervista con la trasmissione americana 60 Minutes. La sua relazione con l'ex modella Carla Bruni è stata resa pubblica il 16 dicembre 2007 dalla stampa francese.

Il 20 dicembre 2007, grande successo e bagno di folla ha interessato Sarkozy nella sua prima visita ufficiale in Italia, dopo un pasto in un noto ristorante di Piazza del Popolo. Nel pomeriggio il presidente francese ha ricevuto gli onori militari nel cortile d'onore del Quirinale quando ha incontrato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella sala del Bronzino.

A Natale 2007 Sarkozy e la compagna Carla Bruni si recano in Giordania. La vicenda amorosa del Presidente ruba copertine di giornali e telegiornali, il morboso interesse dei media viene a concentrarsi sulla nuova coppia presidenziale, nel contempo escono in libreria, scottanti confessioni della ex moglie Cecilia.

Nicolas Sarkozy e Carla Bruni si sono sposati il 2 febbraio 2008 al Palazzo dell'Eliseo, con una breve cerimonia in forma civile. Nel maggio 2011 il padre di Sarkozy ha annunciato la gravidanza di Carla, la notizia ha trovato conferma nel corso del G8 del 27 maggio durante il quale Carla ha scherzosamente accarezzato la propria pancia, mostrandola alle mogli dei capi di stato presenti al ricevimento.

Albero genealogico[modifica | modifica sorgente]

Nicolas Sarközy de Nagy-Bocsa Padre:
Paul Étienne de Nagy-Bocsa
Nonno paterno:
György Alexandre Sarközy Nagybocsai
Bisnonno paterno:
György Sarközy Nagybocsai
Trisnonno paterno:
Ferencz Sarközy Nagybocsai
Trisnonna paterna:
Jana Sarközy Nagybocsai
Bisnonna paterna:
Rózsa Juhász von Gyöngyös
Trisnonno paterno:
Ignacz Juhász von Gyöngyös
Trisnonna paterna:
Erzsbet Marasz
Nonna paterna:
Katalin IlonaTóth de Csáford
Bisnonno paterno:
Imre Tóth de Csáford
Trisnonno paterno:
 ?
Trisnonna paterna:
 ?
Bisnonna paterna:
Adel Jeney de Borosjene
Trisnonno paterno:
 ?
Trisnonna paterna:
 ?
Madre:
Andrée Jeanne Mallah
Nonno materno:
Aaron Benico Mallah
Bisnonno materno:
Mordorai Mallah
Trisnonno materno:
Aron Nehama Mallah
Trisnonna materna:
Rivka Eliakim
Bisnonna materna:
Reyna Magriso
Trisnonno materno:
 ?
Trisnonna materna:
 ?
Nonna materna:
Adèle Bouvier
Bisnonno materno:
Henri Bouvier
Trisnonno materno:
Anthelme Bouvier
Trisnonna materna:
Marguerite Poizat
Bisnonna materna:
Caroline Rosset
Trisnonno materno:
Martin Rosset
Trisnonna materna:
Françoise Claudine Dullin

