Chiptune

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Chips SID MOS 6581 e MOS 8580 usati nel Commodore 64
AY-3-8912, Amstrad CPC, Atari ST, MSX e Sinclair ZX Spectrum 128

Con il termine chiptune o chip music ci si riferisce a brani di musica scritta per formati sonori in cui tutti i suoni sono sintetizzati in tempo reale dal chip sonoro di un computer o una console, anziché essere basati sulla sintesi di sample preesistenti.
Il periodo di maggior successo delle chiptunes va situato tra la seconda metà degli anni ottanta e i primi anni novanta, quando i chip sonori erano il metodo più comune per generare musica sui computer.
Nel tentativo di generare arrangiamenti più complessi, i compositori di queste musiche, per aggirare le limitazioni imposte dal mezzo, si misero a sviluppare i loro personali strumenti elettronici nonché spartiti musicali specifici, impiegando una combinazione dei due metodi di sintesi sonora, cioè la modulazione dell'ampiezza d'impulso PWM e la sintesi wavetable, e implementando speciali tecniche di composizione che sfruttavano largamente l'arpeggio.
Tutto ciò è dovuto al fatto che i primi chip sonori disponevano di un generatore sonoro che poteva controllare pochi canali contemporaneamente, emettendo solo poche tonalità e rumori simulati; la tecnologia di generazione sonora del periodo limitava di molto la complessità dei suoni; le melodie risultanti potevano così sembrare gracchianti e fastidiose all'orecchio dell'ascoltatore non abituato a questo tipo di musica.
Come facilmente comprensibile, le chiptune sono strettamente correlate alla musica nei videogiochi.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

I più datati precursori della chip music si possono già riscontrare nella storia iniziale della computer music. Nel 1951, i computer della serie CSIRAC e Ferranti Mark 1 erano usati per eseguire delle esibizioni pubbliche di musica digitale sintetizzata in tempo reale.[1]
Negli ultimi anni 70, le console dei videogame e i microcomputer (home computer), cominciarono a possedere dei circuiti integrati dedicati alla generazione sonora. Un primo notevole esempio è il chip TIA dell'Atari VCS (1977) che proponeva due canali di emissione (voice channel) con impostazione indipendente, l'uno dall'altro, della forma d'onda e del volume.
Dato che parecchi microcomputer erano venduti con la possibilità di gestire musica e suoni, iniziarono a essere disponibili software commerciali per la composizione musicale, che giravano su vari modelli di microcomputer. Un primo esempio è l'Atari Music Composer, attribuito nel 1980 per l'Atari 400/800. Questi programmi erano semplici e intuitivi da usare, ma avevano capacità molto ristrette. Al fine di avere maggior vantaggio dal chip sonoro, erano necessarie approfondite conoscenze di programmazione, spesso in linguaggio assembly.

La cultura musicale relativa al SID[modifica | modifica sorgente]

