Moog

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Moog
Informazioni generali
Classificazione Elettrofoni semielettronici
Utilizzo
Musica pop e rock
Due sintetizzatori moog del 2007

Il moog (pronuncia corretta: mog, come dichiarato dallo stesso inventore Robert Moog in un articolo incluso nel libro The Origins of the Synthesizer: An Interview with Dr. Robert Moog)[1] è un sistema di sintetizzatori basati su tastiera progettato e costruito dall'ingegnere statunitense Robert Moog, da cui ha poi ereditato il nome. Vi sono numerosi tipi di moog, anche se i più utilizzati sono stati il Polymoog ed il Minimoog.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

Modular moog[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Moog Modular.

Il modular moog, multimodulare, utilizzato più spesso in sala di registrazione con 12 oscillatori, pieno di cavi di derivazione e complessi sistemi di memorizzazione dei ritmi, era il più sofisticato, ingombrante ed anche il più costoso. Fra i suoi utilizzatori Keith Emerson degli Emerson Lake & Palmer, il produttore-musicista altoatesino trapiantato in Germania Giorgio Moroder scopritore di Donna Summer, nonché, in Italia, la Premiata Forneria Marconi, il Banco del Mutuo Soccorso, Franco Battiato, Gian Felice Fugazza e in particolare Il Guardiano del Faro (Federico Monti Arduini-Arfemo).

Soprattutto in questa versione, il moog, che aveva varianti sonore e timbriche quasi infinite, ha costituito la realizzazione di un sogno antico: quello di manipolare il suono attraverso una variazione cromatica che lo rende simile all'uso dei colori su una tavolozza. Si ritiene che la forza del moog risieda comunque sul suo potere evocativo: un lungo "do" basso che fa da sfondo a certe scene filmiche può essere sostituito da un tappeto di archi (come nell'introduzione al primo movimento della Terza sinfonia di Gorecki), ma quel suono caratteristico del sinth moog è oramai entrato a pieno titolo nell'immaginario sonoro di questi ultimi decenni. L'ouverture del film Shining (Rocky Mountain di Wendy Carlos) è un altro esempio in cui l'utilizzo del moog produce un impatto sonoro difficilmente raggiungibile con altri strumenti.

Del Modular Moog esistono alcuni simulatori per PC. Uno dei più famosi è il Moog modular V di Arturia.

Minimoog[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Minimoog.

Il Minimoog, secondo sintetizzatore della Moog, consisteva in una tastiera portatile, più economica e flessibile che si basava su 3 oscillatori. È uno strumento che è entrato nella leggenda e maggiormente usato dai gruppi musicali in concerto. Attualmente viene prodotta una versione chiamata Minimoog Voyager che mantiene le classiche caratteristiche del model D (la versione più diffusa nel passato), con l'aggiunta di alcune migliorie con un filtro multimodo.

Versatilità del suono[modifica | modifica wikitesto]

L'aspetto rilevante, al di là del puro dato tecnico, riguarda l'ingresso nel panorama musicale di uno strumento che ha sonorità e funzionalità innovative, non solo nell'ambito della musica rock ma, in alcuni casi specifici, nella musica colta.

Il moog utilizzato nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

Wendy Carlos ha costruito un "ponte" interessante tra l'uso di questo strumento in chiave atonale e puramente espressiva (ad esempio Timesteps o l'album For Seasons) e le riproposizioni di brani di Bach, Beethoven, Purcell o Rossini. Tali interpretazioni costituiscono buona parte della colonna sonora del film Arancia Meccanica (A Clockwork Orange).

Elenco di sintetizzatori moog[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Wells, John C. (2009). "Moog". Longman Pronunciation Dictionary. London: Pearson Longman

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]