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Stemma di Nicolas Sarkozy

Coat of Arms of Nicolas Sarkozy (Golden Fleece Variant).svg


Onorificenze francesi
Gran maestro e cavaliere di gran croce dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro e cavaliere di gran croce dell'Ordine della Legion d'onore
— 31 dicembre 2004
Gran maestro e cavaliere di gran croce dell'Ordine nazionale al merito - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro e cavaliere di gran croce dell'Ordine nazionale al merito
— 2007
Onorificenze straniere
Ordine della Gloria (Armenia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Gloria (Armenia)
Commendatore dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)
Cavaliere di I classe dell'Ordine della Stara Planina (Bulgaria) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I classe dell'Ordine della Stara Planina (Bulgaria)
Ordine di San Giorgio della Vittoria (Georgia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di San Giorgio della Vittoria (Georgia)
— 7 ottobre 2011
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila d'oro (Kazakistan) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila d'oro (Kazakistan)
— 5 ottobre 2009
Cavaliere di gran croce dell'Ordine di San Carlo (Monaco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine di San Carlo (Monaco)
— 25 aprile 2008[14]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Carlo III (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Carlo III (Spagna)
— 9 gennaio 2004[15][16]
Collare dell'Ordine di Carlo III (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Carlo III (Spagna)
— 24 aprile 2009[17]
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (Spagna)
«Per la collaborazione e l'impegno nella lotta contro il terrorismo»
— 25 novembre 2011[18]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Opere di Nicolas Sarkozy
  • (FR) Nicolas Sarkozy, Georges Mandel, le moine de la politique, 1ª ed., Paris, Éditions Grasset & Fasquelle, 1994, ISBN 978-2-246-46301-6.
  • (FR) Nicolas Sarkozy, Au bout de la passion, l'équilibre, 1ª ed., Paris, Éditions Albin Michel, 1995, ISBN 978-2-226-07616-8.
  • (FR) Nicolas Sarkozy, Libre, 1ª ed., Paris, Éditions Robert Laffont, 2001, ISBN 978-2-221-08909-5.
  • (FR) Nicolas Sarkozy, La République, les religions, l'espérance, 1ª ed., Paris, Éditions du Cerf, 2004, ISBN 978-2-266-15708-7.
  • (FR) Nicolas Sarkozy, Témoignage, 1ª ed., Paris, XO éditions, 2006, ISBN 978-2-84563-287-5.
  • (FR) Nicolas Sarkozy, Ensemble, 1ª ed., Paris, XO éditions, 2007, ISBN 978-2-84563-345-2.
Opere di Nicolas Sarkozy (tradotte) in italiano
  • (IT) Nicolas Sarkozy, La Repubblica, le religioni, la speranza. Conversazioni con Thibaud Collin e padre Philippe Verdin, tradotto da Pacifici V., 2005, ISBN 9788875571160.
  • (IT) Nicolas Sarkozy, Testimonianza, tradotto da Torriero F., 2006, ISBN 9788875571900.
  • (IT) Nicolas Sarkozy, Ensemble, Treves Editore, 2009, ISBN 9788884630292.
Opere su Nicolas Sarkozy in italiano
  • (IT) Gaetano Quagliariello, La Francia da Chirac a Sarkozy, Rubbettino, 2007, ISBN 9788849818529.
  • (IT) Baldini G., Lazar M. (a cura di), La Francia di Sarkozy, Il Mulino, 2007, ISBN 9788849818529.
  • (IT) Marina Valensise, Sarkozy. La lezione francese, Mondadori, 2007, ISBN 9788804573036.
  • (IT) Lanfranco Pace, Nicolas Sarkozy. L'ultimo gollista, Boroli Editore, 2007, ISBN 9788874931156.
  • (IT) Guido Caldiron, I fantasmi della République. La Francia al tempo di Sarkozy, Manifestolibri, 2011, ISBN 9788872857083.
  • (IT) Nicola Genga, Le parole dell'Eliseo. I discorsi dei presidenti francesi da Giscard d'Estaing a Sarkozy, Aracne, 2012, ISBN 9788854847255.
  • (IT) Sara Gentile, Populismo e istituzioni: la presidenza Sarkozy, Franco Angeli, 2013, ISBN 9788820424442.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il nome completo è usato sui documenti ufficiali, come il decreto che lo nomina Cavaliere della Legion d'Onore
  2. ^ a b Fonte: Ratifica ufficiale del Consiglio Costituzionale francese
  3. ^ Sárközy Paul si è sposato in seconde nozze con Christine de Ganay, di origini aristocratiche, da cui ha avuto due figli, Pierre-Olivier e Caroline. Nel 1977, Paul Sarkozy si è separato dalla seconda moglie, che alcuni anni dopo ha sposato Frank Wisner Jr.
  4. ^ Catherine Nay, Un pouvoir nommé désir Grasset & Fasquelle Editore, ISBN 2-246-68001-8
  5. ^ L'annuncio di Sarkozy su Le Figaro
  6. ^ Ringraziamenti pubblici sul sito personale di Carla Bruni
  7. ^ Dal gennaio all'aprile 1995 Sarkozy cumulerà le funzioni ministeriali con l'incarico di portavoce del candidato Balladur.
  8. ^ Corrado Maria Daclon, Con Sarkozy la Francia si riavvicina agli Usa?, Analisi Difesa, n. 76, 2007
  9. ^ Il parlamento in seduta comune.
  10. ^ [1]
  11. ^ Panorama - Hollande vince su Sarkozy
  12. ^ Le Novae - Elezioni di Francia, Hollande supera Sarkozy: sarà ballottaggio. A sorpresa avanza l’estrema destra
  13. ^ Mathieukassovitz.Com | Welcome
  14. ^ n° 1622 of 25th April 2008
  15. ^ Bollettino Ufficiale di Stato
  16. ^ Le Figaro - Flash actu : Zapatero décore Sarkozy
  17. ^ Bollettino Ufficiale di Stato
  18. ^ El Rey concede el Toisón de Oro a Sarkozy | Mundo | elmundo.es

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente della Repubblica Francese Successore Flag of France.svg
Jacques Chirac 2007 - 2012 François Hollande
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Janez Janša luglio - dicembre 2008 Mirek Topolánek
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Jacques Chirac 2007 - 2012 François Hollande

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