Musica elettronica

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Musica elettronica
Origini stilistiche Musica contemporanea, Musica sperimentale
Origini culturali anni cinquanta, (Europa)
Strumenti tipici Sintetizzatore, Drum machine, Sequencer, Tastiera, Campionatore, Vocoder
Popolarità La musica elettronica presenta moltissime varianti che spaziano dai generi più commerciali e popolari a quelli legati alla musica d'avanguardia "di nicchia". Di conseguenza è impossibile stabilirlo secondo criteri generali.
Generi derivati
Elettropop - Synthpop - Synthpunk - Dance - Electro - Industrial - House - IDM - Techno - Goa trance - Jungle - Drum & Bass
Categorie correlate

Gruppi musicali di musica elettronica · Musicisti di musica elettronica · Album di musica elettronica · EP di musica elettronica · Singoli di musica elettronica · Album video di musica elettronica

Per musica elettronica si intende tutta quella musica prodotta o modificata da apparecchiature elettroniche.[1]

È un genere spesso commerciale e, nel corso degli anni, ha influito in pressoché tutti gli ambiti musicali, ramificandosi inoltre in miriadi di generi che spaziano dai più commerciali ai più "estremi", e quindi underground.

La musica elettronica non va confusa con quella elettroacustica.

Indice

Storia[modifica | modifica sorgente]

Seconda metà dell'Ottocento - anni cinquanta: il fonografo e i primi strumenti musicali elettronici[2][modifica | modifica sorgente]

Lungo la seconda metà dell'Ottocento, l'invenzione del fonografo, prima a rullo e poi a disco, introdusse la possibilità di registrare suoni, riprodurli e modificarli. Conseguentemente a questa invenzione si apriranno varie correnti di sperimentazione che più tardi avranno sede presso le radio nazionali dei rispettivi paesi.[3][4]

Un telharmonium del 1897

Il primo strumento elettronico che sia mai stato costruito fu il telharmonium (noto anche come dinamofono). Inventato nel 1897 da Thaddeus Cahill,[5][6] era dotato di una console di organo.[7] Le sue enormi dimensioni[8] e la sua scarsa praticità furono i principali motivi per cui esso si rivelò essere un fallimento commerciale.[7]

Successivamente venne inventato il triodo (o audion), considerata la prima valvola termoionica.[6][9]

Nel 1919 Lev Theremin costruì l'omonimo strumento musicale. Costituito da due antenne in grado di controllare rispettivamente la frequenza e il volume, questo elettrofono produceva suoni simili a quelli della voce umana.[6] Privo di interfaccia fisica di controllo, esso sfrutta un difetto dell'oscillatore a battimenti secondo cui all'avvicinarsi o allontanarsi di un corpo questo cambia la sua frequenza di oscillazione; tramite lo spostamento delle mani dell'esecutore vicino alle due antenne è possibile controllare altezza e intensità di un suono.

Nel 1928 venne inventato l'onde martenot (noto anche come "ondes martenot" e "ondes musicales").[10] Considerato il primo vero strumento elettronico, nonché uno dei migliori prodotti fino alla metà degli anni cinquanta,[6][11] era dotato di una tastiera ed era relativamente semplice da usare. Esso fu il primo apparecchio elettronico ad avere una notevole diffusione e ad affermarsi in modo relativamente durevole.[6][11][12]

Pochi anni dopo Friedrich Trautwein inventò il trautonium, strumento che introdusse alcune semplificazioni nell'uso delle apparecchiature elettroniche.[6]

Durante gli anni trenta vennero costruiti i primi strumenti elettronici in grado di emulare i suoni dell'orchestra, quali il clavioline.[6]

Durante gli anni quaranta vennero costruiti i primissimi modelli di sintetizzatori.[10]

Nei primi anni cinquanta aumentò la produzione dei transistor che sostituirono le valvole termoioniche nel controllo della corrente elettrica. Grazie alle loro dimensioni ridotte, alla loro maggiore praticità, ed ai loro costi ridotti, i transistor rivoluzionarono l'intera industria elettronica, vennero di conseguenza adoperati in un numero sempre crescente di apparecchiature elettroniche.[13] Nel 1958 vennero inventati i primi circuiti integrati[13] che potevano includere numerosi transistor al loro interno.

Durante gli anni cinquanta gli ingegneri Herbert Belar ed Henry Olsen inventarono il Mark I RCA Synthesizer e il suo "successore" Mark II RCA Synthesizer. Quest'ultimo modello includeva il primo sistema completo di produzione del suono elettronico e disponeva di una discreta gamma di opzioni che potevano essere pre-impostate direttamente dal musicista che lo adoperava.[7]

Seconda metà degli anni quaranta - metà degli anni sessanta: la diffusione degli studi di registrazione elettronici e le scuole di musica d'avanguardia[modifica | modifica sorgente]

Karlheinz Stockhausen, uno dei pionieri della musica elettronica contemporanea (1994)

Il miglioramento delle tecniche di registrazione che seguì la seconda guerra mondiale, permise la diffusione dei primi studi elettronici, che erano dotati di generatori del suono, apparecchiature per la modificazione e il missaggio, più tutto l'occorrente per la registrazione (ad esempio microfoni, amplificatori e altoparlanti).[14] Nello stesso periodo, con i primi oscillatori elettronici, si diffuse il magnetofono che permise ai compositori di manipolare le registrazioni su disco al fine di applicare su esse diversi effetti sonori.[15] Fra i centri di musica elettronica più importanti vi furono il GRM di Parigi (presso la radio-televisione francese), il Columbia-Princeton Electronic Music Center (1950) (dove vennero inventati i sintetizzatori Mark I e Mark II), lo Studio for Electronic Music di Colonia (1951) che ebbe fra i suoi rappresentanti Karlheinz Stockhausen, e lo Studio di fonologia fondato a Milano nel 1955.[11] Quest'affermazione degli studi di musica elettronica, che contribuì ad aumentare la popolarità delle apparecchiature elettroniche ad un pubblico costituito esclusivamente da musicisti accademici, [16] permise l'emersione di diverse "scuole" di musica elettroacustica: la musica concreta, la musica elettronica, la tape music, e la computer music.[17]

La musica concreta[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Musica concreta.

