Trip hop

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Trip hop
Origini stilistiche Hip hop - Musica elettronica - Rock psichedelico - Smooth jazz - Soul - Dub
Origini culturali anni novanta, Bristol (Regno Unito)
Strumenti tipici tastiera (specialmente Rhodes), campionatore, sintetizzatore, chitarra, ottoni, flauti, archi
Popolarità elevata a livelli underground, principalmente nell'Europa dell'est e in Nord America
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Il trip hop è un genere musicale affermatosi negli anni novanta.

Nato a Bristol (Regno Unito), città natale dei Massive Attack, e per questo chiamato anche Bristol sound, il trip hop affonda le sue radici nella musica elettronica, nel dub, nella scena hip hop (rallentato ed incupito) e house inglese, e in certi elementi dal rock psichedelico, aggiungendovi alle volte anche spunti jazz, funk e soul.[1]

I testi possono essere rappati sottovoce o cantati con toni caldi su delle basi oscure o oniriche, che appaiono e si disciolgono nel nulla. Le atmosfere sono quelle inquietanti delle grandi e decadenti città di fine anni novanta. Per alcuni gruppi come i Portishead la ricerca sonora è basata sul recupero di sonorità lo-fi e basi retro, spesso riciclando campioni di brani jazz e di film d'altri tempi, per altri vi è anche l'uso di strumenti quali archi, strumenti a fiato e similari.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il genere è nato a Bristol grazie alla scena relativa al Wild Bunch, collettivo di DJ attivo negli anni ottanta che, come detto, mescola i motivi elettronici a quelli hip hop, dub, techno e house. I primi esponenti del movimento trip hop sono stati i Massive Attack (attivi dal 1987), che insieme a Tricky e Portishead hanno creato la storia di questo genere. Notevole apporto successivamente è stato dato anche dal DJ Tim Simenon, conosciuto come Bomb the Bass. Tra i primi esponenti del genere vi sono gli Smith and Mighty e Monk and Canatella.

Il termine trip hop è nato solo verso la metà degli anni novanta come termine più "sofisticato" rispetto all'hip hop,[2] e derivante dal termine inglese "trip" (che vuol dire viaggio con la mente). Col passare del tempo il trip hop viene associato spesso a vocalist femminile provenienti da altri ambienti musicali che prestano la loro voce a sonorità scritte da produttori, musicisti e DJ: è il caso di Bjork negli album Debut e Post, Neneh Cherry, Alison Moyet, Emiliana Torrini, Elisa ed altre. Vi sono poi gruppi a sé aventi una cantante femminile: tra questi Zero 7, Portishead, Hooverphonic, Moloko (prima della svolta dance), Lamb e Morcheeba. La cantante australiana Kylie Minogue nel 1997 pubblica l'album Impossible Princess , il disco più sperimentale dell'artista che contiene brani ispirati al trip-hop.

Nel genere trip hop sono stati in seguito spesso associati anche gruppi non di Bristol che però in qualche modo ne furono influenzati in qualche misura o pur non rientrando nel genere ne avevano diverse similitudini, come i londinesi Archive che spaziano su numerosi generi, il primo disco elettronico dei Goldfrapp o addirittura, uscendo dal Regno Unito, il compositore australiano Rob Dougan e l'artista hip hop americano DJ Shadow. Molti gruppi inoltre hanno sperimentato influenze trip hop per un breve periodo, come l'islandese Björk in alcune canzoni, i norvegesi Ulver sul disco Perdition City o la band canadese Au4 nel loro primo album On: Audio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Trip hop - AllMusic, Allmusic.com. URL consultato il 27 novembre 2010.
  2. ^ ondarock