Brian Eno

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Brian Eno
Brian Eno nel 2008
Brian Eno nel 2008
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Musica sperimentale[1]
Rock sperimentale[1]
Art rock[1]
Ambient[1]
Glam rock[1]
Proto-punk[1]
Periodo di attività 1970 – in attività
Strumento Sintetizzatore
Tastiere
Chitarra
Voce
Etichetta EG
Astralwerks
Thirsty Ear
Gruppi Roxy Music
Harmonia
Portsmouth Sinfonia
801
Gruppi e artisti correlati Robert Fripp
Robert Wyatt
David Bowie
Talking Heads
David Byrne
Kevin Ayers
Phil Manzanera
John Cale
Nico
Daniel Lanois
Harold Budd
Michael Brook
Laurie Anderson
Jon Hassell
Laraaji
U2
James
Devo
Television
Ultravox
Quiet Sun
Primal Scream
Sito web

Brian Peter George St. John le Baptiste de la Salle Eno, meglio noto come Brian Eno (ˈiːnoʊ) (Woodbridge, 15 maggio 1948), è un cantautore e produttore discografico britannico.

Considerato il creatore della musica ambientale[2], è stato precursore di altri generi come la new wave, world music e new age[2]. È da alcuni considerato come uno dei più importanti autori moderni.[3]

È celebre per le particolari sonorità e l'uso dell'ambiente sonoro,[4] nonché quale produttore.[5]

Si è definito "musicista non-musicista", concetto descritto nel suo libro intitolato Music For Non-musicians, di ispirazione matematico / taoista.[6]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini ed esordi[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1948 e cresciuto a Woodbridge, nella contea inglese del Suffolk, vicino a una base militare statunitense, è influenzato nell'infanzia dalle trasmissioni radiofoniche delle emittenti militari NATO, che all'epoca trasmettevano soprattutto rock and roll.

Dopo gli studi nella vicina Ipswich,[7] svolti in un college cattolico fondato dalla congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane, entra nella Winchester School of Art dell'università di Southampton, dove si laurea nel 1969. Durante gli studi fa parte in alcune band usando come strumento un magnetofono, e la sua prima registrazione che viene pubblicata, a cui partecipa come uno dei vocalisti, è compresa nella lunga opera jazz The Great Learning della Scratch Orchestra di Cornelius Cardew.[8] La prima composizione è datata 1970, quando scrive le musiche per Berlin Horse, un lavoro di nove minuti del cineasta Malcolm Le Grice.[9]

La sua formazione musicale trae ispirazione dalla musica contemporanea dell'epoca, quella di John Cage, LaMonte Young, Terry Riley, John Tilbury e Cornelius Cardew[2]. Nel 1969 lavora a Londra come tecnico multimediale e grafico, e poco dopo un casuale incontro in metropolitana con il sassofonista Andy Mackay, nasce verso la fine del 1971 il sodalizio con il gruppo glam e art rock Roxy Music di Bryan Ferry e Phil Manzanera.[10]

I Roxy Music[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Roxy Music.

Robert Fripp, leader dei King Crimson, per i quali Ferry aveva fatto un'audizione come cantante, raccomanda i Roxy Music alla propria etichetta discografica, la Island Records che, dopo aver apprezzato le tracce fino ad allora realizzate, pubblica i due album che contribuiscono a rendere noto lo stile di Eno, Roxy Music del 1972 e For Your Pleasure del 1973.

Inizialmente, Eno si esibiva nei concerti senza apparire sul palco, restando al mixer, e lavorando con un sintetizzatore VCS3[11] e dei magnetofoni, cantando inoltre come seconda voce. In seguito prende parte ai concerti più attivamente, presentandosi con costumi eccentrici. Lascia la band nel 1973, alla fine del tour promozionale del secondo album, in disaccordo con il cantante e leader Brian Ferry, e stanco della vita da rock-star.[12]

I primi lavori da solista[modifica | modifica wikitesto]

Brian Eno nel 1974.