La musica concreta (nota anche come musique concrète) è una modalità musicale nata in Francia nel 1948 che ebbe quale principale esponente il compositore Pierre Schaeffer.[10][18] L'etimologia del termine proviene da una sua affermazione secondo la quale la musica concreta è, a differenza della musica "tradizionale definita astratta", realizzata attraverso fonti sonore naturali.[19] I principi basilari della musica concreta prevedono che qualsiasi suono è adatto a diventare materiale di una composizione, ma non se ottenuto da segnali generati elettronicamente, e che le fonti sonore adoperate, una volta ordinate secondo il piano dell'opera, vengono alterate tramite procedimenti elettronici.[19][14] Stile che introdusse la tecnica del montaggio sonoro,[19] Con il passare degli anni, gli artisti della corrente intrapresero strade sempre più autonome che li allontanarono dagli ideali "collagistici" e li spinsero ad esplorare le possibilità offerte dalle apparecchiature informatiche e dei sintetizzatori.[20]

Fra i musicisti più significativi della musica concreta vi furono Pierre Henry, considerato uno dei massimi musicisti contemporanei,[19] Francois Bayle, Luc Ferrari e Bernard Parmegiani.[20]

La musica elettronica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elektronische musik.

A differenza della musica concreta, la musica elettronica (dal tedesco elektronische musik) ricorreva esclusivamente all'uso dei suoni sintetici prodotti dagli oscillatori elettrici di frequenze o da generatori di impulsi[20] che producevano fonti sonore quali il rumore bianco.[9] Tra i suoi maggiori esponenti vi furono Karlheinz Stockhausen, Luciano Berio, e Bruno Maderna.

La tape music[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tape music.

La tape music (dall'inglese "musica per nastro") era un metodo compositivo che, adoperando la tecnica del montaggio sonoro,[9] elaborava brani pre-registrati eseguiti con strumenti tradizionali.[19] Le due principali scuole di tape music vennero fondate entrambe negli Stati Uniti durante gli anni cinquanta: una da parte di John Cage, l'altra da Vladimir Ussachevsky e Otto Luening.[7] Fra i suoi esponenti vi fu il compositore David Tudor.[21]

La computer music[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Computer music.

La computer music (detta anche musica informatica) è uno stile musicale basato sull'uso di uno o più elaboratori elettronici.[14] Lo stile ebbe quale maggiore rappresentante Iannis Xenakis, che lo approfondì a cavallo fra gli anni cinquanta e sessanta.[22] Altri compositori che realizzarono computer music includono Benjamin Boretz, Jean-Claude Risset e Barry Vercoe.[12]

Anni sessanta: l'evoluzione dei sintetizzatori e la live electronic music[modifica | modifica sorgente]

Un Moog Modular costruito nel 1964

Durante gli anni sessanta, l'orientamento dell'industria verso una tecnologia basata sui transistor contribuì agli sviluppi dei primi circuiti integrati commerciali, destinati a rendere ulteriormente più piccole tutte le tastiere.[7] Il primo sintetizzatore a divenire largamente popolare, grazie alle sue dimensioni ridotte ed al suo costo relativamente basso, fu il Moog, inventato nel 1964 dall'ingegnere Robert Moog. Riconosciuto per essere stata un'importante evoluzione delle precedenti tastiere elettroniche,[21] lo strumento godette di vasta notorietà soprattutto grazie al successo commerciale di Switched-On Bach (1968) di Wendy Carlos, un album contenente alcune partiture di Johann Sebastian Bach suonate interamente con esso.[23]

Concepiti per essere accessibili ad un pubblico di massa, i nuovi sintetizzatori erano in grado di modificare diverse proprietà del suono in modo autonomo (altezza, inviluppo, ampiezza, timbro, riverbero, modulazione e altri), e di produrre una vasta gamma di suoni.[12] Alcuni dei sintetizzatori costruiti in seguito all'invenzione di Moog, quali il sistema modulare di Donald Buchla e l'ARP 2600, vennero intanto sempre più perfezionati.[23]

Nello stesso periodo, alcuni musicisti quali Morton Subotnick, Milton Babbitt, Gershon Kingsley (noto per essere stato l'autore del brano Popcorn), Mort Garson, Jean-Jacques Perrey e il duo Beaver & Krause divennero i pionieri della musica elettronica per sintetizzatore.[12][24][25][26][27]

La live electronic music[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Live electronics.

