Timbro (musica)

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Il timbro è quella particolare qualità del suono che permette di distinguere due suoni con uguale intensità e altezza. Il timbro rappresenta, dunque, quell'attributo della sensazione uditiva che consente all'ascoltatore di identificare la fonte sonora, rendendola distinguibile da ogni altra.

Il timbro, che spesso è indicato fra i "parametri" del suono musicale, insieme all'altezza, all'intensità e alla durata, suggerisce numerose analogie con il colore per quanto riguarda la percezione visiva. Infatti, il timbro viene designato come colore del suono tanto in inglese (tone-colour) quanto in tedesco (Klangfarbe).

Mentre le altezze sonore, le durate e le intensità possono essere "discretizzate" e ordinate lungo una scala perché grandezze fisiche oggettive e misurabili rispettivamente con frequenzimetri , cronometri e fonometri in modo tale da essere definite in base a un'unica dimensione, ciò non può essere realizzato per il timbro che è una grandezza tipicamente multidimensionale.

Il timbro è determinato dallo spettro armonico (dato dalle sempre differenti distribuzioni di energia delle armoniche) e dal profilo dinamico (attacco, decadimento, sostegno e rilascio). Le armoniche di un suono musicale fondamentale detto anche primo armonico sono frequenze che si sviluppano insieme al fondamentale e si presentano sempre nella medesima successione (serie schematica ad intervalli costanti) quale che sia la frequenza matrice o strumento che la emette (con le eccezioni di alcuni strumenti quali il pianoforte nelle componenti spettrali alte , il clarinetto , l'oboe) , e sono sempre delle addizioni della frequenza originaria ma di variabili intensità.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nella classica, basata sulla teoria del suono di Helmholtz, il timbro viene determinato sulla base della sola composizione spettrale del suono, ossia in base alla distribuzione dell'energia delle diverse componenti di frequenza che compongono il suono. In questa concezione vi è una netta associazione fra spettro del suono e timbro, ma studi più recenti hanno dimostrato che i suoni prodotti da strumenti musicali tradizionali sono caratterizzati da andamenti spettrali che variano nel tempo, così che per dare una rappresentazione fedele del suono risulta necessario determinare le variazioni dello spettro nel tempo.

Ciò ha spinto a considerare il timbro come dipendente sia dalla distribuzione dell'energia nello spettro di frequenza, sia da fattori temporali, da ciò deriva che per tracciare una rappresentazione intuitiva del suono fisico può risultare utile impiegare un grafico tridimensionale (ampiezza, frequenza, tempo) in cui il timbro risulta individuato mediante una complessa superficie definita in questo spazio. Questo tipo di rappresentazione può essere avvicinata, in prima approssimazione, al tipo di analisi condotta dal nostro sistema percettivo.

La "caratterizzazione" timbrica è in relazione alla materia e alla costituzione della sorgente sonora; acusticamente dipende dalla forma delle vibrazioni ed è direttamente collegata con il fenomeno dei suoni armonici.

Timbro della voce[modifica | modifica sorgente]

Il timbro della voce, che identifica ogni persona come un'impronta digitale, non possiede alcun corrispettivo fisico nell'onda sonora, come il volume con l'intensità o l'altezza con la frequenza, ma dipende ugualmente da certe sue caratteristiche. È la qualità che corrisponde al colore della musica. Si può descrivere usando moltissimi aggettivi: dolce, secco, aspro, squillante, esile... Il corpo umano può essere paragonato a un risuonatore, ogni cavità od organo molle, situati nelle vicinanze dell'apparato fonatorio, interferiscono nella fonazione dei suoni linguistici, modificandone ampiezze delle armoniche e lasciando inalterata la frequenza fondamentale, in tal modo ognuno, essendo differente da qualsiasi altra persona, caratterizza in modo unico la voce con il proprio timbro.

Il timbro quindi è la caratteristica del suono che ci permette di stabilire a livello psicoacustico quale strumento musicale o sorgente sonora in genere ha prodotto quel suono .

Teoria formantica del timbro[modifica | modifica sorgente]

Secondo la Teoria formantica del timbro il timbro dipende in modo prevalente dalle zone formanti, ovvero le zone delle spettro sonoro con frequenza di maggiore ampiezza dovuti a fenomeni di risonanza, e dalla larghezza della fascia di frequenza abbracciata da ciascuna di esse[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mauro Graziani, "La teoria formantica: lo strumento", Dispense di Acustica. (URL consultato il 10 marzo 2010)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carlo Pasceri, "Tecnologia Musicale - La rivelazione della musica", Aracne Editrice, 2011

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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