Musica elettronica
| Musica elettronica | |
|---|---|
| Origini stilistiche | Musica sperimentale |
| Origini culturali | anni Cinquanta, (Europa) |
| Strumenti tipici | Sintetizzatore, Drum machine, Sequencer, Tastiera, Campionatore, Vocoder |
| Popolarità | La musica elettronica presenta moltissime varianti che spaziano dai generi più commerciali e popolari a quelli legati alla musica d'avanguardia "di nicchia". Di conseguenza è impossibile stabilirlo. |
| Generi derivati | |
| Synthpop - Synthpunk - Dance - Electro - Industrial - Raggamuffin - House - IDM - Techno - Goa trance - Jungle - Drum & Bass | |
| Categorie correlate | |
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Per musica elettronica si intende tutta quella musica prodotta o modificata da apparecchiature elettroniche.[1]
Storia[modifica]
1906-anni Cinquanta: i primi strumenti musicali elettronici[2][modifica]
Il primo strumento elettronico che sia mai stato costruito fu il thelarmonium (noto anche come dinamofono). Inventato nel 1906 da Thaddeus Cahill,[3] era dotato di una console di organo.[4] Le sue enormi dimensioni [5] e la sua scarsa praticità furono i principali motivi per cui esso si rivelò essere un fallimento commerciale.[6]
Successivamente venne inventato il triodo (o audion), considerata la prima valvola termoionica.[7]
Nel 1920 Lev Theremin costruì l'omonimo strumento musicale. Costituito da due antenne in grado di controllare rispettivamente la frequenza e il volume, lo strumento produceva suoni simili a quelli della voce umana.[8] Così come accadde per il dinamofono, anche il theremin non ebbe modo di affermarsi in modo durevole.[9]
Nel 1928 venne inventato l'onde martenot (noto anche come "ondes martenot" e "ondes musicales").[10][11] Considerato il primo vero strumento elettronico, nonché uno dei migliori prodotti fino alla metà degli anni Cinquanta,[12][13] era dotato di una tastiera ed era relativamente semplice da usare. Esso fu il primo apparecchio elettronico ad avere una notevole diffusione e ad affermarsi in modo durevole.[14][15][16][17]
Pochi anni dopo Friedrich Trautwein inventò il trautonium, strumento che introdusse alcune semplificazioni nell'uso delle apparecchiature elettroniche.[18]
Durante gli anni Trenta vennero costruiti i primi strumenti elettronici in grado di emulare i suoni dell'orchestra, quali il clavioline.[19]
Durante gli anni Quaranta vennero costruiti i primissimi modelli di sintetizzatori.[20]
Nei primi anni cinquanta aumentò la produzione dei transistor che sostituirono le valvole termoioniche nel controllo della corrente elettrica. Grazie alle loro dimensioni ridotte, alla loro maggiore praticità, ed ai loro costi ridotti, i transistor rivoluzionarono l'intera industria elettronica, vennero di conseguenza adoperati in un numero sempre crescente di apparecchiature elettroniche[21] e resero le tastiere più piccole.[22] Nel 1958 vennero inventati i primi circuiti integrati[23] che potevano includere numerosi transistor al loro interno.