La live electronic music (nota anche come live electronics) è uno stile che veniva realizzato manipolando in tempo reale i suoni prodotti nella sua esecuzione attraverso l'uso di apparecchiature elettroacustiche.[22][28] Nata soprattutto grazie agli esperimenti di John Cage, David Tudor,[7] e agli spettacoli d'avanguardia multimediale del Fluxus di George Maciunas,[22] la live electronic music poteva essere realizzata seguendo diversi criteri possibili e non doveva essere necessariamente registrata in studio.[28] Ebbe fra i suoi maggiori gruppi musicali i Sonic Arts Union, i Musica Elettronica Viva[28] e gli AMM.

Metà degli anni sessanta - metà degli anni settanta: il dub giamaicano, il krautrock e l'ambient music[modifica | modifica sorgente]

Il dub giamaicano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dub.

Il dub è un genere musicale[29] nato in Giamaica alla fine degli anni sessanta che enfatizza i suoni del basso e degli effetti sonori quali l'eco e il riverbero. Nato in seguito alla creazione dei primi sound system, grandi impianti sonori concepiti per esaltare i bassi,[30] il dub ebbe fra i suoi maggiori musicisti "Scratch" Lee Perry, noto per essere stato il primo musicista ad adoperare lo studio di registrazione come uno strumento musicale,[30] e King Tubby, che scoprì il modo di rimuovere la parte vocale dalle tracce di sottofondo, per poi manipolare l'arrangiamento con tecniche ed effetti diversi qual i delay, l'eco e il riverbero.[30] Oltre ad inaugurare le prime tecniche di remix,[30] il dub contribuì alla nascita di stili quali la jungle e del trip-hop.[31]

Il krautrock e i Kraftwerk[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Krautrock.
I Kraftwerk durante un concerto a Zurigo (1976)

Stile musicale nato in Germania alla fine degli anni sessanta, il krautrock (noto anche come kosmische musik) adopera strumenti elettronici, soprattutto i sintetizzatori,[32] per ottenere sonorità generalmente psichedeliche[33] e sperimentali. Stile molto eterogeneo a causa delle scelte compositive di ciascuno dei suoi musicisti, ebbe importanti ripercussioni su futuri generi quali il post-rock, molta musica elettronica,[34] e la new age.[35] Ebbe fra i suoi maggiori rappresentanti i Tangerine Dream, uno dei primi gruppi musicali elettronici ad aver goduto un considerevole successo commerciale, nonché uno dei primi ad utilizzare il sequencer come unità ritmica, (come dimostra il loro album Phaedra del 1974)[23] Klaus Schulze,[36] i Popol Vuh,[37] e i Cluster.[38]

Un ruolo di grande importanza per gli sviluppi di molta musica elettronica lo ebbe soprattutto la formazione dei Kraftwerk che, ispirandosi alla musica d'avanguardia colta,[39] al pop e alla disco music,[40] pubblicò alcuni album caratterizzati da ritmi robotici ed atmosfere futuriste (quali Autobahn e Trans Europe Express) destinati a permettere la nascita del synth pop,[41][42] della techno,[14] e di molta industrial.[41]

Brian Eno e l'ambient music[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ambient.

Prendendo ispirazione da musicisti quali La Monte Young, Erik Satie e John Cage, il tastierista inglese Brian Eno concepì, anche grazie ai miglioramenti delle tecnologie di registrazione,[43] l'ambient music, una musica generalmente realizzata tramite apparecchiature elettroniche che, a detta del compositore, va percepita senza essere ascoltata attentamente.[44][45][46] L'ambient music venne inventata quando Eno, dopo essere rimasto a letto in seguito ad un incidente d'auto, ricevette un disco di musica per arpa dell'Ottocento. Dopo averlo posto nel giradischi ed essere tornato a letto, si accorse che il volume della musica era estremamente basso. Dichiarò in seguito all'avvenimento:[44][47]

« Mi ritrovavo nella condizione di non sentire quasi il disco. Mi si rivelò così quello che per me era un nuovo modo di ascoltare la musica - come una parte dell'ambiente d'intorno, così come lo erano, in quell'occasione, il colore della luce e il suono della pioggia. »

In seguito a quell'episodio pubblicò, nel 1975, il primo album ambient della storia: Discreet Music. Venne seguito da una lunga serie di altri titoli comprendenti Music for Films (1979), On Land (1982), e Apollo: Atmospheres and Soundtracks (1983), tutti album che presentavano brani suonati con apparecchiature elettroniche, quali il sintetizzatore. Questa musica, generalmente astratta e caratterizzata da lente tessiture sonore, influì su molti altri generi musicali non necessariamente elettronici,[48] e ispirò compositori quali Robert Rich, Steve Roach e Vidna Obmana.

Metà degli anni settanta - metà degli anni ottanta: l'affermazione dei microprocessori, dei Midi e dei nuovi stili di musica elettronica popolare[modifica | modifica sorgente]

Lungo la prima metà degli anni settanta vennero già introdotte alcune novità di rilievo nell'ambito dell'industria elettronica: furono create le prime unità ritmiche, quali le batterie elettroniche, che erano in grado di riprodurre suoni percussivi,[23][49] i primi sintetizzatori in grado di essere suonati dal vivo, e i sintetizzatori digitali.[50]

Fu però a partire dalla seconda metà dello stesso decennio che avvennero alcune innovazioni destinate ad influire in modo decisivo nel modo di comporre elettronicamente. Grazie alla tecnologia dei microprocessori, i musicisti iniziarono ad adoperare il computer che, attraverso le moderne tecnologie MIDI (sigla di Musical Instrument Digital Interface), poteva essere collegato ad altre apparecchiature in modo da "pilotarle" contemporaneamente.[14][23][49][51] Le stesse tecnologie MIDI permisero successivamente ai compositori elettronici di comporre musica in solitudine senza che fosse necessario uno studio di registrazione per la memorizzazione dei brani.[52]

