Musica elettronica

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Musica elettronica
Origini stilistiche Musica sperimentale
Origini culturali anni settanta, (Europa)
Strumenti tipici Sintetizzatore, Drum machine, Sequencer, Tastiera, Campionatore, Vocoder
Popolarità Molto ben nota e diffusa dagli anni '70 fino ad oggi. Attualmente è in continua crescita,essendo ormai il genere musicale più in voga e continuando ad abbinarsi con altri generi: si pensa infatti sia la musica universale in un prossimo futuro nel panorama musicale[senza fonte].
Sottogeneri
Generi derivati
Synthpop - Synthpunk - Dance - Electro - Industrial - Raggamuffin - House - IDM - Techno - Goa Trance - Jungle - Drum & Bass
Generi correlati
Scene regionali
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Categorie correlate

Gruppi musicali di musica elettronica · Musicisti di musica elettronica · Album di musica elettronica · EP di musica elettronica · Singoli di musica elettronica · Video e DVD di musica elettronica

Per musica elettronica si intende, in termini generali, la musica prodotta esclusivamente o prevalentemente con strumentazione elettronica; ovvero con sintetizzatori, campionatori ed altri strumenti. In tal senso, con l'evoluzione della tecnologia digitale, anche apparecchiature come il personal computer sono diventati strumenti per produrre musica elettronica. La locuzione viene talvolta assimilata, in modo non del tutto corretto, a quella di musica elettroacustica. Per questa ragione, poiché gran parte della musica contemporanea è registrata, suonata, e scritta con l'ausilio di equipaggiamenti elettronici (sequencer, hardware, software), l'espressione si applica in modo più appropriato a quei generi e a quelle opere musicali in cui l'elettronica non costituisce semplicemente un mezzo utilizzato nel processo di creazione di una registrazione di un brano musicale, ma è viceversa intrinseca alla natura stessa del brano, come nel caso di incisioni dominate da sintetizzatori, campionatori, drum machine, sequencer e così via. Il che non significa comunque che questo genere di musica abbia sempre caratteristiche immediatamente riconoscibili, dato che strumenti elettronici vengono spesso usati per riprodurre sonorità naturali o meccaniche. Va dunque tenuto presente che in questo senso specifico, l'espressione musica elettronica si può applicare a opere e artisti con intenti musicali estremamente diversi.

Da una matrice "colta", vicina alla musica contemporanea e a quella d'avanguardia, la musica elettronica si sviluppa grazie al lavoro di compositori come Luciano Berio, John Cage, Franco Evangelisti, György Ligeti, Bruno Maderna, Luigi Nono, Henri Pousseur, Steve Reich, Pierre Schaeffer, Karlheinz Stockhausen, Edgar Varèse, Iannis Xenakis e Pietro Grossi. Questa prima generazione di compositori elettroacustici, particolarmente attiva negli anni Cinquanta e Sessanta, è costituita dai pionieri della musica elettronica. La loro attività si svolge inizialmente presso le istituzioni radiofoniche, gli unici enti che avevano la strumentazione necessaria e che investivano nelle apparecchiature elettroniche. Presso gli studi della RTF di Parigi, Pierre Schaeffer e i suoi collaboratori sul finire degli anni Quaranta avevano teorizzato e sviluppato la musica concreta. Con l'arrivo dei primi oscillatori questi studi divennero un fertile terreno per la musica elettronica e la musica elettroacustica.

Da una matrice "leggera", sviluppandosi inizialmente con il lavoro di alcuni artisti e gruppi sperimentali degli anni Sessanta, la musica elettronica ha uno sviluppo sostanzialmente eterogeneo, dovuto soprattutto al fatto che l'uso di sintetizzatori e campionatori si è via via largamente diffuso in moltissimi generi, creando contaminazioni e commistioni che spesso rendono difficile l'identificazione del genere stesso e il peso che la strumentazione elettronica ha in esso. Accanto ai precursori fondamentali della musica elettronica tout-court, come Tangerine Dream, Kraftwerk e Klaus Schulze, alla diffusione del sintetizzatore contribuirono nomi legati maggiormente alla scena progressive, come Keith Emerson e Rick Wakeman, che utilizzarono l'elettronica sia per creare atmosfere innovative, sia per riprodurre più facilmente sonorità altrimenti vincolate ad esecuzioni strumentali complesse (ensemble di archi, ecc.) E' ormai un genere conosciuto ed apprezzato in ogni ambito, esso fa parte ormai di tutti generi che non hanno a che fare con la musica elettronica in sè,e dagli inizi, mescolandosi con la musica strumentale, appartiene al cosiddetto genere più conosciuto per eccellenza tutt'ora, definito commerciale, più precisamente chiamati (dance pop,synth pop,synth punk), e un genere a parte ma molto usato ormai anche da non produttori o dj, l'house music. Esso poi si ramifica in altre miriadi di generi,fino ai più estremi e quindi underground. Attualmente in Italia uno dei compositori che sta dando una nuova giovinezza alla musica elettronica italiana è Jean Ven Robert Hal con l'utilizzo di strumenti sia "vintage" che moderni.