Una volta lasciato il gruppo, incide l'album sperimentale No Pussyfooting assieme a Fripp, che inaugura una collaborazione destinata a fruttare quattro album e variate compartecipazioni nei rispettivi album solisti. Il primo lavoro a lui accreditato è Here Come the Warm Jets del 1974, registrato con un gruppo di musicisti quali John Wetton e lo stesso Fripp dei King Crimson, Bill MacCormick dei Matching Mole, Chris Spedding e tutti i membri dei Roxy eccetto Ferry. Il sound riprende il glam degli stessi Roxy.

Nello stesso anno esce Taking Tiger Mountain (By Strategy), con l'apporto di Robert Wyatt alle percussioni e di Phil Manzanera alle chitarre. Prosegue nella strada della sperimentazione, discostandosi leggermente dal rock dell'album precedente, con brani come Great Pretender e China My China, studiando come la tradizione musicale orientale potesse influire nella musica rock.

Nella realizzazione dell'album, i musicisti si aiutano con l'utilizzo delle "Strategie Oblique", un mazzo di 100 carte ideate da Eno assieme all'artista anglo-tedesco Peter Schmidt.[13] Ognuna di queste carte, la cui prima pubblicazione avviene nel gennaio del 1975, contiene un aforisma.[14] Le Strategie Oblique saranno d'aiuto anche in molti dei successivi lavori dell'artista.

Col proprio stile, Eno diventa successivamente un fenomeno di massa. Dopo un tour con il gruppo inglese dei Winkies e un concerto londinese con Kevin Ayers, John Cale e Nico dei Velvet Underground (la maggior parte dei brani sono pubblicati nell'album June 1, 1974), Brian Eno pubblica nel 1975 il suo terzo disco solista, Another Green World, dove ritrova Fripp e musicisti comprendenti Phil Collins, alla batteria, e John Cale, alla viola. Questo album, considerato la sua opera migliore,[15] rappresenta una svolta nella musica di Eno, che smorza i concitati toni rock dei precedenti lavori presentando dei brani meditativi e rilassati (nove su quindici sono strumentali), ed entra in contatto con le sonorità dell'ambient.[16]

Polistrumentista, nonché appassionato di scultora, pittura e videoarte, Eno inizia a realizzare opere di ogni tipo. In questo periodo pubblica due libri in cui espone le sue teorie "non-musicali": Music For Non Musicians e Oblique Strategy, quest'ultimo corredato dal mazzo di carte contenenti gli aforismi.

Nel 1975 esce, un solo mese dopo Another Green World, Discreet Music in puro stile ambient, nel quale cui Eno suona da solo le tastiere e il sintetizzatore nella lunga title track che copre tutto il lato 1, mentre nel lato 2 è presente l'accompagnamento orchestrale di The Cockpit Ensemble. Il disco ha un'impostazione simile a quella di No Pussyfooting, ma le sperimentazioni sono qui stemperate in un'atmosfera di serenità.[15] L'album viene pubblicato dalla nuova etichetta discografica di proprietà dello stesso Eno, la Obscure Records, che chiuderà nel 1978.

Nel 1977 è la volta dell'album Before and After Science, album di successo concepito in Germania, terra nella quale Eno si era trasferito con Fripp e David Bowie. I brani rock e funky, che occupano la maggior parte della prima facciata, si alternano a quelli della seconda più ambient che rock. La formazione che partecipa alle sessioni dell'album include Bill MacCormick, Phil Manzanera, il batterista Dave Mattacks, Robert Fripp e Fred Frith degli Henry Cow. Il brano By This River, tratto dall'album, viene inserito nel film La stanza del figlio di Nanni Moretti.