I microcomputer, inventati durante i primi anni ottanta e spesso adoperati dai compositori, presentavano nuove funzioni prima praticabili solamente grazie a determinati macchinari (ad esempio, la riproduzione automatica di sequenze sonore, prima possibile solo con il sequencer, poteva ora essere eseguita da questi nuovi elaboratori elettronici).[49]

Grazie alla loro praticità, i sintetizzatori divennero, durante gli anni ottanta, quasi onnipresenti nella musica elettronica.[53]

Dalla seconda metà degli anni settanta fino alla prima del decennio seguente vennero intanto inventati alcuni dei primi generi e stili musicali elettronici destinati ad ottenere una considerevole popolarità: la disco music elettronica, il synth pop, l'industrial, il new beat e la variante elettronica della new age. Nello stesso periodo, sempre grazie all'emersione di nuovi computer quali il Commodore 64, emerse la chiptune, stile adoperato nelle prime colonne sonore dei videogiochi.

Negli anni settanta emersero intanto Jean Michel Jarre e Vangelis: entrambi autori di una musica melodica giocata sulle tastiere che li rese due dei musicisti più noti del decennio seguente.

Giorgio Moroder e la disco music elettronica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Disco music.

Il compositore Giorgio Moroder si affermò fra quelli di maggiore importanza nell'ambito della disco music. Ispirandosi ai Kraftwerk,[54] realizzò alcuni album suonati quasi interamente con il sintetizzatore (quali, ad esempio, From Here to Eternity), che divennero pietre miliari della disco music elettronica.[55] Secondo altre fonti, Moroder permise gli sviluppi della musica house[56] e introdusse il concetto di "suite" nella disco music.[54]

Il synth pop[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Synth pop.

Il synth pop è uno stile musicale nato alla fine degli anni settanta quando alcune formazioni musicali new wave, quali gli Ultravox, ebbero modo di acquistare gli strumenti elettronici (soprattutto batterie elettroniche e sintetizzatori) grazie alla riduzione dei loro costi.[23] Uno dei primi musicisti synth pop fu Gary Numan, che faceva uso delle moderne tecnologie per comporre canzoni melodiche.[23][57] Fra le formazioni synth pop vi furono i Depeche Mode, i Soft Cell e gli Human League.[58]

L'industrial[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Industrial.

Genere musicale che presenta sonorità elettroniche e d'avanguardia, l'industrial ebbe fra i suoi primi esponenti la formazione inglese dei Throbbing Gristle, attiva dalla fine degli anni settanta. In una dichiarazione del loro leader, Genesis P-Orridge, si potrebbero rintracciare le origini del fenomeno musicale:[40]

« Lo studio dei Throbbing Gristle si trovava all'interno di una fabbrica vicino a London Fields, ad Hackney, dove erano seppellite molte vittime della pestilenza. Oltre i muri c'erano migliaia di cadaveri, perciò la soprannominammo Fabbrica della Morte. Ma per noi la Fabbrica della Morte ha sempre rappresentato una metafora della società industriale. Quando finimmo di produrre i nastri, uscii in Martello Street, mentre sulla linea ferroviaria passava un treno, e c'era una radio a transistor che sbraitava dietro l'angolo, e in una segheria tagliavano il legno, e un cane abbaiava; allora dissi 'Non abbiamo inventato nulla. Abbiamo soltanto sistematizzato ciò che qui accade ogni momento.' Fu allora che proposi di fare muzak per le fabbriche, impiegando il rumore autentico della fabbrica, ma rendendolo ritmico e per sé stesso accettabile, invece di soffocarlo con disgustosa musica popolare. »

Grazie al loro "mix di nastri pre-registrati e rovesciati, rumori, sonorità metalliche e abrasive assolutamente ostiche e ipnotiche",[59] i Throbbing Gristle divennero uno dei più importanti gruppi musicali industrial di sempre.[60]

Altre formazioni influenti e rappresentative che seguirono il loro genere includono i Chrome,[61] i Cabaret Voltaire, e i Clock DVA.[62]

Gli stili ispirati all'industrial includono l'EBM' (sigla di "electronic body music"), che enfatizza i suoni ritmici, e la power electronics, uno stile estremamente cacofonico e atonale.[63][64]

Il new beat[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi New beat.

Il new beat (noto anche come Belgian hardcore)[65] è uno stile musicale divenuto popolare in Belgio lungo gli anni ottanta. Definito un "ibrido di musica industrial e new wave elettronica", presenta ritmi generalmente lenti[66][67] e sonorità ispirate all'Hi-NRG. Fra i suoi esponenti vi sono Joey Beltram, Praga Khan e i Lords of Acid.[65]

La new age elettronica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi New age (musica).

La new age è un genere di musica d'atmosfera nato durante gli anni settanta grazie ad eventi culturali che si rivelarono influenti quali Mind-Body-Spirit, Whole Life Expo e World Symposium of Humanity[68] e che ebbe fra i suoi precursori il flautista Paul Horn.[69]

Durante gli anni ottanta, questo genere sviluppò una variante più "commerciale", melodica, e che, rispetto alla new age classica, che veniva suonata esclusivamente con strumenti elettronici.[70] Fra i compositori più influenti di questa variante vi sono Kitaro,[71] Constance Demby, Gandalf, Aura William e Georg Deuter.[68]

La chiptune[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi chiptune.