Indubbiamente, il più influente elemento di hardware che ha segnato lo sviluppo della musica su chip è stato il SID (Sound Interface Device - Dispositivo di Interfaccia Sonoro) della MOS Technology, il chip sonoro che equipaggiava il Commodore 64 (1982).
Già nel 1985, diversi programmatori su Commodore 64, come Rob Hubbard, David Whittaker (realizzatore di video game) e Martin Galway, stavano esplorando le capacità musicali del chip SID, con l'intento di produrre molteplici e interessanti musiche per videogiochi. A causa dell'assenza di software sufficientemente avanzati per la composizione musicale, venivano utilizzati allo scopo dei programmi specialistici, detti "monitor" per linguaggio macchina.
Allo stesso tempo, molti hobbysti del computer erano impegnati nello sforzo di "estrarre" queste musiche dai videogame. Questa musica estratta veniva poi distribuita tra gli hobbysti sotto forma di miniprogrammi indipendenti dal videogioco di origine, contenenti uno o più brani della musica del videogioco; inoltre queste musiche venivano spesso usate come musica di sottofondo in piccoli programmi di solo scopo dimostrativo (demo), oppure addirittura nelle sequenze introduttive degli stessi videogiochi crackati, quando veniva mostrata la lista dei crackers.
In seguito, numerosi gruppi che appartenevano allo scenario dei demo, si mossero a realizzare la loro propria musica, invece che estrarla dai videogame. Nel 1986, Jeroen "Red" Kimmel studiò il programma che costituiva il player realizzato da Rob Hubbard e lo modificò per i suoi brani demo musicali[2], dopodiché nel 1987 scrisse un suo proprio programma. Alcuni altri hobbyisti, inoltre, stavano realizzando i loro software musicali, ad esempio il Soundmonitor di Chris Hülsbeck, che fu pubblicato nel 1986 in un numero della rivista tedesca "64'er", dedicata al Commodore 64, come listato da digitare sul computer a cura del lettore[3]. La disponibilità di questi software rese possibile ad un più ampio uditorio di possessori di computer, di comporre musica, anche complessa, sfruttando il chip musicale SID. La stessa rivista "64'er" ospitò inoltre nel 1986, la prima competizione, di cui ci sia nota, per musica realizzata con il Commodore 64.
Questi stessi sviluppi nell'ambito culturale del Commodore 64, si riflessero con simili modalità su altre piattaforme di microcomputer disponibili in quel periodo.
La pratica di realizzare composizioni musicali con il SID è continuata senza interruzioni fino ai giorni nostri, sempre ricollegandosi allo scenario dei demo per il Commodore 64. "The High Voltage SID Collection", un vasto archivio di musica per SID, contiene oltre 41,000 brani di musica per SID.[4]

Tracker chiptunes[modifica | modifica sorgente]

Il Commodore Amiga (1985), con il suo sintetizzatore sonoro basato su campionatore, portò il concetto di musica per microcomputer ben lontano dal suono sintetizzato dai chip SID. I software per Amiga, denominati "tracker", iniziando dallo "Ultimate Soundtracker" del 1987 creato da Karsten Obarski, ispirò un gran numero di entusiasti utenti di computer a creare musica. Come variante della nascente cultura della musica tracker, si fece strada un tipo di musica con forti reminiscenze di quella preesistente per il SID del Commodore 64. Questo tipo di musica venne chiamata "chiptunes", oppure "chip music".

I primi esempi di "tracker chiptunes" datano circa 1989 - 1990 e sono attribuiti ai musicisti dello scenario della musica demo che si facevano chiamare 4-Mat, Baroque, Turtle e Duz. I "tracker chiptunes" tecnicamente sono basati su forme d'onda di durata molto corta ripetute in loop, che poi sono modulate con effetti sonori gestiti dal software tracker, ad esempio arpeggio, vibrato e portamento. La ridotta quantità di dati necessari per il campionamento, peraltro, rendeva i "tracker chiptunes" fortemente efficienti nel compattare lo spazio di memorizzazione loro necessario, rispetto ad altri tipi di musica realizzata con il software tracker, e li rendeva appetibili per i demo e le intro dei programmi crackati, tipicamente costretti a dimensioni limitate. I "tracker chiptunes" erano inoltre comunemente usati in altri scenari di software pirata, come ad esempio i generatori di chiavi (cosiddetti "keygen") per lo sblocco dei programmi originali copiati.

Il termine "chiptune" è anche usato per riferirsi alla chip music prodotta tramite sintesi effettuata su chip musicali di nuova tecnologia, ma alcune fonti, come l'"Amiga Music Preservation project", ancora definiscono il chiptune come, specificatamente, un piccolo modulo tracker.[5]

Passi verso il mondo della musica mainstream[modifica | modifica sorgente]

Precedentemente agli anni 2000, la chip music raramente veniva eseguita dal vivo, e i brani erano distribuiti quasi esclusivamente come programmi eseguibili, oppure sotto forma di altri formati di file specializzati. I primi esempi di chip music, prodotti da una etichetta di produzione musicale, possono essere trovati negli ultimi anni 1990.[6]