Tra il 1977 ed il 1979, Eno collabora alla cosiddetta "trilogia berlinese" di David Bowie, composta dai 3 album Low, "Heroes" (con Fripp alla chitarra) e Lodger, che segnano il momento più sperimentale dell'opera del "Duca Bianco". Le sonorità di questi tre dischi avranno influenza sulle band della successiva stagione New wave europea.[2][17][18]

Partecipa attivamente anche alla musica dei Talking Heads, collaborando sia da produttore che da musicista in More Songs About Buildings and Food, Fear of Music e Remain in Light. È sua l'idea che dà vita al movimento No Wave, nato dopo che Eno produce nel 1978 l'album No New York, un'antologia in cui compaiono gruppi alternativi della metropoli statunitense quali i DNA, i Teenage Jesus and The Jerks e i Contorsions.[7]

Sempre della seconda metà degli anni settanta sono le produzioni degli album di esordio degli Ultravox e dei Devo in ambito rock, e di alcuni lavori di Harold Budd e Jon Hassell nel campo dell'avanguardia. Music for Films (1978) e Music for Airports (1979) sono due degli album composti da Eno in quegli anni. Quest'ultima opera rientra in un progetto di "musica per ambienti" studiato da Eno con Harold Budd e Jon Hassell. L'obiettivo è creare una musica di "sottofondo" per le "fredde atmosfere delle ampie hall degli aeroporti", ma anche per le sale d'attesa, per i padiglioni delle mostre e delle gallerie d'arte.

Dal 1980[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1980, si afferma definitivamente il concetto di "musica ambientale".[2] Con la collaborazione di David Byrne dei Talking Heads compone, nel 1981, My Life in the Bush of Ghosts, considerato uno dei migliori lavori della musica contemporanea[19], pionieristico nel ricorso all'elettronica e ai campionamenti[20], nonché influente per lo sviluppo della world music.[3]

Sempre a partire dagli anni ottanta, Eno si cimenta nell'ambito della videoarte proponendo installazioni sonore quali Fifth Avenue e Mistaken Memories, ritenute di particolare innovazione.[21]

Nell'ambito della musica ambientale, inizia a collaborare con il fratello Roger e, soprattutto, con il tecnico del suono canadese Daniel Lanois.[22] In questo periodo, Eno è attento anche a diverse altre realtà, collaborando con gli artisti ghanesi Edikanfo, con i sovietici Zvuki Mu e con l'italiana Teresa De Sio,[2] di cui disse:[23]

« Non ho mai sentito una cantante suonare così tante note. »

Prosegue inoltre il suo interesse per la musica etnica di molti paesi.

Non cesserà di produrre i lavori di alcuni musicisti emergenti e a suonare nelle opere nate dalle numerose collaborazioni. Tra queste la fortunata produzione di The Unforgettable Fire del 1984 e di The Joshua Tree del 1987, album degli U2.In questo periodo delega questa attività a Lanois. Fonda l'agenzia artistica Opal, a cui fanno riferimento musicisti, tra i quali il fratello Roger, Lanois, Michael Brook e John Paul Jones, e artisti visuali (registi, fotografi, pittori).[24]

A partire dalla seconda metà degli anni ottanta, sviluppa il concetto di "Generative Music", una musica che si evolve in continuazione senza ripetersi, con l'aiuto di programmi informatici. Questo progetto sfocia nell'album Generative Music 1 with SSEYO Koan software del 1996, e continua anche negli anni successivi.[25] Nel 1992 collabora nell'album Us di Peter Gabriel, nella colonna sonora di Until The End Of The World di Wim Wenders, negli album Achtung Baby (1991) e Zooropa (1993) degli U2, nel progetto Passengers (Original Soundtracks 1 del 1995) e in 1.Outside del 1995. Nel 1995 partecipa insieme a Laurie Anderson al progetto Artangel con Self storage.[26] Nel 1997, Eno celebra il ritorno di Robert Wyatt a suonare accompagnandosi con altri musicisti nell'album Shleep, dopo che per diversi anni aveva inciso i propri lavori suonando da solo.