Originalmente adoperata nelle colonne sonore videoludiche degli anni ottanta, la chiptune (o 8-bit music) è uno stile musicale realizzato attraverso apparecchiature che producono suoni robotici ed estremamente acuti, quali l'elaboratore elettronico Commodore 64. I suoi autori, generalmente sconosciuti, includono il programmatore Rob Hubbard.[72]

Metà degli anni ottanta - prima metà degli anni ottanta: il dj diventa un musicista, la Chicago House e la Detroit Techno[modifica | modifica sorgente]

Il disc jockey Marshall Jefferson

Sebbene il giradischi fosse già stato adoperato negli anni settanta come un vero e proprio strumento da pionieri dell'hip-hop quali Grandmaster Flash per isolare frammenti ritmici e comporre musica,[51] fu solo a partire dal decennio seguente che la figura del dj "musicista" ebbe modo di divenire popolare. Grazie al giradischi, il disc jockey si evolvette, durante gli anni ottanta, da figura professionale che si limita a riprodurre dischi per uno specifico pubblico in un dato luogo, a intrattenitore che, durante i propri spettacoli, modifica e incrocia fra loro fonti sonore pre-esistenti in modo da ottenere nuova musica (l'etimologia "to jockey" significa montare a cavallo, e indica colui che, infatti, "cavalca la musica").[14][51][73] Emerso inizialmente nelle città di Chicago e New York durante la seconda metà degli anni ottanta,[14] il dj musicista iniziò a "suonare" dischi nei cosiddetti rave parties, raduni autoconvocati e illegali che avvenivano in fabbriche o altri edifici dismessi.[74] Contemporaneamente all'emersione della cultura rave, si affermarono due generi: la house music di Chicago[14] e la Detroit techno.

Frankie Knuckles e la Chicago house[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chicago house.

La musica house ha le sue origini nel locale Warehouse di Chicago dove, alla fine degli anni settanta, il dj residente Frankie Knuckles adoperò un registratore a bobine ed un mixer per isolare i "frammenti" ritmici ricavati da dischi di musica nera (disco music, soul, funk e rhythm and blues), metterli successivamente in loop, alterare la loro durata ed enfatizzare i ritmi. Accompagnando, in un secondo momento, la musica ottenuta con il ritmo prodotto da una batteria elettronica e aggiungendovi linee di basso, Knuckles divenne il principale esponente della house music.[75][76][51][77] Definita una "rilettura della musica tradizionale nera adattata alla tecnologia",[76] la house music di Chicago è un genere caratterizzato dalla presenza di una pulsazione regolare e veloce, da brevi frammenti musicali ripetuti e campionamenti. Era originalmente rivolta ad un pubblico esclusivamente giovanile. La musica house contribuì a divulgare la musica elettronica popolare[76] e ad inaugurare, con l'invenzione del remix, l'inizio della "club culture".[76] Fra gli altri dj residenti a Chicago che riproposero house music vi furono Dj Pierre, Marshall Jefferson e Jamie Principle.

Sempre a Chicago, si venne a sviluppare, nel 1987, l'acid house, una variante della Chicago house che sfrutta i suoni psichedelici prodotti dalla drum machine Roland TB-303,[76][51] mentre a New York si diffuse la garage house, caratterizzata da sonorità marcatamente soul.[51]

La Detroit techno[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Detroit techno.

La techno venne inventata a Detroit lungo la seconda metà degli anni ottanta. Musica ispirata a George Clinton, ai Kraftwerk ed alle novelle fantascientifiche (la parola "techno" proviene da "Techno Ribelle", un termine coniato dallo scrittore di fantascienza Alvin Toffler), la cosiddetta Detroit techno presenta sonorità cupe e futuriste, un ritmo rapido, e brevissimi frammenti musicali.[76][78] Inventata da musicisti quali Juan Atkins,[76] la Detroit techno ebbe fra gli altri esponenti Derrick May, Kevin Saunderson e Carl Craig.[78][51]

Fine degli anni ottanta - metà degli anni novanta: la scena rave britannica, il breakbeat, e l'ambient-house[modifica | modifica sorgente]

Durante il periodo iniziato nel 1986 e concluso nel 1989 vennero fatti esportare in Inghilterra numerosi album e singoli di musica elettronica da ballo americana. Grazie alla loro popolarità, si venne ad affermare, così come era accaduto in precedenza a Chicago, la scena rave britannica,[76][79] destinata a perdurare fino alla metà degli anni novanta. In seguito alla divulgazione e riduzione dei costi delle apparecchiature elettroniche, emersero successivamente numerosi musicisti elettronici e dj inglesi che contribuirono a popolarizzare la musica elettronica da ballo anche nel resto d'Europa.[52] Durante questi anni si affermarono in Inghilterra alcuni nuovi stili musicali: la jungle music, la drum and bass, l'acid jazz e l'ambient-house.

La jungle music[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Jungle (genere musicale).

La jungle fu il primo genere musicale da ballo elettronico inventato in Inghilterra.[65] Originalmente influenzata dalla prima musica hardcore techno e dall'hip-hop, la jungle iniziò successivamente a presentare ritmiche più complesse e influenze musicali reggae, dub, calypso, funk, soul e jazz.[65] Ebbe fra i suoi maggiori musicisti Mickey Finn e 4hero.[80]

La drum and Bass[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Drum and bass.

