Darfur

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Coordinate: 13°00′N 25°00′E / 13, 25

I tre Stati che compongono il Darfur in Sudan
Bandiera del Regno del Darfur dal 1898 al 1916

Il Darfur (arabo: دار فور, Dār Fūr, ossia "paese dei Fur") è una regione situata nella parte occidentale del Sudan, nel deserto del Sahara. È in maggioranza costituita da popolazioni musulmane, come nel resto del nord della nazione. Il territorio è suddiviso in tre province: Gharb Darfur (Darfur occidentale), con capitale al-Jenayna a ovest, Shamal Darfur (Darfur settentrionale), con capitale al-Faqir a nord e Janub Darfur (Darfur meridionale), con capitale Nyala a sud.

Islamizzato nel XIV secolo, il sultanato indipendente del Darfur raggiunse la massima potenza tra la fine del XVII ed il XVIII secolo. Inglobato nell'Egitto nel 1874, per questo motivo sostenne il movimento mahdista, da cui poi si allontanò, ottenendo alla sua sconfitta, nel 1898, una certa indipendenza, persa nel 1916 ad opera dei britannici che deposero l'ultimo Sultano, ʿAlī Dīnār a causa del fatto che questi si era schierato a fianco dell'Impero ottomano durante la prima guerra mondiale. Da allora ha condiviso la storia del Sudan.

Indice

[modifica] Geografia

Il Darfur copre una superficie di 493 180 km². Gran parte del territorio è formato da un altopiano. Il centro della regione è montagnoso, dominato dal monte Marra (Jebel Marra) che raggiunge i 3088 m s.l.m.; il nord del paese è coperto di dune sabbiose, mentre il sud è dominato dalla savana e gode di precipitazioni medie annue di 700 mm, concentrate da giugno a settembre (i raccolti sono a novembre). Il Darfur fa parte del Sahel e ne condivide la progressiva desertificazione. Sono stati scoperti giacimenti di petrolio.

La popolazione è stimata in circa 6 milioni di abitanti, in grande prevalenza rurali. Sono nomadi e allevatori di lontana origine araba e arabofoni (Baggara, Abbala) al nord e agricoltori stanziali neri e non arabofoni (Fur, Zaghawa, Masalit) al sud. I centri principali sono al-Faqir e al-Jenayna.

[modifica] Conflitto

Per approfondire, vedi la voce Conflitto del Darfur.

Desertificazione, conflitti in Ciad e nel Sud Sudan, unite soprattutto alla scoperta di petrolio (i maggiori giacimenti del Sudan sono in Darfur), hanno generato ed alimentato il conflitto sin dagli anni ottanta.

Dal 2003, il Darfur è teatro di un feroce conflitto che vede contrapposti la locale maggioranza della popolazione, composta da tribù sedentarie, e la minoranza nomade originaria della penisola arabica. Quest'ultima è appoggiata dal governo centrale, a sua volta accusato di tollerare le feroci scorribande dei Janjawid (letteralmente "demoni a cavallo", reclutati fra gli Abbala). I contrasti fra popolazioni nomadi e sedentarie (tutte peraltro di religione islamica) nella regione del Sahel risalgono alla notte dei tempi e sono dovute al diverso utilizzo delle scarse risorse naturali disponibili da parte di questi gruppi. Tuttavia dal 1985, e ancor di più dal 2002, il governo centrale ha strumentalizzato queste controversie per fini politici in particolare allo scopo di reprimere i movimenti autonomisti sorti fra le tribù stanziali. Il governo ha quindi tollerato e in parte sostenuto gli attacchi dei Janjawid. I sedentari hanno risposto costituendo a loro volta dei gruppi armati, come il Movimento per la Liberazione del Sudan (principalmente composto da Fur e Masalit) e il Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza, legato a una corrente islamista fuoriuscita dal governo centrale (principalmente composta da Zaghawa).

Alcuni mettono il conflitto in relazione alla questione degli approvvigionamenti petroliferi.[senza fonte] Il Darfur e il Sudan in generale sono una delle zone col più basso reddito pro-capite dell'Africa, ma al contempo fra le più ricche di materie prime. La China National Petroleum Corporation (CNPC) di Pechino, compagnia petrolifera a controllo pubblico, importa dal 65% all'80% dei barili prodotti ogni giorno nel Paese, ed una quota pari all'8% delle importazioni cinesi di petrolio[1].

[modifica] Reazioni

Manifestazione di protesta

In Europa, il movimento Sauver Le Darfour mobilita i cittadini europei.

Nel maggio 2006 è sorto in Italia un movimento on-line per la promozione dei diritti umani in Darfur, Italian Blogs for Darfur, che propone un appello alle maggiori emittenti televisive italiane, affinché venga dato ampio spazio all'informazione sul Darfur. Il 29 aprile 2007, a Roma, Italian Blogs for Darfur ha promosso e organizzato, con il contributo di altre associazioni e movimenti politici giovanili, il primo Global Day for Darfur in Italia, giunto alla terza edizione nel resto del mondo, per chiedere un impegno dell'Italia per la risoluzione del conflitto in Darfur e più informazione. Secondo uno studio condotto da Medici senza Frontiere e Osservatorio di Pavia, infatti, nel 2005 solo un'ora è stata dedicata all'informazione sul conflitto in Darfur.[senza fonte]

Il 21 giugno 2007 è stato pubblicato Make some noise - The international campaign to save Darfur, un album discografico in cui grandi esponenti della musica internazionale interpretano alcuni classici del repertorio di John Lennon. I diritti delle canzoni di John Lennon sono stati donati da Yoko Ono, che ha offerto tutte le royalty delle edizioni per la campagna di Amnesty International a favore della popolazione martoriata del Darfur.

[modifica] Note

  1. ^ [1]

[modifica] Bibliografia

  • Darfur, di L. Pierantoni (Chimienti Editore)
  • Darfur, Geografia di una crisi, di D. Marani (Terre di Mezzo), 2008
  • Le sfide della diplomazia internazionale, di S. Cera (LED), 2006.
  • In Darfur, di L. Angeloni
  • The Translator, di Dawud Hari, 2008

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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