Durante gli anni Cinquanta gli ingegneri Herbert Belar ed Henry Olsen inventarono il Mark I RCA Synthesizer e il suo "successore" Mark II RCA Synthesizer. Quest'ultimo modello includeva il primo sistema completo di produzione del suono elettronico e disponeva di una discreta gamma di opzioni che potevano essere pre-impostate direttamente dal musicista che lo adoperava.[24]
1948-1964: la diffusione degli studi di registrazione elettronici e le scuole di musica d'avanguardia[modifica]
Il miglioramento delle tecniche di registrazione che seguì la Seconda Guerra Mondiale permise la diffusione dei primi studi elettronici, che erano dotati di generatori del suono, apparecchiature per la modificazione e il missaggio, più tutto l'occorrente per la registrazione (ad esempio microfoni, amplificatori e altoparlanti).[25] Nello stesso periodo si diffuse il magnetofono che permise ai compositori di manipolare le registrazioni su disco al fine di applicare su esse diversi effetti sonori.[26] Fra i centri di musica elettronica più importanti vi furono il Columbia-Princeton Electronic Music Center (1950) (dove vennero inventati i sintetizzatori Mark I e Mark II), lo Studio for Electronic Music di Colonia (1951) che ebbe fra i suoi rappresentanti Karlheinz Stockhausen, e lo Studio di Fonologia fondato a Milano nel 1953.[27] Quest'affermazione degli studi di musica elettronica, che contribuì ad aumentare la popolarità delle apparecchiature elettroniche ad un pubblico costituito esclusivamente da musicisti accademici, [28] permise l'emersione di diverse "scuole" di musica colta: la musica concreta, la musica elettronica, la tape music, e la computer music.[29]
La musica concreta[modifica]
| Per approfondire, vedi Musica concreta. |
La musica concreta (nota anche come "musique concrète") è uno stile musicale nato in Francia nel 1948 che ebbe quale principale esponente il compositore Pierre Schaeffer.[30] L'etimologia del termine proviene da una sua affermazione secondo la quale la musica concreta è, a differenza della musica "tradizionale definita astratta", realizzata attraverso fonti sonore naturali.[31]
I principi basilari di questo stile si possono riassumere in questo modo:
- La tradizionale interpretazione della musica è abbandonata a favore di quella del rumore.[32]
- Qualsiasi suono è adatto a diventare materiale di una composizione, ma non se ottenuto da segnali generati elettronicamente.[33][34]
- La musica è elaborata a partire da suoni registrati. Questi possono essere selezionati a partire da effetti sonori naturali o artificiali, come pure da effetti sonori vocali. Dopo essere stati registrati separatamente, i vari suoni vengono ordinati secondo il piano dell'opera.[35][36]
- il nastro magnetico viene sempre manipolato (per esempio, nel montaggio i nastri vengono sovrapposti, accelerati, rallentati, suonati a rovescio, mentre il timbro viene filtrato, ne viene modificata l'intensità oppure il riverbero).[37][38]
Stile che introdusse la tecnica del montaggio sonoro,[39] la musica concreta si identificò sempre più con quella elettronica "purista" tedesca, fino a quando le due tendenze vennero quasi del tutto abbandonate negli anni Sessanta.[40]
Fra i musicisti più significativi della musica concreta vi furono Pierre Henry, considerato uno dei massimi musicisti contemporanei,[41] Francois Bayle, Luc Ferrari e Bernard Parmegiani.[42]
La musica elettronica[modifica]
| Per approfondire, vedi Elektronische musik. |
A differenza della musica concreta, la musica elettronica (dal tedesco "elektronische musik") ricorreva esclusivamente all'uso dei suoni sintetici prodotti dagli oscillatori elettrici di frequenze o da generatori di impulsi[43] che producevano fonti sonore quali il rumore bianco. [44][45] Tra i suoi maggiori esponenti vi furono Karlheinz Stockhausen, Luciano Berio, e Bruno Maderna.
La tape music[modifica]
| Per approfondire, vedi Tape music. |
La tape music (dall'inglese "musica per nastro") era uno stile musicale che, adoperando la tecnica del montaggio sonoro,[46] elaborava brani pre-registrati eseguiti con strumenti tradizionali. [47] Le due principali scuole di tape music vennero fondate entrambe negli Stati Uniti durante gli anni Cinquanta: una da parte di John Cage, l'altra da Vladimir Ussachevsky e Otto Luening.[48] Fra i suoi esponenti vi fu il compositore David Tudor. [49]