Nata come fusione di jungle music e techno, la drum and bass si basa sui ritmi hip-hop che vengono riprodotti a doppia velocità, sull'uso frequente dei campionamenti e sulle sonorità del dub.[51] Considerata generalmente una variante più aggressiva della jungle music, ha fra i suoi principali esponenti "Dj" Fabio[80] e Roni Size.[34]

L'acid jazz[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Acid jazz.

L'acid jazz è uno stile musicale nato a Londra durante la seconda metà degli anni ottanta.[65] Definito da alcuni una "fusione di jazz e musica da ballo popolare", è una variante della musica house[81] che presenta sonorità jazz, funk-jazz e soul, fa generalmente uso di ritmi e melodie orecchiabili, ed adopera sempre campionamenti di strumenti musicali (soprattutto organi Hammond, congas, e sassofoni).[81] Fra i suoi musicisti più noti e importanti vi sono stati Eddy Piller[65], i Brand New Heavies[82] e i Jamiroquai.[83]

L'ambient house[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ambient house.

Per ambient house (termine probabilmente coniato dal musicista Jimmy Cauty dei KLF)[84] si identifica un insieme di musicisti pressoché inglesi, emersi lungo la prima metà degli anni novanta, ed autori di composizioni "ambient-cosmiche". Ebbe fra i suoi maggiori esponenti gli Orb, la cui musica risentiva l'influenza di Steve Reich, Brian Eno, Cluster, Pink Floyd e di generi quali il reggae e la dub music.[85] Altri musicisti e progetti di questa corrente includono Biosphere, Mixmaster Morris, Pete Namlook, Deep Space Network, Global Communication e Ultramarine.[65]

Anni novanta: l'emersione di nuovi stili musicali[modifica | modifica sorgente]

Richie Hawtin, considerato uno dei maggiori musicisti elettronici degli anni novanta (2008)

Anche grazie alla riduzione dei prezzi delle apparecchiature elettroniche avvenuta durante gli anni novanta, si vide aumentare in quel periodo il numero dei compositori elettronici che, ispirandosi a generi musicali inventati in precedenza, svilupparono nuovi "linguaggi". Fra essi vi sono la trance music, l'eurodance, il big beat, il trip-hop, la techno hardcore, la glitch music, la UK Garage, la dubstep e il primissimo electroclash. Alcuni dei musicisti più importanti emersi in questo decennio includono Richie Hawtin, considerato l'inventore della minimal techno,[86] Aphex Twin, considerato uno dei più importanti esponenti dell'ambient techno e della idm ("intelligent dance music"),[51][87] i Future Sound of London, una delle prime formazioni che sfruttarono a fondo le possibilità tecnologiche di internet per comporre musica elettronica,[34] e i Mouse on Mars.[88]

La techno hardcore[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Techno hardcore.

Genere nato in Olanda e Germania agli inizi degli anni novanta, la techno hardcore è una musica caratterizzata da influenze techno, breakbeat, ebm e new beat.[89] Inizialmente caratterizzata da sonorità reggae e hip-hop, fece successivamente un maggiore uso di "frammenti ritmici" messi in loop, di campionamenti, e divenne più aggressiva.[89] Ha fra i suoi esponenti i Rotterdam Terror Corps e 3 Steps Ahead.

L'eurodance[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi eurodance.

Genere emerso alla fine degli anni ottanta e divenuto largamente popolare negli anni novanta, l'eurodance è caratterizzata da sonorità melodiche, vivaci, e riprende influenze dalla house e dall'Hi-NRG.[65] I suoi autori includono Haddaway, Sash!, John Scatman, i La Bouche e gli Aqua.

La trance[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trance (musica).

Variante della techno con una forte componente melodica,[51] la trance è uno stile musicale inventato negli anni novanta. Originalmente ispirata all'acid-house, essa fa spesso uso di effetti doppler, sonorità percussive sovrapposte fra loro, e mette in primo piano i suoni prodotti dai sequencer.[90] Fra i suoi esponenti vi sono Paul van Dyk, Sven Vath, Trance Induction e Armin Van Buuren.

Da questo stile sarebbero emerse alcune versioni alternative, esse comprendono, ad esempio, la Goa trance, uno stile caratterizzato da sonorità psichedeliche.[91]

Il trip hop[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trip hop.

Il trip hop (noto anche come Bristol sound) è un genere musicale "onirico e cinematico" che presenta influenze reggae, dub, r&b, ambient, soul e funk.[34] Ebbe fra i suoi esponenti i Massive Attack, probabilmente il complesso più importante del genere,[92] Tricky, i Portishead, DJ Shadow, DJ Krush e i Morcheeba.

La glitch music[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi glitch (musica).

Stile di musica elettronica emerso durante gli anni novanta,[93] la glitch music è costruita sugli "errori" (detti, appunto, "glitch") prodotti dalle apparecchiature elettroniche (stridii, distorsioni e altri).[94][95] Una delle sue formazioni pionieristiche fu quella degli Oval mentre gli altri esponenti includono Alva Noto, Ryoji Ikeda, i Matmos,[93] Christian Fennesz e Taylor Deupree.

Il big beat[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Big beat.

Stile musicale inventato dai Chemical Brothers, il big beat si sviluppò in Inghilterra[67] per divenire successivamente più popolare grazie al successo di Fatboy Slim. Caratterizzato dalla forte presenza di campionamenti e da sonorità ballabili, Il big beat ha fra i suoi autori i Propellerheads e i Crystal Method.