La collaborazione tra i due musicisti si rinnoverà negli album di Wyatt Cuckooland, del 2003, e Comicopera, del 2007. Nel 2001 viene pubblicato l'album di Eno Drawn from Life, scritto, suonato e prodotto con J. Peter Schwalm, dj e musicista di Francoforte, e la cantante Laurie Anderson. Gli undici brani che lo compongono spaziano tra jazz, musica da camera e trip hop. Riferendosi all'album dichiarò:

« Provo sempre a fare la musica che mi piacerebbe sentire. Il processo nasce da una serie di ascolti durante i quali penso: 'Mi piacerebbe che fosse un po' come questo, un po' come quello'. Così trascorro tutto il tempo disegnando nella mia testa il tipo di musica che vorrei comporre. In questo periodo non ho ascoltato molto jazz o musica colta europea ma riconosco che mi hanno suggerito un territorio fertile. L'altra strada era ripiegare verso quei sentimenti che avevo scoperto sulla musica come tipo di paesaggio sonoro. Ho provato a portare tutto questo verso un tipo di composizione che fosse ritmica e melodica perché per molto tempo ho composto brani senza ritmi ovvi o esili tracce melodiche[2] »

Realizza presso il SFMOMA di San Francisco Compact Forest Proposal, parte di una mostra che crea un connubio tra la tecnologia digitale e l'arte, intitolata: 101010. Sempre in questo periodo, compone musica per le opere scultoree di Mimmo Paladino, ispirato anche dalle poesie di Gian Ruggero Manzoni dedicate all'artista italiano. Brian Eno intende creare un ambiente musicale senza parole, senza melodia, senza ritmo e che non suoni mai due volte nello stesso modo; per realizzare ciò è palesemente intenzionato a servirsi di tutto ciò che è in grado di produrre un suono, che sia una campana, un ciocco di legno, una vibrazione elettronica, una voce o il semplice fruscio prodotto da un cenno.[27]

Nel 2007 si dichiara ateo in un'intervista concessa alla BBC[28]. L'anno seguente ha prodotto l'album Viva la vida or Death and All His Friends dei Coldplay, che ha riscosso un buon successo di pubblico e di critica.[29][30] Eno aveva già collaborato con la band di Chris Martin all'incisione e alla produzione di alcune tracce dell'album X&Y, oltre che alla registrazione di alcune introduzioni di brani come Yellow e Clocks, che verranno proposte durante i concerti del gruppo.

Nello stesso anno ha sviluppato le musiche per il videogame Spore di Will Wright, l'autore della serie SimCity e The Sims, che sviluppa algoritmi per la creazione di videogames dal contenuto casuale e sempre diverso (procedural generation) come appunto Spore, mentre Brian Eno si occupa di sistemi di generazione automatica di musiche. E già in internet il video popolare intitolato "Will Wright and Brian Eno - Generative Systems", che propone una parte della sua conferenza tenuta a San Francisco il 26 giugno 2006.[31][32]

Sempre nel 2008 vi uscì una seconda collaborazione con David Byrne, Everything That Happens Will Happen Today, il primo dopo le collaborazioni degli anni settanta e ottanta. I due artisti propongono testi che incitano all'umanità ed all'ottimismo alternando atmosfere di musica elettronica e di gospel. A fine anno, Eno lavora allo sviluppo di Bloom, una applicazione per iPhone che consente di creare musica ambientale con dei semplici tocchi sullo schermo.[33]

Nel giugno del 2009, gli viene affidata la super-visione del Luminous Festival alla Sydney Opera House. Nel corso dell'evento, Eno torna ad esibirsi dal vivo dopo molti anni, con tre concerti nello stesso giorno. La performance, che prende il nome Pure Scenius, vede tra i musicisti al suo fianco Jon Hopkins ed il chitarrista Leo Abrahams. Compone poi le musiche per il film di Peter Jackson The Lovely Bones, che esce nel dicembre del 2009.[34]

Nel maggio del 2010, porta in scena al Brighton Festival uno spettacolo con la stessa formazione di Sidney nel 2009. Anche questa volta lo spettacolo si articola in tre concerti nello stesso giorno. Nella stessa manifestazione, sale nuovamente sul palco per suonare 4 brani del compositore sudcoreano Woojun Lee. Verso fine anno viene pubblicato dalla Warp Records Small Craft on a Milk Sea, registrato in collaborazione con Leo Abrahams e Jon Hopkins.[35]