Indice

[modifica] Breve storia della musica elettronica

Il termine "Musica elettronica" viene introdotto negli anni '50, quando già possedeva una storia anche secolare. I primi esperimenti risalgono al 1700 quando si tentava di utilizzare forze elettrostatiche per produrre suoni. L'evento determinante fu l'invenzione del fonografo, prima a rullo poi a disco, che introdusse la possibilità di registrare suoni, riprodurli e modificarli. Conseguentemente a questa invenzione si apriranno varie correnti di sperimentazione che piu tardi avranno sede presso le radio nazionali dei rispettivi paesi. Due tra queste, e forse le piu importanti, furono il GRM di Parigi (Presso la radio-televisione francese) e il WDR di Colonia. Più a Colonia, definita scuola di musica elettronica, piuttosto che a Parigi, definita scuola di musica concreta, ma comunque determinante per la storia della musica elettronica in generale fu la comparsa degli elettrofoni: classe di strumenti musicali riconosciuta e inserita nella classificazione degli strumenti nel 1937. Il primo strumento elettrofono che si ricorda è, verso la fine del 1800, il singing arc: uno strumento elettrofono con controllo a tastiera che sfruttava il ronzio dei sistemi di illuminazione allora in uso. Durante i primi anni del '900 nascono i più importanti strumenti elettrofoni che aprono la strada ad un processo evolutivo sperimentale che coinvolgerà tutto il mondo nel corso del secolo: uno tra questi è il Theremin (anni venti), elettrofono senza interfaccia fisica di controllo che sfrutta un difetto dell'oscillatore a battimenti secondo cui all'avvicinarsi o allontanarsi di un corpo questo cambia la sua frequenza di oscillazione; tramite lo spostamento delle mani dell'esecutore vicino alle due antenne è possibile controllare altezza e intensità di un suono molto particolare e caratteristico dello strumento, usato spesso in passato (e tutt'oggi). Dopo la seconda guerra mondiale, con l'introduzione dei transistor e dei primi elaboratori elettronici molti sperimentatori sonori si interessarono alla produzione di suoni derivanti dalle nuove tecnologie. Fino agli anni sessanta rimaneva una pratica per pochi, a causa degli alti costi per procurarsi certe apparecchiature e per la relativa difficoltà nel loro uso sonoro. A partire dagli anni settanta però la diffusione di macchine per la produzione di musica elettronica si allargò molto: sintetizzatori e sequencer cominciarono a essere di uso comune e non più limitato all'avanguardia sperimentale. Negli anni ottanta la diffusione di queste tecnologie si allargò sempre più fino a coinvolgere anche i primi computer a uso personale.

Negli anni successivi fino ad oggi, questo processo si è sempre più allargato rendendo la produzione di musica elettronica sempre più alla portata di tutti. Basta una certa facilità nell'uso del computer e con costi molto bassi si hanno a disposizione tutti i mezzi e i suoni possibili per comporre. Inoltre sono sempre disponibili le tecnologie precedenti, che si possono sovrapporre ai computer, senza contare le possibilità di contaminazione con suoni acustici o elettrici.

Negli ultimi anni, con la diffusione di internet, anche la distribuzione della musica può essere elettronica. Tralasciando la distribuzione 'illegale' di mp3, molti produttori indipendenti decidono di distribuire le loro produzioni su internet, con il vantaggio di ridurre di molto le spese e i tempi della distribuzione tradizionale. Le netlabel (che sono in pratica delle etichette discografiche che usano internet per distribuire le loro produzioni) si stanno sovrapponendo alle etichette indipendenti. L'elettronica è stato il primo genere naturalmente portato a usare questo tipo di distribuzione, ma si sta progressivamente estendendo anche ad altri generi.

[modifica] Alcuni dischi rilevanti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Categoria:Generi musicali e Categoria:Musica elettronica.

Un elenco sicuramente non esaustivo di opere che si evidenziano come significative nell'evoluzione della musica elettronica, in vari periodi e relativamente a vari sottogeneri in cui l'uso di sintetizzatori e strumenti digitali è preponderante o comunque rilevante per originalità e innovazione.

Nome dell'artista Titolo e anno
Walter Carlos Switched-On Bach - 1968
Kraftwerk Kraftwerk - 1970
Cluster Cluster - 1971
Faust Faust - 1971
Tangerine Dream Alpha Centauri - 1971
Tangerine Dream Phaedra - 1973
Walter Carlos Sonic Seasonings - 1972
Klaus Schulze Irrlicht - 1972
Klaus Schulze Timewind - 1975
Popol Vuh Hosianna Mantra - 1972
Vangelis L'Apocalypse des Animaux - 1972
Kraftwerk Autobahn - 1974
Jean Michel Jarre Oxygène - 1976
Jon Hassel Vernal Equinoxe - 1977
Harold Budd Pavilion of Dreams - 1978
Brian Eno Music for Airports - 1978
Suicide Suicide - 1980
John Foxx Metamatic - 1980
Current 93 Nature Unveiled - 1982
Art of Noise Who's Afraid of the Art of Noise? - 1984
In the Nursery Koda - 1988
Steve Roach Dreamtime Return - 1988
Robert Rich Rainforest - 1989
Depeche Mode Violator - 1990
Massive Attack Blue Lines - 1991
The Orb U.F. Orb - 1992
Rick Wright Broken China - 1996
Daft Punk Homework - 1997
Fatboy Slim You've Come a Long Way, Baby - 1998
Deca Simbionte - 2002

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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