La computer music[modifica]
| Per approfondire, vedi Computer music. |
La computer music (detta anche "musica informatica") è uno stile musicale basato sull'uso di uno o più elaboratori elettronici.[50] Lo stile ebbe quale maggiore rappresentante Iannis Xenakis, che lo approfondì a cavallo fra gli anni cinquanta e sessanta.[51] Altri compositori che realizzarono computer music includono Benjamin Boretz, Hubert Howe, James Krtland Randall, Jean-Claude Risset e Barry Vercoe.[52]
Anni Sessanta: l'evoluzione dei sintetizzatori e la live electronic music[modifica]
Durante gli anni Sessanta, l'orientamento dell'industria verso una tecnologia basata sui transistor contribuì agli sviluppi dei primi circuiti integrati commerciali, destinati a rendere ulteriormente più piccole tutte le tastiere.[53][54] Il primo sintetizzatore a divenire largamente popolare, grazie alle sue dimensioni ridotte ed al suo costo relativamente basso, fu il Moog, inventato nel 1964 dall'ingegnere Robert Moog. Riconosciuto per essere stata un'importante evoluzione delle precedenti tastiere elettroniche,[55][56] lo strumento godette di vasta notorietà soprattutto grazie al successo commerciale di Switched-on Bach (1968) di Wendy Carlos, un album contenente alcune partiture di Johann Sebastian Bach suonate interamente con esso.[57][58][59]
Concepiti per essere accessibili ad un pubblico di massa, i nuovi sintetizzatori erano in grado di modificare diverse proprietà del suono in modo autonomo (altezza, inviluppo, ampiezza, timbro, riverbero, modulazione e altri), e di produrre una vasta gamma di suoni.[60] Alcuni dei numerosi sintetizzatori costruiti in seguito all'invenzione di Moog, quali il sistema modulare di Donald Buchla e l'ARP 2600, sono considerate varianti perfezionate di quel modello.[61]
Nello stesso periodo, alcuni musicisti quali Morton Subotnick, Milton Babbitt, Gershon Kingsley (noto per essere stato l'autore del brano "Popcorn"), Mort Garson, Jean-Jacques Perrey e il duo Beaver & Krause divennero i pionieri della musica elettronica per sintetizzatore.[62][63][64][65][66]
La live electronic music[modifica]
| Per approfondire, vedi Live electronics. |
La live electronic music (nota anche come "live electronics") è uno stile che veniva realizzato manipolando in tempo reale i suoni prodotti nella sua esecuzione attraverso l'uso di apparecchiature elettroacustiche.[67][68] Nata soprattutto grazie agli esperimenti di John Cage, David Tudor,[69] e agli spettacoli d'avanguardia multimediale del Fluxus di George Maciunas,[70] la live electronic music poteva essere realizzata seguendo diversi criteri possibili e non doveva essere necessariamente registrata in studio.[71] Ebbe fra i suoi maggiori gruppi musicali i Sonic Arts Union, i Musica Elettronica Viva [72] e gli AMM.
1965-1975: il dub giamaicano, il krautrock e l'ambient music[modifica]
Il dub giamaicano[modifica]
| Per approfondire, vedi Dub. |
Il dub è un genere musicale[73] nato in Giamaica alla fine degli anni Sessanta che enfatizza i suoni del basso e degli effetti sonori quali l'eco e il riverbero. Nato in seguito alla creazione dei primi sound system, grandi impianti sonori concepiti per esaltare i bassi,[74] il dub ebbe fra i suoi maggiori musicisti "Scratch" Lee Perry, noto per essere stato il primo musicista ad adoperare lo studio di registrazione come uno strumento musicale,[75] e King Tubby, che scoprì il modo di rimuovere la parte vocale dalle tracce di sottofondo, per poi manipolare l'arrangiamento con tecniche ed effetti diversi qual i delay, l'eco e il riverbero.[76] Oltre ad inaugurare la prima applicazione delle moderne tecniche di missaggio nella musica,[77] il dub contribuì agli sviluppi della jungle e del trip-hop.[78]
Il krautrock e i Kraftwerk[modifica]
| Per approfondire, vedi Krautrock. |
Il krautrock è uno stile musicale nato in Germania alla fine degli anni Sessanta che adopera strumenti elettronici, soprattutto i sintetizzatori,[79] per ottenere sonorità generalmente psichedeliche[80] e sperimentali. Stile molto eterogeneo a causa delle scelte compositive di ciascuno dei suoi musicisti, ebbe importanti ripercussioni su futuri generi quali il post-rock, molta musica elettronica,[81] e la new age.[82] Ebbe fra i suoi maggiori rappresentanti i Tangerine Dream, uno dei primi gruppi musicali elettronici ad avere successo commerciale nonché uno dei primi ad utilizzare il sequencer come unità ritmica, (come dimostra il loro album Phaedra del 1974)[83] Klaus Schulze,[84] i Popol Vuh, e i Cluster.[85][86]