La UK garage[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi UK garage.

La UK garage è una variante più veloce della garage house. Stile che ricorda a tratti la drum and bass, venne concepita per un pubblico meno giovanile rispetto a quello della Chicago house.[51] Ha fra i suoi esponenti gli Artful Dodger.

La dubstep[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi dubstep.

La dubstep è un genere musicale emerso in Inghilterra alla fine degli anni novanta. Oltre a presentare ritmi sincopati, essa è caratterizzata da linee di basso pesanti ispirate alla musica reggae[96] e sonorità riconducibili a UK garage, drum and bass e dub.[97] I suoi pionieri includono Digital Mystikz, Loefah, Kode9, EL-B e Steve Gurley.[98][96]

L'electroclash[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi electroclash.

Genere emerso alla fine degli anni novanta e divenuto più popolare durante il decennio seguente, l'electroclash è caratterizzato da influenze techno, new wave, synth pop[99][100] e sonorità provocanti. Lo stile ha fra i suoi esponenti Felix da Housecat, Peaches e i Fischerspooner.

Note[modifica | modifica sorgente]

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  2. ^ Sebbene siano stati numerosi gli strumenti elettronici inventati lungo la prima metà del Novecento, in questa pagina ne sono elencati solo alcuni. scritti di autori vari scelti da Henri Pousseur, La musica elettronica, Feltrinelli, 1976, p. 21.
  3. ^ Donald A. Norman, Il computer invisibile. La tecnologia migliore è quella che non si vede, Apogeo Editore, 2005, p. 1.
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  8. ^ Brian Eno on bizarre instruments - Telegraph
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  14. ^ a b c d e f g h Enciclopedia della Musica I - il Novecento, Einaudi, pag. 338
  15. ^ Alessandro Rigolli e Paolo Russo, Il suono riprodotto, EDT, 2007, pp. 24,159.
  16. ^ In un libro di Simon Emmerson è scritto che composizioni quali The Wild Bull (1968) di Morton Subotnick e l'album Switched-On Bach (1968) di Wendy Carlos segnarono una nuova fase per la musica elettronica che, per la prima volta, iniziò a divenire meno accademica. Questo fa intuire che, prima degli anni sessanta, tutta la musica elettronica era sempre stata realizzata da compositori accademici, compresa quella delle diverse "scuole" degli anni cinquanta. Simon Emmmerson, Language of Electroacustic Music, Harwood Academic Publishers, 1986, p. 123.
  17. ^ Dizionario della Musica e dei Musicisti - il Lessico II Parte - D/Liv, pag. 125-126
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  25. ^ In una recensione dell'album Froots di Jean-Jacques Perrey, il musicista è stato definito una "...leggenda vivente nonché pioniere della musica elettronica realizzata prima con l'Ondioline, poi con il Moog..." Giorgio Valletta, Froots, Jean-Jacques Perrey in Rumore Magazine #224, settembre 2010.
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  37. ^ In una recensione dedicata ad alcuni album dei Popol Vuh, Stefano Morelli scrisse: Ciò che rende ancora seminale l'esperienza artistica di Florian Fricke è il concepimento del suono come sentiero primevo per una ricerca anzitutto mistica e rivelatoria del mondo. In questo i Popol Vuh hanno concretamente rappresentato una radice originaria, e originale, rispetto alle idee di ambient, esotismo etnico orientale e di progressivo applicato all'animismo sinfonico psichedelico. Stefano Morelli, Popol Vuh - Affenstunde; In Den Gärten Pharaos; Hosianna Mantra; Seligpreisung; Einsjäger Und Siebenjäger in Rumore Magazine #226, novembre 2010.
  38. ^ In una recensione dedicata all'omonimo debutto dei Cluster, ed agli album Selbspotrait -Vol.II e Geshenk des Augenblincks di Hans-Joachim Roedelius, Vittore Baroni scrisse: (Riferendosi all'album Cluster) Tre lunghe astrazioni elettroniche prive di struttura lineare, improvvisazioni tese rumore e fluttuante melodia, tra approccio "popular" e ricerca colta, enigmatiche e seducenti oggi come nel '71. Un suono che indica la strada a mille future evoluzioni: dai TG ai Pan Sonic, sono già tutti qui in embrione. Vittore Baroni, Cluster - Cluster 71; Hans-Joachim Roedelius - Selbspotrait -Vol.II, Geshenk des Augenblincks in Rumore Magazine #229, febbraio 2011.
  39. ^ Andrea Prevignano, Privé in Rumore Magazine #245, giugno 2012.
  40. ^ a b Alessandro Bolli, Dizionario dei nomi rock, Arcana Editrice, 1998, pp. 295,530.
  41. ^ a b Cesare Rizzi, Enciclopedia Rock Anni '80, Arcana Editrice, 2002, p. 295.
  42. ^ Luca Beatrice, Cover story: Radioactivity, Kraftwerk in Rumore Magazine #228, novembre 2010.
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  47. ^ Discreet Music Liner Notes