Durante gli anni 2000, un nuovo movimento di cultura dei chiptune prese piede, amplificata dalla produzione di software come "LSDJ" per il Game Boy. Questa nuova cultura dà molta più enfasi alle performance dal vivo e produzione di dischi, che non i precedenti scenari dei demo e della cultura dei tracker, dei quali i nuovi artisti sono solo lontanamente consapevoli.[7]

Tecnologie[modifica | modifica sorgente]

Storicamente, i circuiti integrati usati per le chiptune sono stati chip sonori come:

Per il MSX vennero prodotti diversi chip più potenti, tra cui il Konami SCC, lo Yamaha YM2413 (MSX-MUSIC) e lo Yamaha Y8950 (MSX-AUDIO, predecessore dell'OPL3 Yamaha YMF262), la scheda audio Moonsound basata sullo Yamaha YMF278B (OPL4), ciascuno con le sue sonorità caratteristiche.
Il Game Boy, come il NES (Nintendo Entertainment System), non ha un chip sonoro dedicato ma usa della logica digitale integrata nella CPU principale.

Riguardo all'Amiga, è noto che il suo chip sonoro si chiama "Paula", ma in realtà esso non è propriamente un generatore di suoni: tecnicamente, esso è solo responsabile di trasferire (in modalità DMA, Direct Memory Access) i campioni sonori memorizzati nella RAM del computer, alla circuiteria di emissione sull'uscita audio, similarmente al funzionamento delle moderne schede audio.

Sui modelli di ZX Spectrum dotati di 128KB, su Amstrad CPC e su Atari ST, i suoni provenienti dal chip sono sintetizzati semplicemente dividendo una forma d'onda quadra di partenza (denominata clock), per ottenere una risultante onda quadra della frequenza desiderata, per poi usare successivamente una forma d'onda "a dente di sega" oppure una onda triangolare, ricavata da un oscillatore a bassa frequenza (LFO, Low Frequency Oscillator) residente nella circuiteria di controllo del volume, oppure infine un generatore di inviluppo di tipo ADSR (Attack-Decay-Sustain-Release), con lo scopo di ottenere una qualche forma di modulazione ad anello. Un'altra soluzione consiste nell'utilizzare gli oscillatori LFO per controllare, o influenzare, un parametro del suono emesso, ad esempio l'altezza (pitch) o altri tipi di filtraggio, impostati in un ciclo ripetitivo.

La tecnica di realizzare chiptunes attraverso campioni sintetizzati direttamente (in runtime), continuò ad essere popolare anche su macchine con completa capacità di riproduzione tramite campionamento; siccome la descrizione del suono prodotto da uno strumento richiede molto meno spazio che non registrare tutti i campioni delle note da esso emesse, questi formati generavano file molto piccoli, e siccome i parametri della sintesi sonora potevano pure essere variati nel corso della composizione, essi potevano contenere espressioni musicali più profonde che non i formati basati su puro campionamento. Inoltre, anche con formati puramente di campionamento, come il formato MOD, si riusciva a risparmiare spazio attraverso la ripetizione in loop di campioni di brevissima durata.

I computer di ultima generazione hanno smesso di ricreare le musiche attraverso chip dedicati e si basano sulla sintesi degli strumenti derivata dai sample, che permette di ottenere sonorità più fedeli agli strumenti reali, ma al prezzo di maggiori dimensioni dei file ottenuti e, si potrebbe dire, della personalità che i musicisti trasmettevano con i loro file nel tentativo di riprodurre le sonorità con mezzi più primitivi.

Lo standard MIDI, assieme al set di strumenti General MIDI, descrive solamente quali note sono suonate su determinati strumenti, per cui il General MIDI non va considerato chiptune, in quanto un file MIDI non fornisce informazioni sulla sintesi degli strumenti.