Un ruolo di grande importanza per gli sviluppi di molta musica elettronica lo ebbe soprattutto la formazione dei Kraftwerk che, ispirandosi alla musica d'avanguardia colta,[87] al pop e alla disco music,[88] pubblicò alcuni album caratterizzati da ritmi robotici ed atmosfere futuriste (quali Autobahn e Trans Europe Express) destinati a permettere la nascita del pop elettronico,[89][90] della techno,[91] e di molta industrial.[92]
Brian Eno e l'ambient music[modifica]
| Per approfondire, vedi Ambient. |
Prendendo ispirazione da musicisti quali La Monte Young, Erik Satie e John Cage, il tastierista inglese Brian Eno concepì, anche grazie ai miglioramenti delle tecnologie di registrazione,[93] l'ambient music, una musica generalmente realizzata tramite apparecchiature elettroniche che, a detta del compositore, va percepita senza essere ascoltata attentamente.[94][95][96] L'ambient music venne inventata quando Eno, dopo essere rimasto a letto in seguito ad un incidente d'auto, gli venne regalato un disco di musica per arpa dell'Ottocento. Dopo aver posto il disco nel giradischi ed essere tornato a letto, si accorse che il volume della musica era estremamente basso. Dichiarò in seguito all'avvenimento:
Mi ritrovavo nella condizione di non sentire quasi il disco. Mi si rivelò così quello che per me era un nuovo modo di ascoltare la musica - come una parte dell'ambiente d'intorno, così come lo erano, in quell'occasione, il colore della luce e il suono della pioggia.[97][98]
In seguito a quell'episodio pubblicò, nel 1975, il primo album ambient della storia: Discreet Music, seguito da una lunga serie di altri titoli comprendenti, Music for Films (1979), Ambient 4: On Land (1982), e Apollo: Atmospheres and Soundtracks (1983), tutti album che presentavano brani suonati con apparecchiature elettroniche, quali il sintetizzatore. Questa musica, generalmente astratta e caratterizzata da lente tessiture sonore, influì su molti altri generi musicali non necessariamente elettronici.[99]
1975-1985: l'affermazione dei microprocessori, dei Midi e dei nuovi stili di musica elettronica popolare[modifica]
Lungo la prima metà degli anni Settanta vennero già introdotte alcune novità di rilievo nell'ambito dell'industria elettronica: furono create le prime unità ritmiche, quali le batterie elettroniche, che erano in grado di riprodurre suoni percussivi, [100][101], i primi sintetizzatori in grado di essere suonati dal vivo, e i sintetizzatori digitali.[102]
Fu però a partire dalla seconda metà dello stesso decennio che avvennero alcune innovazioni destinate ad influire in modo decisivo nel modo di comporre elettronicamente. Grazie alla tecnologia dei microprocessori, i compositori iniziarono ad adoperare il computer che, attraverso le moderne tecnologie MIDI (sigla di Musical Instument Digital Interface), poteva essere collegato ad altre apparecchiature in modo da "pilotarle" contemporaneamente.[103][104][105][106] Le stesse tecnologie MIDI permisero successivamente ai compositori elettronici di comporre musica in solitudine senza che fosse necessario uno studio di registrazione per la memorizzazione dei brani.[107]
I microcomputer, inventati durante i primi anni Ottanta e spesso adoperati dai compositori, presentavano nuove funzioni prima praticabili solamente grazie a determinati macchinari (ad esempio, la riproduzione automatica di sequenze sonore, prima possibile solo con il sequencer, poteva ora essere eseguita da questi nuovi elaboratori elettronici).[108]
Grazie alla loro praticità, i sintetizzatori divennero, durante gli anni Ottanta, quasi onnipresenti nella musica elettronica.[109]
Dalla seconda metà degli anni Settanta fino alla prima del decennio seguente vennero intanto inventati alcuni dei primi generi e stili musicali elettronici che ottennero una considerevole popolarità: la disco music elettronica, il synth pop, l'industrial, il new beat e la variante elettronica della new age.