  48. ^ Un esempio delle sue capacità (di Brian Eno) ad influenzare artisti nei più disparati ambiti musicali, e non solo, può essere considerato il brano An Ending: Ascent contenuta nell'album Apollo: Atmospheres and Soundtracks del 1983, più volte ripreso, stravolto ma neppure tanto, in versione trance-dance da alcuni DJ in questi ultimi anni, Micharl Dow e DJ Sonne tra gli altri, o la versione cameristica e intimistica per piano e archi di Arturo Stalteri. Brian Eno - Lux in Suono, marzo 2012.(da , mensile musicale diretto da Paolo Corciulo e Max Stefani, marzo 2012 pag. 130)
  49. ^ a b c Stanley Sadie, The New Grove Dictionary of Music and Musicians - Second Edition - 23 (Scott to Sources, Ms), Macmillan Publishers, 2001, p. 108.
  50. ^ The New Grove Dictionary of Music and Musicians - Second Edition - 8 (Egypt to Flor) (a cura di Stanley Sadie, Macmillan Publishers, 2001, pag. 92-93
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  52. ^ a b Toop; pag. 52-55
  53. ^ nell'opera Enciclopedia della Musica I - il Novecento è scritto: Avvenne una rivoluzione in questi anni (anni settanta e ottanta): nel suo studio, il compositore si trova a disporre di macchine che fanno di lui il signore dei suoni: un campionatore, che gli permette di registrare qualsiasi suono e di trasporlo a tutte le possibili altezze e a tutte le durate immaginabili; un sequencer, grazie al quale il musicista, manipolando i parametri digitalizzati dei suoni, può registrare la rappresentazione astratta della sequenza sonora che sarà eseguita dal sintetizzatore. Perché è questo il nuovo strumento musicale per eccellenza: il sintetizzatore, meglio definibile come macchina musicale universale. (a cura di Jean-Jacques Nattiez, Einaudi, 2001 pag. 772)
  54. ^ a b Massimo Cotto, Il grande libro del rock (e non solo), BUR, 2011, p. 334.
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  57. ^ nell'opera Enciclopedia Rock Anni '80 (Cesare Rizzi, Arcana Editrice, 2002) Gary Numan è stato definito "il pioniere del techno pop inglese" (pag. 371)
  58. ^ Storia della musica IV volume (a cura di Alberto Basso, UTET, 2004) pag. 387
  59. ^ Gli Speciali di Onda Rock :: Storia Del Rock - New Wave
  60. ^ L'eco sarà lunga e fragorosa. Impareremo da loro (i Throbbing Gristle) e di loro molte più cose dopo che durante. Riccardo Bertoncelli, 20 Jazz funk Greats - Throbbing Gristle: Bellezza del caos in Audio Review #330, febbraio 2012.
  61. ^ Il loro uso dei feedback, di effetti elettronici, l'idea della reiterazione e della fusione tra chitarra e tastiera sono un marchio di fabbrica dal quale molte band sono partite. Ne sanno qualcosa i Loop e i Nine Inch Nails. Franco Lys Dimauro, Chrome in Rumore Magazine #229, febbraio 2011.
  62. ^ Cabaret Voltaire - biografia, recensioni, discografia, foto :: OndaRock
  63. ^ Whitehouse | Music Biography, Credits and Discography | AllMusic
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  85. ^ The Ambienth Century - From Mahler to Moby - The Evolution of Sound in the Electronic Age pag. 388,392
  86. ^ ...(riferendosi a Richie Hawtin) si tratta in ogni caso di uno dei giganti della musica elettronica degli ultimi decenni: di colui che, costruendo sulle fondamenta gettate dalla techno classica di Detroit e dalla acid house della vicina Chicago, ha praticamente inventato il suono minimale. Andrea Pomini, Arkives - Plastikman in Rumore Magazine - #230, marzo 2011.
  87. ^ Enciclopedia Rock Anni '90 (Cesare Rizzi, Arcana Editrice, 2002) pag. 32
  88. ^ Che questo duo tedesco (i Mouse on Mars) sia stato uno dei gruppi cruciali degli anni Novanta e del principio di nuovo millennio è fuori discussione: nessuno come Jan St. Werner e Andy Toma ha saputo coniugare altrettanto bene post-rock ed elettronica, migliore via mediana immaginabile fra Aphex Twin e Autechre da un lato, Tortoise e Stereolab dall'altro.  Eddy Cilìa, Parastrophics - Mouse on Mars: Kraftwerk in Progress in Audio Review #331, marzo 2012.
  89. ^ a b Reynolds; pag. 149-151
  90. ^ Reynolds; pag. 257-258
  91. ^ The History of Rock Music. Simon Posford: biography, discography, review, links
  92. ^ nell'opera Rock 500 dischi fondamentali il loro album Blue Lines (1991) è considerato la pietra miliare del trip-hop (a cura di Eddy Cilìa e Federico Guglielmi, Giunti, 2002 pag.138)
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  94. ^ Twentieth-Century Music Theory and Practice (Edward Pearsal, Routledge, 2012, pag. 240)
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  98. ^ The Wire (# 279 - Aprile 2011)
  99. ^ Lynskey (22 marzo 2002), "Out with the old, in with the older", Guardian.co.uk, archiviato dall'originale il 16 febbraio 2011
  100. ^ The Electroclash Mix by Larry Tee Review | Music Reviews and News | EW.com

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alberto Basso, Dizionario della Musica e dei Musicisti - il Lessico II Parte - D/Liv, UTET, 1983.
  • Jean-Jacques Nattiez, Enciclopedia della Musica I - il Novecento, Einaudi, 2011.
  • David Toop, Oceano di suono, Costa&Nolan, 1995.
  • Simon Reinolds, Energy Flash, Arcana, 2010.

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