Brian Eno nel 2011

Nel luglio del 2011 pubblica, ancora per la Wasp, l'album Drums Between the Bells, eseguito insieme a Rick Holland. Nel novembre dello stesso anno esce il disco Panic of Looking, frutto della collaborazione tra Holland e Eno.[36] Nel luglio del 2012 realizza 12 Seasons. Music for the Great Gallery of the palace of Venaria, l'installazione sonora creata in collaborazione con Volumina appositamente per la Galleria Grande della Reggia di Venaria nei pressi di Torino.[37] Da questo progetto ambient viene estratto il CD Lux,[38] pubblicato dalla Wasp nel novembre dello stesso anno con allegato un libretto esplicativo scritto dallo stesso Eno.[39]

Nel maggio del 2014 pubblica Someday World, realizzato in collaborazione tra Eno e Karl Hyde degli Underworld, con la partecipazione di Will Champion dei Coldplay e Andy Mackay dei Roxy. La musica di quest'album è stata composta da Eno e ricorda i suoi primi dischi da solista nonché le collaborazioni con Talking Heads e David Byrne, mentre i testi sono di natura meditativa e sono stati scritti da Hyde.[40]

Metodo compositivo[modifica | modifica wikitesto]

Eno suddivide i tempi necessari a comporre le proprie musiche in tre fasi:

  • l'idea, da cui il brano nasce;
  • l'esecuzione professionale;
  • l'ottimizzazione finale, in cui i brani vengono organizzati mediante l'uso di nastri magnetici e strumenti multimediali.[3]

Informatica[modifica | modifica wikitesto]

In ambito informatico è principalmente conosciuto per essere il compositore del jingle utilizzato all'avvio del sistema operativo Windows 95. A tale riguardo Brian Eno ha dichiarato:[41][42]

« La Microsoft mi chiese una musica capace di ispirare, universale, ottimistica, sexy, futuristica, sentimentale, emozionale, più un'altra serie di circa centocinquanta aggettivi, e conclusero dicendo che il brano doveva durare tre secondi e un quarto. Da allora ho composto 84 di questi piccoli pezzi, sicché quando ritorno a lavorare su brani della durata di tre minuti questi ultimi mi sembra siano come oceani di tempo. »

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Coi Roxy Music[modifica | modifica wikitesto]

Da solista[modifica | modifica wikitesto]

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

  • (1970) Berlin Horse, (colonna sonora del cortometraggio di Malcom Le Grice)
  • (1976) Sebastiane, (colonna sonora del film di Derek Jarman)
  • (1981) Egon Schiele: Excess and Punishment, (colonna sonora del film di Herbert Vesely)
  • (1989) For All Mankind, (colonna sonora del film di Al Reinert)
  • (1994) Glitterbug, (colonna sonora del film di Derek Jarman)
  • (2009) Amabili resti, (colonna sonora del film di Peter Jackson)

Produzioni e collaborazioni da ricordare[modifica | modifica wikitesto]