Giorgio Moroder e la disco-music elettronica[modifica]
| Per approfondire, vedi Disco music. |
Il compositore Giorgio Moroder si affermò fra quelli di maggiore importanza nell'ambito della disco music. Ispirandosi ai Kraftwerk,[110] realizzò alcuni album suonati quasi interamente con il sintetizzatore (quali, ad esempio, From Here to Eternity), che divennero pietre miliari della disco music elettronica.[111] Secondo altre fonti, Moroder permise gli sviluppi della musica house[112] e introdusse il concetto di "suite" nella disco music.[113]
Il synth pop[modifica]
| Per approfondire, vedi Synth pop. |
Il synth pop è uno stile musicale nato alla fine degli anni Settanta quando alcune formazioni musicali new wave, quali gli Ultravox, ebbero modo di acquistare gli strumenti elettronici (soprattutto batterie elettroniche e sintetizzatori) grazie alla riduzione dei loro costi.[114] Uno dei primi musicisti synth pop fu Gary Numan, che faceva uso delle moderne tecnologie per comporre canzoni melodiche.[115][116] Fra le formazioni synth pop vi furono i Depeche Mode, i Soft Cell e gli Human League.[117]
L'industrial[modifica]
| Per approfondire, vedi Industrial. |
Genere musicale che presenta sonorità elettroniche e d'avanguardia, l'industrial ebbe fra i suoi primi esponenti la formazione inglese dei Throbbing Gristle, attiva dalla fine degli anni Settanta. In una dichiarazione del loro leader, Genesis P-Orridge, si potrebbero rintracciare le origini del genere:
Lo studio dei Throbbing Gristle si trovava all'interno di una fabbrica vicino a London Fields, ad Hackney, dove erano seppellite molte vittime della pestilenza. Oltre i muri c'erano migliaia di cadaveri, perciò la soprannominammo Fabbrica della Morte. Ma per noi la Fabbrica della Morte ha sempre rappresentato una metafora della società industriale. Quando finimmo di produrre i nastri, uscii in Martello Street, mentre sulla linea ferroviaria passava un treno, e c'era una radio a transistor che sbraitava dietro l'angolo, e in una segheria tagliavano il legno, e un cane abbaiava; allora dissi 'Non abbiamo inventato nulla. Abbiamo soltanto sistematizzato ciò che qui accade ogni momento.' Fu allora che proposi di fare muzak per le fabbriche, impiegando il rumore autentico della fabbrica, ma rendendolo ritmico e per se stesso accettabile, invece di soffocarlo con disgustosa musica popolare." [118]
Grazie al loro "mix di nastri pre-registrati e rovesciati, rumori, sonorità metalliche e abrasive assolutamente ostiche e ipnotiche",[119] i Throbbing Gristle divennero uno dei maggiori gruppi musicali industrial di sempre.[120]
Altre formazioni influenti e rappresentative che seguirono il loro genere includono i Chrome,[121] i Cabaret Voltaire, e i Clock DVA.[122]
Dall'industrial sono nate almeno due varianti musicali: l'EBM (electronic body music), che enfatizza i suoni ritmici, e la power electronics, uno stile estremamente sperimentale e cacofonico.[123][124]
Il new beat belga[modifica]
| Per approfondire, vedi New beat. |
Il new beat (noto anche come "Belgian hardcore")[125] è uno stile musicale divenuto popolare in Belgio lungo gli anni Ottanta. Definito un "ibrido di musica industrial e new wave elettronica", presenta ritmi generalmente lenti[126][127] e sonorità ispirate all'Hi-NRG. Fra i suoi esponenti vi sono Joey Beltram, Praga Khan e i Lords of Acid.[128]
La new age elettronica[modifica]
| Per approfondire, vedi New age (musica). |
La new age è un genere di musica d'atmosfera nato durante gli anni Settanta grazie ad eventi culturali che si rivelarono influenti quali "Mind-Body-Spirit", "Whole Life Expo" e "World Symposium of Humanity" [129] e che ebbe fra i suoi precursori il flautista Paul Horn.[130]
Durante gli anni Ottanta, questo genere sviluppò una variante più "commerciale" e melodica rispetto alla new age classica, che veniva suonata esclusivamente con strumenti elettronici.[131] Fra i suoi compositori più influenti vi sono Constance Demby, Gandalf, Aura William e Georg Deuter.[132]
1985-1990: il dj diventa un musicista, la Chicago House e la Detroit Techno[modifica]
Sebbene il giradischi fosse già stato adoperato negli anni Settanta come un vero e proprio strumento da pionieri dell'hip-hop quali Grandmaster Flash per isolare frammenti ritmici e comporre musica,[133] fu solo a partire dagli anni Ottanta che la figura del dj "musicista" ebbe modo di divenire popolare. Grazie al giradischi, il disc jockey (l'etimologia "to jockey" significa montare a cavallo, e indica colui che, infatti, "cavalca la musica")[134] si evolse, durante gli anni Ottanta, da figura professionale che si limita a riprodurre dischi per uno specifico pubblico in un dato luogo, a intrattenitore che, durante i propri spettacoli, modifica e incrocia fra loro fonti sonore pre-esistenti in modo da ottenere nuova musica.[135][136][137] Emerso inizialmente nelle città di Chicago e New York durante la seconda metà degli anni Ottanta,[138] il dj musicista iniziò a "suonare" dischi nei cosiddetti rave parties, raduni autoconvocati e illegali che avvenivano in fabbriche o altri edifici dismessi.[139] Contemporaneamente all'emersione della cultura rave, si affermarono due nuovi generi: la house music di Chicago[140] e la Detroit techno.