I formati di file più comuni con cui si possono creare o riprodurre chiptune sono il formato SID, SNDH, MOD, XM (eXtended Module) e svariati formati basati su AdLib, nonché diversi formati di file meno comuni originari dei computer Amiga.

Stile[modifica | modifica sorgente]

Le chiptune solitamente consistono di onde con forme basiche, tra cui sinusoidi, onde quadre, onde triangolari o a dente di sega, e semplici percussioni, solitamente generate processando il rumore bianco attraverso un sintetizzatore con un modulo ADSR.
Per questo motivo le sonorità in stile 8 bit delle chiptune possono essere riconosciute dai loro strumenti sintetizzati su base di onde quadre, le percussioni di cui sopra e ampio uso di arpeggi rapidissimi per dare l'impressione che le composizioni comprendano accordi di tre o quattro note su un unico canale (le limitazioni dell'hardware impedivano di porre più note su un unico canale).

Le intro della demoscene hanno sviluppato un loro personale stile di chip music; in effetti, sebbene con "chip music" ci si possa riferire a qualsiasi genere o stile musicale, più spesso vene adottato per indicare questo particolare stile di musica, dato che altri generi si avvalgono ormai di tecnologie più sofisticate.
Questo stile di musica viene riproposto, ad esempio, su siti specializzati come www.chiptune.com, che fanno da vetrina a nuove composizioni, sia realizzate in formato MOD (quello dei tracker) sia con formati e computer più antiquati.

Dal 2010[modifica | modifica sorgente]

Le chiptune possono essere suonate sui computer moderni attraverso emulatori o piattaforme specifiche per i vari lettore multimediale; tuttavia, i software non sempre possono essere fedeli al 100% nell'emulazione di particolari hardware. Per fare un esempio, il chip SID possiede un filtro comprendente circuiti analogici le cui caratteristiche possono solo essere parzialmente riproposte attraverso calcoli matematici.

Lo scenario dei chip, e del mondo del software pirata, è lungi dall'essere morto con la presenza dei "compo", gruppi che pubblicano dischi musicali, e con gli scenari dei demo e delle intro per i software crackati. Nuovi strumenti per la musica tracker stanno rendendo i chip sound disponibili a musicisti meno smanettoni. Per esempio, "Little Sound DJ" per il Game Boy, ha un'interfaccia progettata per l'utilizzo in ambiente live, e ha capacità di sincronizzazione MIDI. La piattaforma Nintendo (NES) ha il MidiNES, una cartuccia che trasforma il sistema in un sintetizzatore con hardware completo, controllabile totalmente da periferica MIDI. Per il Commodore 64 è stato reso disponibile il Mssiah, che è molto simile al MidiNES ma con maggior controllo dei parametri, della sequenziatura, dell'emulazione analogica dei tamburi, e una limitata riproduzione di campioni. Su piattaforma DOS, il Fast Tracker è uno dei più famosi generatori di chiptunes, a causa della sua capacità di generare campioni utilizzando il mouse, disegnando a mano il loro inviluppo. L'artista di chiptunes Pixelh8 ha inoltre realizzato un software musicale come Music Tech[8] per il Game Boy, e il Pro Performer[9] per Game Boy Advance e Nintendo DS, che trasforma entrambe le macchine in sintetizzatori completi. Negli ultimi anni, la chip music è tornata nei videogiochi moderni, sia con il vecchio stile dei chip dedicati o con il campionamento. Esempi di videogiochi che fanno questo nella loro colonna sonora includono Mega Man Battle Network, Reset Generation, Seiklus, e Tetris DS.

Film[modifica | modifica sorgente]

Lo scenario dei chiptunes è stato il soggetto di un documentario chiamato Blip Festival: Reformat the Planet di "2 Player Productions"[10]. Questo film è stato selezionato ufficialmente nel 2008 al film festival "South by Southwest" ad Austin in Texas.[11] La prima del film è avvenuta l'8 marzo 2008 al Dobie Center.