Altre composizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f (EN) Jason Ankeny, Brian Eno in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ a b c d e f g Brian Eno - biografia, recensioni, discografia, foto :: OndaRock
  3. ^ a b c The History of Rock Music - Brian Eno - Biography - Discography. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  4. ^ Soundsblog: Brian Eno descrive il nuovo album dei Coldplay. URL consultato il 22 ottobre 2014.
  5. ^ Brian Eno Biography - Rolling Stone. URL consultato il 25 marzo 2014.
  6. ^ (EN) Blogspot: Brian Eno, 1971 - 1977. URL consultato il 22 ottobre 2014.
  7. ^ a b Cesare Rizzi, Enciclopedia rock anni '70 (terzo volume), Arcana, 2002, pp. 173-174.
  8. ^ (EN) Biografia di Cardew www.lrb.co.uk
  9. ^ Malcom Le Grice Installation, Wkv-stuttgart.de. URL consultato il 1º agosto 2011.
  10. ^ (EN) accesso 2 agosto 2011 Prendergast, Mark, The Ambient Century: From Mahler to Trance: The Evolution of Sound in the Electronic Age, Bloomsbury Publishing, 2001, p118. ISBN 1582341346
  11. ^ Music Thing: Brian Eno rocking the VCS3
  12. ^ (EN) Eno Left Roxy Music to do His Laundry, Contactmusic.com. URL consultato il 2 agosto 2011.
  13. ^ Howard, 2004. p.192
  14. ^ (EN) Brian Eno: Introduzione alle Strategie Oblique su rtqe.net
  15. ^ a b (EN) Westergaard, Sean: Recensione di Discreet Music Allmusic
  16. ^ Eddy Cilià, Federico Guglielmi, Rock 500 dischi fondamentali, Giunti, 2002, p. 95.
  17. ^ David Bowie - Low :: Le pietre miliari di OndaRock. URL consultato il 25 marzo 2014.
  18. ^ David Bowie - Heroes :: Le pietre miliari di OndaRock. URL consultato il 25 marzo 2014.
  19. ^ Brian Eno, David Byrne - My Life In The Bush Of Ghosts :: Le pietre miliari di Onda Rock
  20. ^ My Life in the Bush of Ghosts - David Byrne,Brian Eno | Songs, Reviews, Credits, Awards | AllMusic
  21. ^ (EN) Biografia di Eno su moredarkthanshark.org
  22. ^ Mark Prendergast, The Ambient Century: From Mahler to Trance - the Evolution of Sound in the Electronic Age, Bloomsbury Publishing, New York, 2000, pp. 125. ISBN 1-58234-134-6
  23. ^ E torna il pioniere Brian Eno. URL consultato il 7 agosto 2014.
  24. ^ Opal - Brian Eno's Musical Vision
  25. ^ (EN) Generative Music di Brian Eno su intermorphic.com
  26. ^ Artangel | 'As the opening approached, there was still very little evidence of an actual show.'
  27. ^ Brian Eno e Mimmo Paladino - Home Page - Electa Mondadori
  28. ^ Photos: Famous atheists and their beliefs, CNN, 25 maggio 2013
  29. ^ (EN) Reviews for Viva La Vida by Coldplay - Metacritic. URL consultato il 7 agosto 2014.
  30. ^ Articolo: "Viva La Vida scales global chart heights", MusicWeek. URL consultato il 6 agosto 2010.
  31. ^ Podcast: Procedural Content Generation & Spore
  32. ^ Will Wright and Brian Eno - Generative Systems - YouTube
  33. ^ Bloom: comporre musica con l’iPhone grazie a Brian Eno | Trackback
  34. ^ Brian Eno: The Lovely Bones.
  35. ^ Pitchfork: Source: Brian Eno Reveals Warp Album Details, Pitchfork.com. URL consultato il 2 novembre 2011.
  36. ^ Brian Eno | Drums Between The Bells & Panic Of Looking
  37. ^ Exhibitions - Music for the Great Gallery - Eno, volumina.net
  38. ^ Per un'analisi di Lux, cfr. Arena, op. cit., pp. 59-62
  39. ^ Store - Music for the Great Gallery - Eno, volumina.net
  40. ^ Thom, Jurek, Someday World, allmusic.com. URL consultato il 16 giugno 2014.
  41. ^ Accadde oggi, 15 maggio: nasce l'autore del jingle di Windows e della sigla del Tg3
  42. ^ Museum of Curiosity, programma radiofonico trasmesso il 4 maggio 2009, BBC Radio 4
  43. ^ "Q and A With Brian Eno"
  44. ^ TINY MUSIC MAKERS: Pt 2: The Microsoft Sound su sfgate.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jorge Lima Barreto, Rock & Droga. Misteri e segreti stupefacenti: una "Bibbia" rock-psichedelica, Milano, Gammalibri, 1984.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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