Frankie Knuckles e la Chicago house[modifica]
| Per approfondire, vedi Chicago house. |
La musica house ha le sue origini nel locale "Warehouse" di Chicago dove, alla fine degli anni Settanta, il dj residente Frankie Knuckles adoperò un registratore a bobine ed un mixer per isolare i "frammenti" ritmici ricavati da dischi di musica nera (disco music, soul, funk e rhythm and blues), metterli successivamente in loop, alterare la loro durata ed enfatizzare i ritmi. Accompagnando, in un secondo momento, la musica ottenuta con il ritmo prodotto da una batteria elettronica e aggiungendovi linee di basso, Knuckles divenne il principale esponente della house music.[141][142][143][144] Definita una "rilettura della musica tradizionale nera adattata alla tecnologia",[145] la house music di Chicago è un genere caratterizzato dalla presenza di una pulsazione regolare e veloce, da brevi frammenti musicali ripetuti e campionamenti. Era originalmente rivolta ad un pubblico esclusivamente giovanile. La musica house contribuì a divulgare la musica elettronica popolare[146] e ad inaugurare, con l'invenzione del remix, l'inizio della "club culture".[147] Fra gli altri dj residenti a Chicago che riproposero house music vi furono Dj Pierre, Marshall Jefferson e Jamie Principle.
Sempre a Chicago, si venne a sviluppare, nell 1987, l'acid house, una variante della Chicago house che sfrutta i suoni psichedelici prodotti dalla drum machine Roland TR-909,[148][149] mentre a New York si diffuse la garage house, caratterizzata da sonorità marcatamente soul.[150]
La Detroit techno[modifica]
| Per approfondire, vedi Detroit techno. |
La Techno venne inventata a Detroit lungo la seconda metà degli anni Ottanta. Musica ispirata a George Clinton, ai Kraftwerk ed alle novelle fantascientifiche (la parola "techno" proviene da "Techno Ribelle", un termine coniato dallo scrittore di fantascienza Alvin Toffler), la cosiddetta Detroit techno presenta sonorità cupe e futuriste, un ritmo rapido, e brevissimi frammenti musicali.[151][152] Inventata da musicisti quali Juan Atkins,[153] la Detroit techno ebbe fra i suoi esponenti Derrick May, Kevin Saunderson e Carl Craig.[154][155]
1989-metà anni Novanta: la scena rave britannica, il breakbeat, e l'ambient-house[modifica]
Durante il periodo iniziato nel 1986 e concluso nel 1989 vennero fatti esportare in Inghilterra numerosi album e singoli di musica elettronica da ballo americana. Grazie alla loro popolarità, si venne ad affermare, così come era accaduto in precedenza a Chicago, la scena rave britannica,[156][157] destinata a perdurare fino alla metà degli anni novanta. In seguito alla divulgazione e riduzione dei costi delle apparecchiature elettroniche,[158] emersero successivamente numerosi musicisti elettronici e dj inglesi che contribuirono a popolarizzare la musica elettronica da ballo anche nel resto d'Europa.[159] Durante questi anni si affermarono in Inghilterra alcuni nuovi stili musicali: la jungle music, la drum and bass, l'acid jazz e l'ambient-house.