TV[modifica | modifica sorgente]

L'11 aprile 2005 ci fu la prima performance con i chiptunes su un canale televisivo nazionale americano. I "8 Bit Weapon" eseguirono i loro brani "Bombs Away" e "Gameboy Rocker" durante l'episodio live numero 5058 di "Attack of the Show" sul canale "G4".[12][13]

La serie TV "Yo Gabba Gabba!" sul canale "Nickelodeon" fa un uso massiccio di chiptunes come musica di sottofondo.

Artisti e gruppi rappresentativi[modifica | modifica sorgente]

Periodo classico[modifica | modifica sorgente]

Questo periodo è stato caratterizzato dall'uso di home computer e console di videogioco, e i brani musicali erano solitamente inseriti nei giochi, nei crack o nei demo. Musicisti di rilievo a quel tempo annoveravano Rob Hubbard, Ben Daglish, Chris Hülsbeck, Tim Follin e Martin Galway su C64, Jochen Hippel su Atari ST, Yuzo Koshiro su vari chip FM, tra i quali Yamaha YM2612 del Sega Mega Drive, e Koji Kondo, Nobuo Uematsu, Hirokazu Tanaka e Yuukichan's Papa su Nintendo.

Nel ventunesimo secolo[modifica | modifica sorgente]

Si registra un impulso di originalità nello scenario dei chiptune, la moderna musica dance elettronica, specialmente l'electro, la dance-pop, la house music e la techno, si riflettono nella musica di artisti Europei quali Goto80 o Role Model, fondatore di BLEEPSTREET Records o artisti Americani come Nullsleep e Trash80. Alcuni, come YMCK, Firebrand Boy, David Dineen-Porter, e Paza Rahm, frequentemente includono contributi vocali, un elemento che è sempre mancato nella maggior parte delle prime composizioni. Artisti come Sabrepulse e Mcfiredrill realizzano chipmusic che sono assonanti alla techno più profana. Molti altri, come Random, 4mat e C-jeff risentono dell'influenza della musica dello scenario dei demo. Artisti come Virt sono ispirati dalla musica per videogame per i quali compongono anche dei temi. Alcune band, come Anamanaguchi, Solemn Camel Crew e 8 Bit Weapon hanno inserito la chipmusic in una esibizione live. Un originale movimento canadese è riuscito a fondere molteplici generi, come IDM, indie rock, folk, trip hop, e power pop, con la musica a "8bit" dei chiptunes, e tra i rappresentanti troviamo Aliceffekt, David Dineen-Porter, e XC3N. Alex Mauer è stato un pioniere nel produrre musica sulle odierne cartucce di espansione per Nintendo, e costituisce il primo esempio di un artista moderno che è fortemente e per gran parte influenzato dalle musiche vintage dei chiptunes. Molti dei musicisti di chiptunes distribuiscono gratuitamente la loro musica in formato digitale audio sulle cosiddette netlabels, come 8bitcollective.com, micromusic.net, Pause, e mp3death.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ BBC News 17 Jun 2008: 'Oldest' computer music unveiled
  2. ^ Kimmel, Jeroen "Red": Red Hubbard (C-64 demo) -
  3. ^ Hülsbeck, Chris: Soundmonitor 1.0 (C-64 program) -
  4. ^ High Voltage SID Collection FAQ
  5. ^ Amiga Music Preservation FAQ
  6. ^ Carlsson, Anders "Goto80": Chip music timeline
  7. ^ Yabsley, Alex. (2007) The Sound of Playing: A Study into the Music and Culture of Chiptunes [Bachelors of Music Technology thesis]. South Brisbane: Queensland Conservatorium, Griffith University.
  8. ^ Album on NES Cartridge, Synth on GameBoy , Create Digital Music. Published July 4, 2007.
  9. ^ Pixelh8 Music Tech Pro Performer Brings Live Performance to Game Boy , Create Digital Music. Published March 24, 2008.
  10. ^ [1] sito ufficiale
  11. ^ [2] sito ufficiale
  12. ^ [3] sito ufficiale
  13. ^ [4] video Youtube

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]