La jungle music[modifica]
| Per approfondire, vedi Jungle (genere musicale). |
La jungle fu il primo genere musicale da ballo elettronico nato in Inghilterra.[160] Originalmente influenzata dalla prima musica hardcore techno e dall'hip-hop, la jungle music iniziò successivamente a presentare ritmiche più complesse e influenze musicali reggae, dub, calypso, funk, soul e jazz.[161] Ebbe fra i suoi maggiori musicisti Mickey Finn e 4hero.[162]
La drum and Bass[modifica]
| Per approfondire, vedi Drum and bass. |
Nata come fusione di jungle music e techno, la drum and bass si basa sui ritmi hip-hop che vengono riprodotti a doppia velocità, sull'uso frequente dei campionamenti e sulle sonorità della dub music.[163] Considerata generalmente una variante più aggressiva della jungle music, ha fra i suoi principali esponenti "Dj" Fabio [164] e Roni Size. [165]
L'acid jazz[modifica]
| Per approfondire, vedi Acid jazz. |
L'acid jazz è uno stile musicale nato a Londra durante la seconda metà degli anni Ottanta.[166] Definito da alcuni una "fusione di jazz e musica da ballo popolare", è una variante della musica house [167] che presenta sonorità jazz, funk-jazz e soul, fa generalmente uso di ritmi e melodie orecchiabili, ed adopera sempre campionamenti di strumenti musicali (soprattutto organi Hammond, congas, e sassofoni).[168] Fra i suoi musicisti più noti e importanti vi sono stati Eddy Piller [169], i Brand New Heavies [170] e i Jamiroquai. [171]
L'ambient house[modifica]
| Per approfondire, vedi Ambient house. |
L'ambient house è stato uno stile musicale caratterizzato da sonorità "ambient-cosmiche" sviluppatosi nella prima metà degli anni Novanta e la cui etimologia venne probabilmente coniata dal musicista Jimmy Cauty dei KLF.[172] Ebbe fra i suoi maggiori esponenti gli Orb, la cui musica risentiva l'influenza di Steve Reich, Brian Eno, Cluster, Pink Floyd e di generi quali il reggae e la dub music.[173] Altri musicisti e progetti di questo stile includono Biosphere, Mixmaster Morris, Pete Namlook, Deep Space, Network, Global Communication e Ultramarine. [174]
Anni Novanta: l'emersione di nuovi stili musicali[modifica]
Anche grazie alla riduzione dei prezzi delle apparecchiature elettroniche avvenuta durante gli anni Novanta, si vide aumentare in quel periodo il numero dei compositori elettronici che, ispirandosi a generi musicali nati in precedenza, svilupparono nuovi "linguaggi". Fra essi vi sono la trance music, il big beat, il trip-hop, la techno hardcore e la UK Garage. Alcuni dei musicisti più importanti emersi in questo decennio furono Richie Hawtin, considerato l'inventore della minimal techno,[175] Aphex Twin, considerato uno dei più importanti esponenti dell'ambient techno e della idm ("intelligent dance music"),[176][177] i Future Sound of London, una delle prime formazioni che sfruttarono a fondo le possibilità tecnologiche di internet per comporre musica elettronica,[178] e i Mouse on Mars.[179]
La techno hardcore[modifica]
| Per approfondire, vedi Techno hardcore. |
Genere nato in Olanda e Germania agli inizi degli anni Novanta, la 'techno hardcore è una musica caratterizzata da influenze techno, breakbeat, ebm e new beat.[180][181][182] Inizialmente caratterizzata da sonorità reggae e hip-hop, fece successivamente un maggiore uso di "frammenti ritmici" messi in loop, di campionamenti, e divenne più aggressiva.[183] Ha fra i suoi esponenti i Rotterdam Terror Corps e 3 Steps Ahead.
La trance[modifica]
| Per approfondire, vedi Trance (musica). |
Variante della techno con una forte componente melodica,[184] la trance è uno stile musicale inventato negli anni Novanta. Originalmente ispirata all'acid-house, essa fa spesso uso di effetti doppler, suoni di percussioni sovrapposte fra loro e mette in primo piano i suoni prodotti dai sequencer.[185] Fra i suoi esponenti vi sono Paul van Dyk, Sven Vath e Trance Induction.
Il trip hop[modifica]
| Per approfondire, vedi Trip hop. |
Il trip hop (noto anche come "Bristol sound") è un genere musicale "onirico e cinematico" che presenta influenze reggae, dub, r&b, ambient, soul e funk.[186] Ebbe fra i suoi esponenti i Massive Attack, probabilmente il complesso più importante del genere, [187] Tricky, i Portishead, DJ Shadow, DJ Krush e i Morcheeba.
Il big beat[modifica]
| Per approfondire, vedi Big beat. |
Stile musicale inventato dai Chemical Brothers,[188] il big beat si sviluppò in Inghilterra[189] per divenire più popolare grazie al successo di Fatboy Slim. Caratterizzato dalla forte presenza di campionamenti e da sonorità ballabili, ha fra i suoi autori i Propellerheads e i Cristal Method.
La UK garage[modifica]
| Per approfondire, vedi UK garage. |
La UK garage è una variante più veloce della garage house. Stile che ricorda a tratti la drum and bass, venne concepita per un pubblico meno giovanile rispetto a quello della Chicago house.[190] Ha fra i suoi esponenti gli Artful Dodger.
Note[modifica]
- ^ Le Garzantine: Musica (a cura di Alberto Riganti e Giulia Farina, Garzanti, 2005) pag. 107)
- ^ Sebbene siano stati numerosi gli strumenti elettronici inventati lungo la prima metà del Novecento (La musica elettronica (scritti di autori vari scelti da Henri Poesseur, Feltrinelli, 1976 pag. 21), in questa pagina ne sono elencati solo alcuni.
- ^ Dizionario della Musica e dei Musicisti - il Lessico II Parte - D/Liv (a cura di Alberto Basso, UTET, 1983 pag. 124
- ^ La musica elettronica (autori vari, Feltrinelli, 1976 pag. 279)
- ^ http://www.telegraph.co.uk/culture/music/rockandpopfeatures/8825418/Brian-Eno-on-bizarre-instruments.html
- ^ La musica elettronica (autori vari, Feltrinelli, 1976) pag. 280
- ^ Dizionario della Musica e dei Musicisti - il Lessico II Parte - D/Liv (a cura di Alberto Basso, UTET, 1983) pag. 124
- ^ Dizionario della Musica e dei Musicisti - il Lessico II Parte - D/Liv (a cura di Alberto Basso, UTET, 1983) pag. 124
- ^ La musica moderna (Otto Karolyi, Mondadori, 1998) pag. 79
- ^ La musica moderna (Otto Karolyi, Mondadori, 1998) pag. 79
- ^ Gli strumenti musicali (a cura del Diagram Group, Fratelli Fabbri Editori, 1977) pag. 260
- ^ Dizionario della Musica e dei Musicisti – il Lessico II Parte - D/Liv (a cura di Alberto Basso, UTET, 1983) pag. 124
- ^ The Illustrated Encyclopedia of Musical Instruments (Bolzhidar Abrashev, Vladimir Gadjev, Konemann, 2000) pag. 248
- ^ Dizionario della Musica e dei Musicisti - il Lessico II Parte - D/Liv (a cura di Alberto Basso, UTET, 1983) pag. 124
- ^ The Illustrated Encyclopedia of Musical Instruments (Bolzhidar Abrashev, Vladimir Gadjev, Konemann, 2000) pag. 248
- ^ La musica moderna (Otto Karolyi, Mondadori, 1998) pag. 79
- ^ The New Grove Dictionary of Music and Musicians - 6 (Edmund to Fryklund) (a cura di Stanley Sadie, Macmillan Publishers, 1980) pag. 107
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- ^ In una recensione dell'album Parastrophics dei Mouse on Mars, Eddy Cilìa scrisse: "Che questo duo tedesco (i Mouse on Mars) sia stato uno dei gruppi cruciali degli anni Novanta e del principio di nuovo millennio è fuori discussione: nessuno come Jan St. Werner e Andy Toma ha saputo coniugare altrettanto bene post-rock ed elettronica, migliore via mediana immaginabile fra Aphex Twin e Autechre da un lato, Tortoise e Stereolab dall'altro." (Audio Review vol. 331 (mensile musicale diretto da Roberto Lucchesi, marzo 2012) pag. 109)
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Voci correlate[modifica]
- Electro house
- Electronic Dance Music
- Musica dance
- Eurodance
- Disc jockey
- Disco music
- Italo disco
- Italo dance
- Industrial
- IDM
- Musica sperimentale
- Sintetizzatore
- Drum machine
- Sequencer
- Vocoder
- Tastiera
- Cosmo sound
- Theremin
- Dubstep
- Drum and bass
Altri progetti[modifica]
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Collegamenti esterni[modifica]
- Blog Musica Elettronica
- Storia della musica elettronica
- Pietro Grossi
- Tempo Reale
- Ishkur's Guide to Electronic Music v2.5
- Ondarock (sezione dedicata alla musica elettronica)
- Encyclopedia of Electronic Music
- The History of Rock Music (sito contenente anche numerose recensioni dedicate a musicisti elettronici)
- Musica elettronica in Tesauro del Nuovo Soggettario. BNCF, marzo 2013
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